XV Domenica del tempo ordinarioAnno A - Commento al Vangelo di don Fabio Rosini Nel Vangelo di questa Domenica Gesù ci dice che Dio getta il seme della sua parola su ogni tipo di terreno, in ogni cuore. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 13,1-23 Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti». Gli si avvicinarono …Altro
Questo è il tempo dei bambini: la loro santità contrasta il mondo del male in modo semplice e diretto, senza giri di parole. Si può ragionare contro le malvagità del mondo (che sono anche in noi, intendiamoci) con argomenti e parole, ma esse si infrangono inevitabilmente contro un muro, e non risolvono. Gesù ha salvato il mondo con un duplice atto, che diviene atto unico: la morte di croce e la gloriosa resurrezione, e Martina ne è testimone. Per questo motivo tale libro va letto e divulgato. Dobbiamo essere tutti trascinati a vivere in Gesù risorto, dove la realtà della vita cristiana è assoluta, limpida, omnicomprensiva. Martina ne è stata un’apripista, ci ha indicato, con la sua semplice esistenza, la via. La sua vita è di un’autenticità tremenda. Ma, al tempo stesso, di una dolcezza struggente (Padre Serafino Tognetti). Guarda il video con la testimonianza youtube.com/watch?v=mnnUe1rvI3c
XIV Domenica del Tempo Ordinario - Anno A - Commento al Vangelo Don Fabio Rosini, docente di comunicazione e trasmissione della fede, Pontificia Università della Santa Croce, Roma, commenta il Vangelo del 05 07 26 XIV Domenica del Tempo Ordinario Dal Vangelo secondo Matteo 11, 25-30 In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Un giorno, gridando, il demonio disse: «Sai come mi combatte Lei? Con l’umiltà! Lei si sente ancora l’ultima, pur essendo la prima! Lei si sente ancora la più inutile, pur essendo l’unica utile, l’unica necessaria a tutti voi, sporchi esseri umani! Voi siete fango e Lei si sente più fango di voi! Io odio l’umiltà e odio tutti coloro che lo sono, Lei per prima! La sua umiltà mi umilia più che la potenza di Lui ». Altre volte ha detto: «L'anima di Quella splende della sua umiltà. Se voi foste umili, emanereste anche voi luce e tutti la vedrebbero, per questo io devo convincervi a essere superbi, così tutti vedranno il nero dell’Inferno, invece della luce del Paradiso». «Ogni volta che Lei vi convince a rinunciare a qualcosa di superbo, vince una battaglia». «Mai nessuno come Lei, mai ha avuto, mai, mai, mai, l’atteggiamento interiore e profondo di umiltà verso il suo Dio. Mai nessuno. A chi la vuole seguire, basta questo». «Lei non ha smesso un attimo di essere così stupidamente umile. …Altro
XIII Domenica del Tempo ordinario (Anno A) Commento al Vangelo di don Fabio Rosini Don Fabio Rosini, docente di comunicazione e trasmissione della fede, Pontificia Università della Santa Croce, Roma, commenta il Vangelo del 28 06 2026 XIII Domenica del Tempo Ordinario Nel Vangelo di questa Domenica, Gesù ricorda ai suoi discepoli che la vita come suoi discepoli ha delle esigenze chiare Dal Vangelo secondo Matteo Mt 10,37-42 In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: "Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto. E chi avrà dato anche solo …Altro
XII Domenica del Tempo Ordinario - Anno A - Commento al Vangelo di don Fabio Rosini Don Fabio Rosini, docente di comunicazione e trasmissione della fede, Pontificia Università della Santa Croce, Roma, commenta il Vangelo del 21 06 2026 XII Domenica del Tempo Ordinario Dal Vangelo secondo Matteo Mt 10,26-33 In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi …Altro
XI Domenica del Tempo ordinario - Anno A - Commento al Vangelo di don Fabio Rosini Dal Vangelo secondo Matteo Mt 9,36 – 10,8 In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!». Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro il potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore …Altro
Quando venivo afferrata da molte pene e disturbi diventavo veramente pusillanime e sospiravo. Dio forse mi avrebbe potuto regalare solo un giorno tranquillo. Vivo come nell'inferno. Ebbi allora un severo rimprovero dalla mia guida, che mi disse: "Per fare in modo da non paragonare più così la tua condizione voglio mostrarti veramente l'inferno". Così essa mi guidò verso l'estremo settentrione, dalla parte dove la terra diviene più ripida, poi più distante dalla terra. Ricevetti l'impressione di essere giunta in una località terribile. Discesi attraverso i sentieri di un deserto di ghiaccio, in una regione sopra all'emisfero terrestre, dalla parte più settentrionale del medesimo. La via era deserta e nel percorrerla notai che si faceva sempre più scura e ghiacciata. Al solo ricordo di ciò che vidi sento tutto il mio corpo tremare. Era una terra di infinite sofferenze, cosparsa da macchie nere, qua e là carbone e un fumo denso si levava dal suolo; il tutto era avvolto in una profonda …Altro
Il Figlio di Dio parlava alla sposa, dicendole: «Quando il diavolo ti tenta, digli queste tre cose: ‘le parole di Dio non possono che corrispondere alla verità; nulla è impossibile a Dio; diavolo, non puoi darmi lo stesso amore fervente che mi da Dio'». (Libro Il, 1) «Il mio nemico ha tre demoni dentro di sé: il primo risiede negli organi sessuali, il secondo nel suo cuore, il terzo in bocca. Il primo è come un pilota che fa entrare nel vascello l'acqua che poco alla volta lo riempie; quando l'acqua straripa, il vascello viene sommerso. Questa nave è il corpo agitato dalle tentazioni dei demoni e assalito dai venti della loro cupidigia; così come le acque della voluttà entrano nel vascello, allo stesso modo la volontà entra nel corpo attraverso il piacere che il corpo stesso prova con i pensieri voluttuosi; e poiché esso non vi si oppone con la penitenza, né con l'astinenza, l'acqua della voluttà aumenta e aggiunge il consenso, e lo stesso fa nella nave, affinché non raggiunga il porto …Altro
Solennità del Corpus Domini - Anno A - Commento al Vangelo di don Fabio Rosini Nel Vangelo di questa Domenica Gesù si dona all'uomo come vero pane, fonte di vita eterna. Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 6,51-58 In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà …Altro
Sebbene il purgatorio sia un luogo di purificazione e sofferenza, l'anima lo vive come un dono della misericordia di Dio. Dopo che Suor Faustina Kowalska, con il suo Angelo custode, fu per la prima volta in quel luogo, scrisse: "In un momento mi trovai in un luogo nebbioso, invaso dal fuoco e in esso una folla enorme di anime sofferenti. Queste anime pregano con grande fervore, ma senza efficacia per se stesse; solo noi le possiamo aiutare. Le fiamme che bruciavano loro, non mi toccavano. Il mio Angelo Custode non mi abbandonò un solo istante. Scorsi la Madonna che visitava le anime del purgatorio e portava loro sollievo. Le anime chiamano Maria "Stella del Mare". Ella reca loro refrigerio. Chiesi a quelle anime quale fosse il loro maggior tormento. Ed unanimemente mi risposero che il loro maggior tormento è l'ardente desiderio di Dio ". (20) Poco tempo dopo, l'ambasciatrice della misericordia poté provare questo desiderio doloroso mentre era in preghiera per una consorella morta: "…Altro
Dice Gesù: «Il nome primitivo era Lucifero: nella mente di Dio voleva dire “alfiere o portatore della luce” ossia di Dio, perché Dio è Luce. Secondo in bellezza fra tutto quanto è, era specchio puro che rifletteva l’insostenibile Bellezza. Nelle missioni agli uomini egli sarebbe stato l’esecutore del volere di Dio, il messaggero dei decreti di bontà che il Creatore avrebbe trasmesso ai suoi beati figli senza colpa, per portarli sempre più in alto nella sua somiglianza. Il portatore della luce, con i raggi di questa luce divina che portava, avrebbe parlato agli uomini, ed essi, essendo privi di colpe, avrebbero compreso questi balenii di armoniche parole tutte amore e gaudio. Vedendosi in Dio, vedendosi in se stesso, vedendosi nei compagni, perché Dio lo avvolgeva della sua luce e si beava nello splendore del suo arcangelo, e perché gli angeli lo veneravano come il più perfetto specchio di Dio, si ammirò. Doveva ammirare Dio solo. Ma nell'essere di tutto quanto è creato sono presenti …Altro
Annunciata come «una donna eccezionale» dalla mistica centenaria Madre Raffaelina Borruto prima ancora che ne si sapesse il sesso, Carlotta Nobile (Roma, 20 dicembre 1988 – Benevento, 16 luglio 2013) fin da bambina manifestò una sensibilità profonda e tormentata, testimoniata da vari scritti: «La mia storia sarà diversa» scrisse al papà a 8 anni. Mostrò presto un singolare talento che la lanciò in una sorprendente e precoce carriera violinistica di livello nazionale, coltivata nelle maggiori accademie europee e coronata con la vittoria di vari prestigiosi concorsi. Parallelamente a ciò, pubblicò due libri e si laureò con lode in Storia dell’Arte, proseguendo gli studi a New York e a Cambridge. Severa ed esigente con se stessa, con «l’amore intorno e la disciplina dentro» -come scrisse-, durante l’adolescenza vide sbiadire la fede dell’infanzia. Nel pieno dei suoi 22 anni, arrivò però la diagnosi di un melanoma. Dopo una prima reazione di rabbia nei confronti di un destino che percepiva …Altro
Il racconto della malattia e della morte di una ragazza di 25 anni che non ha maledetto la sua storia ma ha testimoniato nella sofferenza l’amore di Dio, accompagnata dalla famiglia e dalla sua comunità. È domenica sera e ho appena finito di leggere “Credere per Vedere” di Massimiliano Giglio (Araba Fenice libri). Ho trattenuto a fatica l’emozione nello scorrere queste pagine che raccontano la storia della malattia e della morte della giovane Chiara Maria, salita al cielo all’età di 25 anni a causa di un tumore della pelle. Arrivata alla fine del libro ho pensato che davvero si può vivere la grazia di una morte santa, accettando la volontà di Dio, soffrendo ma senza cadere nella disperazione, amando e conservando la fede con forza. Questo è ciò che ha fatto la giovane e coraggiosa Chiara Maria, testimoniando che proprio nella sofferenza l’uomo è più vicino a Gesù, e che anche se non comprendiamo il perché di una croce – nel suo caso la malattia – c’è un senso profondo e misterioso nel …Altro
La Emmerick racconta il suo battesimo: ‘Vidi il mio Angelo Custode e i miei Santi’” Siccome io fui nata agli otto di settembre, così ebbi oggi ( 8 settembre 1821 ) una visione della mia nascita e del battesimo; ed io mi sono trovata a tutto ciò presente, provando un senso veramente strano. Mi sentiva come una bambina neonata sulle braccia delle donne, che mi trasportavano al battesimo in Hoesfeld. Mi vergognava nel sentirmi così piccola ed imbelle, e per altro di essere ad un tempo stesso sì vecchia; giacchè tutto ciò che io sentii e provai allora come neonata bambina, io l'ho veduto e riconosciuto oggi di nuovo, ma pure commisto alla mia attual intelligenza. Io era timida affatto ed imbarazzata; le tre vecchie donne che unitamente mi portavano al battesimo, ed anco la balia, mi erano antipatiche. Mia madre no, che non mi era antipatica; ed io suggeva il latte dal di lei seno. Tutto ciò io vidi qui intorno a me, e così pure la vecchia capanna in cui abitavamo; tutto insomma come io nol …Altro