Città del Vaticano - L’Ordinanza n. 24/25 della Corte di Cassazione dello Stato della Città del Vaticano scaturisce dall’istanza di ricusazione presentata da più parti dinanzi alla Corte d’Appello nei confronti del Promotore di Giustizia Alessandro Diddi. Come Silere non possum ha documentato, pubblicando integralmente le conversazioni intercorse tra la pregiudicata Francesca Immacolata Chaouqui e Genoveffa Ciferri, nonché gli scambi tra Ciferri e lo stesso Diddi, la sua permanenza nel procedimento era del tutto incompatibile con l’esercizio sereno e imparziale delle funzioni requirenti: in un processo in cui tali rapporti e interlocuzioni assumono rilievo, Diddi non può continuare a operare come Promotore di Giustizia. Che l’avvocato romano fosse pienamente consapevole della gravità di quelle conversazioni lo conferma un dato preciso: alle difese venne di fatto impedito di accedere a quegli atti. In coordinamento con Giuseppe Pignatone, oggi coinvolto in procedimenti penali …
Il quotidiano della Conferenza episcopale italiana, in linea con i vertici della stessa Cei, pubblica un nuovo articolo a favore della transessualità, addirittura dei minori. La tattica è sempre quella della fenomenologia etica: ciò che succede è buono. Ignorati gli argomenti contrari: gli studi scientifici, i principi morali, la Bibbia e il Magistero. Tommaso Scandroglio
Meglio un passo di lato che una sconfessione definitiva. Il Promotore di Giustizia Alessandro Diddi non rappresenterà più l'accusa nel processo d'appello a monsignor Angelo Becciu: lo ha deciso lui stesso offrendo alla Cassazione vaticana la sua astensione. Una scelta last minute inaspettata alla vigilia del verdetto atteso per venerdì scorso, che ha sollevato la Corte dall'onere di doverlo dichiarare incompatibile, dopo la mole di conversazioni avute con la "Papessa" Francesca Chaouqui - nemica di Becciu dopo la sua condanna nel caso Vatileaks - e Genevieve Ciferri, amica del superteste Alberto Perlasca, vero regista nella Segreteria di Stato dell'operazione immobiliare a Sloane Avenue che ha causato un buco da 200 milioni nelle casse vaticane. Becciu è stato condannato a 5 anni e sei mesi per peculato senza essersi messo in tasca un euro anche a causa di un memoriale che, stando a 3mila pagine di chat tra Diddi, la Ciferri, la Chaouqui e alcuni gendarmi vaticani, sarebbe stato …Altro
Esclusivo Cronaca giudiziaria |Il caso La Cassazione vaticana doveva decidere sulla sua ricusazione per le chat con la Chaouqui e la Ciferri, il Promotore di Giustizia decide di astenersi dall'appello Meglio un passo di lato che una sconfessione definitiva. Il Promotore di Giustizia Alessandro Diddi non rappresenterà più l'accusa nel processo d'appello a monsignor Angelo Becciu: lo ha deciso lui stesso offrendo alla Cassazione vaticana la sua astensione. Una scelta last minute inaspettata alla vigilia del verdetto atteso per venerdì scorso, che ha sollevato la Corte dall'onere di doverlo dichiarare incompatibile, dopo la mole di conversazioni avute con la "Papessa" Francesca Chaouqui - nemica di Becciu dopo la sua condanna nel caso Vatileaks - e Genevieve Ciferri, amica del superteste Alberto Perlasca, vero regista nella Segreteria di Stato dell'operazione immobiliare a Sloane Avenue che ha causato un buco da 200 milioni nelle casse vaticane. Becciu è stato condannato a 5 anni e sei …
Il "processo del secolo" ai fondi della Segreteria di Stato vaticana ricomincia da zero in appello. La Cassazione composta dai cardinali Kevin Farrel (presidente del collegio), Matteo Zuppi e Angel Artime, con le due giudici applicate Chiara Minelli e Patrizia Piccialli, ha demolito il castello accusatorio del Promotore di giustizia Alessandro Diddi, che si dimostra ancora una volta digiuno di diritto canonico, e ha confermato le assoluzioni del primo grado contro cui l'avvocato romano si era opposto, senza ragione e fuori tempo massimo. Una sconfitta per Diddi, che all'ultimo secondo ha comunicato alla corte di volersi astenere dal rappresentare l'accusa anche in appello. Una mossa inaspettata, un passo di lato improvviso che serve a evitare una ricusazione data per certa e serve soprattutto a seppellire l'ipotesi del complotto per far condannare monsignor Angelo Becciu (che in primo grado si è beccato cinque anni e sei mesi per peculato "senza aver intascato un quattrino"), escludendo …Altro
Vaticano |IL SECONDO GRADO DEL PROCEDIMENTO Cade il castello accusatorio del procuratore, che si astiene dal rappresentare l'accusa in appello Il "processo del secolo" ai fondi della Segreteria di Stato vaticana ricomincia da zero in appello. La Cassazione composta dai cardinali Kevin Farrel (presidente del collegio), Matteo Zuppi e Angel Artime, con le due giudici applicate Chiara Minelli e Patrizia Piccialli, ha demolito il castello accusatorio del Promotore di giustizia Alessandro Diddi, che si dimostra ancora una volta digiuno di diritto canonico, e ha confermato le assoluzioni del primo grado contro cui l'avvocato romano si era opposto, senza ragione e fuori tempo massimo. Una sconfitta per Diddi, che all'ultimo secondo ha comunicato alla corte di volersi astenere dal rappresentare l'accusa anche in appello. Una mossa inaspettata, un passo di lato improvviso che serve a evitare una ricusazione data per certa e serve soprattutto a seppellire l'ipotesi del complotto per far condannare …
Ora è il momento di provvedere immediatamente alla rimozione di Alessandro Diddi come Promotore di Giustizia dello Stato della Città del Vaticano perché ha già arrecato grave danno all’immagine e alla credibilità dello Stato e del Papa. Questo conferma come in questi anni si siano promosse personalità che non conoscono affatto il codice di diritto vaticano e neppure quello canonico e che non hanno alcun amore per la Chiesa e per il Papa.
In questo contesto si inserisce anche la presa di posizione del quotidiano dei vescovi italiani, che ha scelto una linea chiaramente schierata. Una scelta che, al di là delle intenzioni, finisce per sovrapporre la Chiesa a un campo politico ben preciso – quello del Partito Democratico – senza cogliere il nodo reale della questione: la riforma della giustizia non riguarda un partito contro un altro, ma una lotta di civiltà, il rapporto tra potere giudiziario, garanzie, responsabilità e limiti... ...nelle diocesi della Puglia, con magistrati tutti schierati a favore del NO al referendum. Nessuna voce alternativa, nessun confronto reale. Le locandine erano esplicite: «Chiesa di San Michele», «Chiesa Madonna della Pace», «Chiesa di San Andrea Apostolo», «Chiesa Madonna della Stella». In altri casi, quando gli incontri si tenevano altrove, veniva indicato chiaramente «auditorium» o «sala conferenze»... ... l’uso di luoghi sacri per iniziative legate a un referendum politico costituisce …Altro
Nella Basilica di San Pietro in Vaticano si possono fare offerte con la carta di credito, per accendere una candela, per la carità o per la Basilica di San Pietro stessa. Nel video, all'ingresso della Cappella del Santissimo Sacramento.
At St. Peter's Basilica in the Vatican, you can make donations by credit card, to light a candle, for charity, or for St. Peter's Basilica itself. In the video, at the entrance to the Chapel of the Blessed Sacrament.
Das vatikanische Kassationsgericht entscheidet darüber, ob der Staatswanwalt Alessandro Diddi den Berufungsprozess gegen Monsignore Angelo Becciu weiterhin vertreten darf. Die Entscheidung ist von zentraler Bedeutung, da Diddi in den vergangenen Tagen mehr als 3.000 geheime Chatnachrichten offengelegt hat. Diese belegen Kontakte mit Personen wie Giuseppina Chaouqui, Dis Geneviève Ciferri und weiteren Beteiligten, in denen offenbar gezielt Beweismaterial gegen Becciu vorbereitet wurde. Auf zahlreiche Beobachter, darunter Geraldina Boni, wirkt dies wie eine unfaire Prozessführung. Die Entscheidung liegt bei den Kardinälen Kevin Farrell, Matteo Zuppi und Ángel Fernández Artime sowie bei den Richterinnen Chiara Minelli und Patrizia Piccialli. Papst Prevost hat bereits erklärt, dass er sich in das Verfahren nicht einmischen werde. Zusätzlich wird die Lage dadurch verkompliziert, dass Richter Giuseppe Pignatone aufgrund früherer Vorwürfe im Zusammenhang mit mutmaßlichen Mafia-Kontakten …Altro
Was die Muttergottes betrifft, da war sie wegen der Ökumene, im Konzil quasi fast abgeschafft, erst Johannes Paul II. gab ihr die Stellung in der Kirche wieder ... ! Aber der Stand bei der Marien-Verehrung wie vor dem Konzil, ist bis dato nicht erreicht worden ... !
San Mateo 6:9 "PADRE nuestro que estás en los cielos, santificado sea tu Nombre". Juan 14:6: "Yo Soy el Camino, la Verdad y la Vida. Nadie viene al PADRE sino por Mí". Gálatas 1:8-9 : "Pero aunque nosotros, o un ángel del cielo, os anunciara un Evangelio diferente del que os hemos anunciado, sea anatema. Como antes hemos dicho, ahora lo repito: Si alguno os anuncia un Evangelio diferente del que habéis recibido, sea anatema".
Vg2 La cualidad "paternal" y "maternal" las asume Dios mismo y las ha extendido a Su Creación. El que residan en El no significa que Dios sea "padre" o " madre. (Son cualidades) Al darnos la VIDA , y con ella mismo, la ha dotado de esas dos cualidades. Refiriéndonos al Evangelio observamos que Jesús siempre le nombra Padre para El y Padre para nosotros. (jamás madre) Esta sor parece estar en contra de lo que dice Jesús (Parece que sabe más qu El)
Matthew 6:9 “Our FATHER who art in heaven, hallowed be thy name.” John 14:6: "I am the Way, the Truth, and the Life. No one comes to the FATHER except through Me.“ Galatians 1:8-9: ”But even if we or an angel from heaven should preach a gospel other than the one we preached to you, let him be eternally condemned. As we have said before, so now I say again: If anyone preaches a gospel other than the one you accepted, let him be eternally condemned."
Una dei tanti falsi-missionari che cercano in tutti i modi di rendere vano il sacrificio di migliaia di veri missionari che nella storia della,Chiesa (quella abolita da circa settant'anni...) hanno speso la loro vita per portare Cristo nel mondo, tipo San Francesco Saverio o altri. Questa buffona cerca solo di compiacere il mondo, come molti consacrati purtroppo.
Maduro non è un simbolo astratto buono per le analisi: per molti venezuelani è stato il volto concreto di uno Stato che li ha schiacciati, giorno dopo giorno, fino a rendere normale ciò che normale non è. Per questo la sua cattura può essere percepita come la fine di un incubo. E quella percezione merita rispetto: non paternalismi, non lezioni impartite da chi quella dittatura non l’ha attraversata sulla propria pelle... ...Come Chiesa, del resto, abbiamo visto da vicino gli effetti di un potere che, proprio perché non ha riconosciuto diritti né regole, ha potuto spingersi fino a gesti clamorosi: impedire di viaggiare e arrivare al sequestro del passaporto del cardinale Baltazar Enrique Porras Cardozo. È un fatto che dice molto su quanto avesse a cuore il rispetto per il diritto internazionale Maduro. Il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, che per anni è stato nunzio apostolico in Venezuela, su quanto accaduto al confratello non ha pronunciato una sola parola …Altro