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Il Tempo: Francesco è morto in ascensore

Luigi Bisignani ha scritto su IlTempo.it il 1° giugno che la versione ufficiale della morte di Francesco è falsa.
Bisignani è uno scrittore italiano noto e controverso, famoso per la sua conoscenza da insider del Vaticano. Tuttavia, è stato anche coinvolto in importanti scandali politici, come la vicenda della 'Loggia massonica P2' nel 1981 e l'Affaire Enimont negli anni Novanta.
Il Vaticano ha fornito due versioni diverse sulla morte di Francesco. Secondo la Sala Stampa della Santa Sede, Francesco è morto alle 07:35 del 21 aprile 2025 nella sua stanza a Santa Marta.
Tuttavia, Bisignani sostiene che la crisi è iniziata prima dell'alba ed è peggiorata rapidamente e in modo irreversibile. L'infermiere personale di Francesco, Massimiliano Strappetti, avrebbe tentato invano di portarlo al Policlinico Gemelli. "Il Papa non deve morire", pare abbia ripetuto come una litania.
Secondo Bisignani, Francesco morì senza sacramenti, su una sedia a rotelle, nell'ascensore di Santa Marta tra il …Altro

51,3 mila
Mario Angheran

Solito fritto misto alla Bisignani , per gli amanti del genere

lamprotes

Senza sacramenti.... Alcune fonti vaticane sostengono che per ben due volte tentarono di portare i sacramenti al Pampero e per altrettante volte furono sdegnosamente respinti. Gran esempio di fede!

Caterina Greco

E se ciò fosse vero possiamo presumere dove si trovi adesso.

lamprotes

Lo ritengo assai verosimile. D'altra parte, un uomo che ha occupato la sua vita a fregare il prossimo, a scalare le gerarchie con bugie e furberie, a vendicarsi su alcuni degni e a promuovere i perversi, dove può mai essere?

Michi Gini

da articolo su Il Tempo: " L’infermiere personale di Bergoglio, Massimiliano Strappetti, avrebbe cercato invano di condurlo al Gemelli. «Il Papa non deve morire», pare ripetesse come una litania. Poi, il nulla. Tra il secondo piano e il piano terra, in carrozzina nell’ascensore di Santa Marta, Francesco muore. «Il corpo con il volto e le mani raggrinzite, forse dal dolore, riportato con discrezione nella stanza papale, è stato ricomposto. Mani incrociate, fronte serena. O almeno così doveva apparire.
Strappetti, da infermiere a cerimoniere ombra, si ritrova l’unico filtro tra Francesco e il mondo. L’uomo che aveva lentamente allontanato i medici ufficiali, ora diventa custode delle spoglie di Francesco e degli ultimi segreti. Accanto a lui, quella mattina, compare l’ineffabile Stefano De Santis, commissario della Gendarmeria Vaticana implacabile accusatore sul caso Becciu. Uomo-ombra delle stanze pontificie, gestore della sicurezza e degli accessi. I due, in quelle ore, controllano tutto e tutti.
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