…SU DOSTOEVSKIJ e CHESTERTON…il valore della sofferenza…se non c’è DIO allora tutto è permesso…la nuova morale costruita dall’uomo:ma questa operazione non funziona perchè Dio esiste…la Liberta con Dio e senza Dio…la bellezza salvifica…l'umorismo che converte…
Stralci dal video Dostoevskij: non è il tempo delle vie di mezzo! con Elena Bianchini Braglia e Ciro Mauriello…Cristina Campo scrive: “Dostoevskij chiamava le cose con il loro nome è forse il solo che lo abbia fatto tra i moderni”, ovvero coglie la caratteristica fondamentale…Dostoevskij è spietato, è crudele, i suoi personaggi sono tutti personaggi pieni di sofferenza, sono tutti degli emarginati, vittime di grandi rimorsi, personaggi deliranti, spesso con anche dei sintomi fisici che ci rendono partecipe del loro dolore interiore…
…Dostoevskij ci fa precipitare quasi nell’ abisso della sofferenza, nell’ abisso del male…Dostoevskij si muove nel buio senza cercare di illuminarlo questo buio perchè lui sà che o alla fine di questo buio noi troveremo la luce (la GRANDE LUCE, la VERA LUCE) oppure a nulla sarà servito cercare dei LUMI ARTIFICIALI…
…Dostoevskij ci porta dunque nell’ ABISSO DEL MALE perchè lì il MALE arriva a sconfiggere se stesso (quindi si arriva al BENE)…Cristina Campo continua dicendo che eppure proprio lui (Dostoevskij) ha detto: “la bellezza salverà il mondo” quasi a voler sottintendere un legame tra chiamare le cose con il loro nome ed arrivare alla bellezza salvifica…
Don Divo Barsotti che ha molto amato Dostoevskij dice che la sua opera è quasi come una Divina Commedia dei tempi moderni per questa sua capacità di passare dalle tenebre alla luce…Dostoevskij proprio per questa sua capacità di chiamare le cose con il loro nome va ovviamente ben oltre il suo ruolo di romanziere, di scrittore. Dostoevskij è stato chiamato pensatore, filosofo…Questo se non altro è vero per quella sua capacità di intuizione che lo porta a passare da quel primo germe di RIVOLUZIONE, di SOCIALISMO, di NICHILISMO che lui vive alla DESCRIZIONE del TEMPO SENZA DIO (l’uomo che vuole dimenticare DIO, vuole vivere come se DIO non ci fosse o addirittura a METTERSI AL POSTO DI DIO)…
…La PRESENZA DI DIO attraversa tutta la sua opera, nascosta, ma non per questo meno importante…La PRESENZA DI DIO è nascosta perchè l’UOMO nella NOSTRA SOCIETA’ (che è quella che Dostoevskij prefigura nella SUA EPOCA…e nella NOSTRA è oramai CONCLAMATA…) DIO lo VUOLE NASCONDERE e lascia l’UOMO in balia a se stesso “c’è e non si può FAR FINTA CHE NON CI SIA”…Noi siamo davanti ad un BIVIO “o il CRISTIANESIMO o il NICHILISMO” o “una FEDE che SALVA e da SENSO ALLA VITA oppure un MONDO ASSURDO popolato di DEMONI che corrono verso l’ABISSO”. Questo NON E’ il TEMPO DELLE VIE DI MEZZO…
…il NICHILISMO percorre tutta l’opera di Dostoevskij…C’è un NICHILISMO CLASSICO che NEGA l’ESISTENZA DI DIO (che si RIBELLA a DIO) ma c’è anche un NICHILISMO (diremmo) PIU’ ATTUALE(quasi confortevole) che si CULLA nell’ASSENZA DI DIO per arrivare al TUTTO è PERMESSO(l’uomo che si LIBERA DI DIO per cercare di VIVERE COME VUOLE…ma ovviamente è un ILLUSIONE)…
…Per Dostoevskij anche nella SOCIETA’ PERVASA DAL MALE ci si deve sempre ATTENDERE un TRIONFO DEL BENE perchè lo scrittore porta l’ESIBIZIONE DEL MALE a un punto tale in cui il MALE non può avere altro su cui agire che SE STESSO (quindi l’UOMO SCOPRE l’ASSURDITA’ DEL MONDO…scopre che c’è BISOGNO DI DIO…)…il MALE porta al BENE ma non può ESSERE MAI un BENE FACILE DA RAGGIUNGERE(un BENE a BUON MERCATO…). Mai il CRISTIANESIMO è stata una VIA FACILE (il CRISTIANESIMO E’ LA PORTA STRETTA). Nella NOSTRA EPOCA NOI non possiamo permetterci di SPERARE in un CRISTIANESIMO CONFORTEVOLE(una VIA DI COMODO)…
…In una lettera dell’ agosto del 1870 alla nipote Sofia Aleksandrovna Ivanova Dostoevskij proprio spiega: “senza la sofferenza non capirai neanche la felicità. L’ideale passa attraverso la sofferenza come l’ oro attraverso il fuoco. Il Regno dei Cieli si ottiene con lo sforzo”…
…In Dostoevskij il Dio Cristiano è un Dio che non ti molla mai neanche il peggiore dei peccatori…anche per il NICHILISTA che vuol far finta che DIO NON ESISTA DIO lo TORMENTA fino all’ultimo…Per questo i personaggi di Dostoevskij sono così tormentati perchè DIO NON li MOLLA, li ASSILLA…Dmitrij Karamazov in carcere si dice tormentato dall’ idea di DIO “è l’unica cosa che mi tormenti”. E lui riconosce in se stesso una totale abiezione ma non cessa di sperare (sa di essere anche il frutto quasi di una stirpe maledetta, quella dei Karamazov) dice: “Io sono un Karamazov! Perché, se precipito in un abisso, è a capofitto, con la testa in giù e i piedi in su, e sono anzi contento di esservi caduto in un modo così degradante: lo considero bello! E quando sono al fondo della vergogna innalzo un inno. Che io sia pure maledetto, vile, meschino purché possa baciare anch’io l’orlo della tunica in cui si avvolge il mio Dio ” ( cioè non faccio un Male piccolo precipito fino in fondo…il male portato all’ ESTREMO…ma che si trasforma in BENE…c’è sempre uno spiraglio…)
…Non c’è nessuna ipocrisia in Dostoevskij, anzi la crudezza supera qualsiasi moralismo, qualsiasi perbenismo…Non possiamo permettercelo nell’ EPOCA DEL NICHILISMO e della SOCIETA’ SENZA DIO neanche un MORALISMO CONFORTANTE…di un CRISTIANESIMO CONFORTEVOLE…Allo starec Zosima uno dei personaggi indubbiamente più positivi di tutta la sua opera fa dire: “vi è un unico mezzo per salvarsi, assumere su di sé tutti i peccati umani e rendersene responsabili”…l’onnicolpevolezza umana è stata sempre ovviamente parte del Cristianesimo, è più sentita effettivamente nel mondo ortodosso che non in quello cattolico però fa parte del Cristianesimo…
…Si può fare un parallelismo con Gustave Thibon (il filosofo contadino) quando parla di “quello stato di soddisfazione interiore e di sufficienza che ci rende sordi al richiamo della trascendenza, sentirsi virtuosi di fatto significa non esserlo”…Come non è appunto auspicabile cullarsi nell’ idea di una virtù mediocre ancor meno è possibile (benché l’UOMO spesso ci provi) riposare nell’ indifferenza (sistemarsi su idee vaghe circa l’esistenza di DIO…non si può far finta che DIO NON ESISTA. I personaggi di Dostoevskij sono tormentati dall’ idea di quel DIO che vogliono NEGARE…
…GLI INDEMONIATI (spesso purtroppo proposto in Italia con il titolo I DEMONI che è fuorviante) è il romanzo più politico di Dostoevskij…In esso dipinge un quadro anche profetico della società (prefigura quello che avverrà)…Dipinge questo quadro della SUA EPOCA dove MONDO BORGHESE e LIBERALE e MONDO RIVOLUZIONARIO si AFFIANCANO producendo uno SCENARIO di DISTRUZIONE e di MORTE (è un vasto AFFRESCO del MALE dove l’UOMO NEGA DIO e si METTE al POSTO DI DIO).
Il romanzo si apre con il brano del vangelo nel quale la mandria di porci posseduta dai DEMONI (è per questo che Elena Bianchini Braglia dice GLI INDEMONIATI) si getta in un dirupo e finisce in mare e annega e muore. Questa è L’UMANITA’.
L’UMANITA’ POSSEDUTA, INDEMONIATA che rifiutando DIO va verso l’ABISSO, la SUA STESSA DISTRUZIONE e MORTE.
Il movimento RIVOLUZIONARIO SOCIALISTA e LIBERALE che porta gli UOMINI INVASATI in una folle corsa alla propria stessa DISTRUZIONE.
I personaggi di questo romanzo sono (chi più, chi meno) tutti negativi…Il BENE rimane nell’ OMBRA. Si intravede appena nelle vesti del vescovo Tichon che però (non a caso) sembra non avere alcun potere. E’ intanto un vescovo che ha già rinunciato al servizio attivo, vive nel nascondimento come un monaco nell’ umiltà. Quindi rimane silenzioso, umile…il MALE invece è SFRONTATO, SPREGIUDICATO, SPADRONEGGIA OVUNQUE. Il BENE rimane SILENZIOSO quasi NON ASCOLTATO. Addirittura quando c’è (verso la fine del romanzo) il grande confronto tra il vescovo Tichon e il più demoniaco dei personaggi (Stavrogin). Per un attimo Stavrogin sembra volersi aprire a DIO (cioè riconosce il NON SENSO della SUA VITA SENZA DIO e sembra voler fare un passo verso la conversione ma non si convertirà). Nel confronto il vescovo Tichon perde ( Stavrogin resta un povero giovane perduto disse Dostoevskij)…
…Kirillov il personaggio che PROGRAMMA LA SUA MORTE vuole appunto SOSTITUIRSI a DIO. Lui vede la SUA MORTE come un ATTO di LIBERTA’ (un SUO DOMINIO su un eventuale DISEGNO di DIO che secondo lui NON ESISTE)…<<…una frase finale profetica nella sua sinistra violenza del marchese De Sade un filosofo illuminista segretario di una sezione giacobina: “io non faccio il male perchè Dio non esiste, ma perchè Dio non esista, pecco in modo illimitato affinché Dio non esista… È la natura stessa che io vorrei poter oltraggiare.Vorrei sconvolgere i suoi piani, rovesciare la sua marcia, arrestare se possibile il corso degli astri, distruggere quello che le serve, proteggere quello che le nuoce, edificare quello che la irrita, in una parola contraddirla, insultarla in tutte le sue opere”.Questa frase terribile fa capire che le norme attualmente liberalisticamente e laicisticamente poste contro la legge naturale cristiana, al di là di alibi varie per minoranze ecc…sono inserite per offendere la legge naturale e la morale cattolica “questo è il segreto non confessato ma autentico modo con cui ragionano le forze liberiste ”perchè il gesto sacrilego, sacrificio nero, rovesciato a Dio si pensa faccia irrompere nel mondo le energie nere che potranno istituire il potere supremo ultimo, questo è il problema, perchè satana vuole sacrifici come Dio…( da “LIBERTÀ SENZA VERITÀ - Parte 2 - Il totalitarismo liberale - con Matteo D'Amico”)>>
Quindi l’ELIMINAZIONE DI DIO dovrebbe stabilire nell’ l’UOMO l’INIZIO di una SUA LIBERTA’, cioè un AFFRANCAMENTO dalla LEGGE (se NON c’è DIO TUTTO allora TUTTO E’ PERMESSO)<<…ETIENNE GILSON scriveva: «Se Dio non esiste, tutto è permesso. Nulla è più proibito, non c’è più LIMITE , non c’è nulla che non si possa tentare [vedi gli esperimenti della genetica odierna, che vorrebbe “creare” la vita umana nel laboratorio del chimico, nda], che non si debba tentare perché se tutto ciò che è stato vero un tempo lo è stato partendo dall’ipotesi che Dio esisteva, ora che Dio non esiste, nulla di ciò che era vero allora è adesso vero, nulla di ciò che era bene è bene; dobbiamo ricreare tutto. Ma, prima di ricreare, bisogna cominciare col distruggere […], il migliore augurio che si possa fare all’uomo moderno è di rientrare nell’ordine naturale [non naturalistico alla Grozio-Pufendorf, nda] che è quello della creazione divina»…( da “LA LEGGE SECONDO SAN TOMMASO D’AQUINO” di Don Curzio Nitoglia)
L’UNICO modo che alla fine ha l’UOMO per sottrarsi (cioè per AFFERMARSI) alla LEGGE DI DIO è la MORTE <<…la libertа fondata sul nulla muove da un’impostazione nichilista, cioè di negazione di ogni ordine valoriale. Nietzsche (1844-1900), per bocca di Zarathustra, proclama la morte di Dio. Dalla negazione del riconoscimento del bene e del male e dalla negazione della loro irriducibilitа, l’uomo deve superare la propria umanitа. La libertа è poter diventare legislatori di se stessi.Ma, paradossalmente, questa volontа di potenza finisce su un lettino di analisi. La libertа diviene in Freud (1856-1939) la possibilitа di riconoscere una patologia psichica da cui liberarsi. La libertа vera consisterebbe nel liberarsi dalla morale tradizionale che tenderebbe inevitabilmente a reprimere gli istinti.
L’Esistenzialismo conferma questo itinerario di una libertа che muove dalla negazione di qualsiasi vincolo per sfociare in una sorta di autodistruzione di se stessa. Sartre (1905-1980) non solo riconosce il disagio del non senso, ma esplicitamente afferma che l’uomo sarebbe “condannato ad essere libero”
La libertа come pura esplicazione della volontа, ma senza fondamento nè direzione, diviene puro dinamismo che torna a vincolare, questa volta imponendo una vita senza significato…
…Wittgenstein (1889-1951) afferma che hanno valore solo le proposizioni scientifiche e Russell (1872-1970) nega alla morale la caratteristica di vera scienza…
…Se la modernitа aveva significato la sostituzione delle certezze religiose con certezze di ordine antropologico e scientifico, la postmodernitа significa la negazione del concetto stesso di certezza.
Di fatto Heidegger (1889-1976) nega all’uomo la possibilitа di conoscersi per ciò che è universalmente,cioè nella sua natura…La morte sarebbe l’unico principio di individuazione della vita dell’uomo…Non è un caso che in questa atmosfera di nichilismo postmoderno un Breton (1896-1966) può affermare che l’atto più surrealista – cioè più libero – è prendere una pistola e sparare tra la folla…(Da “Come è cambiato il concetto di “libertà” nella Storia?” blog Il Cammino dei Tre Sentieri)
Kirillov aveva immaginato la SUA MORTE come un momento di GRANDE TRIONFO, un momento di GRANDE AFFERMAZIONE di SE’. In REALTA’ muore nella GENERALE INDIFFERENZA…
…Dostoevskij usa sempre un nomignolo molto sprezzante per questi che hanno FIDUCIA SOLAMENTE nella SCIENZA, nel BENESSERE, che vogliono proporci un MONDO SOTTO IL GOVERNO DELLA SCIENZA (Attenzione!!! che questo è molto attuale…). Lui li chiama “I BERNARD” ( da Claude Bernard il fisiologo francese che aveva introdotto il metodo sperimentale). L’UOMO che si lascia guidare da “I BERNARD” diventa capace di qualsiasi MOSTRUOSITA’…
…il LIBERALISMO ne GLI INDEMONIATI è rappresentato da Varvara Petrovna la donna benestante che aderisce a queste NUOVE IDEOLOGIE quasi per capriccio, per mode (sappiamo questa era una condizione consueta…anche nei salotti della MASSONERIA si entrava per mode e per capriccio…) o da Stepan Trofimovič (che per Elena Bianchini Braglia) è il personaggio più riuscito del romanzo che aderisce al MONDO LIBERALE per una sorta di DESIDERIO DI ESSERE ORIGINALE per una specie di INTELLETTUALISMO in realtà vuoto ed insipiente…
Che cosa è la Teodicea?
Con il problema della Teodicea entriamo in quello (che da tanti) è stato definito il Dostoevskij filosofo, anche se in realtà
Dostoevskij non era un vero e proprio filosofo però effettivamente il suo pensiero si avvicina.
Soprattutto ne I FRATELLI KARAMAZOV nel famoso dialogo tra Ivan e Alëša lui sembra dare una risposta al problema della Teodicea. Quello su cui si erano arrovellati tanti filosofi e pensatori. La GIUSTIFICAZIONE del MALE è nell’ ottica dell’ ESISTENZA DI DIO (di un DIO BUONO e CREATORE), detta in poche parole “se DIO ESISTE ed è BUONO è perchè ESISTE il MALE”.
Per Dostoevskij questo è un tema fondamentale…innanzi tutto c’è una grande importanza del CONCETTO di ESPIAZIONE cioè la SOFFERENZA FINALIZZATA… la SOFFERENZA OFFERTA a DIO…la SOFFERENZA anzi, quasi,CERCATA…la SOFFERENZA VOLUTA…perchè solo nel DOLORE DIO e l’UOMO si INCONTRANO. Quindi solo la SOFFERENZA racchiude e svela il SEGRETO dell’ ESISTENZA.
Senza la SOFFERENZA la VICENDA della VITA rimane ASSURDA. E questa è la TRAGEDIA DELL’ EDONISMO CONTEMPORANEO che VOLENDO RIFIUTARE il DOLORE (cercando di togliere il DOLORE dalla VITA dell’ UOMO) priva la VITA STESSA del suo VALORE. Quindi Dostoevskij più di qualunque altro scrittore moderno ha CHIARA questa IDEA.
Nei suoi taccuini annota: “non vi è FELICITA’ nel COMFORT. La FELICITA’ la si COMPRA con la SOFFERENZA” e poi aggiunge: “quando si prende COSCIENZA della GRANDEZZA della GIOIA così CONQUISTATA si è disposti a mettere sull’ altro piatto della bilancia anche molti anni di SOFFERENZA”.
E poco più avanti (sempre nello stesso taccuino) ribadisce: “l’UOMO non nasce per la FELICITA’. l’UOMO si GUADAGNA la sua FELICITA’ sempre con la SOFFERENZA”.
Quindi il BENE e il MALE in un certo senso si accompagnano (sono inseparabili).
Nella concezione BIBLICA l’UOMO è non SOLO PECCATORE ma TUTTI gli UOMINI sono ACCOMUNATI dalla COLPA e dal DOLORE. Ogni COLPEVOLEZZA, ogni SOFFERENZA sono VINCOLI INDISTRUTTIBILI di SOLIDARIETA’ RECIPROCA. Non esistono (in senso assoluto) INNOCENTI sulla TERRA (tutti più o meno siamo COLPEVOLI). Su tutti grava un DESTINO di ESPIAZIONE per cui non solo gli INNOCENTI (sempre in senso relativo) devono SOFFRIRE per LAVARE il PECCATO COMUNE ma il MALE NEL MONDO è così INGENTE che proprio sugli INNOCENTI (in genere) ricade la MAGGIORE TRIBOLAZIONE coichè lo SCANDALO del MALE sembra raggiungere il suo ESTREMO (o meglio lo raggiunge per poi essere capovolto).
“Sappiate infatti (dice lo starec Zosima) che ciascuno di noi è COLPEVOLE di tutto e per tutti sulla TERRA (questo è certo)” e poi a scanso di equivoci aggiunge:” e non soltanto a causa della colpa comune ma ciascuno individualmente per tutti gli uomini e per ogni uomo sulla terra”.
Quindi la SOFFERENZA è NECESSARIA è senz’ altro PENA è senz’altro PUNIZIONE ma non è da intendersi solamente in questo senso che sarebbe un po moralistico (e di fatto non uscirebbe dall’ idea del male) è anche l’unica medicina, l’unico possibile riscatto perchè solo il DOLORE è più forte della COLPA.
Il CRISTIANO sà di essere responsabile oltre che della PROPRIA SOFFERENZA anche di QUELLA degli ALTRI e SOPRATTUTTO DI QUELLA DI DIO. E’ proprio la PARTECIPAZIONE DIVINA al DOLORE che renda SENSATA e SOPPORTABILE la SOFFERENZA DELL’ UOMO. Proprio ciò che contraddistingue di fatto il massimo della NEGATIVITA’ del MONDO, cioè il fatto che DIO (INNOCENTE ovviamente PER ECCELLENZA) debba partecipare alla SOFFERENZA dell’ UOMO è anche il PUNTO di PARTENZA per la REDENZIONE.
Quando Cristo muore sulla croce il suo grido: “Dio mio, Dio mio perchè mi hai abbandonato?” sembra quasi indicare quasi un rivoltarsi di Dio contro se stesso (il filosofo Luigi Pareyson lo definisce una specie di momento ateo della divinità. Dio che è stato abbandonato da Dio). Questo è il PUNTO MASSIMO della NEGATIVITA’ che si possa mai immaginare è il PUNTO DI INIZIO del CAPOVOLGIMENTO.
Quindi l’ESPIAZIONE che è il LEGAME che UNISCE MALE e DOLORE è un DESTINO che grava su TUTTI.
Il CONCETTO di ESPIAZIONE (appunto più profondo di quello di PUNIZIONE) percorre tutta l’opera di Dostoevskij.
E’ una SOFFERENZA appunto CERCATA, VOLUTA tramite la quale il DOLORE si tramuta in GIOIA.
E questa POTENZA SALVIFICA di questo tipo di DOLORE deriva proprio dal fatto che anche DIO SOFFRE, che anche DIO vuole SOFFRIRE per SALVARCI.
Quindi il DOLORE è questo LUOGO di SOLIDARIETA’ tra DIO e l’UOMO.
Ed è TRAGICO che solo nel DOLORE DIO possa SOCCORRERE l’UOMO: però è così.
Quindi è questo che da un SENSO alla SOFFERENZA. Non è da intendere quindi un DOLORE nel senso moralistico (come pena dei peccati personali) ma in un SENSO BEN PIU’ VASTO e TERRIBILE che coinvolge tutta l’UMANITA’.
In questo SENSO di ONNICOLPEVOLEZZA UMANA che pervade (in una maniera veramente incredibile) tutta l’opera di Dostoevskij.
Noi in genere ci pensiamo meno. E’ un CONCETTO più sentito dalla CHIESA ORTODOSSA. Ma ANCHE NOI, poi del resto, lo sappiamo che ad esempio i SANTI sono quelli che si sentono sempre più peccatori di tutti, che hanno bisogno di ESPIARE, e che in generale man mano si AVANZA nella VITA SPIRITUALE ci si sente PEGGIORI.Ecco, anche in
Dostoevskij c’è questo. I POCHI PERSONAGGI POSITIVI di Dostoevskij sono quelli che hanno questo SENSO di ONNICOLPEVOLEZZA che vogliono partecipare del DOLORE ALTRUI…
LA NUOVA MORALE (tutto permesso…) COSTRUITA DALL’ UOMO PER LIBERARSI DI DIO…MA QUESTA OPERAZIONE NON RIUSCIRA’…L’UOMO PENSA DI LIBERARSI DI DIO MA IN REALTA’ NON CI RIESCE …
…L’ETICA non ha NESSUNA AUTONOMIA (è dipendente dalla RELIGIONE).
Un AUTONOMIA dell’ ETICA sarebbe semplicemente la MORTE DELL’ ETICA STESSA.
Nel momento in cui l’UOMO VUOLE DIVENTARE il SIGNORE DEL BENE E DEL MALE, il BENE ed il MALE non ESISTONO PIU’ perchè TOLTO DIO è TOLTA LA POSSIBILITA’ di UN GIUDIZIO ULTIMO.
Quindi l’ESPERIENZA MORALE è SEMPRE ACCOMPAGNATA da un ESPERIENZA di TRASCENDENZA.
Altrimenti SCOMPARE ogni DISTINZIONE tra BENE e MALE e TUTTO DIVENTA LEGITTIMO.
Quindi la famosissima frase di Dostoevskij: “se non c’è DIO allora TUTTO E’ PERMESSO”.
Ed è quel NICHILISMO CONFORTEVOLE di cui si è parlato precedentemente…Spesso soprattutto ADESSO si arriva a PENSARE QUESTO “LIBERIAMOCI di DIO così possiamo fare quello che VOGLIAMO, senza LIMITI, senza SENSO DI COLPA, senza NESSUNA LEGGE”
PERO’ ecco che Dostoevskij ci dimostra che di fatto questo NON E’ POSSIBILE: cioè L’UOMO PENSA di poter fare QUESTA OPERAZIONE ma alla fine NON CI RIESCE.
Raskol'nikov in DELITTO e CASTIGO…
Questo DELITTO PERFETTO che Raskol'nikov riesce anche a MOTIVARE, a DARSI una RAGIONE (l’uccisione di questa signora inutile o forse anche dannosa per la SOCIETA’, la vecchia usuraia).
Raskol'nikov ha bisogno di soldi e pensa: se io la uccido, libero la società di un personaggio tutto sommato fastidioso e inutile (è vecchia tanto tra un po sarebbe morta lo stesso) e intanto io mi sistemo e risolvo i miei problemi economici.
Riesce quasi a trovarsi una NUOVA MORALE…Un PROGETTO ASSOLUTAMENTE NICHILISTA…che nella sua testa trasforma in qualcosa di POSSIBILE ed in un certo senso GIUSTIFICATO…In fondo ne prova un senso di sconfinato disgusto (dice Dostoevskij) eppure non si ferma.
Arriva ad assimilare questo PRINCIPIO della MORALE UTILITARIA per arrivare a LIQUIDARE DEFINITIVAMENTE la MORALE e quindi LIBERA l’AZIONE al TUTTO E’ PERMESSO
E riesce effettivamente a compiere il DELITTO PERFETTO quello che NON VERRA’ MAI SCOPERTO (ha i suoi soldi, nessuno sospetta di lui e potrebbe effettivamente andarsi a godere i suoi soldi e sistemare la sua vita come aveva pensato e vivere felice e contento” come direbbero”)
E INVECE NO, cosa succede?
Non ci riesce, non ci riesce, si trova a DESIDERARE LA PENA, VUOLE ESPIARE LA SUA COLPA, ed alla fine farà di tutto per poter essere SCOPERTO e PUNITO
“se non c’è DIO allora TUTTO E’ PERMESSO” ma in REALTA’ DIO C’E’ e non è PERMESSO COMPIERE un DELITTO
Quindi questa OBBLIGATORIETA’ di fatto della LEGGE MORALE diventa una prova dell’ ESISTENZA DI DIO (cioè l’UOMO non riesce a LIBERARSI di DIO neanche se ci PROVA)
E lo stesso succederà anche ad Ivan Karamazov che addirittura PROGETTERA’ il PARRICIDIO (l’uccisione del PADRE). Ed è convinto di poterlo fare perchè “se non c’è DIO allora TUTTO è PERMESSO”.
Tra l’altro Il PADRE ovviamente descritto come un TIRANNO un PERSONAGGIO CRUDELE, anche qui c’è una sorta di GIUSTIFICAZIONE MORALE all’ OMICIDIO…
E INVECE NO, non ci riuscirà (tra l’altro lui non ucciderà il PADRE con le sue mani lo farà fare ad un suo servo un povero demente, Smerdjakov)
Ma dopo sarà distrutto da questa idea, non riuscirà ad emergere e lo stesso Smerdjakov lo prenderà in giro, sarà sorpreso(lui venerava Ivan lo vedeva come l’uomo capace, arrivato, l’uomo che aveva tutto sotto controllo) e vedendolo così si meraviglia: “dicevate che TUTTO ERA PERMESSO come mai ora è così TURBATO (gli RINFACCIA)”.
Questo inspiegabile TURBAMENTO del suo PADRONE a cui aveva CREDUTO e in cui vede ora tutta la DEBOLEZZA… Smerdjakov CAPISCE che malgrado tutto DIO ESISTE…
“La Leggenda del Grande Inquisitore” e “Memorie dal sottosuolo” (la Liberta con Dio e senza Dio)
…La difesa della LIBERTA’…è un manifesto di difesa della LIBERTA’…Ivan da una parte NEGA la LIBERTA’ ma dall’ altro la vuole…Il NICHILISMO che vuole arrivare ad AFFRANCARSI DALLA LEGGE DI DIO perchè l’UOMO sia LIBERO ma dall’altra vede che la LIBERTA’ è un PESO…
Ne “La leggenda del Grande Inquisitore” IL GRANDE INQUISITORE incarna l’AUTORITA’ incarna questa voce di Ivan che dice che la LIBERTA’ per l’UOMO è un PERICOLO (la LIBERTA’ sarebbe stato meglio se L’UOMO non l’avesse avuta)…
Il GRANDE INQUISITORE RIMPROVERA CRISTO: “tu non scendesti dalla croce, quando per schernirti e deriderti ti gridavano:Scendi dalla croce, e allora crederemo che sei tu, tu non scendesti e ancora una volta non volesti rendere schiavo l’uomo con un miracolo bramavi una fede libera, bramavi un amore libero e non il servile fervore di uno schiavo…” però poi il GRANDE INQUISITORE dice: “ma gli uomini sono di certo degli schiavi”.
Quindi il GRANDE INQUISITORE non ha fiducia nell’ UOMO dice che se l’UOMO non fosse LIBERO sarebbe più FELICE…E’ lo stesso argomento di Ivan Karamazov (la LIBERTA’ come DONO RISCHIOSO, come DONO AVVELENATO) è anche il TEMA di “Memorie dal sottosuolo”.
Questa SOCIETA’ del PALAZZO DI CRISTALLO che nega la LIBERTA’ all’ UOMO per andarne a mettere a posto tutti i punti della VITA in modo da renderlo FELICE (un ESISTENZA ASSOLUTAMENTE CONTROLLATA IN TUTTO E PER TUTTO che è MOLTO ATTUALE), la SOCIETA’ de I BERNARD , la SOCIETA’ dei SCIENZIATI che vogliono CONTROLLARE la VITA dell’ UOMO in ogni SUO ASPETTO con l’IDEA di rendere l’UOMO FELICE ma ottenendo il CONTRARIO perchè La LIBERTA’ è sì il DONO più RISCHIOSO per l’UOMO perchè è anche LIBERTA’ DI DANNARSI però CRISTO ce l’ha VOLUTA DARE e quindi NOI NON POSSIAMO più FARNE a MENO…
Quindi mentre Il GRANDE INQUISITORE così come il PALAZZO DI CRISTALLO così come il NICHILISMO di Ivan vuole SNATURARE l’UOMO per RENDERLO FELICE ad ogni costo (ma di fatto non lo rende PIU’ UOMO) CRISTO INVECE ACCETTA LA NATURA UMANA, ACCETTA il RISCHIO di VENIRE RIFIUTATO perchè se NON C’E’ la LIBERTA’ NON c’è l’UOMO.
Quindi Il GRANDE INQUISITORE ha RAGIONE nel dire che per l’UOMO non c’è nulla di più TORMENTOSO, INTOLLERABILE della LIBERTA’ ma è ANCHE VERO che SENZA la LIBERTA’ NON c’è l’UOMO.
La VITA nel PALAZZO DI CRISTALLO, la VITA dove TUTTO è ORGANIZZATO, TUTTO è PREDISPOSTO, PERFETTO dove ( dice Dostoevskij) in un ATTIMO SPARIRANNO tutti i possibili QUESITI per la SEMPLICE RAGIONE che si TROVERANNO TUTTE LE POSSIBILI RISPOSTE (ATTENZIONE!!! Questo è straordinariamente attuale). Questa SOCIETA’ non può rendere l’UOMO FELICE…
“Da dove l’hanno dedotto questi SAGGI? Dice l’ UOMO DEL SOTTOSUOLO. Che L’UOMO deve VOLERE la NORMALITA’ e la VIRTU’. Da cosa nasce la supposizione che l’UOMO deve NECESSARIAMENTE VOLERE ciò che è SENSATAMENTE VANTAGGIOSO. l’UOMO ha bisogno solamente di essere INDIPENDENTE nella sua VOLONTA’ di SCELTA. l’UOMO SENZA DESIDERI, senza VOLONTA’, senza possibilità di SCELTA cosa è se non il tasto di una tastiera?
E allora (dice l’UOMO DEL SOTTOSUOLO)Gli UOMINI saranno capaci di COMMETTERE QUALSIASI DELITTO, QUALSIASI MOSTRUOSITA’,o PERVERSIONE semplicemente per dimostrare di essere UOMINI e non TASTI di un PIANOFORTE.
Che razza di VOLONTA’ sarà la mia (dice ancora l’UOMO DEL SOTTOSUOLO) quando domineranno le FORMULE ARITMETICHE, quando varrà solo la REGOLA del 2x2=4 per tutto il corso dell’ ESISTENZA. Il 2x2=4 è un PENSIERO TROPPO ARIDO e LIMITATO, è una faccenda SPREGEVOLE (dice l’UOMO DEL SOTTOSUOLO)”.
Ovviamente Il 2x2=4 è INTESO nel SENSO del SCIENTISMO, della SOCIETA’ che vuole CONTROLLARE TUTTO (è molto diverso ovviamente dal 2+2=4 di CHESTERTON che invece è inteso in SENSO POSITIVO cioè L’ACCETTAZIONE DI VERITA’ LOGICHE CHE NON DOVREBBERO AVERE BISOGNO DI DIMOSTRAZIONE)<<…Qualcosa di profondo stava già accadendo all’uomo del suo tempo, che le sensibili antenne dell’artista percepivano al di là delle convinzioni spirituali.
Nasceva – l’artista lo capiva meglio dell’uomo di fede – un’umanità nuova insensibile alla verità, oltreché allo spirito. Perciò Chesterton, consapevole dell’attacco ai fondamenti della realtà, scrisse, con il tono profetico tanto distante dall’animo suo, un brano di cui avvertiamo la portata solo da pochi anni: “fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade verranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Noi ci ritroveremo a difendere non solo l’incredibile virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, incredibile universo che ci fissa in volto”. Quel momento è giunto. (Da “Chesterton:gli insegnamenti di un uomo buono” di Roberto Pecchioli blog inter multiplices UNA VOX)>>. Invece in Dostoevskij (2x2=4) è in SENSO DISPREGIATIVO nel SENSO della VOLONTA’ di IMPOSTARE la VITA solo su LEGGI MATEMATICHE TOGLIENDO all’ UOMO tutta la CREATIVITA’, la LIBERTA’ eccetera…In questo SENSO il 2x2=4 è la CONDANNA all’ INFELICITA’.
“Non si sbaglierà la RAGIONE a stabilire quali sono i VANTAGGI? E se l’ UOMO non AMASSE solo il BENESSERE?
Chissà forse ama in ugual misura anche la SOFFERENZA. Forse la SOFFERENZA è altrettanto vantaggiosa del BENESSERE (dice l’UOMO DEL SOTTOSUOLO)…”
Anche il SENSO del LEGAME CON LA PROPRIA TERRA in Dostoevskij è IMPORTANTISSIMO perchè il LEGAME CON LA PROPRIA TERRA è proprio quello che la SOCIETA’ DELLA RAGIONE ARIDA e MATERIALISTA de I BERNARD ( del 2X2=4) VUOLE DISTRUGGERE.
Quindi i DRAMMI dell’ UOMO DEL SOTTOSUOLO e di altri personaggi sono DRAMMI di MENTI SRADICATE dalla PROPRIA TERRA perchè il NICHILISMO SRADICA L’UOMO (uomini senza punti di riferimento) ed è per questo che cadono nella DISPERAZIONE e nella FOLLIA. E’ necessario che l’UOMO RESTI LEGATO alla PROPRIA TERRA.
Dostoevskij questo lo sentiva tanto.Tanto da rischiare di cadere (diciamo) un po in una TRAPPOLA, la TENTAZIONE del DIO RUSSO. Ed è chiaro che parlare di un DIO RUSSO SIGNIFICA NEGARE DIO (perchè DIO è di tutti)…Questa è una TENTAZIONE che Dostoevskij HA ma alla quale non CEDERA’ Mai. Non arriverà MAI a questa IDEA del DIO RUSSO, perchè lui rimarrà SEMPRE LEGATO al CRISTO che AMERA’ sopra ogni cosa…
La bellezza salverà il mondo, ma quale bellezza?
E’ importante chiarire che “la bellezza salverà il mondo” è la frase più conosciuta di Dostoevskij ma anche la più ABUSATA (la si usa un po così alla facilona) un po come “ama e fai ciò che vuoi” di Sant’ Agostino.
Non è la BELLEZZA a BUON MERCATO che SALVERA’ IL MONDO, NON E’ CERTAMENTE la BELLEZZA FISICA. Non è NEMMENO quella BELLEZZA TERRIBILE QUASI MINACCIOSA di Nastas'ja Filippovna e di altri personaggi di Dostoevskij…
Un episodio della vita di Dostoevskij… Dostoevskij rimane incantato dalla tela del “Cristo morto”…la Bellezza che SALVERA’ il MONDO è la BELLEZZA DELLA CROCE è la BELLEZZA di CRISTO…la BELLEZZA di una FELICITA’ CERCATA SENZA MASCHERE appunto nel DOLORE…
Stralci dal videoG. K. Chesterton: l'umorismo che converte con Guido Vignelli e Ciro Mauriello
…Aveva il dono di trattare gli argomenti più seri in maniera brillante, comprensibile e scherzosa…
Che ruolo ha avuto Chesterton nell'apologetica cattolica?
Chesterton fa parte di quella schiera di APOLOGISTI o APOLOGETI britannici (e non solo) della prima metà del 1900.
Non aspettatevi da parte sua un APOLOGIA di quella dei trattati, dei libri, dei testi di confutazione molto dottrinale (qui siamo in tutto in un altro campo).
Lui era scrittore, letterato, giornalista molto apprezzato, umorista…Lui difese (quando non era ancora CATTOLICO) il BUON SENSO della POPOLAZIONE contro la ELITE’ degli INTELLETTUALI (che poi già dominavano il mondo dell’ epoca, non solo letterario).
E dopo la CONVERSIONE AL CATTOLICESIMO naturalmente difese anche la CHIESA CATTOLICA e il PAPATO (per questo meritò gli elogi di Pio XI) in quanto riteneva che l’UNICA ISTITUZIONE che aveva difeso nel passato, difendeva nel presente e poteva difendere nel futuro la CIVILTA’ era il PAPATO (In questo lui era totalmente d’accordo ed in stretta amicizia con autori come Hilaire Belloc anche lui un autore di quell’ ambiente che si è speso molto per rievocare la CIVILTA’ CRISTIANA del passato ma anche per difendere le ISTITUZIONI della CIVILTA’ CRISTIANA…)
Chesterton in particolare è abbastanza noto anche in Italia per alcune biografie molto sintetiche ma molto gradevoli:
Una su San Francesco… che ritrae il VERO San Francesco(non quello esteta o sentimentale che già cominciava a circolare) e ancor più una biografia che Chesterton fece di San Tommaso d’Aquino, che addirittura ebbe gli elogi di uno dei maggiori studiosi della FILOSOFIA MEDIOEVALE e del TOMISMO come Étienne Gilson accademico di Francia il quale raccomandò a chi volesse avere un primo approccio a San Tommaso proprio questa breve biografia che ne riassume il PENSIERO.
Chesterton è stato un grande APOLOGETA della FEDE CRISTIANA e CATTOLICA a modo suo, mettendo in ridicolo gli avversari, mettendo in ridicolo le correnti dominanti dell’ epoca, per esempio il POSITIVISMO, ancor di più l’EVOLUZIONISMO: lui ebbe una famosa polemica con Wells contro l’EVOLUZIONISMO e addirittura contro l’EUGENETICA lui scrisse un libro “Eugenetica e altri malanni” anche questo tradotto in italiano…Lui ha anche polemizzato contro il DIVORZIO contro l’ABORTO e contro altri ERRORI ed ERESIE, VIZI del SUO TEMPO<<…“Nelle società servili può aversi nella pratica, e perfino nella teoria, una gran quantità di lassismo sessuale…di tutte le esche che l’antica schiavitù pagana può offrire, lussi e lassismo sono le più forti e non nego che i poteri che desiderano degradare la dignità umana hanno scelto bene i loro strumenti”…
…“La società ha isolato i suoi membri per governarli meglio e li ha divisi allo scopo di indebolirli”. Ecco cosa rivelava esserci sotto il divorzio, fosse esso sentimentalismo o superstizione: “I signori della plutocrazia moderna sanno il fatto loro. Un istinto assai profondo ed esatto gli ha permesso di individuare nella famiglia l’ostacolo principale al loro progresso disumano. Senza la famiglia siamo impotenti di fronte allo Stato, che nella nostra situazione moderna coincide con lo Stato Servile”…
…Chesterton richiamava un secolo fa al compito essenziale, come scrisse nell’Illustrated London News il 3 maggio 1919: “Non torneremo mai a una società sana di mente finché non inizieremo dall’inizio. Dobbiamo cominciare da dove comincia tutta la storia, con un uomo, una donna e un bambino e con la provincia della libertà e della proprietà di cui hanno bisogno per la loro piena umanità”…
…Quale era la caratteristica distruttiva del servilismo, ora come allora? Penso che possa essere sintetizzata in una frase di Chesterton: “La gente è inondata, accecata, resa sorda e mentalmente paralizzata da un’alluvione di volgare e insipida esteriorità, che non lascia tempo per lo svago, il pensiero e la creazione dall’interno di sé”. Inutile sottolineare quanto siamo inondati dalla trivialità e dalla banale esteriorità, che ci rendono incapaci di pensare e di dedicare tempo all’edificazione morale, spirituale e culturale. Il moderno schiavo pagano idolatra ciò che lo rende servile, il sentimentalismo del divorzio, il lassismo anarchico, il diabolico disegno di chi ci rende sottomessi al principe del mondo e che ha ridotto a pezzi la verità: “Un uomo che crede in una religione non crede in frammenti di quella religione. Se qualcosa è vivo e organico, non può essere diviso senza che arrivi la morte…qualunque cosa che abbia in sé una scintilla di vita e una circolazione di forze non può essere tagliata in pezzi”. ( da L’ ANGOLO DI GILBERT K. CHESTERTON- La schiavitù del mondo- Rubrica quindicinale di Fabio Trevisan blog Ricognizioni)>>
Però la caratteristica della sua letteratura (più che di attacco e di critica) è l’IRONIA e fare vedere anche dietro al MALE quello che è l’aspetto della DIVINA PROVVIDENZA “Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini (Bossuet)”
In quali altri campi operò?
Chesterton operò in molti campi.
Dal punto di vista pratico fu giornalista, letterato, scrittore di romanzi e di saggi, scrittore di poesie…
Scrisse molto di storia…
I libri seri che scrisse soprattutto “l’uomo Eterno” “ortodossia” cono proprio libri seri anche se scritti in maniera gradevole e comprensibile trattano argomenti molto profondi…<<…In Ortodossia, Chesterton aveva descritto la natura dei pazzi razionalisti che avevano perduto ogni contatto con la realtà: “Il pazzo non è colui che ha perso la ragione ma colui che ha perso tutto, tranne la ragione”. La difesa dei sani sentimenti e delle legittime emozioni non solo non contrastano con la “sana ragione” ma permettono di salvaguardare il realismo del senso comune: “Non c’è nulla di illusorio o superficiale nel riconoscere l’importanza delle emozioni che nascono dalle cose, nessuna debolezza nel mostrare sentimenti come questi, nessun realismo nel rinnegarli. Il sentimento è un fatto; per di più un fatto fondamentale”. Tutto si lega, organicamente: sentimenti, ragioni, emozioni, fanno parte della natura della persona umana e tutto deve essere tuttavia compreso ed equilibrato: “Il suo dolore è un puro fatto di natura, concretissimo e immutabile, tanto reale quanto un pezzo di roccia”.
Quel grande maestro di pensiero e di vita che è stato Chesterton non smette mai di farci confrontare con la sostanza delle cose per poter coglierne l’irriducibilità nell’universalità, nella semplicità e nella stabilità. Il riconoscere i giusti sentimenti, precisa lo scrittore inglese, non ha nulla a che fare con l’eccesso del sentimentalismo che, al pari della ragione, potrebbe essere usato per celare, manipolare il reale: “Ma è sentimentalismo usare le parole allo scopo di confondere e trascurare, quando invece dovrebbero definire e decidere”. In un altro articolo, Chesterton compara mirabilmente quanto le sane e corrette idee siano scaturite, ad emblema della felicità di pensare, dalla civiltà cristiana occidentale: “Ora, è proprio in fatto di idee che la nostra stessa civiltà ha mostrato tutta la sua grandezza e la sua meraviglia”… (da “G.K. Chesterton, giovani (ma sagge) idee” di Fabio Trevisan blog Ricognizioni)
…Un punto particolare poco noto di Chesterton è il fatto che in maniera un po simile a quello che farà poi Ezra Pound lui attaccò molto l’USURA. Scrisse molti articoli polemici contro le VARIE FORME DI USURA e in difesa delle classi meno abbienti (lui che apparteneva ad una classe ricca… però fu sempre paladino delle classi meno abbienti dopo la conversione al CATTOLICESIMO).
Chesterton fece parte di una CORRENTE che si chiamava DISTRIBUTISMO.Una CORRENTE di ECONOMIA a carattere non molto scientifico però che si occupa di far capire l’ECONOMIA e soprattutto di far capire i problemi del suo tempo…La tesi del DISTRIBUTISMO è che non bisogna nè concentrare la PROPRIETA’ in modo che si abbia il MASSIMO CONTROLLO POSSIBILE da parte dello STATO nè ABOLIRLA o renderla COLLETTIVA come predicavano già i SOCIALISTI sia moderati che estremisti dell’ epoca.
La TESI invece del DISTRIBUTISMO è che bisogna favorire la CRESCITA , l’AUMENTO di una CLASSE MEDIA il più possibile e favorire anche l’ELEVAMENTO del PROLETARIATO (come già si diceva allora) ad una CLASSE (invece) MEDIA soprattutto rendendo il più ACCESSIBILE POSSIBILE la PROPRIETA’ PRIVATA e questo tramite ovviamente FACILITAZIONI di CARATTERE ECONOMICO, LAVORATIVO, SINDACALE, FISCALE.
Come mai un umorista divenne così influente?
Non è facile rispondere a questa domanda. Intanto Chesterton trattò anche TEMI MOLTO SERI, DELICATI e POLEMICI del SUO TEMPO come abbiamo visto per esempio l’EVOLUZIONISMO che all’ epoca era al suo trionfo, specialmente in Inghilterra come l’ EUGENETICA.
Oggi siamo abituati a considerarli come argomenti di carattere TEDESCO perchè pensiamo all’ epoca PRUSSIANA, al NAZISMO. Invece sia EVOLUZIONISMO che EUGENETICA nascono (come è noto) in AMBIENTE BRITANNICO e ottennero un GRANDE SUCCESSO prima negli STATI UNITI poi anche (purtroppo) nell’ AMBIENTE GERMANICO.
Pur trattando questi ARGOMENTI MOLTO SERI Chesterton li tratta come può, come è capace di fare.
Non ha avuto una FORMAZIONE DOTTRINALE nel senso FILOSOFICO TEOLOGICO MOLTO PROFONDA.
L’ha acquisita magari col passare del tempo (specialmente dopo la sua CONVERSIONE al CATTOLICESIMO).
Però non è quello il SUO CAMPO, non è quello il SUO STILE.
Chesterton era nato per essere un LETTERATO, un LETTERATO UMORISTA capace di scrivere poesie, racconti, romanzi, brani teatrali (scrisse anche commedie) eccetera. La sua CAPACITA’ era quella dell’ UMORISMO (ed è quello che ci rimane dell’ EREDITA’ di Chesterton).
Se oggi Chesterton è letto è per la sua CAPACITA’ di far CAPIRE tramite la finzione di personaggi come Padre Brown…
Qual è l'eredità di Chesterton?
L’eredità di Chesterton è testimoniata dalle CONTINUE TRADUZIONI dei SUOI LIBRI.
TRADUZIONI anche in ITALIANO.
Per quanto riguarda l’Italia ci sono stati tre periodi:
Un PRIMO PERIODO è quello in cui (vivente ancora Chesterton) fu molto tradotto in italiano per iniziativa di Emilio Cecchi e anche di altri letterati che lo conoscevano personalmente e lo apprezzavano.
Poi ebbe una specie di OSCURAMENTO nel PERIODO coincidente con il CONCILIO VATICANO II e l’immediato POST CONCILIO perchè?
A parte il fatto che i FILOSOFI, TEOLOGI PROGRESSISTI anche se CATTOLICI mancavano di SENSO dell’ UOMORISMO… erano MOLTO IDEOLOGICI…MOLTO IMPEGNATI (come si diceva allora) anche in CAMPO POLITICO …e non POTEVANO APPREZZARE un AUTORE (che diceva di se stesso) di essere un REAZIONARIO che aveva NOSTALGIA del Medioevo (Figuriamoci!!!).
Ci fu questo OSCURAMENTO perchè e i GIORNALI ed anche le CASE EDITRICI lo DIMENTICARONO UN PO’.
Però più avanti a partire dalla fine degli anni settanta e inizi anni ottanta in ITALIA ebbe un RILANCIO (all’ inizio) da parte (e questo è curioso) di Don Giussani e di COMUNIONE e LIBERAZIONE perchè Don Giussani era un grande ESTIMATORE di Chesterton e fece in modo che le sue OPERE venissero RISTAMPATE e anche che le sue TESI CIRCOLASSERO anche nell’ AMBIENTE CATTOLICO.
Questo fu un VOLANO che permise una RINASCITA di INTERESSE e di STAMPA delle sue OPERE.
Oggi QUASI TUTTE sono in COMMERCIO…
Il SEGRETO del SUO SUCCESSO è la sua ACCESSIBILITA’, la FACILITA’ DI LETTURA, la BRILLANTEZZA e l’UMORISMO.
Come EREDITA’ ci lascia un GRANDE INSEGNAMENTO ovvero:
si CONVINCE a volte più con la LETTERATURA e l’UMORISMO che non attraverso GRANDI SPIEGAZIONI o dei GRANDI RITRATTI INTELLETTUALI, ma anche per il fatto che Chesterton sia stato un GRANDE BIOGRAFO (che abbia fatto MOLTE BIOGRAFIE). Ciò ci fa capire che una RINASCITA DI INTERESSE verso la VERA FILOSOFIA e la VERA FEDE passa PIU’ FACILMENTE attraverso le BIOGRAFIE di PERSONAGGI IMPORTANTI (di SANTI SOPRATTUTTO) che non attraverso dei TRATTATI o dei LIBRI di PURA SPIEGAZIONE.
Ecco perchè Chesterton ha avuto degli IMITATORI (magari in maniera molto diversa). Pensiamo in Italia a Giovannino Guareschi (che conosceva l’OPERA LETTERARIA di Chesterton). Però chiaramente ogni IMITATORE non è un VERO IMITATORE, in REALTA’ è un EREDE (un EREDE che a modo suo tratta questi ARGOMENTI)…
…Chesterton è stato contro le FALSE MODE ed IDEOLOGIE del SUO TEMPO che sono state proprio il BERSAGLIO delle sue OPERE ed anche della SUA VITA