…SU LIBERALISMO e RISORGIMENTO (…il più grande attacco mai sferrato contro la Chiesa…)...
dalla rivista la Tradizione Cattolica Anno XXIV n°3 (66) 2013 “Dal risorgimento rivoluzionario all’aggiornamento conciliare” blog San Michele ArcangeloSiamo in periodo di grandi cambiamenti politici in Italia, e i grandi poteri mondiali prendono sempre più direttamente e sfacciatamente in mano il controllo del nostro Paese, giocherellando a piacimento con le stesse “forme” democratiche. Come inizia questa schiavitù dell’Italia? Chi la ha voluta? Chi la ha sottratta alla Chiesa e al Papato, che ne hanno fatto la grandezza dopo la Roma antica, per consegnarla ai nemici del Cristo? Come è avvenuto? L’articolo risponde a queste domande e ci permette di leggere correttamente il presente, alla luce del recente passato.
Il Risorgimento è, dopo la Rivoluzione francese e in continuità con essa, il più grande attacco mai sferrato contro la Chiesa. Un attacco che affonda radici nel protestantesimo e nell’umanesimo, e che vuole esser destinato a sfociare in una protestantizzazione e umanizzazione della Chiesa stessa…
…Quella di assumere sempre nuove identità, di coprirsi con varie maschere, è una strategia largamente sfruttata da liberali e massoni. In realtà liberalismo e fede cattolica sono inconciliabili…
…Il liberalismo nega la Rivelazione, il ruolo della Chiesa nella società e di Dio nella vita dell’uomo. Rivendica l’indipendenza dell’intelligenza dalla verità, della volontà dal Bene, dell’uomo da Dio. È chiaro che sul lungo periodo non può che sfociare nell’ateismo e nella deificazione dell’uomo. Il cardinale Louis Billot pubblica vari scritti sui pericoli legati al trionfo del liberalismo e della sua conseguenza più estrema, il modernismo. Il liberalismo vuole emancipare l’uomo da Dio, dalla Legge, dalla Rivelazione e dalla Chiesa, sia a livello individuale che sociale. CONSEGUENZA INEVITABILE dell’APPLICAZIONE SOCIALE dell’IDEOLOGIA LIBERALE è l’ALTERNATIVA fra ANARCHIA (poiché il liberalismo distrugge la natura sociale dell’ uomo)
e TIRANNIDE (poiché senza la comunità, le corporazioni, il sostegno reciproco, RIMANE SOLO LA LEGGE DEL PIU’ FORTE, DELLA QUALE FINISCONO IN BALIA SOPRATTUTTO LE CATEGORIE PIU’ DEBOLI)…
…Per far trionfare queste innovazioni a dispetto d’un popolo che, ancora nell’Ottocento, è cattolico, liberali e massoni attingono a piene mani al METODO DELL’ IPOCRISIA, TRAVESTENDO DI FILANTROPISMO LE LORO IDEE, INFILTRANDOSI FRA GLI UOMINI DI CHIESA:
«Fate che il Clero cammini sotto la vostra bandiera, credendo di camminare sotto la bandiera delle Chiavi apostoliche... Il lavoro al quale noi ci accingiamo non è l’opera d’un giorno, né di un mese, né di un anno. Può durare molti anni, forse un secolo: ma nelle nostre file il soldato muore e la guerra continua»si legge nell’Istruzione segreta permanente data ai membri dell’Alta Vendita. Istruzione e corrispondenza dell’Alta vendita vengono consegnate a Gregorio XVI da membri influenti delle società segrete convertitisi. Il Papa incarica lo studioso francese Cretineau Joly di curare la pubblicazione dei documenti, ma vieta di rivelare i nomi dei congiurati, che vengono quindi sempre citati col loro pseudonimo.
«Noi abbiamo intrapresa la corruzione in grande, la corruzione del popolo per mezzo del clero, e del clero per mezzo nostro, la corruzione che deve condurci al seppellimento della Chiesa. Il miglior pugnale per assassinare la Chiesa e colpirla nel cuore, è la corruzione» scrive il carbonaro Vindice il 9 agosto 1838 a Nubius, capo dell’ Alta Vendita, mentre il 28 gennaio 1822 Piccolo Tigre invita a riunire «in un luogo qualsiasi, anche nelle sagrestie e nelle cappelle, le vostre tribù che ancora non sanno nulla; mettetele sotto la guida di un prete virtuoso, noto, ma credulone e facile da ingannare; infiltrate il veleno nei cuori scelti, infiltratelo a piccole dosi, come per caso; in seguito pensandoci, sarete stupiti voi stessi del vostro successo».
Con la breccia di Porta Pia e l’occupazione di Roma, l’11 settembre 1870, i Savoia portano a compimento quella che da lungo tempo è la brama di protestanti e massoni: l’abbattimento del potere temporale dei papi nella persuasione che, a questo, sarebbero fatalmente seguite la perdita del potere spirituale e la dissoluzione della Chiesa…
…Dopo il 1898, insieme al quadro politico italiano, muta anche quello del mondo cattolico, non più diviso in transigenti e intransigenti, ma in democratici e conservatori.
I cattolici conservatori pensano che il socialismo sia peggio del liberalismo e quindi per sconfiggere il primo accettano la possibilità di un’alleanza col secondo. Sapranno quindi adattarsi alla nuova situazione, accantonando la battaglia intransigente per dar vita a quegli accordi con i moderati liberali che culmineranno nel Patto Gentiloni.
I cattolici democratici continuano invece a considerare il liberalismo come il primo avversario da contrastare…
…Per Spadolini, Romolo Murri è l’uomo che chiude il periodo dell’opposizione cattolica, della separazione dei cattolici dallo Stato unitario, con la Democrazia Cristiana, altro passo verso gli esiti del Concilio Vaticano II. Con la Democrazia Cristiana - il partito politico che scristianizza le masse prima cattoliche - s’impone il modernismo, il quale - non a caso definito da Pio X «la cloaca che raccoglie tutte le eresie» - rappresenta l’approdo finale degli errori filosofici e teologici liberali.Il culto dell’Uomo durante l’Ottocento liberale si diffonde, ma è ancora prerogativa di laicisti, massoni, e anticlericali. Col modernismo del Novecento diventa invece proprio anche dei cattolici e degli uomini di Chiesa.
È il vero grande trionfo della rivoluzione, quello scopo finale per cui gli adepti della Carboneria prevedevano di dover combattere a lungo: «Il lavoro al quale noi ci accingiamo non è l’opera d’un giorno, né di un mese, né di un anno. Può durare molti anni, forse un secolo...». Giusto un secolo, poi le idee rivoluzionarie entrano nella Chiesa. La caratteristica principale del modernismo è proprio quella di operare dentro la Chiesa per modificare la sostanza della dottrina cattolica…
…Il culto dell’Uomo durante l’Ottocento liberale si diffonde, ma è ancora prerogativa di laicisti, massoni, e anticlericali. Col modernismo del Novecento diventa invece proprio anche dei cattolici e degli uomini di Chiesa. È il vero grande trionfo della rivoluzione, quello scopo finale per cui gli adepti della Carboneria prevedevano di dover combattere a lungo: «Il lavoro al quale noi ci accingiamo non è l’opera d’un giorno, né di un mese, né di un anno.Può durare molti anni, forse un secolo...». Giusto un secolo, poi le idee rivoluzionarie entrano nella Chiesa. La caratteristica principale del modernismo è proprio quella di operare dentro la Chiesa per modificare la sostanza della dottrina cattolica…
…Con la nascita del PPI, e poi della DC, l’ambito politico viene sottratto alle decisioni del mondo cattolico. È in questo momento che paradossalmente i cattolici escono dalla politica…
…Murri fonda la Lega Democratica Nazionale - movimento politico autonomo dalla Gerarchia ecclesiastica - e sposa pubblicamente le idee moderniste, condannate con l’enciclica Pascendi dominici gregis del 1907 e con la lettera agli arcivescovi e ai vescovi francesi Notre charge apostolique del 1910…
…La vicenda del sacerdote marchigiano continuerà con il matrimonio in Campidoglio nel 1912 e la candidatura nelle file dei radicali nel 1913.Il 3 settembre 1900 don Murri fonda a Roma la Democrazia Cristiana Italiana, alla presenza di un centinaio di giovani, fra i quali molti avranno ruoli significativi nella storia del movimento democratico-cristiano, non solo italiano, come ad esempio Marc Sangnier. Tra i fondatori c’è anche don Luigi Sturzo. I due sacerdoti si sono conosciuti a Roma alla fine dell’Ottocento, sono legati da un rapporto d’amicizia che durerà a lungo. Romolo Murri verrà poi dimenticato: la sua figura controversa, la scomunica, il matrimonio, rischiano di compromettere l’opera di don Sturzo. Ma quando, nel secondo dopoguerra, Alcide de Gasperi ricostruisce il partito democratico-cristiano, non ha nessuna remora a riprendere il nome scelto da don Murri.
Nei democratici cristiani rimane ben poco di cattolico. Don Dario Composta distingue i cattolici in tre categorie storiche. I cristiano-sociali rifiutano i principi rivoluzionari e aderiscono alla dottrina sociale e politica del Magistero della Chiesa.
I cristiano-liberali accolgono parte delle idee della rivoluzione pur non rinnegando l’insegnamento della Chiesa.
I democristiani, seppur guidati da un’ispirazione vagamente cristiana, si proclamano laicisti, si orientano verso teorie affini a quelle della rivoluzione francese. Essi hanno come caposcuola in Francia il secondo Lamennais, Saugner e Maritain; in Italia Murri, Sturzo, De Gasperi.Don Romolo Murri viene scomunicato come modernista, Don Sturzo invece è più abile, riesce a non compromettersi. Le sue idee sono comunque simili a quelle di Don Murri…<<…Don ROMOLO MURRI, fondatore della ‘Lega democratica nazionale’, fu condannato assieme alla sua ‘Lega’, e scomunicato come modernista il 28 luglio 1906. Don STURZO fu più abile, non volle invischiarsi, in modo aperto, con il modernismo, anche se era d’idee progressiste o modernizzanti. Egli fondò il ‘PPI’, che fu severamente criticato da padre AGOSTINO GEMELLI († 1959), monsignor FRANCESCO OLGIATI († 1962) e dal cardinal PIO TOMMASO BOGGIANI († 1942) Arcivescovo di Genova, che il 5 agosto 1920 pubblicava una ‘Lettera pastorale’ ove metteva in luce i gravi errori del ‘PPI’:
a) emancipazione dalla Gerarchia ecclesiastica;
b) esaltazione della libertà come valore assoluto in collusione con i liberali;
c) derivazione della loro teoria polìtica dai princìpi della rivoluzione francese.
Tali errori li troviamo condensati nella dottrina e nella pratica della ‘DC’.
ALCIDE DE GASPERI, in un discorso assai laicista tenuto a Bruxelles, il 20 novembre 1954, irritò profondamente PIO XII, che da quel momento non lo volle mai più ricevere. Infatti, egli affermò che la DC si fondava sulla triade: libertà, fraternità, democrazia, che sono l’eredità della rivoluzione francese.
Le ragioni profonde che sostengono la politica della DC sono – secondo don Composta – due:
1ª) il progressismo politico, nella linea dell’azione;
2ª) l’aconfessionalità, nella linea dei princìpi.
- La prima: ossia il progressismo pratico, è una teoria ottimista circa la natura umana, e in campo politico si mostra come fiducia illimitata di uno sviluppo economico civile e morale irresistibile in continua e costante ascesa verso il meglio.
- La seconda: è l’aconfessionalità teoretica della ‘DC’.
Già don STURZO, il 19 marzo 1919, aveva pronunziato un discorso a Verona, in cui asseriva: “Il ‘PPI’ è nato come partito non cattolico, aconfessionale, [...] a forte contenuto democratico, e che s’ispira all’idealità cristiana, ma che non prende la religione come mezzo di differenziazione polìtica”.
Don LORENZO BEDESCHI († 2006) approfondisce quanto scritto da don Composta e spiega come il movimento “democratico cristiano” in Italia è nato, sì, nel 1919 con la fondazione del ‘PPI’ da parte di don LUIGI STURZO e poi continuato con la DC di ALCIDE DE GASPERI; tuttavia, egli mette bene in rilievo l’influenza che ebbe, nelle origini della ‘Democrazia Cristiana’, don ROMOLO MURRI e il modernismo e, quindi, come la ‘DC’ sia ancor più progressista del cattolicesimo/liberale, di cui scriveva don Composta, e possa essere definita “modernismo sociale” in senso stretto…
…Il 3 settembre 1900 don MURRI fonda a Roma la ‘Democrazia Cristiana Italiana’, fra i cofondatori vi è don LUIGI STURZO.
I due sacerdoti si erano conosciuti a Roma alla fine dell’Ottocento e ne era nato un rapporto di stima e di amicizia che durerà fino al 1906.
Don Luigi Sturzo comincia a collaborare alle riviste promosse da don Romolo Murri, e a far conoscere il movimento democratico/cristiano nella sua terra d’origine.
"Fu Murri a spingermi definitivamente verso la democrazia cristiana. Da allora vi sono rimasto fedele", scriverà nel 1946, in un messaggio inviato alla sezione della ‘DC’ di Gualdo di Macerata, in occasione dello scoprimento di una lapide sulla casa natia dell’antico leader democratico/cristiano, da parte della locale sezione dell’appena ricostituita ‘DC’…
…Don ROMOLO MURRI è il maestro e don LUIGI STURZO ne subisce profondamente l’influenza. Don Romolo Murri verrà messo, praticamente, tra parentesi ma non dimenticato, dottrinalmente, perché, essendo stato scomunicato, poteva soltanto danneggiare l’opera di don Luigi Sturzo, almeno fino alla riconciliazione con la Chiesa del sacerdote marchigiano, nel 1944. Sarà lo stesso don Luigi Sturzo a ricordarlo, ancora nel 1946: "ORA giustamente rievochiamo la sua figura di pioniere della ‘Democrazia Cristiana’. Dio misericordioso ci ha concesso di poter dire che Murri è nostro; nonostante la temporanea deviazione in zone ideali e politiche non nostre”.
La “differenza” fra i due personaggi è una distinzione soltanto tattica — don Luigi Sturzo piuttosto “pragmatico” e don Romolo Murri maggiormente "dottrinario" —, ma che rivela un non voler occuparsi APERTAMENTE di dottrina da parte di don Luigi Sturzo per non avere problemi con l’Autorità ecclesiastica in materia di modernismo…
…"Io penso che il nostro sia il momento di disinteressarsi di tutto il movimento interno poiché è pro o contro il modernismo; e di tirar dritto nel campo della cultura e nel campo delle opere pratiche", scriverà in una delle ultime lettere a don Romolo Murri, nel maggio del 1906; aggiungendo: "Non credere che io sia o voglia essere un opportunista o un prudentone [...]. Io, invece, sono e voglio essere PRATICO; cioè, ARRIVARE ALLO SCOPO INTERO E SENZA TRANSAZIONI, MA ANCHE STUDIANDO IL TERRENO SUL QUALE SI CAMMINA PER NON CADERE IN TRABOCCHETTI, E PER NON SCIVOLARE E PERDERE QUEL CHE SI È GUADAGNATO”…
…Quando don ROMOLO MURRI, ormai in rotta con PIO X, si lancia nell’avventura della ‘Lega Democratica Nazionale’, don LUIGI STURZO decide di separare, TATTICAMENTE E NON DOTTRINALMENTE, le proprie responsabilità da quelle dell’amico. Lo fa con un’ultima lettera, scritta il 18 giugno 1906, nella quale prende commiato dal movimento e dall’amico, consigliandogli di dedicarsi all’ATTIVITÀ INTELLETTUALE in qualche università e di uscire definitivamente dalla POLITICA OPERATIVA.
Don ROMOLO MURRI era ormai diventato un amico scomodo: l’anno successivo sarà sospeso a divinis, tre anni dopo, nel 1909, scomunicato, e nel 1912, con il matrimonio in Campidoglio, cesserà ogni rapporto con il mondo cattolico.
Tuttavia, un certo rapporto fra i due continuerà, seppure indirettamente e polemicamente, soprattutto dopo la fondazione del ‘PPI’ nel 1919.
In un certo senso Sturzo è stato, QUANTO AL MODO DI AGIRE, più modernista di Murri, il quale è USCITO ALLO SCOPERTO, mentre una delle caratteristiche del modernismo è la SEGRETEZZA, tanto che San Pio X l’ha definito “clandestinum foedus / setta segreta” (“motuproprio” Sacrorum Antistitum, 1° settembre 1910)…
…Quando, alla fine della seconda guerra mondiale, ALCIDE DE GASPERI ricostruisce il ‘partito democratico/cristiano’, non ha nessuna remora a riprendere il nome che le aveva attribuito don Romolo Murri nel 1900.
Anche il suo ufficio mette adeguatamente in risalto la continuità fra la ‘Democrazia Cristiana’ di don Romolo Murri e il ‘PPI’.
Ciononostante, nelle rievocazioni storiche delle origini, anche Alcide De Gasperi — secondo don Lorenzo Bedeschi (17) — tacerà l’influenza esplicita e diretta di don Romolo Murri, sostituendo la figura del sacerdote marchigiano come punto di riferimento con quella di Giuseppe Toniolo, che non aveva nulla a che sparire con Murri e Sturzo.
Più giovane di don Romolo Murri di undici anni, Alcide De Gasperi lo aveva conosciuto a Roma nel 1902, quando la crisi all’interno dell’Opera dei Congressi era già in corso. Gli scriverà alcune lettere fino al 1904, manifestando la sua simpatia e la sua adesione alle IDEE democratico/cristiane, e farà conoscere il movimento ideologico e le opere di don Romolo Murri in Trentino…( da “LA «DEMOCRAZIA CRISTIANA» E IL MODERNISMO” di Don Curzio Nitoglia blog inter multiplices UNA VOX)
…La DC è ancor più progressista del cattolicesimo liberale, e i cattolici non sono più in grado di opporre resistenza.L’ideologia liberale che ha ispirato e mosso, durante il Risorgimento, l’attacco alla Chiesa, non è più considerata nociva.L’opposizione cattolica non esiste più, lo stato unitario e la sua ideologia sono stati accettati…
…Si riscontrano evidenti analogie tra modernisti, liberali e luterani, ad esempio nel metodo della dissimulazione: «Saper dissimulare le proprie batterie è uno dei principi essenziali della guerra moderna. Fu anche uno dei caratteri distintivi del movimento modernista, quello di associare all’attacco diretto contro i dogmi la più estrema varietà di sotterfugi», ha osservato Rivière, ricordando il consiglio dato sul letto di morte dal Santo di Fogazzaro: «Non pubblicate mai scritti intorno a questioni religiose difficili perché siano venduti, ma distribuiteli secondo prudenza e mai non vi apponete il vostro nome»…
…Nonostante le ripetute condanne da parte del Magistero della Chiesa, le idee liberali trionfano al Concilio Vaticano II.Un filo sottile lega liberalismo, modernismo e Vaticano II, il filo tessuto dai nemici della Chiesa…
…Il liberalismo ha liberato l’uomo da Dio.
Il cattolicesimo liberale dell’Ottocento ha liberato la politica da Dio.
Il modernismo del Novecento ha cercato di liberare la Chiesa da Dio. Quest’ultimo tentativo è inizialmente fallito grazie al puntuale intervento di Pio X, ma è poi riuscito, al di là delle più ottimistiche aspettative liberali, col Concilio Vaticano II. Albert Houtin descrivendo il piano del modernismo, auspica che gli INNOVATORI NON ESCANO DALLA CHIESA, NEPPURE NEL CASO PERDANO LA FEDE. IL MODERNISMO SI PROPONE INFATTI DI TRASFORMARE LA CHIESA DALL’ INTERNO, LASCIANDONE INTATTO, NEI LIMITI DEL POSSIBILE, L’INVOLUCRO ESTERIORE.
…«Il culto esteriore - spiega Buonaiuti - durerà sempre come la gerarchia, ma la Chiesa, in quanto maestra dei sacramenti e dei suoi ordini, modificherà la gerarchia e il culto secondo i tempi: essa renderà quella più semplice, più liberale, e questo più spirituale; e per quella via essa diventerà un protestantesimo; ma un protestantesimo ortodosso, graduale, e non uno violento, aggressivo, rivoluzionario, insubordinato; un protestantesimo che non distruggerà la continuità apostolica del ministero ecclesiastico né l’essenza stessa del
culto» <<…QUINDI non è l’uomo che DEVE CONFORMARSI alle VERITA’ di FEDE ma il CONTRARIO…le VERITA’ di FEDE si devono conformare a quelle che sono le ESIGENZE UMANE…le ESIGENZE UMANE nella storia sono MUTEVOLI ergo anche le VERITA’ di FEDE DEVONO MUTARE a seconda dei CAMBIAMENTI STORICI a seconda delle diverse ATMOSFERE CULTURALI che si succedono nella DIMENSIONE STORICA…Quindi non esistono più VERITA’ IMMUTABILI, non esistono più VERITA’ DEFINITE…
…cambia il concetto di chiesa…
…In questo modo cambia anche il concetto stesso di CHIESA ovvero non è più il CORPO MISTICO di CRISTO, ovvero quella REALTA’ IMMUTABILE che PRESENZIA COSTANTEMENTE NELLA STORIA, il PROLUNGAMENTO di CRISTO nella STORIA degli UOMINI, la CHIESA deve essere li LIEVITO per la STORIA, DEVE SALVARE la STORIA e non VICEVERSA (la storia che deve salvare la chiesa o la chiesa che deve farsi cortigiana della storia)…Quindi per APPARTENERE alla CHIESA BISOGNA ADERIRE alle VERITA’ IMMUTABILI…
…IL PERICOLOSISSIMO CONCETTO DI CHIESA COME POPOLO IN CAMMINO…LA CONCEZIONE STORICISTICA DELLA CHIESA…
…Cosa vuol dire questo popolo in cammino? Detta così potrebbe anche andare ma c’è un significato pericolosissimo che sottende a questa definizione…si vuol far capire che in questo modo la CHIESA percorre la storia ed è in un certo qual modo una REALTA’ STORICIZZABILE
Cosa vuol dire una REALTA’ STORICIZZABILE? Vuol dire una REALTA’ di fatto che DEVE CAMBIARE come CAMBIA la STORIA
ESEMPIO: prendiamo quello che san Alfonso Maria de' Liguori diceva e scriveva e mettiamolo a confronto con qualche teologo moralista contemporaneo che va per la maggiore…c’è una differenza enorme, abissale…MA nel momento in cui si facesse capire a questo teologo moralista contemporaneo: “guarda che c’è una enorme differenza tra quello che diceva e scriveva un grande moralista come san Alfonso Maria de' Liguori e quello che tu dici e scrivi, qui ci troviamo di fronte a due cattolicesimi diversi…”
…il teologo moralista contemporaneo come ci risponderà? Risponderà dicendo: “l’importante non è di fatto affermare le stesse cose, l’importante è trovarci dentro una STORIA…trovarci dentro un POPOLO IN CAMMINO che in un certo qual modo INEVITABILMENTE DEVE SUBIRE L’INFLUENZA DELLA STORIA”
…Quindi questo ipotetico teologo moralista contemporaneo non si troverà MAI A DISAGIO perchè parte da una PROSPETTIVA, da una CONCEZIONE della CHIESA che è TOTALMENTE MUTATA…TOTALMENTE MODIFICATA…una CONCEZIONE NON CATTOLICA DI CHIESA…ma da una CONCEZIONE che possiamo definire STORICISTICA
…la CONCEZIONE AUTENTICAMENTE CATTOLICA DELLA CHIESA deve far sì che la chiesa sia DEPOSITARIA dell’ UNICA, IDENTICA VERITA’…per cui è evidente se io mi trovassi a dire delle cose che sono in COMPLETA DISSONANZA con ciò che la CHIESA ha affermato nei secoli NON SONO PIU’ CATTOLICO… MA se io invece FACCIO USO di un CONCEZIONE MODIFICATA DI CHIESA “che è quella tipica del MODERNISMO” io posso affermare anche delle cose che sono in COMPLETA DISSONANZA con ciò che ha insegnato la CHIESA di SEMPRE E SENTIRMI UGUALMENTE CATTOLICO…
…da una parte il cosiddetto RAZIONALISMO…la riduzione della religione a filosofia...meglio della religione a STORIA come abbiamo detto…nel MODERNISMO troviamo radici di filosofi come Kant e soprattutto dello stesso Hegel uno dei massimi esponenti dello STORICISMO FILOSOFICO “quindi la riduzione della religione, in questo caso della teologia a PENSIERO DELL’ UOMO…e nello stesso tempo della riduzione della teologia a STORIA (la chiesa deve cambiare come cambia la storia…)”…
…dall’ altra parte l’IRRAZIONALISMO..la riduzione della religione a PURO SENTIMENTO…ABBIAMO VISTO che il MODERNISMO AFFERMA che la religione nascerebbe da una sorta di BISOGNO, di ESIGENZA INTERIORE dell’ UOMO e quindi questo è una RIDUZIONE della RELIGIONE stessa a PURO SENTIMENTO cioè una RIDUZIONE della RELIGIONE stessa a PURA ESPERIENZA…( da “Cos’è il Modernismo?” Con Corrado Gnerre)>>
E poi aggiunge che «fino ad oggi si é voluto riformare Roma senza Roma, o magari contro Roma. Bisogna riformare Roma con Roma; fare che la riforma passi attraverso le mani di coloro i quali devono essere riformati. Ecco il vero ed infallibile metodo; ma é difficile. Hic opus, hic labor».
È evidente l’affinità con parole già ricordate: può essere per la comunanza delle idee, può essere il compiersi di un dictat massonico.
«FATE CHE IL CLERO CAMMINI SOTTO LA VOSTRA BANDIERA, CREDENDO DI CAMMINARE SOTTO LA BANDIERA DELLE CHIAVI APOSTOLICHE» (dalla rivista la Tradizione Cattolica Anno XXIV n°3 (66) 2013 “Dal risorgimento rivoluzionario all’aggiornamento conciliare”)