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Il Novus Ordo deve essere accettato per obbedienza - Cardinale Brandmüller

Il Cardinale Walter Brandmüller, 97 anni, lancia un appello su Diakonos.be (24 febbraio) per trovare un rito della Messa che corrisponda finalmente al Vaticano II. I suoi punti principali, abbreviati per la leggibilità.

- Non è stata la Sacrosanctum Concilium del Vaticano II, ma l'attuazione post-conciliare ad aprire una spaccatura in gran parte del mondo cattolico.

- Bisogna chiedersi perché le riforme di Paolo VI furono percepite come una rottura con la tradizione.

- Le conseguenze furono gravi: l'arbitrarietà e l'individualismo sfrenato sostituirono la Messa con composizioni personali, anche in raccoglitori ad anelli.

- Il risultato fu il caos liturgico e un esodo senza precedenti dalla Chiesa che continua ancora oggi.

- La riforma di Paolo VI del Messale, sebbene non priva di difetti, affrontò critiche che, sebbene spesso comprensibili, non erano giustificate.

- Il "Novus Ordo", promulgato dal Papa, doveva essere accettato per obbedienza, nonostante le critiche legittime.

- Se l'obbedienza di Cristo fino alla morte è resa presente nell'Eucaristia, non può essere celebrata nella disobbedienza.

- Per alcuni, le riforme erano insufficienti. Continuarono con liturgie improvvisate, nate dalla creatività personale.

- Altri si sono opposti in nome della "Messa di sempre", ignorando che il rito si è sviluppato nel corso dei secoli.

- L'unica "Messa di tutti i tempi" sono le parole di consacrazione, trasmesse in forme diverse nelle Scritture.

- L'assolutizzazione del carattere conviviale della Messa ha portato - e porta tuttora - ad abusi gravi e talvolta blasfemi.

- Dipende dal singolo sacerdote se la Messa segue fedelmente il "Novus Ordo" o se prevalgono idee personali.

- Gli interventi episcopali contro gli abusi sono stati rari.

- Per evitare o sanare le fratture nell'unità, è necessaria una pace - o almeno una tregua - sul fronte liturgico. Questo inizia con il disarmare il linguaggio sulla liturgia.

- Le accuse reciproche devono cessare; nessuna delle due parti deve mettere in dubbio la serietà dell'altra. Sono necessarie tolleranza e moderazione.

- Entrambe le parti devono garantire una liturgia che rispetti fedelmente le norme.

- Questo avvertimento si applica non solo agli innovatori, ma anche ai sostenitori della "vecchia Messa".

- Entrambe le parti devono studiare la Sacrosanctum Concilium e valutare gli sviluppi successivi alla sua luce.

Traduzione AI
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Fernanda Dellucci condivide questo

Il porporato invita a porre fine al «malsano conflitto» seguito alla riforma deponendo le accuse reciproche, studiando con imparzialità e lasciando convivere serenamente antico...

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Obbedire a che cosa? Visto che il Vaticano II non è dogmatico

Carlus condivide questo
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lamprotes

Tipico conservatore

Josefa Menendez

Brandmüller non puo vedere i fruti avvelenati del Vaticano II

silvioabcd

Dicendo " Entrambe le parti devono garantire una liturgia che rispetti fedelmente le norme" si sta buttando la zappa sui piedi e mentire perchè solo la messa di sempre rispetta fedelmente le norme. L'arbitrarietà sta solo nella messa novus ordo, e concordiamo che è colpa dei sacerdoti. A mali estremi, estremi rimedi: messa senza più cambiamenti.

più chiaro di così!... non capisce solo chi NON vuol capire!

Abundat...

Non si capisce molto bene dove si voglia andare a parare, a parte la solita tiritera trita e ritrita sul "rito che si sarebbe modificato nei secoli".
Non si capisce come supposti esperti di liturgia non abbiano mai risposto alle critiche alle sostanziali e gravissime modifiche alla Sants Messa, apportate da fratel bugnini e i sei fidi luterani...
Ma di che obbedienza si sta parlando?? L'obbedienza fine a se stessa? Trasformare il Santo Sacrificio che ci salva in una cena comunitaria è degno di obbedienza???? Obbedienza verso chi? Verso bugnini???

studiare e leggere... leggere e studiare... prima o poi capirai!

Ecco mr. risum abundat... che ha capito tutto e si vede... forse si intravede... forse...

fra Giovanni Maria condivide questo

Veramente impressionante come il cardinale si rimpugna di vedere il vero problema della fedeltà al Rito Romano Antico. Allo stesso modo non aveva capito la declaratio di Papa Benedetto XVI sull'impedimento della Santa Sede.

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Per accettarlo, lo accetto il Novus Ordo, ma il Vetus Ordo è decisamente ad un livello superiore ed è quest'ultimo che frequento.

Diodoro

"Bisogna chiedersi perché le riforme di Paolo VI furono percepite come una rottura con la tradizione".
Risposta: perché il Papa fu "messo a morte" nel 1968, anno del Credo del Popolo di Dio e della Humanae Vitae, in un modo del tutto analogo a quello che fu usato contro il Beato Pio IX a metà dell'Ottocento: "Ti sentivamo come UNO DEI NOSTRI" (un Illuminato Moderno) ", lavoravi con noi ai TEMPI NUOVI, e ti sei tirato indietro".
Il Peccato Originale di Lefebvre e dei Lefevriani (insieme al predominante Gallicanesimo) fu il dare addosso al Papa... INSIEME ai Modernisti, proprio a partire da quel momento tragico. Da quell'anno, l'essere contro "Roma" e il Papa diventarono un obbligo per ogni Occidentale, di qualsiasi tendenza.
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Legge sul Divorzio in Italia: 1970, Centenario della Breccia di Porta Pia.
La Chiesa gridò, annunciò scomuniche, mostrò l'immensa catastrofe per l'Italia e per il mondo?
No. Sostanzialmente l'impostazione fu : "I TEMPI sono questi. Non basta più dire "Dio è con voi, nella vostra Famiglia, SE celebrate il Sacramento e lo vivete"."
La grande e inscalfibile "novità" dei Tempi NUOVI consisteva nel tuffarsi a capofitto nel peggio dell'Ottocento

Diodoro

- "Dipende dal singolo sacerdote se la Messa segue fedelmente il Novus Ordo o se prevalgono idee personali"
Conosco nella realtà -per caso e non per averlo cercato- un Parroco (sessantenne) fedelissimo nel celebrare la Liturgia in Novus Ordo