Pietro da Cafarnao

La legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Per il Vangelo di questa Seconda Domenica di Quaresima.

Sulla Trasfigurazione di Cristo - San Leone Magno, papa.
Il Signore manifesta la sua gloria alla presenza di molti testimoni e fa risplendere quel corpo, che gli è comune con tutti gli uomini, di tanto splendore, che la sua faccia diventa simile al fulgore del sole e le sue vesti uguagliano il candore della neve.
Questa trasfigurazione, senza dubbio, mirava soprattutto a rimuovere dall'animo dei discepoli lo scandalo della croce, perché l'umiliazione della Passione, volontariamente accettata, non scuotesse la loro fede, dal momento che era stata rivelata loro la grandezza sublime della dignità nascosta del Cristo.
Ma, secondo un disegno non meno previdente, egli dava un fondamento solido alla speranza della santa Chiesa, perché tutto il Corpo di Cristo prendesse coscienza di quale trasformazione sarebbe stato oggetto, e perché anche le …Altro

04:44
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Pietro da Cafarnao

Salmo 48, vv. 11-21

"Vedrà morire i sapienti; lo stolto e l'insensato periranno insieme e lasceranno ad altri le loro ricchezze.
Il sepolcro sarà loro casa per sempre, loro dimora per tutte le generazioni, eppure hanno dato il loro nome alla terra.
Ma l'uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che periscono.
Questa è la sorte di chi confida in se stesso, l'avvenire di chi si compiace nelle sue parole.
Come pecore sono avviati agli inferi, sarà loro pastore la morte;
scenderanno a precipizio nel sepolcro, svanirà ogni loro parvenza: gli inferi saranno la loro dimora.
Ma Dio potrà riscattarmi, mi strapperà dalla mano della morte.
Se vedi un uomo arricchirsi, non temere, se aumenta la gloria della sua casa.
Quando muore con sé non porta nulla, né scende con lui la sua gloria.
Nella sua vita si diceva fortunato:
«Ti loderanno, perché ti sei procurato del bene».
Andrà con la generazione dei suoi padri, che non vedranno mai più la luce.
L'uomo nella prosperità non comprende, è come gli …Altro

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Seconda lettura di Domenica 1 Febbraio.
Dio ha scelto ciò che sembra stolto, debole, per confondere i sapienti, per riportare gli uomini all'umiltà, perché chi si vanti, si vanti nel Signore.
San Paolo Prima lettera ai Corinzi 1, 26-31
Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili.
Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio.
Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore.
Parola di Dio

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Mario Francesco Colucci condivide questo

«Commento sui salmi» di san Giovanni Fisher, vescovo e martire
(Salmo 101)
Le meraviglie di Dio.
Dapprima Dio liberò il popolo d'Israele dalla schiavitù dell'Egitto compiendo molte cose straordinarie e prodigiose: gli fece attraversare il Mare Rosso all'asciutto. Lo nutrì nel deserto con cibi venuti dal cielo cioè con la manna e le quaglie. Per calmare la sua sete fece scaturire dalla durissima roccia una inesauribile sorgente d'acqua. Lo rese vittorioso su tutti i nemici che lo osteggiavano. A tempo opportuno fece retrocedere il Giordano in senso opposto alla corrente. Divise e distribuì loro, secondo il numero delle tribù e delle famiglie, la terra promessa. Ma nonostante avesse compiuto queste cose con tanto amore e liberalità, quegli uomini ingrati e veramente immemori di tutto, abbandonarono e ripudiarono il culto di Dio e più di una volta si resero colpevoli dell'empio crimine di idolatria.
In seguito egli recise anche noi dall'oleastro dei gentili () che ci era connaturale -…Altro

03:03
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Pietro da Cafarnao

Domenica 25 gennaio - OMELIA

Omelia di don Alberto Secci -VIDEO
AUTORITÀ

176

Dal libro del Deuteronomio 18,1-22 - AUDIO
Sugli idoli, la magia, su I veri e i falsi profeti.

In quei giorni Mosè parlò al popolo dicendo: «I sacerdoti leviti, tutta la tribù di Levi, non avranno parte né eredità insieme con Israele; vivranno dei sacrifici consumati dal fuoco per il Signore, e della sua eredità. Non avranno alcuna eredità tra i loro fratelli; il Signore è la loro eredità, come ha loro promesso. Questo sarà il diritto dei sacerdoti sul popolo, su quelli che offriranno come sacrificio un capo di bestiame grosso o minuto: essi daranno al sacerdote la spalla, le due mascelle e lo stomaco. Gli darai le primizie del tuo frumento, del tuo mosto e del tuo olio e le primizie della tosatura delle tue pecore; perché il Signore tuo Dio l'ha scelto fra tutte le tue tribù, affinché attenda al servizio nel nome del Signore, lui e i suoi figli sempre. Se un levita, abbandonando qualunque città dove soggiorna in Israele, verrà, seguendo il suo desiderio, al luogo che il Signore …Altro

04:13
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Dalla «Lettera ai Corinzi» di san Clemente I, papa, il mistero della carità.
(Capitoli 49, 50)
Colui che possiede la carità in Cristo mette in pratica i comandamenti di Cristo. Chi è capace di svelare l'infinito amore di Dio? Chi può esprimere la magnificenza della sua bellezza? L'altezza a cui conduce la carità, non si può dire a parole.
La carità ci congiunge intimamente a Dio, «la carità copre una moltitudine di peccati» (1), la carità tutto sopporta, tutto prende in santa pace. Nulla di volgare nella carità, nulla di superbo. La carità non suscita scismi, la carità opera tutto nella concordia. Nella carità tutti gli eletti di Dio sono perfetti, mentre senza la carità niente è gradito a Dio.
Con la carità Dio ci ha attirati a sé. Per la carità che ebbe verso di noi il Signore nostro Gesù Cristo, secondo il divino volere, ha versato per noi il suo sangue e ha dato la sua carne per la nostra carne, la sua vita per la nostra vita.
Vedete, o carissimi, quanto è grande e meravigliosa …Altro

03:10
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Pietro da Cafarnao

Chiarimento del Catechismo della Chiesa cattolica sull'omosessualità.
I documenti emanati nel precedente pontificato hanno portato confusione nella Dottrina sulla fede e nella pastorale, ancheper via dei molti interventi pubblici da parte di diversi pastori, i quali si discostano dalla Verità della Parola di Dio, dall'insegnamento dei Padri della Chiesa e dal Catechismo della Chiesa cattolica.
I Pastori pro omosessualità nei loro interventi pubblici citano solo una parte del Catechismo della Chiesa cattolica sull' omosessualità, dove al punto 2358, è scritto che gli omosessuali "devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione".
I medesimi pastori non spiegano con lo stesso numero 2358 del Catechismo, che "la tendenza all'omosessualità sebbene sia un'inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova".
Inoltre gli stessi Pastori non richiamano anche il punto …Altro

03:04
466

Dai «Discorsi» di san Pietro Crisòlogo, vescovo
(Discorso 160)
Colui che ha voluto nascere per noi, non ha voluto essere ignorato da noi.
Benché nel mistero stesso dell'Incarnazione del Signore i segni della sua divinità siano stati sempre chiari, tuttavia la solennità odierna ci manifesta e ci svela in molte maniere che Dio è apparso in corpo umano, perché la nostra natura mortale, sempre avvolta nell'oscurità non perdesse, per ignoranza, ciò che ha meritato di ricevere e possedere per grazia.
Infatti colui che ha voluto nascere per noi, non ha voluto rimanere a noi nascosto; e perciò si manifesta in questo modo, perché questo grande mistero di pietà non diventi occasione di errore.
Oggi i magi, che lo ricercavano splendente fra le stelle, lo trovano che vagisce nella culla. Oggi i magi vedono chiaramente, avvolto in panni, colui che tanto lungamente si accontentarono di contemplare in modo oscuro negli astri. Oggi i magi considerano con grande stupore ciò che vedono nel presepio …Altro

03:59
343
Pietro da Cafarnao

Ottava di Natale - Don Alberto Secci

Link video
Neoarianesimo progressista

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PREMESSA
In questo periodo forte del Natale, nel quale abbiamo chiesto a Gesù, alla Madre di Dio, ai santi, di convertirci, e così intraprendere un cammino di santificazione, ora possiamo essere strumenti dello Spirito Santo e poter usare i nostri talenti, che Dio ci ha donato da amministrare per l’opera di costruzione del Regno di Dio.
Badate bene che è lo Spirito Santo che un po' alla volta ci porta su ciò che è volontà di Dio. Non dobbiamo essere noi con i nostri pensieri, con i nostri progetti a costruire il Regno di Dio, ma è Dio stesso che ci svelerà quale è il piano per noi. A noi il dovere di formarci sulla Parola di Dio, su i documenti della Chiesa, di pregare con costanza, di servirci dei sacramenti e soprattutto di restare in grazia di Dio, perché con peccati mortali sulla coscienza, saremo lontani da Dio ed Egli non potrà far uso di noi per la sua opera di salvezza delle anime.
Detto questo Giosuè, un nostro amico nella fede mi chiede di pubblicare questa ispirazione …Altro

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Pietro da Cafarnao

PREMESSA
In questo periodo forte del Natale, nel quale abbiamo chiesto a Gesù, alla Madre di Dio, ai santi, di convertirci, e così intraprendere un cammino di santificazione, ora possiamo essere strumenti dello Spirito Santo e poter usare i nostri talenti, che Dio ci ha donato da amministrare per l’opera di costruzione del Regno di Dio.
Badate bene che è lo Spirito Santo che un po' alla volta ci porta su ciò che è volontà di Dio. Non dobbiamo essere noi con i nostri pensieri, con i nostri progetti a costruire il Regno di Dio, ma è Dio stesso che ci svelerà quale è il piano per noi. A noi il dovere di formarci sulla Parola di Dio, su i documenti della Chiesa, di pregare con costanza, di servirci dei sacramenti e soprattutto di restare in grazia di Dio, perché con peccati mortali sulla coscienza, saremo lontani da Dio ed Egli non potrà far uso di noi per la sua opera di salvezza delle anime.
Detto questo Giosuè, un nostro amico nella fede mi chiede di pubblicare questa ispirazione …Altro

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Pietro da Cafarnao condivide questo
Pietro da Cafarnao

Parola di Dio 27 dicembre
Prima Lettera di San Giovanni apostolo.

Segue il commento di San Agostino
1 Gv 1,1-4
Figlioli miei, quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita - la vita infatti si manifestò, noi l'abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi -, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena.Parola di Dio
__________________
Dai «Trattati sulla prima Lettera di Giovanni» di sant'Agostino, vescovo
(Tratt. 1,1.3)
La Vita si è manifestata nella carne.
Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi e ciò che le nostre …Altro

03:38
284

Un Augurio di un Santo Natale di rinascita spirituale.
Piccola riflessione tratta da Giosuè, un nostro amico nella fede.
"È a causa del nostro orgoglio spirituale, che non onoriamo prima Dio, invece del prossimo, la causa che siamo deboli a livello spirituale.
Eppure nel Vangelo Gesù ce lo insegna di: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso.
Come possiamo onorare, amare il nostro prossimo, se non abbiamo quella forza, quella luce spirituale, che provengono solo da Dio?
Iniziamo ad onorare Dio andando alla Santa Messa alla domenica, pregando e offrendo le nostre sofferenze per le persone che ci sono ostili, rispondendo al male con il bene, testimoniando la Verità, dove c'è la tenebra, l'errore, il peccato, facendo sì che il bene prevalga nella realtà di peccato.
Queste mie intenzioni sono contenute nella Parola …Altro

02:26
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Un Augurio di un Santo Natale di rinascita spirituale.
Piccola riflessione tratta da Giosuè, un nostro amico nella fede.
"È a causa del nostro orgoglio spirituale, che non onoriamo prima Dio, invece del prossimo, la causa che siamo deboli a livello spirituale.
Eppure nel Vangelo Gesù ce lo insegna di: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso.
Come possiamo onorare, amare il nostro prossimo, se non abbiamo quella forza, quella luce spirituale, che provengono solo da Dio?
Iniziamo ad onorare Dio andando alla Santa Messa alla domenica, pregando e offrendo le nostre sofferenze per le persone che ci sono ostili, rispondendo al male con il bene, testimoniando la Verità, dove c'è la tenebra, l'errore, il peccato, facendo sì che il bene prevalga nella realtà di peccato.
Queste mie intenzioni sono contenute nella Parola …Altro

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Pietro da Cafarnao condivide questo

Dal «Commento su san Luca» di sant'Ambrogio, vescovo
(2, 19. 22-23. 26-27; CCL 14, 39-42)
La visitazione di Maria
______

L'angelo, che annunziava il mistero, volle garantirne la veridicità con una prova e annunziò alla vergine Maria la maternità di una donna vecchia e sterile, per dimostrare così che a Dio è possibile tutto ciò che vuole. Appena Maria ebbe udito ciò, si avviò in fretta verso la montagna, non perché fosse incredula della profezia o incerta dell'annunzio o dubitasse della prova, ma perché era lieta della promessa e desiderosa di compiere devotamente un servizio, con lo slancio che le veniva dall'intima gioia. Dove ormai, ricolma di Dio, poteva affrettarsi ad andare se non verso l'alto? La grazia dello Spirito Santo non comporta lentezze.
Subito si fanno sentire i benefici della venuta di Maria e della presenza del Signore. Infatti «appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, esultò il bambino nel seno di lei, ed ella fu ricolma di Spirito Santo» (cfr. Lc 1, 41…Altro

04:31
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Don Alberto Secci

Omelia di preparazione al Natale
radicatinellafede.com/2025/12/parate.html

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L'unità dei cristiani con i protestanti viene dallo smantellamento dei valori cristiani fondamentali, così da abbracciare quelli dei protestanti, che non vedono e non vogliono il ruolo salvifico di Maria, come non vogliono che i santi vengano onorati. I protestanti poi non riconoscono il ruolo di Cristo come Dio salvatore, ma uomo solamente di gran carisma.
In questo articolo i teologi protestanti contrappongono l'azione di Maria come Corredentrice nell'opera salvifica dell'umanità a Gesù, perché essi non credono alla sua intercessione nei miracoli (moltissimi ex voto per grazie ricevute presenti nei santuari), negli esorcismi, nelle apparizioni della Salette, di Fatima, di Lourdes, dove Lei avverte dei pericoli e del male che gli uomini producono con i loro peccati. La Madonna ci aveva avvertiti sul fatto che non riesce più a trattenere il braccio di suo Figlio che vuol castigare gli uomini, permettendo anche sofferenze, malattie, carestie (alla Salette) guerre (a Fatima, ad Akita)…Altro

Gli studiosi protestanti accolgono con favore il documento di Tucho contro il titolo di "Corredentrice"

Tre studiosi protestanti hanno elogiato un documento del cardinale Víctor «Tucho» Fernández che si oppone ai titoli mariani di Corredentrice e Mediatrice di tutte le grazie, parlando con CatholicNewsAgency.com il 15 dicembre.
David Luy, professore di teologia al North American Lutheran Seminary, ha affermato che il documento è stato redatto "con attenzione" alle preoccupazioni spesso sollevate dai protestanti. Le obiezioni protestanti "nascono dal desiderio di sostenere la peculiarità di Cristo come unico mediatore". Secondo Luy, il documento dimostra "una sensibilità verso quella preoccupazione centrale dei protestanti".
"Questo allevia le potenziali tensioni tra protestanti e cattolici? La risposta breve sarebbe sì", ha affermato Luy.
Tuttavia, ha aggiunto che il concetto di mediazione in generale "è probabilmente un argomento che richiede un dialogo continuo".
Cynthia Rigby, docente di teologia all'Austin Presbyterian Theological Seminary, ha affermato che il documento potrebbe …Altro

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Franco Toscano

Solo i cattolici sono veri cristiani, gli altri sono falsi cristiani: sant'Agostino ; « Infatti non segue Cristo chi è chiamato cristiano non secondo la vera fede e la disciplina cattolica. »
« Non enim Christum sequitur qui non secundum veram fidem et catholicam disciplinam christianus vocatur. » (de sermone Domini in monte. I, V, 14).
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Concilio di Firenze nel 1441: "Ella crede fermamente, professa e predica che "nessuno di coloro che sono al di fuori della Chiesa Cattolica, non solo i pagani ma anche gli ebrei o gli ERETICI e gli SCISMATICI, possono diventare partecipi della vita eterna, ma andranno "nel fuoco eterno che è preparato per il diavolo e i suoi angeli" Mt 25,41, a meno che prima della fine della loro vita si siano uniti a lei; Professa anche che l'unità del corpo della Chiesa ha una tale potenza che i sacramenti della Chiesa sono utili alla salvezza solo per coloro che rimangono in essa, per i quali solo i digiuni, le elemosine e tutti gli altri doveri di pietà e gli …
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Pietro da Cafarnao

🤬😡

Dai «Discorsi» di sant'Anselmo, vescovo
(Discorso 52)
*O Vergine, per la tua benedizione
è benedetta ogni creatura*

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Cielo, stelle, terra, fiumi, giorno, notte e tutte le creature che sono sottoposte al potere dell'uomo o disposte per la sua utilità, si rallegrano, o Signora, di essere stati per mezzo tuo in certo modo risuscitati allo splendore che avevano perduto, e di avere ricevuto una grazia nuova inesprimibile. Erano tutte come morte le cose, poiché avevano perduto la dignità originale alla quale erano state destinate. Loro fine era di servire al dominio o alle necessità delle creature cui spetta di elevare la lode a Dio. Erano schiacciate dall'oppressione e avevano perso vivezza per l'abuso di coloro che s'erano fatti servi degli idoli. Ma agli idoli non erano destinate. Ora invece, quasi risuscitate, si rallegrano di essere rette dal dominio e abbellite dall'uso degli uomini che lodano Dio.
Hanno esultato come di una nuova e inestimabile grazia sentendo che Dio …Altro

04:12
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Dal «Commento sul profeta Isaia» di Eusèbio, vescovo di Cesarèa
(Cap. 40, vv. 3. 9; PG 24, 366-367)
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Voce di uno che grida nel deserto
Voce di uno che grida nel deserto: «Preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio» (Is 40, 3).
Dichiara apertamente che le cose riferite nel vaticinio, e cioè l'avvento della gloria del Signore e la manifestazione a tutta l'umanità della salvezza di Dio, avverranno non in Gerusalemme, ma nel deserto. E questo si è realizzato storicamente e letteralmente quando Giovanni Battista predicò il salutare avvento di Dio nel deserto del Giordano, dove appunto si manifestò la salvezza di Dio. Infatti Cristo e la sua gloria apparvero chiaramente a tutti quando, dopo il suo battesimo, si aprirono i cieli e lo Spirito Santo, scendendo in forma di colomba, si posò su di lui e risuonò la voce del Padre che rendeva testimonianza al Figlio: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo» (Mt …Altro

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