silerenonpossum.comDonne che valutano i vescovi? I risultati di questo tokenismo è sotto gli occhi di tutti
Città del Vaticano - Negli ultimi anni, dentro la Curia Romana, si sono susseguite nomine che non avremmo mai voluto vedere. Non parliamo di scelte discutibili sul piano delle sensibilità o degli schieramenti ideologici, ma di profili oggettivamente inadeguati: persone collocate in ruoli decisivi senza i requisiti fondamentali per sostenerli, senza una statura coerente con l’ufficio, senza quella credibilità che, nella Chiesa, non è tanto qualcosa da millantare ma una condizione di governo.
La potestà di governo: un nodo irrisolto
Il nodo diventa ancora più evidente quando si tenta di normalizzare l’idea che la potestà di governo funzioni come nelle organizzazioni civili, regolata da criteri di management e da standard genericamente “istituzionali”. Benedetto XVI, nella catechesi sul munus regendi, richiamò un principio fondamentale: il governare ecclesiale nasce da un mandato e da una forma, non da un’investitura sociologica. Il sacerdote è chiamato a “guidare, con …
Loro bisogna interpretano Concilio Vaticano II irrazionalemente invece razionale mente. Solo questa e importante per diventare un membro per valutano i vescovi.