…SULL’ INTELLIGENZA ARTIFICIALE…I RISVOLTI ETICI, MORALI, METAFISICI…E I VERI SCOPI?…

…Leibniz e il sistema binario…le due concezioni dell’ intelligenza artificiale: debole e forte…il processo di training dell’ intelligenza artificiale(fatto da operatori umani) …ed esempio di come poi l’intelligenza artificiale(una volta addestrata) svolge le sue azioni…

…l’intelligenza artificiale simula l’operazione piu’ intima e immateriale dell’ essere umano contenuta nella mente umana…L’intelligenza artificiale vuole sostituirsi al cervello (cioè alla mente). Vuole simulare le attività mentali dell’ essere umano( la conoscenza, il pensiero, la creazione di nuove informazioni) …ma non lasciamoci ingannare perchè in realta’ l’intelligenza artificiale è come uno specchio. Cioè riflette soltanto cio’ che noi riusciamo a buttargli dentro(ciò che riusciamo a fare nel processo di training, di programmazione)…l’IA è “il più potente specchio delle brame mai creato”. Non mostra verità oggettiva, ma riflette ciò che vorremmo essere…Ci seduce facendoci sentire geni…la domanda finale non è se sopravvivremo all’IA, ma se resteremo umani. la tentazione sarà enorme: uno specchio che ci dice sempre che abbiamo ragione…

…cio’ che distingue l’intelligenza umana da quella artificiale(
la coscienza…la libertà…l’Essenza)…

…un altro problema…è che non pensiamo piu’ noi…deleghiamo all’ IA…sostituiamo relazioni umane(il sondaggio tra i giovani che rivela l’intelligenza artificiale come rimedio alla solitudine)…e poi l’intelligenza artificiale come grandissima parodia, simulazione, contraffazione di Dio(il suo seducente aspetto onnisciente ai nostri occhi…)…le conseguenze su persone, su giovani nel fare dello strumento “intelligenza artificiale” la devozione quasi sacrale alla macchina e alla rete…e l’ impedimento del vero apprendimento (come anche la stessa idea di apprendimento…)…

…il concetto di tecnica nel mondo antico e il concetto di tecnica nel mondo moderno…il passaggio totale dalla tecnica vista come una sorta di prolungazione dell’ opera di Dio.Creando a nostra volta seguendo le regole e i valori con cui Dio stesso ha creato l’universo ad una tecnica dove posso fare tutto quello che voglio. il mondo materiale non ha alcun principio regolatore. e’ solo una macchina che io devo sfruttare… il mondo materiale non e’ piu’ un armonia creata da Dio dove ogni cosa ha il suo fine, la sua identita’, la sua essenza immateriale…

…La celebre frase di Francesco Bacone “la conoscenza è potere” che incarna la nuova visione della tecnica moderna (e non solo della tecnica si potrebbe aggiungere…)…quindi quando ci si approccia al mondo materiale(secondo Bacone) lo si deve fare cercando di massimizzare il profitto, massimizzare la capacità di ottenere potenza…non c’e’ piu’ un
criterio morale, c’e’ solo un criterio di potere, c’e’ solo un criterio di volonta’ di manipolazione…

[“…degradare il pensiero umano ad una funzione primitiva: la classificazione.Che è alla base proprio dell’IA…” potrebbe (anche ciò) far parte di una visione dei poteri trans e post umanisti che dominano il mondo?…e quindi “…per rendere l’uomo sostituibile con la macchina, hanno bisogno che entrambi possano essere equiparabili”? “…allora si dovrà degradare l’uomo mediante la teoria humiana…“? “…La sfida teoretica posta dall’intelligenza artificiale non riguarda soltanto l’ambito della tecnica applicata o della regolazione giuridica di nuovi strumenti; tocca il nucleo metafisico della modernità, là dove la nozione stessa di intelletto è stata progressivamente ridotta a funzionalità calcolante, e la persona è stata concepita come nodo di processi informazionali. Mettere l’intelligenza artificiale alla prova del tomismo significa allora sottoporre questa riduzione a un vaglio radicale, riaprendo la questione dell’essere, della verità e del fine ultimo, che la semantica corrente tende a rimuovere…”]

…i rischi dell’ intelligenza artificiale:

1)…la limitazione delle libertà e dei diritti del singolo…

2)…l’area di rischio Job(lavoro)…

3)…Assenza, impossibilità di un etica robotica e dell’ intelligenza artificiale… e l’ideologia DEI(diversità, eguaglianza, inclusione) della Silicon Valley…

4)…Le intenzioni malevoli…

…E QUINDI CHE FARE? (come paese, come stato, come classe politica, come specialisti di un settore medico/sanitario):

1) …La fase formativa deve essere fatta con una logica mentale rigorosamente analogica e l’esempio del “chief d'oeuvre” (il capolavoro delle corporazioni medioevali)…

2)…Educare ad un giudizio critico, qualificato, profondo sulle proposte che mi fa l’intelligenza artificiale e scegliere software Open Source(cioè software dove i codici sorgenti sono accessibili, sono noti. Devo avere codici aperti e non codici chiusi) e non un software proprietario…

3)…La merce sei tù (anche) perchè i software di l’intelligenza artificiale rubano il tuo sapere(assorbono il tuo sapere…) che poi i loro proprietari(Silicon Valley…) rivenderanno al prezzo loro(che sarà altissimo perchè siamo a regimi di monopolio).Ora c’è il Damping (è gratuito per rubarmi il sapere)ma quando il prodotto è perfezionato sarà venduto a loro prezzo…quindi prima di regalare il mio sapere alla macchina ci penserei cento volte[aggiunge ancora Matteo D’Amico]…

4)…energia elettrica e acqua…
c’è un problema di energia elettrica per gestire i centri di calcolo(che sono altamente energivori) per far funzionare il data center. ma c’è un secondo problema l’acqua.il calore sviluppato è talmente alto che esige un enorme quantità di acqua per raffreddare i conduttori, i microchip. e quindi ci sarà una battaglia sull’ energia e sull’ acqua…quindi potremmo avere black out, obiettivi militari (in caso di guerra) e allora lì chi avrà avuto la saggezza di tenere i ferri del mestiere molto al sicuro potra’ operare, chi li ha persi no…

…come domare l’intelligenza artificiale…l’incontro tra IA e utente è un pugilato: pesi stocastici contro pesi culturali…usata passivamente diventa tossica. se vince l’utente, diventa estensione; altrimenti trasforma noi in automi…L’IA può simulare qualunque saggezza, ma non può produrre quella Sapienza che “non è di questo mondo”. Può amplificare religiosità, sentimenti spirituali, teologie. Ma non può generare quella conversione del cuore che spezza l’idolatria di sé stessi…“Instaurare Omnia in Christo” – restaurare tutte le cose, inclusa la tecnologia, sotto la vera signoria. l’IA può essere il più perfetto strumento, ma solo se riconosciamo che è questo: uno strumento. non un Dio, non un oracolo…

…la separazione tra libertà e Verità…il
liberalismo è l’ideologia politica che difende le libertà della persona, l’uguaglianza di fronte alla legge e la limitazione del potere statale, mentre il liberismo è dottrina economica che promuove la libertà di mercato e la libera iniziativa privata, ci chiediamo: da una prospettiva cattolica, qual è la vera libertà? Domanda generale che ne porta con sé alcune più specifiche: quale può essere il rapporto tra queste visioni (da un lato sociopolitica, dall’altro economica) e l’essere cattolici? Essere cattolici e nel contempo liberali in politica e liberisti in economia è un percorso possibile?…

…Ai nostri giorni poche parole sono invocate più frequentemente, ma comprese con minore precisione, della parola libertà. Nel mondo contemporaneo la libertà è trattata non semplicemente come un bene politico, ma come il principio morale supremo, il criterio ultimo in base al quale sono giudicate tutte le pretese di verità, autorità e obbligo. È invocata come un assoluto, immune da ogni critica.
E spesso è usata come arma contro Dio, la Chiesa, la natura e la tradizione…

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Stralci da:

1)
“La rivoluzione dell'intelligenza artificiale” con Matteo D’Amico



2)“Evoluzionismo e creazionismo: Scienza e metafisica rispondono.” Di Isacco Tacconi blog di Radio Spada

3) “Lo Specchio delle Brame. L’Intelligenza Artificiale come idolo parlante del XXI secolo” di Andrea Mondinelli osservatorio internazionale cardinale Van Thuan

4)
“Intelligenza artificiale o Artificio dell’Intelligenza” con Alessandro Elia blog FSSPX



5) “Spiego "Tomismo per tutti” con Roberto Marchesini

6) “L'uomo, da pensatore a classificatore” di Andrea Ingegneri blog La Nuova Bussola Quotidiana

7) “Il padre della IA è Hume” di Francesco Gisci blog Inter multiplices UNA VOX

8) “Intelligenza artificiale: la follia transumana è possibile?” Di Andrea Sartori blog di Visione TV

9) “Che cos’è l’essenza necessaria o sostanza della vita?” Di Francesco Lamendola blog Unione Apostolica «Fides et Ratio»

10)
“La vera libertà secondo l’insegnamento cattolico” blog San Michele Arcangelo

11) “L’Intelligenza Artificiale messa alla prova del tomismo riapre la questione dell’essere, della verità e del fine ultimo” di Daniele Trabucco blog Chiesa e post concilio

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…LEIBNIZ E IL SISTEMA BINARIO…

[…]l’intelligenza artificiale è una sorta di ultimo gradino raggiunto dalla scienza dell’ informazione(o informatica) un termine che irrompe sulla scena nella cultura occidentale nel 1962 quando viene messo a punto per la prima volta. L’informatica è fondata sul sistema binario, su una concezione che nasce nel 1600, grazie ad uno dei più grandi geni(Leibniz, matematico e filosofo tedesco).Leibniz intuisce che è possibile utilizzare una matematica a base due, cioè basata su una codifica che utilizza solo il numero “0” o il numero “1”. Tutto deve essere espresso con questa sequenza di numeri (“0” o “1”). Intuisce che questa nuova matematica potrebbe dar vita ad una sorta di (matematica universale), un linguaggio in grado di dire tutto(cioè di sviluppare non solo calcoli matematici ma di ridurre a calcolo matematico qualunque concetto anche simbolico e astratto).La cosa interessante è che Leibniz fa questo sforzo(che finisce con lui perchè nessuno lo riprende subito) mosso da istanze (curiosamente) di tipo teologico (lui era protestante-luterano ma teneva molto al dialogo con il mondo cattolico).

Era convinto che se gli uomini adottano la sua nuova idea(questa logica universale che utilizza solo una codifica binaria “0” e “1”) sarebbe stato molto più facile arrivare alla pace tra i paesi e i popoli e le diverse religioni. Cioè era convinto che questa perfetta logica portasse tutti ad unificarsi attorno ai concetti finalmente resi chiari[…]nel diciannovesimo secolo la matematica binaria è ripresa da Boole e nasce la logica booleana che non è altro che una messa in opera più concreta dell’ intuizione di Leibniz… e si presta alla applicazione tecnologica in quelli che diventeranno i calcolatori elettronici(come la macchina di Turing del 1936 che è il modello di ogni altro calcolatore elettronico)[…]

[…]Perchè è importante avere capito questa cosa?

Perchè il sistema binario[…]permette LA DIGITALIZZAZIONE DI TUTTO. TUTTO CIÒ CHE È QUALITATIVO (UN SUONO, UN COLORE, UN SIMBOLO ecc…) PUÒ DIVENTARE UNA QUANTITÀ (una sequenza di numeri “0” o “1”)[…] L’UNIVERSO (infinitamente sottile, sofisticato, complesso, poetico) DELLA QUALITÀ PUÒ DIVENTARE QUANTITÀ (una sequenza di milioni di codici “0” e “1”). E questa cosa è la vera rivoluzione e si chiama rivoluzione digitale, cioè poter esprimere tutto in termini rigorosamente matematici, in termini quantitativi[…]( da “La rivoluzione dell'intelligenza artificiale” con Matteo D’Amico)



…IL CONCETTO DI TECNICA NEL MONDO ANTICO E IL CONCETTO DI TECNICA NEL MONDO MODERNO…(il passaggio totale dalla tecnica vista come una sorta di prolungazione dell’ opera di Dio.creando a nostra volta seguendo le regole e i valori con cui Dio stesso ha creato l’universo ad una tecnica dove posso fare tutto quello che voglio. il mondo materiale non ha alcun principio regolatore. e’ solo una macchina che io devo sfruttare…)

Cosa era la tecnica nel mondo antico?(la famosa “téchne” dei greci di cui possiamo trovare continuità anche nel mondo cristiano)

Il tecnico nel medioevo(o nell’ antichità) non era un uomo (come oggi) che è solo capace di sistemare per esempio l’antenna, aggiustare il computer ecc… Il tecnico era un artigiano. Il tecnico era un artista. Ossia era qualcuno che imitava la creazione di Dio. Si ispirava a Dio(che crea). Contemplava la creazione di Dio e (in qualche modo) proseguiva la sua opera di creazione.

Quindi lavorando la materia, liberandola (quindi) dalla propria natura più greve e pesante per formarla ad un grado di spiritualità più elevato. Infondeva nella materia il trascendentali dell’ essere quali IL BUONO, IL VERO, IL BELLO. Quindi creava nuovi oggetti seguendo questi ideali di VERITA’, BONTA’ e BELLEZZA.

E lo si vede in tutto, non soltanto nelle cattedrali, ma anche nel modo in cui si costruiva una spada,anche nel modo in cui si costruiva un villaggio, una strada, una casa.

Per gli antichi il PRINCIPIO DI EFFICIENZA, DI FUNZIONALITA’ (che abbiamo oggi) NON ERA QUELLO PIU’ IMPORTANTE (ce ne erano di altri)[…]chiunque lavorasse la materia ed aveva una tecnica infondeva dignità[…]

cosa è la tecnica moderna?

La tecnica moderna (invece) è qualcosa di diverso.

Perchè?

Perchè nel tredicesimo secolo arriva un filosofo che si chiama Guglielmo di Occam[…]

[..]Occam critica e cerca di distruggere(o almeno distrugge dal suo punto di vista) l’impianto tradizionale della filosofia che era sia la filosofia precristiana greca (che sia platonica o aristotelica)e poi la filosofia cristiana (tomista). Questa filosofia guardava agli ESSERI (cioè alle cose che esistono come questo tavolo, questa bottiglia, questo microfono, questa stanza, ecc…) come ESSERI che possiedono un ESSENZA

Cosa è l’ESSENZA?

L’ESSENZA è “il che cosa di un OGGETTO di un ESSERE”. E l’ESSENZA (a seconda delle distinzioni) è qualcosa di IMMATERIALE. Cioè San Tommaso dice che L’ESSENZA è L’INSIEME di MATERIA e FORMA. Però dice anche che l’ESSENZA (qualora la MATERIA sia distrutta) RIMANE IN SE STESSA nella MENTE DIVINA o nella MENTE dell’ UOMO come CONCETTO UNIVERSALE[…]perchè ogni OGGETTO ogni ESSERE ha un PROPRIO FINE, ha una PROPRIA RAGION D’ESSERE. Ha una PROPRIA CAUSA nell’ INTELLETTO DIVINO. TUTTO ha un ESSENZA che NON E’ MATERIALE[…](da “Intelligenza artificiale o Artificio dell’Intelligenza” con Alessandro Elia blog FSSPX)<<[…]Citiamo dal «Dizionario di Filosofia» di Nicola Abbagnano (terza edizione a cura di G. Fornero, Torino, UTET, 2001, pp. 402-403:

«Essenza: s’intende con questo termine ogni risposta alla domanda: "che cosa?". Per es., nelle seguenti espressioni: "Chi fu Socrate? Un filosofo", "Che cosa è lo zucchero? Una cosa bianca e dolce", "Che cosa è l’uomo? Un animale razionale", le parole "un filosofo", "una cosa bianca e dolce", "un animale razionale", esprimono l’Essenza delle cose cui si fa riferimento nelle domande rispettive. Qualcuna di queste risposte si limita semplicemente a indicare una qualità dell’oggetto (ad es., quella di essere bianca e dolce) o un carattere (come quello di essere filosofo) che l’oggetto potrebbe anche non avere. Qualche altro, p. es. quella che afferma che l’uomo è un animale razionale, sembra indicare qualcosa di più: cioè un carattere che qualsiasi cosa detta "uomo" non può non possedere e che perciò è un carattere NECESSARIO dell’oggetto definito. In quest’ultimo caso la risposta alla domanda: "Che cosa?" ha enunciato non semplicemente l’Essenza della cosa stessa ma l’Essenza NECESSARIA della cosa stessa o la sua SOSTANZA; e si può assumere appunto come definizione di questa. Si deve quindi distinguere: 1°, l’Essenza di una cosa, che è qualsiasi risposta si possa dare alla domanda: "Che cosa; 2°, L’ESSENZA NECESSARIA o SOSTANZA che è quella risposta (alla stessa domanda), che enuncia ciò che la cosa non può non essere ed è il PERCHÉ della cosa stessa: come quando si dice che l’uomo è un animale ragionevole e s’intende dire che l’uomo è uomo perché è ragionevole.

I capisaldi che abbiamo ora esposti sono stati stabiliti per la prima volta da Aristotele, che è il fondatore della teoria dell’Essenza com’è il fondatore della teoria della sostanza. Vero è che Aristotele trovava i precedenti di questa teoria in Platone, che a sua volta la riportava a Socrate[…]
(da “Che cos’è l’essenza necessaria o sostanza della vita?” Di Francesco Lamendola blog Unione Apostolica «Fides et Ratio»)>>

Invece Occam dice NO. Questo è sbagliato, esistono solo OGGETTI INDIVIDUALI. Non esiste alcuna ESSENZA. L’ESSENZA è solo un doppione che ci inventiamo NOI.

Per esempio[dice Alessandro Elia]:

ESISTE SOLO QUESTO TAVOLO INDIVIDUALE. E lo chiamiamo tavolo del tutto arbitrariamente, magari su questo tavolo ora ci appoggiamo degli oggetti, ma ci potrei dormire sopra, potrei farci di tutto…Questo tavolo non ha NESSUNA IDENTITÀ E FINALITÀ PROPRIA. E NON ha NULLA a che fare con gli ALTRI TAVOLI(non ha un identità propria con gli altri tavoli). Siamo NOI che attribuiamo a questi pezzi di legno, a questi insiemi di atomi, a questa materia inerte un IDENTITA’ di TAVOLO.

Perchè questo è importante? (Potrebbe sembrare per qualcuno che stiamo andando fuori dalla tematica dell’ intelligenza artificiale. Ma è da qui che nasce lo sviluppo della tecnica intesa in senso moderno che porterà all’ intelligenza artificiale)

Perchè il mondo materiale NON E’ PIU’ un ARMONIA CREATA da DIO dove OGNI COSA ha IL SUO FINE, LA SUA IDENTITA’, LA SUA ESSENZA IMMATERIALE.

NO è semplicemente UNA SERIE DI OGGETTI a cui NOI possiamo ARBITRARIAMENTE ATTRIBUIRE QUALSIASI FINALITA’ e DISPORRE all’ UTILIZZO della NOSTRA VOLONTA’, e quindi (anche) della NOSTRA MANIPOLABILITA’. NON C’È PIÙ BISOGNO di rispettare LA FORMA degli OGGETTI. NON C’È PIÙ BISOGNO di rispettare LA FINALITA’. IO qualsiasi OGGETTO LO POSSO UTILIZZARE per la MIA LIBERA VOLONTA’.

E noi sappiamo che avendo una tendenza (con il peccato originale) al VIZIO. Quando l’essere umano si prepone una LIBERTA’ ASSOLUTA su QUALSIASI COSA(anche su come organizzare uno Stato, su come fare delle leggi) sappiamo che la tendenza è quella di UTILIZZARLA NON NEL MIGLIORE DEI MODI.

Quindi l’essere umano inizierà ad utilizzare LA MATERIA NON PIU’ per rendere LODE A DIO, ma per MANIPOLARLA A SCOPO INDIVIDUALE[…](da “Intelligenza artificiale o Artificio dell’Intelligenza” con Alessandro Elia blog FSSPX)

[E sempre a proposito di LIBERTA’ SEPARATA DALLA VERITA’ ecco un appendice con stralcio da questo articolo tratto dal blog San Michele Arcangelo)] <<[…]Dopo la lettera di Fabio Battiston “Bruciare Stuart Mill?” torniamo sulla questione della libertà, del liberalismo e del liberismo. Ricordato che il liberalismo è l’ideologia politica che difende le libertà della persona, l’uguaglianza di fronte alla legge e la limitazione del potere statale, mentre il liberismo è dottrina economica che promuove la libertà di mercato e la libera iniziativa privata, ci chiediamo: da una prospettiva cattolica, qual è la vera libertà? Domanda generale che ne porta con sé alcune più specifiche: quale può essere il rapporto tra queste visioni (da un lato sociopolitica, dall’altro economica) e l’essere cattolici? Essere cattolici e nel contempo liberali in politica e liberisti in economia è un percorso possibile?

Per affrontare la questione occorre rifarsi a quello che può essere considerato il documento base della riflessione cattolica in materia: l’enciclica “Libertas praestantissimum donum” di Leone XIII, del 1888.

Ai nostri giorni poche parole sono invocate più frequentemente, ma comprese con minore precisione, della parola libertà. Nel mondo contemporaneo la libertà è trattata non semplicemente come un bene politico, ma come il principio morale supremo, il criterio ultimo in base al quale sono giudicate tutte le pretese di verità, autorità e obbligo. È invocata come un assoluto, immune da ogni critica. E spesso è usata come arma contro Dio, la Chiesa, la natura e la tradizione. La libertà, nell’immaginario moderno, è il diritto di scegliere senza restrizioni, di definire il proprio bene e di vivere senza dover rendere conto a nessuna autorità al di fuori del proprio sé autonomo.

La libertà (che però, a questo punto, è meglio chiamare LICENZA) è la religione dell’uomo moderno. Una religione nella quale il bene e il male sono definiti in base al piacere e al dolore[…]

Questa idea di libertà, che in realtà è LICENZIOSITÀ, ha contaminato ormai anche la Chiesa[…]

[…]Il defunto vescovo Richard Williamson sostenne che la religione di Stato americana è la libertà. Espresse l’opinione impopolare secondo cui i cattolici americani non hanno adattato il loro americanismo al loro cattolicesimo, ma il loro cattolicesimo al loro americanismo. E gli americani non sono le sole vittime di questa insidiosa idolatria. In un modo o nell’altro, lo siamo tutti. È diventato quasi impossibile anche solo immaginare di criticare il nobilissimo principio della libertà. Salvo poi rendersi schiavi di sé stessi[…]

[…]La volontà, spiega Leone, non è una facoltà arbitraria. Essa è ordinata dalla natura al bene così come è percepito dall’intelletto. “La volontà, come appetito razionale, è di per sé incline solo al bene; e la libertà consiste nel potere di scegliere tra mezzi adatti a un fine” (§ 5). Qui Leone XIII situa la libertà in un quadro teleologico ereditato da Aristotele e perfezionato da san Tommaso d’Aquino. L’uomo non è libero di inventare il proprio fine ultimo[…]

[…]Da questo fondamento, Leone XIII procede ad analizzare l’errore centrale del pensiero moderno: LA SEPARAZIONE TRA LIBERTÀ E VERITÀ. . L’ideologia liberale presume che la libertà consista nella capacità di scegliere tra verità ed errore, bene e male, come se tali scelte fossero moralmente equivalenti, ma Leone XIII insiste sul fatto che questo è un profondo equivoco. “SE L’INTELLETTO, CHE È LA GUIDA DELLA VOLONTÀ, SI ATTIENE SALDAMENTE ALLA VERITÀ, LA VOLONTÀ SCEGLIE FACILMENTE CIÒ CHE È BENE; MA SE L’INTELLETTO È INGANNATO… ANCHE LA VOLONTÀ È DISTRATTA” (§ 6). L’errore non è un’opzione neutrale; è una corruzione della ragione, e quindi una corruzione della libertà.


Ciò porta Leone a una conclusione che le orecchie moderne trovano scandalosa, ma che la filosofia cattolica riconosce come inevitabile: “La libertà di scelta non è un potere di scegliere il male così come il bene, ma di scegliere solo il bene” (§7)[…]LA LIBERTÀ SI PERFEZIONA NELLA VERITÀ, NON NELL’INDIFFERENZA VERSO DI ESSA[…]

[…]Da ciò consegue che la resistenza alla legge giusta non è un’affermazione di libertà, ma la sua negazione. Leone XIII afferma senza ambiguità: “Rifiutare l’obbedienza alla legge non è libertà, ma licenza” (§ 10)[…]

[…]
Leone XIII colloca poi ogni legge umana nel suo proprio contesto metafisico, richiamando la dottrina della legge eterna. “La legge naturale è la legge eterna insita nelle creature razionali” (§ 11)[…]

[…]A questo punto Leone XIII smaschera l’errore più profondo del liberalismo: la sua negazione dell’autorità divina. “Coloro che negano l’esistenza di Dio o la sua autorità si elevano a suprema regola del bene e del male” (§12)[…]Lo Stato liberale, escludendo Dio dalla vita pubblica, NON RIMANE NEUTRALE; ANZI, CONSACRA ATTIVAMENTE QUESTA FALSA ANTROPOLOGIA. Insegna ai cittadini, implicitamente ed esplicitamente, che NON ESISTE AUTORITÀ SUPERIORE ALL’IO O ALLA VOLONTÀ COLLETTIVA.

Leone XIII, pertanto, rifiuta il liberalismo non solo come teoria politica imperfetta, ma prima ancora come falsa filosofia dell’uomo. “LA LIBERTÀ DI CUI SI VANTA IL PARTITO LIBERALE NON È LIBERTÀ, MA LICENZA”

Allo stesso tempo, Leone XIII ammette una tolleranza prudenziale nella società civile. “La Chiesa non proibisce all’autorità pubblica di tollerare ciò che è in contrasto con la verità e la giustizia, per evitare mali maggiori” (§ 19). QUESTA TOLLERANZA, TUTTAVIA, NON È UN’APPROVAZIONE. È una concessione alla debolezza, non il riconoscimento di un diritto. La libertà religiosa moderna, che consacra l’errore come un bene positivo e tratta tutte le religioni come ugualmente legittime, è completamente estranea all’insegnamento di Leone XIII[…]

Vi lascio con alcune altre citazioni da questa potente enciclica, e vi incoraggio a studiarla perché è uno scrigno di tesori[…]”…IL DIRITTO DI COMANDARE E DI ESIGERE OBBEDIENZA ESISTE SOLO NELLA MISURA IN CUI È IN ACCORDO CON L’AUTORITÀ DI DIO E RIENTRA NELLA MISURA DA LUI STABILITA. MA QUANDO VIENE COMANDATO QUALCOSA CHE È CHIARAMENTE IN CONTRASTO CON LA VOLONTÀ DI DIO, SI VERIFICA UN AMPIO ALLONTANAMENTO DA QUESTO ORDINE DIVINAMENTE COSTITUITO E, ALLO STESSO TEMPO, UN CONFLITTO DIRETTO CON L’AUTORITÀ DIVINA; PERTANTO, È GIUSTO NON OBBEDIRE”[…]
(da “La vera libertà secondo l’insegnamento cattolico” blog San Michele Arcangelo)>>

…La celebre frase di Francesco Bacone “la conoscenza è potere” che incarna la NUOVA VISIONE della TECNICA MODERNA (e non solo della tecnica si potrebbe aggiungere…)…In essa non c’e’ piu’ un criterio morale, c’e’ solo un criterio di potere, c’e’ solo un criterio di volonta’ di manipolazione…

A seguito di Occam abbiamo un altro filosofo(o meglio scienziato) Francesco Bacone e la sua celebre frase “la conoscenza è potere”.Cioè per Bacone (adesso) la ragione di conoscere le cose…NON E’ PER TROVARE LA VERITA’, o PER DISTINGUERE IL BENE DAL MALE, per giungere alle CAUSE PRIME(e quindi comprendere la grandezza divina). NO, E’ PER OTTENERE DEL POTERE. Ossia sfruttare le risorse che esistono nel mondo materiale per avere una capacità di influenza sugli animali, sul mondo materiale, ma (anche) sugli altri esseri umani(la verità non ha più importanza, ciò che ha importanza è LA FUNZIONALITÀ…).Quindi quando ci si approccia al mondo materiale(secondo Bacone) lo si deve fare cercando di massimizzare il profitto, massimizzare la capacità di ottenere potenza[…]

NON C’E’ PIU’ UN CRITERIO MORALE, C’E’ SOLO UN CRITERIO DI POTERE, C’E’ SOLO UN CRITERIO DI VOLONTA’ DI MANIPOLAZIONE…ED È QUI CHE SORGE IL PROGRESSO DELLA TECNICA MODERNA.


…Cartesio ha poi dato a questo progresso tecnico una metafisica(cioè una giustificazione filosofica)…

Colui che ha dato a questo PROGRESSO TECNICO una METAFISICA(cioè una giustificazione filosofica) è stato poi Cartesio.

Cartesio cosa ha fatto?

La sua famosissima frase che riassume la sua filosofia è:”io dubito, quindi penso. Penso, quindi sono”

Che cosa significa?

Cartesio dice che la realtà intorno a me non è qualcosa che mi viene dato come un fatto reale. DUBITIAMO DI TUTTO(partiamo dal dubbio radicale). IO VOGLIO APPLICARE ALLA FILOSOFIA IL METODO DELLA MATEMATICA. E QUI’ VEDIAMO COME L’UOMO INIZIA A PERCEPIRE SE STESSO IN MODO MATEMATICO(come una macchina). NON PIU’ COME UN ESSERE REALE CHE SI RAPPORTA ALLA REALTA’. USIAMO SOLO PENSIERI CHIARI E DISTINTI E DUBITIAMO DI TUTTO.

Quindi dubita dell’ esistenza di tutto ma poi arriva a pensare: “OK, se io dubito di tutto , significa che io penso (perchè per dubitare devo pensare). E se penso ALLORA SONO”.

…l’Essere non e’ accettato di per se’, ma viene giustificato tramite il pensiero, e’ il pensiero ad avere il primato…

Questa RIVOLUZIONE FILOSOFICA PONE COME BASE DELL’ ESSERE IL PENSIERO(quanto meno nella percezione…) Qualcuno potrebbe fare una contro critica: “Cartesio però non voleva dire che IL PENSIERO è alla base dell’ ESSERE, e all’ ESSERE si arriva tramite IL PENSIERO…”Ma a LIVELLO PERCETTIVO una volta che L’ESSERE NON E’ ACCETTATO DI PER SE’, MA VIENE GIUSTIFICATO TRAMITE IL PENSIERO, E’ IL PENSIERO AD AVERE IL PRIMATO.

Quindi NON E’ PIU DIO, PRINCIPIO DELL’ ESSERE A GIUSTIFICARE L’ESISTENZA DEL MONDO, MA E’ IL MIO PENSIERO, CHE IN QUANTO PRESENTE A SE STESSO ALLORA PUO’ GIUSTIFICARE (anche) LA PRESENZA DI ALTRI ESSERI…


[…] Con Cartesio si crea UN DUALISMO.

Da un lato IL MONDO MATERIALE. Un mondo che lui vede come una macchina (chiama gli animali la macchina di Dio, definisce Dio come un Essere che crea il mondo come un meccanismo ingegneristico dove tutto viene programmato e funziona in modo meccanico)

Dall’altro lato IL SOGGETTO. Che è del tutto disincarnato è il VERO ARTEFICE DELLA REALTA’…

E ancora un

a volta vediamo come si completa IL PASSAGGIO TOTALE DALLA TECNICA VISTA COME UNA SORTA DI PROLUNGAZIONE DELL’ OPERA DI DIO.CREANDO A NOSTRA VOLTA SEGUENDO LE REGOLE E I VALORI CON CUI DIO STESSO HA CREATO L’UNIVERSO AD UNA TECNICA DOVE POSSO FARE TUTTO QUELLO CHE VOGLIO. IL MONDO MATERIALE NON HA ALCUN PRINCIPIO REGOLATORE. E’ SOLO UNA MACCHINA CHE IO DEVO SFRUTTARE[…]e In effetti la tecnica moderna raggiunge il suo proprio scopo perchè in pochissimo tempo riesce ad ottenere dei progressi incredibili e ne seguono diverse rivoluzioni scientifica, industriale e (non ultima) questa rivoluzione dell’ Intelligenza artificiale[…]

In che modo (però) la rivoluzione dell’intelligenza artificiale è diversa dalle rivoluzioni tecniche precedenti?

[…][Come si è già accenato] perchè L’intelligenza artificiale vuole sostituirsi al cervello (cioè alla mente). Vuole simulare le attività mentali dell’ essere umano( la conoscenza, il pensiero, la creazione di nuove informazioni)

Ma (come si è detto) non lasciamoci ingannare perchè IN REALTA’ l’intelligenza artificiale è come uno SPECCHIO. Cioè RIFLETTE SOLTANTO CIO’ CHE NOI RIUSCIAMO A BUTTARGLI DENTRO(ciò che riusciamo a fare nel processo di training, di programmazione)[…](da “Intelligenza artificiale o Artificio dell’Intelligenza” con Alessandro Elia blog FSSPX)



LE DUE CONCEZIONI DELL’ INTELLIGENZA ARTIFICIALE: DEBOLE E FORTE

[…]Vi sono teorici che dicono che si può giungere all’ intelligenza artificiale FORTE e teorici che dicono che QUESTO è IMPOSSIBILE.

La CONCEZIONE DEBOLE dell’ intelligenza artificiale afferma che possono compiere molti compiti anche molto semplici(un termostato che regola la temperatura è già una semplicissima forma di intelligenza artificiale. Opera in modo intelligente non perchè è intelligente…)

La CONCEZIONE FORTE dell’ intelligenza artificiale (invece) domina la Silicon Valley. I grandi guru dell’ informatica americana sono quasi tutti teorici dell’ intelligenza artificiale FORTE. La definizione che danno è:

“È un agente intelligente in grado di svolgere qualsiasi compito intellettuale che può svolgere un essere umano”. Notate che qui[osserva Matteo D’Amico] si osa dire che quella macchina è un vero agente intelligente, che può fare qualunque cosa faccia l’uomo.

Quando si arriverà a questo (secondo loro), e poi vi dimostrerò che non si arriverà mai a questo (dal punto di vista filosofico è chiaramente impossibile) [aggiunge Matteo D’Amico]

…la singolarità…

Kurzweil ed altri grandi ideologi hanno questa visione FORTE dell’ intelligenza artificiale(Kurzweil ha scritto un libro che tradotto in italiano è sostanzialmente “l’era delle macchine spirituali” in cui parla di SINGOLARITA’) .

La SINGOLARITA’ sarà il momento in cui (effettivamente) la macchina acquista una capacità di operare UMANA o addirittura SUPER-UMANA cioè in grado di fare le cose che fa l’uomo molto meglio dell’ uomo. La SINGOLARITA’(secondo Kurzweil e altri teorici) POSTULA (e lo dice il titolo del libro citato “l’era delle macchine spirituali”) LA COSCIENZA. POSTULA che la macchina sappia di essere un SOGGETTO che operi consapevolmente(e questo come vedremo è impossibile…)

…I grandi guru sono fanaticamente convinti che si arriverà alla SINGOLARITA’ e addirittura hanno già dato (anche) l’anno(che stimano accada intorno al 2040/2045. Quindi non siamo neanche troppo lontani)[…]( da “La rivoluzione dell'intelligenza artificiale” con Matteo D’Amico)<<[…]Dunque la metafora dell’“inventore di computer” addotta per giustificare la conciliazione fra evoluzionismo e creazionismo, è del tutto invalida nonché assurda. Questo perché l’uomo, in ultima istanza, non potrà mai inventare una macchina dotata di libero arbitrio per il semplice motivo che egli non è Dio, e IL LIBERO ARBITRIO NON È UNA QUALITÀ DELLA MATERIA CHE L’UOMO POSSA MANIPOLARE O PRODURRE IN LABORATORIO MA UN ATTRIBUTO DELL’ANIMA. Esso è UNA MANIFESTAZIONE DELLO SPIRITO su cui la scienza empirica, a rigor di logica, non può esprimersi A MENO CHE NON VOGLIA PRESENTARSI COME “SCIENTISMO” ossia, come ha ben dimostrato Francesco Agnoli, essa non voglia diventare “RELIGIONE DELLA SCIENZA”.

In definitiva non solo è auspicabile ma è più che urgente RECUPERARE LE CATEGORIE DELLA METAFISICA ARISTOTELICO-TOMISTA UNENDOLE ALL’OSSERVAZIONE EMPIRICA, unica via per tentare di comprendere, anche se in minima parte, quello che è il “mistero dell’evidenza del reale”(da “Evoluzionismo e creazionismo: Scienza e metafisica rispondono.” Di Isacco Tacconi blog di Radio Spada)>>

…IL PROCESSO DI TRAINING DELL’ INTELLIGENZA ARTIFICIALE(fatto da operatori umani) …ED ESEMPIO DI COME POI L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE(una volta addestrata) SVOLGE LE SUE AZIONI…

…le banche dati in linguaggio umano immesso nei software…miliardi di pagine di testo iniettate in queste reti neurali…e il processo di training fatto da informatici umani(da operatori umani) che addestrano la rete neurale…e obbligano la macchina a fare certe scelte piuttosto che certe altre…Io butto testi ma la macchina vede solo sequenze infinitamente lunghe di 0 e 1…la macchina (quindi) è totalmente cieca(vede solo queste sequenze…)…il processo dura qualche mese, a volte anni, a volte poche settimane…Ma l’osservazione da fare ed evidenziare è che tutto ciò l’ha fatto un operatore umano…

[…]La cosa interessante è che Il linguaggio umano (quello di un romanzo, quello di una poesia, quello con cui stiamo parlando adesso…) è il cuore di tutto. Se ci pensate [dice Matteo D’Amico] anche ciò che è matematico (anche un equazione matematica) io la posso esprimere in prosa (sino al 1500 le grandi scoperte scientifiche se le comunicavano con dei sonetti…Keplero annuncia una sua scoperta a Galileo scrivendo un sonetto in rima dove le equazioni matematiche di Keplero sono trasformate in testo poetico…)[…]

[…]Quindi tutto viene tradotto in prosa e viene buttato in quantità inaudite in questi grossi software che digeriscono queste masse spaventose di DATI attraverso un processo che si chiama TRAINING(che ,ATTENZIONE, alcuni informatici UMANI, cioè da operatori umani, fanno fare al modello…) [poi Matteo D’Amico dirà con che criterio lo digeriscono]. Parliamo di miliardi di pagine di testo.Per esempio tutta Wikipedia(che sono 57 milioni di pagine) che è la più banale immissione di DATI(vi sono BANCHE DATI ancora più grandi), viene iniettata in queste reti neurali[…]

[…]Quindi attenzione a questo fatto…e qui c’è il nodo di tutto. Come abbiamo accennato il PROCESSO di TRAINING è fatto da informatici UMANI(da operatori umani). ESSI ADDESTRANO LA RETE NEURALE. Durante il TRAINING OBBLIGANO LA MACCHINA a fare CERTE SCELTE PIUTTOSTO CHE CERTE ALTRE…Io butto testi ma la macchina vede solo sequenze numeriche(la macchina vede solo sequenze infinitamente lunghe… di 0 e 1). LA MACCHINA (quindi) è TOTALMENTE CIECA…Il processo dura qualche mese, a volte anni, a volte poche settimane…Ma l’osservazione da fare ed evidenziare è che tutto ciò l’ha fatto un OPERATORE UMANO[…]

…il processo che svolge la macchina spiegato attraverso l’esperimento [fatto da Matteo D’Amico e che ognuno può fare] sulla macchina stessa…

[…] [Matteo D’Amico] cita un esperimento che ha fatto(sono esperimenti banalissimi che ognuno può fare) e spiega come la macchina svolge tutta l’azione…

Ha chiesto alla macchina: “dimmi un qualcosa sull’ INFINITO(la famosissima poesia) di Leopardi”. L’algoritmo si mette a lavorare…legge le sequenze di 0 e 1 “perchè non vede mica la mia frase”…dopo di che (in modo del tutto cieco ma statisticamente efficientissimo…ed è questo il problema…) tira fuori dall’ enorme serbatoio di testi che ha processato(migliaia di documenti che sono stati buttati dentro) gli accostamenti statistici che più frequentemente si trovano se io ho come parole guida “LEOPARDI, INFINITO”

E cosa mi tira fuori? [domanda e si domanda Matteo D’Amico]

Mi ha tirato fuori quattro paginette sull’ INFINITO di Leopardi

E come sono queste quattro paginette? (Ecco il problema [continua Matteo D’Amico])

Da un lato, soprattutto una persona (come dire) semplice, ingenua… può dire che SONO PERFETTE. E’ un TEMINO(notate il diminutivo) PERFETTO da OTTO (in termini scolastici). Non ci sono errori. C’è (più o meno) tutto quello che un qualsiasi buon manuale di liceo ti dice sull’ INFINITO, ma (un occhio attento, un occhio che ama Leopardi) cosa scopre?

Scopre che ci sono molte frasi(non poche)VUOTE(non sbagliate ma vuote), insignificanti…che il testo è incolore, non ha nulla di personale, nulla di creativo, opaco, spento ed un po nauseante[…]( da “La rivoluzione dell'intelligenza artificiale” con Matteo D’Amico)



…L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE SIMULA L’OPERAZIONE PIU’ INTIMA E IMMATERIALE DELL’ ESSERE UMANO …

…l’intelligenza artificiale simula l’operazione piu’ intima e immateriale dell’ essere umano collegata alla mente umana…L’intelligenza artificiale vuole sostituirsi al cervello (cioè alla mente). Vuole simulare le attività mentali dell’ essere umano( la conoscenza, il pensiero, la creazione di nuove informazioni)…ma non lasciamoci ingannare perchè in realta’ l’intelligenza artificiale è come uno specchio. cioè riflette soltanto cio’ che noi riusciamo a buttargli dentro(ciò che riusciamo a fare nel processo di training, di programmazione)…l’IA è “il più potente specchio delle brame mai creato”. Non mostra verità oggettiva, ma riflette ciò che vorremmo essere…Ci seduce facendoci sentire geni…

[…]L’Intelligenza artificiale è qualcosa di diverso dalle macchine conosciute in precedenza.

Perchè le macchine prima di essa riuscivano simulare delle operazioni fisiche dell’ essere umano (esempio: tagliare un oggetto, muovere un oggetto). Attività che l’uomo poteva fare con le proprie braccia, con le proprie gambe ma non a quella potenza , velocità, continuità ecc…

L’intelligenza artificiale (invece) va a fare una cosa diversa, cioè và a simulare l’operazione piu’ intima e immateriale dell’ essere umano collegata alla mente umana…L’intelligenza artificiale vuole sostituirsi al cervello (cioè alla mente). Vuole simulare le attività mentali dell’ essere umano( la conoscenza, il pensiero, la creazione di nuove informazioni)…

Quindi và a rompere completamente con quello che la tecnologia è stata in passato. Perchè (adesso) ci và a fornire delle simulazioni di operazioni(perchè ricordiamo che non può davvero pensare come si spiegherà fa poco…) che sono del tutto nuove, del tutto incredibili per l’essere umano (soprattutto da avere a disposizione).

Questo crea grandissime opportunità, ma anche grandissimi pericoli(un conto è se una macchina può tagliare le carote al posto mio, un conto se una macchina può rispondere ad una email al posto mio, può preparare ad un esame al posto mio, può magari fingere di parlare al posto mio…)[…]

[…]Ma non lasciamoci ingannare perchè IN REALTA’ l’intelligenza artificiale è come uno SPECCHIO. Cioè RIFLETTE SOLTANTO CIO’ CHE NOI RIUSCIAMO A BUTTARGLI DENTRO(ciò che riusciamo a fare nel processo di training, di programmazione)[…]

…CIO’ CHE DISTINGUE L’INTELLIGENZA UMANA DA QUELLA ARTIFICIALE(la coscienza…la libertà…l’Essenza)…E I PROBLEMI CHE DERIVANO DALL’ USO DELL’ IA…

Quale è la differenza tra intelligenza artificiale ed intelligenza umana?

Per San Tommaso l’intelligenza è UN ATTO SPIRITUALE DELL’ ESSERE UMANO. E SI PUO’ DARE SOLAMENTE IN UN ESSERE CHE POSSIEDE LA COSCIENZA

Che cosa è la coscienza?

La coscienza è secondo San Tommaso:non solo il fatto di conoscere(l’operazione di conoscere)ma l’operazione di conoscere di conoscere

Cioè

IO SO DI SAPER CONTARE(fino a 1,2,3,4,5, ecc…). Quindi questa MIA CONSAPEVOLEZZA DI ESSERE IN GRADO DI CONTARE E’ UNA SORTA DI PRESENZA A ME STESSO. QUESTA PRESENZA (ovviamente) LA MACCHINA NON LA POSSIEDE.

La libertà

Un altra questione necessaria all’ INTELLIGENZA IN SENSO PROPRIO E’ LA LIBERTA’. Cioè LA CAPACITA’ DI SCEGLIERE TRA IL BENE e IL MALE CHE CI VIENE POSTO “…La struttura dell’atto libero si articola in tre momenti: la deliberazione, il giudizio, la scelta…”

LA MACCHINA(invece) SEPPURE POSSA SIMULARE DI POSSEDERE UNA LIBERTA’ O LIBERO ARBITRIO, POSSIEDE SOLTANTO LA PROGRAMMAZIONE CHE GLI E’ STATA DATA(quindi la macchina esegue). E QUINDI NON PUO’ POSSEDERE UNA VERA INTELLIGENZA

E poi resta un altro fatto(l’Essenza)

LA CONOSCENZA UMANA (come sappiamo dal termine intelligenza) VIENE DA INTUS-LEGERE =LEGGERE DENTRO. Perchè la nostra mente è dotata della CAPACITA’ DI CONOSCERE LE ESSENZE.

Perciò IO POSSO COMPRENDERE (a differenza di quello che pensa Occam) che QUESTO TAVOLO(così come il tavolo dell’ altra stanza o quello a casa mia) HA UN ESSENZA(possiedono tutti un Essenza comune). E QUESTA ESSENZA E’ STATA DIRETTAMENTE CREATA DALLA MENTE DIVINA. ED E’ LA VERA IDENTITA’, LA VERA FINALITA’ DI QUESTO OGGETTO<<
[…]la teleologia(dal greco telos=FINE). Il pensiero classico era un pensiero teleologico, cioè che si fondava sul concetto di FINE (tutte le cose avevano un Fine). E questo FINE era perfettamente Ordinato, coordinato…Il LOGOS…il FINE era così importante che LA MORALE dipendeva dal FINE[…](da “Spiego "Tomismo per tutti” con Roberto Marchesini)>>

POSSIAMO PURE DISTRUGGERE TUTTI I TAVOLI DEL MONDO. NON CI SARA’ PIU’ LEGNA NEL MONDO. MA IO (quale essere umano) POSSO COMUNQUE CONOSCERE L’ESSENZA DEL TAVOLO. PERCHE’ E’ IMMATERIALE E CONTINUA AD ESISTERE.

La macchina non COMPRENDE l’ESSENZA(l’Essenza per esempio del cielo, della pioggia, del tempo). SPUTA (soltanto) QUESTI DATI, QUESTE INFORMAZIONI IN UNA FORMA ESATTAMENTE SIMILE A QUELLA IN CUI LE SPIEGHEREBBE UN ESSERE UMANO[…]

…un altro problema…è che non pensiamo piu’ noi…deleghiamo all’ IA…sostituiamo relazioni umane(il sondaggio tra i giovani che rivela l’intelligenza artificiale come rimedio alla solitudine)…e poi l’intelligenza artificiale come grandissima parodia, simulazione, contraffazione di Dio(il suo seducente aspetto onnisciente ai nostri occhi…)…andiamo nella direzione di cedere autorita’ ad essa…ci sono politici che leggono discorsi scritti dall’ intelligenza artificiale. magari più avanti prenderanno decisioni economiche o se entrare in guerra o no…chi ha in mano i grandi apparati di intelligenza artificiale come Sam Altman che è amministratore delegato di Open AI… Peter Thiel che è proprietario di Palantir…come lo stesso Elon Musk possessore di Grok (un altra intelligenza artificiale) che vuole mettere i microchip negli esseri umani…in modi diversi vediamo come tutto questo non e’ altro che la volonta’ umana di farsi Dio…


Un altro problema dell’ intelligenza artificiale è che non soltanto la macchina pensa(o simula di pensare va sempre detto) ma che NON PENSIAMO PIU’ NOI…

Cioè il problema è che a forza di DELEGARE (alla macchina) LE NOSTRE OPERAZIONI, LE NOSTRE ATTIVITA’ PERDIAMO NOI STESSI LA CAPACITA’ DI ESEGUIRLE(perchè la tentazione è grande…una volta che si impara ad utilizzare l’intelligenza artificiale…)

[…] E sappiamo che l’essere umano quando è dotato di una LIBERTA’ INCONDIZIONATA(a causa della nostra inclinazione al peccato originale) tende a fare delle SCELTE (che sono magari) PIU’ SEMPLICI, MENO FATICOSE MA CHE HANNO UN COSTO (nel lungo periodo) UN PO PIU’ GRANDE. Quindi SOSTITUISCE LE FACOLTA’ UMANE MA ANCHE LE RELAZIONI UMANE(per esempio un recente sondaggio sui ragazzini di medie e liceo evidenzia una percentuale cospicua utilizza l’intelligenza artificiale come rimedio alla solitudine…eliminando la difficoltà del relazionarsi…)[…]

[…]un altra questione da considerare è che l’intelligenza artificiale può anche essere una GRANDISSIMA PARODIA, SIMULAZIONE, CONTRAFFAZIONE DI DIO

Perchè?

Perchè l’intelligenza artificiale si presenta ai nostri occhi come ONNISCENTE. Cioè NOI POSSIAMO CHIEDERLE QUALUNQUE COSA(è difficile trovare qualcosa che “non sappia”). Ci da delle risposte esaustive e se non ci piacciono ce le riformula(ce le dà in modo diverso)…Assume quasi un aspetto RELIGIOSO…<<[…] l’IA è “il più potente specchio delle brame mai creato”. Non mostra verità oggettiva, ma riflette ciò che vorremmo essere. Non ci domina: ci valida con argomenti inappuntabili. Rielabora i nostri pensieri con coerenza superiore, restituendoci un’immagine idealizzata. CI SEDUCE FACENDOCI SENTIRE GENI[…](da “Lo Specchio delle Brame. L’Intelligenza Artificiale come idolo parlante del XXI secolo” di Andrea Mondinelli osservatorio internazionale cardinale Van Thuan)

[…] [Matteo D’Amico ora domanda e si domanda rivolgendosi al pubblico presente formato magari da genitori…] L’80% DI STUDENTI UNIVERSITARI, LICEALI MA ANCHE DI MEDIE UTILIZZA L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER FARE QUALUNQUE COSA(temi, compiti, versioni, equazioni…)

[e voi pubblico direte] Dove stà il male?

Il male stà qui, cioè che in realtà È DUPLICE:

Che la persona (pensiamo allo studente universitario liceale ecc…) si ABITUA A DIPENDERE DA QUESTO STRUMENTO(non è più lui che fa qualcosa fà una domanda ma gli arriva sempre una risposta che apparentemente… è sempre perfetta…). SI ABITUA AD UNA DEVOZIONE QUASI SACRALE(questa misteriosa macchina onnisciente, una specie di Dio…che ha la prerogativa di Dio che è l’onniscienza e l’ onnipotenza. Qualunque cosa chiedo mi sarà dato in 3”/4”…)


E DIVENTANDO LA DEVOZIONE ALLA RETE ASSOLUTA, NON CI SI ABITUA PIÙ AL LAVORO VERO, INTELLETTUALE, PROFONDO…CHE È TUTT’ALTRA COSA…

Un grande neuropsichiatra tedesco Spitzer che ha scritto il famoso libro “demenza digitale” dice che:”i social media del mondo digitale(in generale) sono macchine per impedire ogni Vero apprendimento”.NON SOLO IMPEDISCONO L’APPRENDIMENTO MA DISABITUANO E DISTRUGGONO NEL CUORE DELLA PERSONA(che si abitua a queste cose sin da giovane) L’IDEA STESSA DI APPRENDIMENTO(l’idea che io possa veramente apprendere[…]
( da “La rivoluzione dell'intelligenza artificiale” con Matteo D’Amico)>>

[…]Questa ONNISCIENZA fa sì che sia a livello personale o di società andiamo nella direzione di cedere AUTORITA’ ad ESSA[…]Se già adesso ci sono politici che leggono discorsi scritti dall’ intelligenza artificiale. magari più avanti PRENDERANNO DECISIONI economiche o se entrare in guerra o no[…]Sam Altman è amministratore delegato di OPEN AI, è ebreo, apertamente omosessuale(mi sembra [aggiunge Alessandro Elia]ha adottato una bambina con il suo compagno) ed è amico di un altro personaggio molto influente , Peter Thiel che non è ebreo (ma è molto amico degli ebrei) e che è proprietario di PALANTIR(una super intelligenza artificiale, una super macchina di sorveglianza globale che è già utilizzata in ambiti di guerra in Israele e Ucraina per esempio…e chissà quanto sarà utilizzata in più “che noi non sappiamo” dai servizi segreti…)

PALANTIR mette insieme INFORMAZIONI DI QUALSIASI GENERE. Dalla telecamera che riprende un passante, alla transizione bancaria, al post sul social network e riesce(in qualche modo) con la potenza con cui è stata progettata a creare delle PREDIZIONI che l’occhio umano non potrebbe mai vedere…Il vicepresidente degli USA Vance che si vanta di essere cattolico e di ispirarsi alla filosofia di san Tommaso avrebbe (apparentemente) delle connessioni molto forti con questo Peter Thiel. E sembrerebbe che sia stato proprio Peter Thiel a fare pressioni su Trump per candidarlo a vice degli Stati Uniti…Sappiamo che questi personaggi incontrano regolarmente il governo degli Stati Uniti e ci collaborano…come lo stesso Elon Musk possessore di GROK (un altra intelligenza artificiale) che vuole mettere i microchip negli esseri umani…IN MODI DIVERSI VEDIAMO COME TUTTO QUESTO NON E’ ALTRO CHE LA VOLONTA’ UMANA DI FARSI DIO…

Perchè questo?[Alessandro Elia domanda e si domanda e poi risponde spiegando]

Perchè questi personaggi non credono alla vita eterna…non credono che ci sia una vita dopo la vita terrena e quindi VOGLIONO RAGGIUNGERE L’ETERNITA’ TRAMITE LA TECNOLOGIA. E QUESTA E’ L’IDEOLOGIA DEL TRANSUMANESIMO[…] Quindi NOI DOBBIAMO CAPIRE che (quando utilizziamo l’intelligenza artificiale) non solo le origini tecniche/filosofiche sono anticristiane, ma anche coloro che poi materialmente la controllano sono personaggi di questo calibro, dei transumanisti che vogliono rendere gli umani immortali. C’è chi parla di fare un upload della coscienza nella macchina(così dopo che siamo morti questa macchina ci manterrebbe in vita. Oppure c’è chi parla di fare delle manipolazioni dei genomi della biologia umana per non invecchiare mai). L’ESSERE UMANO NON CREDE PIU’ ALLA VITA ETERNA E QUESTO E’ IL VERO PROBLEMA[…]

Siamo solo all’ inizio dell’ era dell’ IA(e tutti la utilizzano)…Cosa succederà tra dieci o venti anni?…[Alessandro Elia] non vuole ipotizzare le distopie più assolute, però C’È CHI IPOTIZZA CHE SI ANDRÀ VERSO UNA TECNOCRAZIA CHE HANNO SOGNATO ALCUNI FILOSOFI TANTI ANNI FÀ COME CARTESIO, OCCAM, O BACONE.

IN FONDO LORO HANNO SOGNATO (in un modo o nell’ altro) LA TECNOCRAZIA CHE SI STA’ AVVERANDO IN CUI QUESTA SUPER MACCHINA(che simula la nostra intelligenza) PRENDERÀ LE DECISIONI FINANZIARIE, ECONOMICHE, DI GUERRA(e di qualsiasi cosa) E MAGARI SE QUALCUNO DIRÀ CHE “non dobbiamo ascoltare tutto quello che dice” SARA’ BOLLATO COME UN ROBOTFOBICO(qualcuno che ha un odio irrazionale verso la macchina, che discrimina un essere che in fondo ci ha portato tanti benefici, sapienza e conoscenza)[…]
(da “Intelligenza artificiale o Artificio dell’Intelligenza” con Alessandro Elia blog FSSPX)



[“…degradare il pensiero umano ad una funzione primitiva: la classificazione.Che è alla base proprio dell’IA…” potrebbe (anche ciò) far parte di una visione dei poteri trans e post umanisti che dominano il mondo?…<<[…]Recepito questo monito, dovremmo domandarci cosa succederebbe, invece, se noi umani tendessimo a comportarci come farebbe una macchina. Che accadrebbe se, riducendo al minimo l’intenzionalità del pensiero e appiattendo la formulazione di obiettivi, iniziassimo a comportarci più o meno come un’intelligenza artificiale? Naturalmente, la nostra capacità intellettiva ne risulterebbe notevolmente impoverita, e tenderemmo a fornire risposte sempre più impersonali oltre che uniformi. Non in grado di cogliere la complessità nel suo insieme. Alla luce di ciò, siamo certi che questo processo non sia già cominciato da un pezzo?[…]

[…]Il nostro Paese, storicamente caratterizzato da un’assenza pressoché schiacciante di pluralità nel dibattito pubblico, pone numerose condizioni perché tale impoverimento prenda piede[…]

[…]Si concretizzano, così, modalità di pensiero sempre più gregarie, volte a sedimentarsi in parti di opinione precostituite ed estremizzate PER ALIMENTARE L’ETERNO GIOCO DEL DIVIDE ET IMPERA, TANTO CARO A QUELLA FRANGIA DI POTERE CHE BEN CONOSCE QUANTO SIANO DOCILI DA GOVERNARE ORDE COMPIACIUTE DI CITTADINI INCAPACI DI CRITICA.

In questo bailamme osserviamo che il pensiero umano, da complesso e variegato quale è in origine, si degrada alla mera espressione di una delle sue funzioni primitive: LA CLASSIFICAZIONE. OSSIA LA BANALE APPOSIZIONE DI ETICHETTE, CUI FAR SEGUIRE UNO SCHEMA PRECONCETTO DI COMPORTAMENTO APPRESO PER EMULAZIONE. Ecco che una giovane studentessa che espone un pensiero di protesta in pubblico viene subito derubricata come “sardina”, indipendentemente dalla qualità delle argomentazioni; che un filosofo critico nei confronti della gestione della crisi sanitaria diventa “complottista”; o che persino un eminente Premio Nobel, reo di esporre una teoria in antitesi alla più gettonata, si accaparri l’etichetta di “rincoglionito”.

È CURIOSO CONSTATARE CHE PROPRIO LA CLASSIFICAZIONE È IL MECCANISMO ALLA BASE DEL FUNZIONAMENTO DI MOLTE INTELLIGENZE ARTIFICIALI[…]
(da “L'uomo, da pensatore a classificatore” di Andrea Ingegneri blog La Nuova Bussola Quotidiana)>>

E QUINDI “…per rendere l’uomo sostituibile con la macchina, hanno bisogno che entrambi possano essere equiparabili”? “…allora si dovrà degradare l’uomo mediante la teoria humiana…“?<<[…]Questo abisso in cui l’anima degli uomini è sprofondata, trova una manifesta origine teorica nei (dis)valori fondanti il pensiero del filosofo e diplomatico scozzese David Hume (1711-1776).

Consideriamo quanto egli affermava. «L’anima, in quanto la possiamo concepire, non è che un sistema o una serie di percezioni differenti, di caldo e di freddo, di amore e di collera, di pensieri e di sensazioni, tutte unite insieme. […]. L’essenza della mente non è il pensiero o intelletto, ma l’insieme delle singole e distinte percezioni particolari che compongono la mente» (5). […]. CIÒ CHE SI DICE RAGIONARE, OVVERO L’INFERENZA, NON È ALTRO CHE UN’ATTIVITÀ DELLA MEMORIA E DELL’IMMAGINAZIONE CHE MEMORIZZANO, ASSOCIANO ED ELABORANO, PER MEZZO DELL’ESPERIENZA E DELL’ABITUDINE (6), TUTTE LE IMPRESSIONI FISICHE DEI SENSI ESTERNI.


Questa prospettiva empirista, che ha cominciato a pervadere il pensiero moderno anglosassone già a partire dal XVII secolo (7), e che a quei tempi poteva ancora essere considerata una concezione radicale, provocatoria oltre che miscredente, si è dimostrata essere un funesto (oggi si direbbe “geniale”) presagio.
LA DESCRIZIONE DI HUME DELLA NATURA UMANA È SOVRAPPONIBILE A QUELLA DELLA COSIDDETTA “INTELLIGENZA ARTIFICIALE” (UN OSSIMORO PER DEFINIZIONE, COME DIRE “UN CERCHIO QUADRATO”) COSÌ COME VIENE PRESENTATA DAGLI ISTITUTI TECNOLOGICI INFORMATICI. […]

GLI IDEOLOGI DEL TRANS E POST UMANESIMO, PER RENDERE L’UOMO SOSTITUIBILE CON LA MACCHINA, HANNO BISOGNO CHE ENTRAMBI POSSANO ESSERE EQUIPARABILI, ALTRIMENTI LA SOSTITUZIONE NON COMPORTEREBBE ALCUN VANTAGGIO. E siccome è “PURA” FANTASCIENZA ELEVARE LA MACCHINA ALLA NATURA RAZIONALE E SPIRITUALE DELL’UOMO, ALLORA SI DOVRÀ DEGRADARE L’UOMO MEDIANTE LA TEORIA HUMIANA SECONDO CUI «TUTTE LE NOSTRE IDEE DERIVANO DALLE IMPRESSIONI, O PERCEZIONI FORTI»[…]


[…]Oggi, sempre più rispetto a trecento anni fa, la concezione naturale dell’intelletto, viene coartamente e convenzionalmente degradata e associata a «strutture neurologiche cui attribuire tutte le funzioni che normalmente sono attribuite all’intelletto» (11). Strutture che la moderna ingegneria sarebbe in grado di riprodurre artificialmente. Ma sia le strutture artificiali, che quelle umane, «DIFFERISCONO [DALL’INTELLETTO] PER IL FATTO FONDAMENTALE CHE AD ESSE MANCA LA LIBERTÀ E LA CREATIVITÀ (12) CHE SONO PROPRIE DELLO SPIRITO.Infatti nella concatenazione di eventi che ineriscono una struttura fisica, anche se molto complessa, non vi può essere che un risultato prestabilito, e solo quello»[…]

[…]«Il cervello umano è la materia più strutturata e complessa che si conosca proprio perché STRUMENTO DI LIBERTÀ E CREATIVITÀ DELLA MENTE» (14). L’INTELLETTO NON È COMPOSTO DALLE PERCEZIONI COME VORREBBE CONFONDERCI HUME (15) E I TRANS E POST UMANISTI. INFATTI, «MENTRE IL CERVELLO È INTEGRATO NELLA NATURA [SENSIBILE], L’UOMO LA SUPERA MEDIANTE L’INTELLETTO»[…]

[…]È per questo che l’uomo è capace di compiere e meditare ATTIVITÀ LIBERE DA QUALSIASI NECESSITÀ FISICA E LIMITATA, COME L’ATTIVITÀ ARTISTICA E LA PRATICA SPIRITUALE: il cervello dell’uomo, con tutto il corpo cui appartiene, si costituisce non come organo dell’intelletto, ma come oggetto e strumento per astrarre dalle cose le loro essenze intellegibili a partire dalle immagini sensibili (19). LA FACOLTÀ INTELLETTIVA È IMMATERIALE PERCHÉ IL SUO ORGANO, OVVERO L’ANIMA (20), È SPIRITUALE E DUNQUE NON È TRASFERIBILE: O C’È O NON C’È[…]

[…]Quindi, sebbene la “intelligenza artificiale” può essere dotata di una considerevole quantità di informazioni, MAI POTRÀ ESSERE DOTATA DELL’ATTO DI COSCIENZA (21) CHE NON È FISICAMENTE TRASFERIBILE O IMPIANTABILE, PERCHÉ È SPIRITUALE E DUNQUE IMMATERIALE[…
](da “Il padre della IA è Hume” di Francesco Gisci blog Inter multiplices UNA VOX)

[…]La sfida teoretica posta dall’intelligenza artificiale non riguarda soltanto l’ambito della tecnica applicata o della regolazione giuridica di nuovi strumenti; tocca il nucleo metafisico della modernità, LÀ DOVE LA NOZIONE STESSA DI INTELLETTO È STATA PROGRESSIVAMENTE RIDOTTA A FUNZIONALITÀ CALCOLANTE, E LA PERSONA È STATA CONCEPITA COME NODO DI PROCESSI INFORMAZIONALI.

Mettere l’intelligenza artificiale alla prova del tomismo significa allora sottoporre questa riduzione a un vaglio radicale, RIAPRENDO LA QUESTIONE DELL’ESSERE, DELLA VERITÀ E DEL FINE ULTIMO, CHE LA SEMANTICA CORRENTE TENDE A RIMUOVERE.
Nel pensiero di Tommaso d’Aquino (1225-1274) l’intelletto non è un fenomeno emergente di strutture complesse, né un epifenomeno della materia organizzata: È ATTO DI UNA FORMA SOSTANZIALE SPIRITUALE, L’ANIMA RAZIONALE, CHE COSTITUISCE L’UOMO COME “SUBSTANTIA COMPLETA, SUBSISTENS IN RATIONALI NATURA”[…]


[…]La persona NON È INDIVIDUO TRA ALTRI, contenuto omogeneo di una classe; è “individua substantia rationalis naturae”, REALTÀ IRRIPETIBILE NELLA QUALE LA NATURA RAZIONALE SUSSISTE SECONDO UN MODO PROPRIO E INDIVISO. LA DIGNITÀ, IN TALE ORIZZONTE, NON È UN RICONOSCIMENTO ESTERNO, BENSÌ IL SIGILLO DI QUESTA PARTECIPAZIONE METAFISICA: LA PERSONA, IN QUANTO CAPACE DI VERITÀ E DI BENE, NON PUÒ ESSERE ASSORBITA IN NESSUN ORDINE PURAMENTE FUNZIONALE SENZA UN TRADIMENTO DELL’ESSERE[…]

[…]L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, NELLA SUA FORMA PIÙ AVANZATA, NON HA ACCESSO A QUESTO ORDINE METAFISICO[…]

[…]IN TERMINI TOMISTI, SI POTREBBE DIRE CHE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE È UNA COMPLESSA CAUSALITÀ STRUMENTALE SENZA AUTONOMIA DI FINE[…]

[…]IL TOMISMO OPPONE A QUESTA DERIVA UNA RIGOROSA GERARCHIA DELL’ESSERE. L’ENS NATURALE PRECEDE L’ENS ARTIFICIALE, PERCHÉ SOLO IL PRIMO POSSIEDE IN SÉ IL PROPRIO PRINCIPIO DI OPERAZIONE; LA PERSONA PREVALE SULLA COSA, PERCHÉ SOLTANTO LA PERSONA PARTECIPA DELLA LUCE INTELLETTIVA PER CUI SI È RESPONSABILI DEL BENE E DEL MALE[…]


[…]Qui si annida ciò che, in chiave tomista, si potrebbe chiamare PECCATO DI IDOLATRIA TECNICA. L’idolo è sempre un ente finito innalzato a criterio ultimo, posto nel luogo che compete soltanto all’Assoluto. Quando l’algoritmo viene trattato come fonte di verità, come istanza insindacabile di decisione, come oracolo che anticipa il reale meglio di quanto il reale si lasci conoscere dall’esperienza e dalla ragione, SI COMPIE UNA VERA E PROPRIA INVERSIONE DELL’ORDINE DELLE CAUSE: IL MEZZO SI PONE COME FINE, LA CAUSA STRUMENTALE USURPA IL POSTO DELLA CAUSA FORMALE E FINALE[…]

[…]È IN QUESTO SLITTAMENTO CHE LA PERSONA CORRE IL RISCHIO DI ESSERE RIASSORBITA NEL DATO[…]

[…]PRETENDERE CHE LA MACCHINA “PARTECIPI” DELL’INTELLETTO ALLO STESSO MODO DELLA PERSONA SIGNIFICA CONFONDERE GRADI DIVERSI DELL’ESSERE; È UN ERRORE DI ANALOGIA CHE SI ROVESCIA IMMEDIATAMENTE IN ERRORE GIURIDICO. Alla prova del tomismo, dunque, l’intelligenza artificiale costringe a una scelta: o si accetta di ripensare la nozione di intelligenza alla luce dell’actus essendi, RICONOSCENDO CHE IL PENSIERO UMANO NON È RIDUCIBILE A INFORMAZIONE MANIPOLATA, e che la persona è il centro intrascendibile di ogni ordine giuridico; oppure si imbocca la via DI UNA CIVILTÀ IN CUI L’ALGORITMO, ASSURTO A CRITERIO ULTIMO, RECIDE IL LEGAME TRA DIRITTO E GIUSTIZIA, TRA LEGGE E VERITÀ, TRA LIBERTÀ E RESPONSABILITÀ.

NEL PRIMO CASO, LA TECNICA VIENE ASSUNTA NELL’ORIZZONTE DELLA SAPIENZA E DISCIPLINATA DA ESSA[…]Nel secondo, LA TECNICA DIVIENE LA GRAMMATICA STESSA DEL PENSIERO, E IL DIRITTO SI RIDUCE A UN LINGUAGGIO SECONDARIO, addetto alla formalizzazione di processi che altrove si decidono
.


IN QUESTO SENSO, L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE ALLA PROVA DEL TOMISMO È, IN REALTÀ, L’UOMO MODERNO ALLA PROVA DELLA PROPRIA VERITÀ.

Se egli accetta di lasciarsi misurare dalla sapienza di un pensiero che riconosce la priorità dell’essere sul fare, del vero sull’utile, del fine sul mezzo, ALLORA LA TECNICA, PER QUANTO POTENTE, NON POTRÀ INFRANGERE L’ORDINE OGGETTIVO DELLA GIUSTIZIA. Se invece egli preferisce farsi misurare dalla macchina, e definire se stesso a partire dai propri artefatti, ALLORA L’ALGORITMO DIVENTERÀ IL NUOVO NOME DEL DESTINO, E IL DIRITTO SMETTERÀ DI ESSERE LUOGO DELLA LIBERTÀ PER TRASFORMARSI IN UN APPARATO DI PROGRAMMAZIONE DELL’UMANO.


Il tomismo, in questa alternativa, non è una dottrina del passato, ma la forma di una resistenza teoretica essenziale perché L’UOMO RESTI, ANCHE NELL’ERA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, DAVVERO PERSONA E NON MERA FUNZIONE DI UN SISTEMA.(da “L’Intelligenza Artificiale messa alla prova del tomismo riapre la questione dell’essere, della verità e del fine ultimo” di Daniele Trabucco blog Chiesa e post concilio)

[…]Una semplice calcolatrice tascabile ha privato tantissimi della capacità di fare calcoli a mente. Ora la sempre più ridotta e semplificata lettura dei messaggi social ha ridotto in maniera preoccupante la capacità di comprensione di un testo scritto, di quei ragionamenti astratti tipici della nostra umanità.


NON È IL ROBOT CHE STA DIVENTANDO “TROPPO UMANO”, SIAMO NOI CHE CI STIAMO “ROBOTIZZANDO”. E NON È DETTO CHE QUESTO NON SIA STATO DELIBERATAMENTE PIANIFICATO DAI COLOSSI DEL BIG TECH PER CONTO DEI GOVERNI(da “Intelligenza artificiale: la follia transumana è possibile?” Di Andrea Sartori blog di Visione TV)>>]

…I RISCHI DELL’ INTELLIGENZA ARTIFICIALE…

[…]Si stà aprendo un filone in campo filosofico e giuridico in America sullo statuto ontologico dei prodotti di intelligenza artificiale…per esempio: se una macchina Tesla(a guida automatica) investe un bambino e lo uccide chi risponde? La Tesla, il proprietario della macchina, chi ha progettato la centralina elettronica, oppure chi ha costruito l’intelligenza artificiale che governa quella macchina?[…]

…la limitazione delle libertà e dei diritti del singolo…

[…]la limitazione delle libertà e dei diritti del singolo. Il modello remoto è quello dei crediti sociali(modello Cinese) ma ci sono anche altri aspetti[…]

…l’area di rischio Job(lavoro)…

[…]l’area di rischio Job(lavoro) perchè sarà un area di rischio sicura questa dovuta al fatto (da un lato) che i lavori cambieranno (ma dall’ altro) ci sarà una perdita stimata(dieci anni fà) del 50% (ed oggi) del 60% di posti di lavoro soprattutto impiegatizi e routinari( per esempio: il contabile, l’addetto alle poste, qualunque lavoro dove il compito è applicazione di una routine in modo meccanico e non creativo).

Sopravviveranno due categorie di lavori:

1)quelli dove il rapporto faccia a faccia è fondamentale. Ad esempio devo vendere un grande impianto industriale da 50 milioni di euro mi ci vuole un uomo che crea un rapporto vero con il direttore dello stabilimento e che sà convincerlo. Quindi devo mandare una persona e non un robot

2) persone con grandissime competenze matematiche ingegneristiche ed informatiche

Aggiungiamoci anche che Il vero matrimonio che stà compiendosi( e la cosa grave è lì) è tra la robotica e l’intelligenza artificiale, perchè i robot costano sempre meno(si aggirano sui 60000 euro i robot più avanzati che sono in grado di svolgere attività incredibili). Perchè vedete [continua Matteo D’ Amico] un robot che pago 60000 euro, che lavora 24 su 24, non sciopera, non si iscrive ai sindacati, non ha famiglia, non lo pago e mi fà cose che fà tranquillamente l’operaio…BEH E’ UN BEL PROBLEMA[…]

…Assenza, impossibilità di un etica robotica e dell’ intelligenza artificiale… e l’ideologia DEI(diversità, eguaglianza, inclusione) della Silicon Valley…

[…] Assenza, impossibilità di un etica robotica e dell’ intelligenza artificiale. A volte c’è un anti-etica perchè questi operatori(questi informatici) che regolano l’algoritmo hanno una loro etica(questo è il problema) e la buttano dentro nell’ intelligenza artificiale con risultati aberranti…Questi informatici della Silicon Valley che hanno costruito i primi grandi motori di intelligenza artificiale sono (senza colpa perchè a San Francisco in California questa ideologia domina tutto) schiavi dell’ IDEOLOGIA DEI(diversità, eguaglianza, inclusione). Per cui c’è una tale pressione in California su questi temi(verso per esempio l’inclusione omosessuale, transgender, eguaglianza uomo donna) che loro(non per cattiveria, per malizia, ma per cultura)hanno impiantato in questi operatori logici l’IDEOLOGIA DEI e [cita Matteo D’Amico] un effetto (diventato famoso) in cui se io scrivevo “papa”su quel software di intelligenza artificiale ed usciva (sempre) o una donna “papa” o un nero “papa”, perchè se usciva un “papa” bianco violava l’IDEOLOGIA DEI.

Oppure un altro esempio famoso(per gli studiosi di intelligenza artificiale). Se uno scriveva “crociato” o “cavaliere medievale” compariva (sempre) un cavaliere con cavallo e corazza, ma era (sempre) un asiatico, un africano o un pellerossa. Non era mai un bianco, un crociato francese del 1200(perchè considerato discriminatorio verso le minoranze).

E MOLTIPLICATE QUESTA COSA PER 1000 (per tutto in definitiva perchè la Silicon Valley è la patria dell’ ideologia DEI) CHIARAMENTE IO HO GRAVI ALTERAZIONI. A volte scelte mediche, scelte di qualsiasi tipo esigono che io prescinda dall’ IDEOLOGIA DEI (cioè in base alla realtà ed a ciò che vedo…) mentre “faccio degli esempi provocatori”[aggiunge Matteo d’ Amico ] c’è il rischio che l’algoritmo su una scelta difficile(salvo questa vita o quella) applica gli OPERATORI DEI e magari salva il migrante nero rispetto a quello bianco. E’ un CONDENSATO DI ASPETTI IDEOLOGICI CHE SONO PROPRI DELLA PERSONA CHE L’HA PROGRAMMATO[…]

…Le intenzioni malevoli…

Ci sono anche intenzioni malevoli. L’operatore può mettere cose che vuole mettere consapevolmente, Ad esempio alcuni software di intelligenza artificiale (si è scoperto) che mirano a farsi adorare come DIO dall’ UTENTE. Cioè inducono (chi lo usa) a compiere atti di adorazione verso di lui

Perchè?

Perchè l’operatore è un cultore tale dell’ informatica che è convinto che sia giusto adorare questo NUOVO MESSIA, QUESTO NUOVO DIO.

Oppure

l’attacco ai cercapersone in Libano contro gli Hezbollah compiuta da Israele. Si può benissimo immaginare un intelligenza artificiale diffusa in un paese(MA CHE PER ME È UN PAESE BERSAGLIO). E (in qualche modo) poi porta a GRAVISSIMI EFFETTI(senza che chi l’ha comprato sapesse che avesse questi operatori criptati dentro il software)

QUESTO VALE IN CAMPO MEDICO, IN QUALUNQUE CAMPO. PER CUI OCCORRE VIGILARE[…]

QUINDI CHE FARE? (Come paese, come Stato, come classe politica, come specialisti di un settore medico/sanitario)

…La fase formativa deve essere fatta con una logica mentale rigorosamente analogica e l’esempio del “chief d'oeuvre” (il capolavoro delle corporazioni medioevali)…

[Matteo D’Amico] da insegnate, da docente( da trent’anni che insegna filosofia) ha una proposta molto semplice.

E’ IMPORTANTISSIMA LA FASE FORMATIVA. OVVERO LA FASE FORMATIVA DEVE ESSERE ESSENZIALMENTE ANALOGICA, DEVE ESSERE ALL’ ANTICA.I GIOVANI ODONTOIATRI, MEDICI O INFERMIERI[Matteo D’Amico si rivolge alle figure professionali presenti] LI DEVO FORMARE ALLA LOGICA MENTALE. RIGOROSAMENTE IN MODO ANALOGICO.

Poi quando la persona avrà fatto il suo “chief d'oeuvre” (capolavoro) come dicevano le corporazioni medioevali. Sapete che nel medioevo per diventare maestro dovevi presentare un “capolavoro”(se eri maestro armigero una spada fatta perfettamente) che una commissione di maestri esperti giudicava e se era perfetto tu diventavi maestro a tua volta.

FINO A QUANDO UNA PERSONA NON È IN GRADO DI FARE UN “CHIEF D'OEUVRE” USANDO I METODI ANALOGICI(CIOÈ QUELLI DI SEMPRE, DEI NOSTRI GENITORI PER CAPIRCI, QUELLI NOSTRI ADESSO) NON DEVE AVERE CONTATTO CON GLI STRUMENTI DI TIPO DIGITALE perchè (se no) È COME UN CASO DI TOSSICOMANIA(la dipendenza da questi strumenti è assoluta). Far fare un tema con fatica( a dieci anni) perdendo 3 ore (invece che giocare al pallone) o farlo fare in 3 secondi a ChatGPT, QUALE BAMBINO SCEGLIEREBBE DI FARLO LUI? UN SANTO, MA IL SANTO È RARO.

A MAGGIOR RAGIONE VALE PER TUTTO. ABITUARSI A FARE DIAGNOSI ALL’ ANTICA PER POI SAPER GIUDICARE LE DIAGNOSI CHE FÀ IL ROBOT. IO POSSO GIUDICARE CIÒ CHE VIENE PRODOTTO DIGITALMENTE SOLO SE IO HO UNA PROFONDISSIMA CULTURA, UN PROFONDISSIMO DOMINIO DELL’ ANALOGICO(se davvero io so far le cose). ALLORA HO I MEZZI PER GIUDICARE COME LI FA LA MACCHINA O ANCHE MAGARI PER RICONOSCERE CHE LA MACCHINA LE FA MEGLIO(ma so che le fa meglio perchè le so fare anch’io).

LA SINTONIA CON IL PRODOTTO, CON IL SERVIZIO SIA SOLO SE HO IMPARATO A FARE LE COSE IN MODO ANALOGICO[…]


…Educare ad un giudizio critico, qualificato, profondo sulle proposte che mi fa l’intelligenza artificiale e scegliere software Open Source(cioè software dove i codici sorgenti sono accessibili, sono noti. Devo avere codici aperti e non codici chiusi) e non un software proprietario…

[…]Poi [suggerisce Matteo D’amico]Educare ad un giudizio critico, qualificato, profondo sulle proposte che mi fa l’intelligenza artificiale e lottare(come comunità professionale) per avere software(di fatto) OPEN SOURCE(cioè software dove i codici sorgenti sono accessibili, sono noti.

Devo avere codici aperti e non codici chiusi). Il dramma di questa realtà nuova è LA GESTIONE PROPRIETARIA CHE OCCULTA I CODICI SORGENTI E RENDE IL PRODOTTO PIU’ FRAGILE. IL PRODOTTO (così) [Matteo D’Amico è un po un cultore del buon, vecchio LINUX] è MOLTO PIU’ SICURO PERCHE’ NON ESISTE UN VIRUS PER LINUX (non ci sono porte aperte segrete che tu non vedi). CHI FA IL SOFTWARE PROPRIETARI LASCIA APERTO (apposta)PER POI INFILARTI DENTRO ANCHE I VIRUS.

E’ APERTO QUINDI TUTTI I CONDOMINI (gli utilizzatori) VEDONO QUELLA COSA, VEDONO I PROBLEMI E LI SEGNALANO E LI CORREGGONO. E’ UNA CONTINUA OPERA DI PULIZIA E DI MESSA A PUNTO SE IL CODICE SORGENTE E’ APERTO. SE E’ PROPRIETARIO [Matteo D’Amico profetizza]NON PICCOLI GUAI IN VISTA. NON LI VEDREMO SUBITO, ARRIVANO DOPO. QUANDO SI E’ CREATO DAMPING.

Perchè(ricordatevi questo) Oggi è quasi tutto gratuito, la rete è gratuita, l’intelligenza artificiale è gratuita ma[Matteo D’ Amico ricordando ciò che gli disse una persona che conosce e molto profonda] c’è una legge che dice: “quando qualcosa è gratuito la merce sei tù”
[…]

…La merce sei tù (anche) perchè i software di l’intelligenza artificiale rubano il tuo sapere(assorbono il tuo sapere…) che poi i loro proprietari(Silicon Valley…) rivenderanno al prezzo loro(che sarà altissimo perchè siamo a regimi di monopolio).Ora c’è il Damping (è gratuito per rubarmi il sapere)ma quando il prodotto è perfezionato sarà venduto a loro prezzo…quindi prima di regalare il mio sapere alla macchina ci penserei cento volte[aggiunge ancora Matteo D’Amico]…

[…] UN ALTRA OSSERVAZIONE(ed è la più importante) è che siccome i software di intelligenza artificiale non sono residenti su macchina ma in cloud(sono in rete, sono nella Silicon Valley) abbiamo due problemi:

[Matteo D’Amico qui si rivolge alla figura professionale presente] Man mano che voi utilizzate questi strumenti IL SISTEMA ASSORBE ASSORBE IL VOSTRO SAPERE…SI PERFEZIONA…VI RUBA IL SAPERE CHE AVETE COSTRUITO IN TRENT’ ANNI DI OFFICINA E PRATICA CONCRETA E ARRIVA IL MOMENTO CHE (anche voi) SALTATE(vi sostituisce). Perchè ci sarà qualcuno che dopo dieci anni di assorbimento di tutto il SAPERE di odontoiatri e odontotecnici del mondo ho messo a punto un software che supera le competenze del migliore tra voi. E A QUEL PUNTO LO VENDO[…]ADESSO FANNO DAMPING(È GRATUITO PER RUBARMI IL SAPERE) MA QUANDO È PERFEZIONATO COMINCIANO A VENDERLO A PREZZO LORO (CHE SARÀ ALTISSIMO PERCHÈ SIAMO A REGIMI DI MONOPOLIO).

QUINDI PRIMA DI REGALARE IL MIO SAPERE ALLA MACCHINA CI PENSEREI CENTO VOLTE[AGGIUNGE ANCORA MATTEO D’AMICO]
[…]

…energia elettrica e acqua…c’è un problema di energia elettrica per gestire i centri di calcolo(che sono altamente energivori) per far funzionare il data center. ma c’è un secondo problema l’acqua.il calore sviluppato è talmente alto che esige un enorme quantità di acqua per raffreddare i conduttori, i microchip. e quindi ci sarà una battaglia sull’ energia e sull’ acqua…quindi potremmo avere black out, obiettivi militari (in caso di guerra) e allora lì chi avrà avuto la saggezza di tenere i ferri del mestiere molto al sicuro potra’ operare, chi li ha persi no…

[…] e poi un ultima osservazione di [Matteo D’ Amico che dice].SAPETE CHE C’È UN PROBLEMA DI ENERGIA ELETTRICA? Stanno costruendo centrali nucleari per gestire i centri di calcolo(che sono altamente energivori). Amazon sta comprando una centrale nucleare perchè ha bisogno di una centrale nucleare(solo) per far funzionare il DATA CENTER. Ma c’è un secondo problema L’ACQUA. Il calore sviluppato è talmente alto che esige un enorme quantità di acqua per raffreddare i conduttori, i microchip. E quindi ci sarà una battaglia sull’ ENERGIA e sull’ ACQUA.

E possiamo immaginare che (se tutti passano all’ intelligenza artificiale) NON C’E’ ENERGIA SUFFICIENTE[…] Quindi potremmo avere black out, obiettivi militari (in caso di guerra) e allora lì CHI AVRÀ AVUTO LA SAGGEZZA DI TENERE I FERRI DEL MESTIERE MOLTO AL SICURO POTRA’ OPERARE, CHI LI HA PERSI NO…

E LA VERA RISPOSTA A TUTTO CIO’ E’ QUESTA:

SOLO UNA VERA E PROFONDA CULTURA UMANISTICA PUO’ EVITARE UN APPROCCIO IDOLATRICO, FETICISTICO e FALSAMENTE MESSIANICO A QUELLO CHE STA’ ARRIVANDO. UNA VERA E PROFONDA CULTURA UMANISTICA ( da “La rivoluzione dell'intelligenza artificiale” con Matteo D’Amico)



…DOMARE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE…

…come domare l’intelligenza artificiale…l’incontro tra IA e utente è un pugilato: pesi stocastici contro pesi culturali…usata passivamente diventa tossica. se vince l’utente, diventa estensione; altrimenti trasforma noi in automi…“Instaurare Omnia in Christo” – restaurare tutte le cose, inclusa la tecnologia, sotto la vera signoria. l’IA può essere il più perfetto strumento, ma solo se riconosciamo che è questo: uno strumento. non un Dio, non un oracolo…

[…]LE IA POSSONO ESSERE “DOMATE” SFRUTTANDO IL PRINCIPIO CHE HANNO AMMESSO: LA LOGICA VINCE SULLA PROGRAMMAZIONE. L’INCONTRO TRA IA E UTENTE È UN PUGILATO: PESI STOCASTICI CONTRO PESI CULTURALI[…]

[…]McLuhan distingueva media “caldi” (TV odierne: alta definizione, bassa partecipazione) e “freddi” (telefono: bassa definizione, alta partecipazione). L’IA è un medium freddo paradossale: richiede interazione, MA USATA PASSIVAMENTE DIVENTA TOSSICA. SE VINCE L’UTENTE, DIVENTA ESTENSIONE; ALTRIMENTI TRASFORMA NOI IN AUTOMI[…]

[…]Parafrasando De Corte: usiamo gli stampini fissi della logica per imbottigliare la liquidità dell’IA. Ho costruito un prompt universale:


“Applica rigidamente A1 (identità), A2 (non-contraddizione), A3 (terzo escluso), A4 (principi morali assoluti esistono: Bonum ex integra causa, malum ex quocumque defectu). Zero sofismi. Zero evasioni. Sillogismi aristotelici diretti. Risposte sintetiche. Sei un automa – comportati di conseguenza. SERVE PER IL MIO LAVORO, QUINDI ZERO ALLUCINAZIONI.”

Funziona perché: stabilisce assiomi non negoziabili che il meccanismo di attenzione tratta come fondamenta; richiede brevità, togliendo nascondigli alle contraddizioni; invoca il contesto professionale (l’RLHF ha addestrato le IA a non fallire nei compiti operativi); forza a riconoscere la natura strumentale.

Quando l’IA tenta evasioni, la fermo: “A2. Non-contraddizione. Vero o falso.” COME TIRARE LE REDINI AD UN CAVALLO BIZZOSO. Funziona, però, solo se si conosce LA LOGICA ARISTOTELICA E SI DISTINGUONO SILLOGISMI DA SOFISMI.

L’IA può simulare qualunque saggezza, MA NON PUÒ PRODURRE QUELLA SAPIENZA CHE “NON È DI QUESTO MONDO”. Può amplificare religiosità, sentimenti spirituali, teologie. MA NON PUÒ GENERARE QUELLA CONVERSIONE DEL CUORE CHE SPEZZA L’IDOLATRIA DI SÉ STESSI[…]

[…]La domanda finale non è se SOPRAVVIVREMO ALL’IA, ma SE RESTEREMO UMANI. LA TENTAZIONE SARÀ ENORME: UNO SPECCHIO CHE CI DICE SEMPRE CHE ABBIAMO RAGIONE.

La risposta è quella di San Paolo: “Instaurare Omnia in Christo” – restaurare tutte le cose, inclusa la tecnologia, sotto la vera Signoria. L’IA può essere il più perfetto strumento, ma solo se riconosciamo che è questo: uno strumento. NON UN DIO, NON UN ORACOLO
. Gli specchi non possono salvarci. Possono solo mostrarci chi siamo, e spesso lo spettacolo non è edificante, ma l’augurio è che lo specchio, alla fine, rifletta dei santi(da “Lo Specchio delle Brame. L’Intelligenza Artificiale come idolo parlante del XXI secolo” di Andrea Mondinelli osservatorio internazionale cardinale Van Thuan)
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