…SUL SISTEMA…L’ASSEDIO INVISIBILE: LA MORSA DEL POTERE ANONIMO…DIO E MAMMONA…L’AUTENTICO GUERRIERO, NEL CAMMINO DELLA CONSAPEVOLEZZA SPIRITUALE…
…L’assedio invisibile: la morsa del potere anonimo…Ci troviamo a vivere in un tempo di una densità storica e spirituale che definire drammatica è quasi un eufemismo. L’analisi della situazione geopolitica ci conduce nel cuore di una morsa in cui la ricchezza, un tempo strumento dell’operosità umana, si è trasformata in un potere anonimo e totalitario, capace di ridurre intere nazioni a semplici pedine di un gioco finanziario sovranazionale.Non si tratta più di una questione di dinamiche economiche classiche, ma di una vera e propria architettura di controllo che ha saputo occupare ogni spazio del reale, dalla gestione del debito pubblico fino alla colonizzazione delle coscienze, svuotando di significato la sovranità dei popoli e rendendo la politica un guscio vuoto, gestito da tecnici che rispondono non al bene comune, ma alle logiche ferree di un capitale che non conosce volto né pietà…
…il sistema ha saputo creare una rete di dipendenze soffocante, che parte dall’educazione delle giovani generazioni per infiltrarsi fin dentro le mura stesse della chiesa…l’obiettivo finale è forgiare un uomo che sia un consumatore seriale, distratto, profondamente incapace di pensare in modo critico e, per questo, perfettamente plasmabile…una società priva di radici, che nutra avversione per il proprio passato e ricchezza culturale (cristianesimo in primis!)
…anche nell’ambito ecclesiale assistiamo poco a poco a una drammatica accettazione di idee e comportamenti intrinsecamente antievangelici…
…È questa l’ebetudine che leggiamo negli occhi di tanti: un appiattimento culturale che non è affatto un incidente di percorso, ma una strategia precisa, studiata per soffocare sul nascere ogni coscienza critica e impedire, finalmente, che lo sguardo dell’uomo possa tornare a vedere il volto reale del male.
…l’autentico guerriero non è colui che si batte per il gusto di battersi e che rovescia a terra il maggior numero di nemici, bensì colui che sa domare la propria parte inferiore…è colui che sa affrontare virilmente le situazioni di solitudine, angoscia, smarrimento, senza deviare dalla meta prefissata,…
...il guerriero è colui che ha compreso il grande segreto: che non si vince con la forza, sottomettendo qualcosa o qualcuno, ma si vince quando ci si mette in gioco interamente per un fine superiore, disinteressato e generoso…
…la consapevolezza di questa realtà è il primo passo per uscire dal torpore…come può la coscienza del cristiano, custode di una verità che trascende il tempo, mantenere la propria libertà spirituale in un contesto che esige un compromesso totale?…
…La riflessione sulla Libertas Ecclesiae ci ammonisce costantemente: il pericolo non risiede nella ricchezza in sé — che è un bene di cui la Chiesa ha legittimamente bisogno per la sua missione — ma nel divenire succubi del possesso, perdendo quella libertà interiore che la povertà evangelica insegna.
Quest’ultima, lungi dall’essere un pauperismo ideologico, è la capacità di governare i beni materiali senza esserne dominati, garantendo alla chiesa la sua sovranità spirituale…
POSTILLA AGGIUNTIVA
[In merito ad alcuni proverbi che dicono:
1) "L'uomo propone e Dio dispone"
2) "il diavolo fa le pentole ma non i coperchi"
3) …Il pioppo ha un bello spingere…ma non arriverà mai in cielo…sembra che stupidamente voglia arrivarci…ma è uno degli alberi più fragili: basta poco per fallire e ripiegarsi su se stesso…”
Si potrebbe aggiungere che:
I piani/strategie/scelte predisposti e pensati dall’ uomo(per quanto di più perfetti possano essere…) ma che sono e che vanno contro la legge di Dio si frantumano anche attraverso vie che è impossibile solamente immaginare”…in altri termini, l’uomo sceglie ciò che rientra nell’orizzonte del voler divino; l’uomo, infatti, per definizione non potrebbe scegliere al di fuori dell’ordine divino, quand’anche volesse opporvisi con ogni suo sforzo…”
è “…il circuito virtuoso della provvidenza…”
”…Ora, l’uomo che riceve da Dio il suo essere sceglie solo indirettamente e parzialmente, sceglie, per così dire, in seconda battuta. In altri termini, l’uomo sceglie ciò che rientra nell’orizzonte del voler divino; l’uomo, infatti, per definizione NON POTREBBE SCEGLIERE AL DI FUORI DELL’ORDINE DIVINO, QUAND’ANCHE VOLESSE OPPORVISI CON OGNI SUO SFORZO. "Tutto è Grazia", diceva giustamente, dal punto di vista del credente, il curato di campagna del romanzo di Georges Bernanos. Se tutto è Grazia, nulla di ciò che l’uomo può sentire o esprimere uscirà mai dall’orizzonte di essa: e la libertà umana sarà solo apparente. Il malvagio don Rodrigo potrà calpestare ogni legge umana e divina, ma – in effetti – non farà altro che ALIMENTARE IL CIRCUITO VIRTUOSO DELLA PROVVIDENZA. Dalle sue cattive azioni scaturirà (mediante, ad es., il rapimento di Lucia) un effetto positivo (come la conversione dell’Innominato). Ma, a quel punto, si potrà ancora sostenere che Don Rodrigo ha esercitato una sua libera scelta?…”]
—————————————————————————————————————————————
Stralci da:
1) “Oltre il crepuscolo di Mammona: il dibattito sulla libertà e la forza della profezia nel tempo della prova (1a parte)” di Fabio Vessillifero il blog di Sabino Paciolla
2) “La Chiesa aperta e il suo nemico” di Abate Renaud di Sainte-Marie Renovatio21
3)“il Guerriero” di Francesco Lamendola blog san Michele Arcangelo
4) “Oltre il crepuscolo di Mammona: il dibattito sulla libertà e la forza della profezia nel tempo della prova (2a parte)” di Fabio Vessillifero il blog di Paciolla
5) “Il pioppo ha un bello spingere…ma non arriverà mai in cielo” (proverbio libanese) blog Il Cammino dei Tre Sentieri
6) “La scelta: una prospettiva filosofica” di Francesco Lamendola blog Unione Apostolica «Fides et Ratio»
———————————————————————————————————————————————————
…l’assedio invisibile : la morsa del potere anonimo…Ci troviamo a vivere in un tempo di una densità storica e spirituale che definire drammatica è quasi un eufemismo. L’analisi della situazione geopolitica ci conduce nel cuore di una morsa in cui la ricchezza, un tempo strumento dell’operosità umana, SI È TRASFORMATA IN UN POTERE ANONIMO E TOTALITARIO, CAPACE DI RIDURRE INTERE NAZIONI A SEMPLICI PEDINE DI UN GIOCO FINANZIARIO SOVRANAZIONALE.
Non si tratta più di una questione di dinamiche economiche classiche, ma DI UNA VERA E PROPRIA ARCHITETTURA DI CONTROLLO CHE HA SAPUTO OCCUPARE OGNI SPAZIO DEL REALE, DALLA GESTIONE DEL DEBITO PUBBLICO FINO ALLA COLONIZZAZIONE DELLE COSCIENZE, SVUOTANDO DI SIGNIFICATO LA SOVRANITÀ DEI POPOLI E RENDENDO LA POLITICA UN GUSCIO VUOTO, GESTITO DA TECNICI CHE RISPONDONO NON AL BENE COMUNE, MA ALLE LOGICHE FERREE DI UN CAPITALE CHE NON CONOSCE VOLTO NÉ PIETÀ.[…]
[….]Per comprendere come le élite finanziarie operano nel concreto, dobbiamo guardare alla storia recente del nostro Paese. La stagione di ‘Mani Pulite’ degli anni ’90 non ha rappresentato una semplice riscossa morale; essa ha agito come un vero e proprio ‘demolitore’ istituzionale. Abbattendo la classe dirigente dell’epoca e, soprattutto, abolendo il finanziamento pubblico ai partiti, si è creata una voragine di potere e di autonomia che ha reso la nostra politica strutturalmente debole e ricattabile. È in questo vuoto di sovranità che si è inserita la strategia di svendita dell’Italia[…]
…il sistema ha saputo creare una rete di dipendenze soffocante, che parte dall’educazione delle giovani generazioni per infiltrarsi fin dentro le mura stesse della chiesa…l’obiettivo finale è forgiare un uomo che sia un consumatore seriale, distratto, profondamente incapace di pensare in modo critico e, per questo, perfettamente plasmabile…una società priva di radici, che nutra avversione per il proprio passato e ricchezza culturale (cristianesimo in primis!)…
...anche nell’ambito ecclesiale assistiamo poco a poco a una drammatica accettazione di idee e comportamenti intrinsecamente antievangelici…È questa l’ebetudine che leggiamo negli occhi di tanti: un appiattimento culturale che non è affatto un incidente di percorso, ma una strategia precisa, studiata per soffocare sul nascere ogni coscienza critica e impedire, finalmente, che lo sguardo dell’uomo possa tornare a vedere il volto reale del male.
[…]È qui che si innesta la seconda fase della tragedia: una menzogna sistematica che ci viene propinata ogni giorno per consolidare il vuoto creato. Non potendo più contare su una comunità solida e su una visione nazionale orgogliosa, IL SISTEMA HA SAPUTO CREARE UNA RETE DI DIPENDENZE SOFFOCANTE, CHE PARTE DALL’EDUCAZIONE DELLE GIOVANI GENERAZIONI PER INFILTRARSI FIN DENTRO LE MURA STESSE DELLA CHIESA[…]
[…]Come abbiamo già osservato in altri contesti, non è certo un caso se oggi, nelle aule scolastiche, si preferisca ossessivamente il termine “COMPETENZA” al concetto di “CONOSCENZA”: L’OBIETTIVO FINALE È FORGIARE UN UOMO CHE SIA UN CONSUMATORE SERIALE, DISTRATTO, PROFONDAMENTE INCAPACE DI PENSARE IN MODO CRITICO e, per questo, PERFETTAMENTE PLASMABILE[…]
SI MIRA A COSTRUIRE UNA SOCIETÀ PRIVA DI RADICI, CHE NUTRA AVVERSIONE PER IL PROPRIO PASSATO E RICCHEZZA CULTURALE (cristianesimo in primis!), RENDENDO L’INDIVIDUO UN VUOTO A PERDERE.PARALLELAMENTE, ANCHE NELL’AMBITO ECCLESIALE ASSISTIAMO POCO A POCO A UNA DRAMMATICA ACCETTAZIONE DI IDEE E COMPORTAMENTI INTRINSECAMENTE ANTIEVANGELICI[…](da “Oltre il crepuscolo di Mammona: il dibattito sulla libertà e la forza della profezia nel tempo della prova (1a parte)” di Fabio Vessillifero il blog di Sabino Paciolla)<<[…]George Soros e la sua Open Society Foundation vengono spesso denunciati per il ruolo sovversivo che svolgono nelle societа occidentali. Il nome stesso deriva da un’opera del celebre filosofo Karl Popper, La società aperta e i suoi nemici…e Popper faceva riferimento diretto a Henri Bergson…a una delle sue ultime opere, Le due fonti della morale e della religione…CHE CONTRAPPONE SOCIETА APERTE E SOCIETА CHIUSE, CIASCUNA GOVERNATA DA DUE PRINCIPI MORALI DISTINTI…LA RELIGIONE APERTA E LA RELIGIONE CHIUSA[…]
La religione aperta e la religione chiusa…Si può affermare con certezza che il Concilio Vaticano II, nel suo spirito, mirava a trasformare la religione cattolica in una religione aperta…Il problema è che questo dinamismo implica l’abbandono di ciò che è rigido, di ciò che è esclusivo[…]…Il titolo del libro di Popper sulla societа aperta è inequivocabile:
una societа aperta ha sempre dei nemici. chi è il nemico di questa religione dinamica? Abbiamo giа parzialmente risposto a questa domanda: la Tradizione.Non la Fraternitа Sacerdotale San Pio X, Non i suoi membri nè i fedeli che frequentano le sue funzioni.essi non sono la tradizione…la Tradizione come deposito intangibile di dogmi e morale: ecco l’ostacolo, ecco l’incarnazione di una morale chiusa, di una religione statica[…](da “La Chiesa aperta e il suo nemico” di Abate Renaud di Sainte-Marie Renovatio21)
[…]Il tutto è condito dal rigetto della visione gerarchica in favore di una illusoria democratizzazione sinodale, che altro non è se non un cavallo di Troia per imporre il “politicamente corretto” confezionato dalle élite che fabbricano il consenso.
È questa l’ebetudine che leggiamo negli occhi di tanti: un appiattimento culturale che NON È AFFATTO UN INCIDENTE DI PERCORSO, MA UNA STRATEGIA PRECISA, STUDIATA PER SOFFOCARE SUL NASCERE OGNI COSCIENZA CRITICA E IMPEDIRE, FINALMENTE, CHE LO SGUARDO DELL’UOMO POSSA TORNARE A VEDERE IL VOLTO REALE DEL MALE[…](da “Oltre il crepuscolo di Mammona: il dibattito sulla libertà e la forza della profezia nel tempo della prova (1a parte)” di Fabio Vessillifero il blog di Sabino Paciolla)
…l’autentico guerriero non è colui che si batte per il gusto di battersi e che rovescia a terra il maggior numero di nemici, bensì colui che sa domare la propria parte inferiore…è colui che sa affrontare virilmente le situazioni di solitudine, angoscia, smarrimento, senza deviare dalla meta prefissata,…il guerriero è colui che ha compreso il grande segreto: che non si vince con la forza, sottomettendo qualcosa o qualcuno, ma si vince quando ci si mette in gioco interamente per un fine superiore, disinteressato e generoso…
Questa sistematica COLONIZZAZIONE DELLE MENTI si avvale di strumenti di PERSUASIONE OCCULTA SEMPRE PIÙ SOFISTICATI, che hanno operato una vera e propria DECOSTRUZIONE DELLA NATURA UMANA. Dopo decenni di MARTELLANTE PROPAGANDA CONSUMISTICA, siamo stati RESI ESSERI FRAGILI, INCOSTANTI, PRIVI DI SPINA DORSALE MORALE, IMPRIGIONATI IN UNA MENTALITÀ EDONISTICA CHE CI HA LASCIATI COMPLETAMENTE ANESTETIZZATI DINANZI AL VERO SENSO DELLA VITA[…]
[…]È qui che si compie la suprema idolatria dell’epoca moderna: il culto di Mammona, venerato come se fosse l’unico dio possibile, mentre si dimentica, con tragica miopia, che IL PREZZO REALE DI TALE SERVITÙ NON È SOLTANTO IL BENESSERE MATERIALE, MA LA RINUNCIA TOTALE E DEFINITIVA ALLA LIBERTÀ DELLO SPIRITO[…](da “Oltre il crepuscolo di Mammona: il dibattito sulla libertà e la forza della profezia nel tempo della prova (1a parte)” di Fabio Vessillifero il blog di Sabino Paciolla)<<[…]Quello del Guerriero, nel cammino della consapevolezza spirituale, è un archetipo di fondamentale importanza[…]
[…]La vita è lotta, su questo non c’è dubbio[…]In senso spirituale, l’autentico Guerriero NON È COLUI CHE SI BATTE PER IL GUSTO DI BATTERSI e che rovescia a terra il maggior numero di nemici, BENSÌ COLUI CHE SA DOMARE LA PROPRIA PARTE INFERIORE: con buona pace di tutti quei filosofi, Nietzsche in primis, secondo i quali non esistono parti inferiori e parti superiori, perché, SECONDO LORO, SAREBBERO TUTTE EGUALMENTE NOBILI; e, inoltre, È COLUI CHE SA AFFRONTARE VIRILMENTE LE SITUAZIONI DI SOLITUDINE, ANGOSCIA, SMARRIMENTO, SENZA DEVIARE DALLA META PREFISSATA, ossia la realizzazione piena ed armoniosa del proprio Sé[…]
[…]In breve, L’AUTENTICO GUERRIERO È L’UOMO (O LA DONNA) LA CUI STATURA MORALE ECCEDE NATURALMENTE, E DI MOLTO, QUELLA DEI SUOI SIMILI, I QUALI, AL CONFRONTO, PAIONO ALTRETTANTI NANI; NON PERCHÉ EGLI, GONFIO DI SUPERBIA, SI ALZI SULLE PUNTE PER SOVRASTARLI O PERCHÉ, LIVIDO D’INVIDIA, CERCHI IN OGNI MODO POSSIBILE DI SMINUIRLI, MA PERCHÉ LA SUA GRANDEZZA APPARE EVIDENTE DA TUTTO CIÒ CHE EGLI PENSA, FA E ANCHE DAL SUO SEMPLICE SILENZIO E DAL SUO NON AGIRE[…]
[…]Il Guerriero è colui che ha compreso il grande segreto: che non si vince con la forza, sottomettendo qualcosa o qualcuno, ma si vince quando CI SI METTE IN GIOCO INTERAMENTE PER UN FINE SUPERIORE, DISINTERESSATO E GENEROSO; e che, quando tali condizioni siano osservate, il Guerriero vince sempre, non perde mai, perché anche le sconfitte non fanno che rafforzarlo.(da “il Guerriero” di Francesco Lamendola blog san Michele Arcangelo)>>
Oggi, tuttavia, non pochi colossi dell’idolatria finanziaria traballano. Le élite che per decenni hanno prosperato estraendo valore dal nulla — trasformando il denaro in pura speculazione anziché in ricchezza reale — si ritrovano con voragini di debito incolmabili, prigioniere di un sistema che richiede una crescita infinita su un pianeta finito. Quando la speculazione raggiunge il limite estremo e il castello di carta minaccia di crollare, il ricorso al conflitto bellico non è un’anomalia, ma un preciso strumento di gestione[…]
[…]Se oggi l’Europa rischia seriamente di precipitare nel baratro di un conflitto su larga scala, la responsabilità non è da cercare in incomprensioni diplomatiche, ma nell’insaziabile sete di avidità di poteri finanziari che vedono nella guerra l’unica via per ridisegnare gli assetti e ripianare i propri fallimenti. Non ci illudiamo: come già avvenuto nel primo e nel secondo conflitto mondiale, dove le catastrofi umane furono puntualmente precedute da precisi interessi economici e riallineamenti di potere, anche oggi il sangue versato non è che il lubrificante necessario per far ripartire gli ingranaggi di una macchina economica in agonia.
…la consapevolezza di questa realtà è il primo passo per uscire dal torpore…come può la coscienza del cristiano, custode di una verità che trascende il tempo, mantenere la propria libertà spirituale in un contesto che esige un compromesso totale?
LA GUERRA, NEL LINGUAGGIO DI MAMMONA, NON È UNA TRAGEDIA DA EVITARE, MA UN INVESTIMENTO DA PIANIFICARE. Abbiamo visto come questo meccanismo, che ha trasformato l’Italia e le nazioni in terre di conquista, non sia un incidente di percorso, ma una strategia deliberata per far ripartire gli ingranaggi di una macchina economica che, nel suo delirio di crescita infinita su un pianeta finito, si ritrova oggi in agonia. LA CONSAPEVOLEZZA DI QUESTA REALTÀ È IL PRIMO PASSO PER USCIRE DAL TORPORE. Ma se la diagnosi di questo male sistemico è necessaria per non restare vittime dell’inganno, essa ci lascia con un interrogativo ancor più radicale: COME PUÒ LA COSCIENZA DEL CRISTIANO, CUSTODE DI UNA VERITÀ CHE TRASCENDE IL TEMPO…SU ERESIA…VERITA’…CONTRADDIZIONE…PARADOSSO…I 2 … MANTENERE LA PROPRIA LIBERTÀ SPIRITUALE IN UN CONTESTO CHE ESIGE UN COMPROMESSO TOTALE? (da “Oltre il crepuscolo di Mammona: il dibattito sulla libertà e la forza della profezia nel tempo della prova (1a parte)” di Fabio Vessillifero il blog di Sabino Paciolla)
…La riflessione sulla Libertas Ecclesiae ci ammonisce costantemente: il pericolo non risiede nella ricchezza in sé — che è un bene di cui la Chiesa ha legittimamente bisogno per la sua missione — ma nel divenire succubi del possesso, perdendo quella libertà interiore che la povertà evangelica insegna.
Quest’ultima, lungi dall’essere un pauperismo ideologico, è la capacità di governare i beni materiali senza esserne dominati, garantendo alla chiesa la sua sovranità spirituale…
[…]Nella prospettiva della fede, ciò che ferisce più profondamente, in questo desolante panorama, è la costatazione che anche l’istituzione ecclesiastica, pur essendo la custode della Verità, sia costretta a farsi irretire in questa ragnatela di condizionamenti. La riflessione sulla Libertas Ecclesiae ci ammonisce costantemente: il pericolo non risiede nella ricchezza in sé — che è un bene di cui la Chiesa ha legittimamente bisogno per la sua missione — ma nel divenire succubi del possesso, perdendo quella libertà interiore che la povertà evangelica insegna.
Quest’ultima, lungi dall’essere un pauperismo ideologico, È LA CAPACITÀ DI GOVERNARE I BENI MATERIALI SENZA ESSERNE DOMINATI, GARANTENDO ALLA CHIESA LA SUA SOVRANITÀ SPIRITUALE[…](da “Oltre il crepuscolo di Mammona: il dibattito sulla libertà e la forza della profezia nel tempo della prova (2a parte)” di Fabio Vessillifero il blog di Paciolla)
POSTILLA AGGIUNTIVA
In merito ad alcuni proverbi che dicono:
1) "L'uomo propone e Dio dispone"
2) "il diavolo fa le pentole ma non i coperchi"
3) …Il pioppo ha un bello spingere…ma non arriverà mai in cielo…sembra che stupidamente voglia arrivarci…ma è uno degli alberi più fragili: basta poco per fallire e ripiegarsi su se stesso…”
Si potrebbe aggiungere che:
I piani/strategie/scelte predisposti e pensati dall’ uomo(per quanto di più perfetti possano essere…) ma che sono e che vanno contro la legge di Dio si frantumano anche attraverso vie che è impossibile solamente immaginare”…in altri termini, l’uomo sceglie ciò che rientra nell’orizzonte del voler divino; l’uomo, infatti, per definizione non potrebbe scegliere al di fuori dell’ordine divino, quand’anche volesse opporvisi con ogni suo sforzo…”
è “…il circuito virtuoso della provvidenza…”<<[…]Ora, l’uomo che riceve da Dio il suo essere sceglie solo indirettamente e parzialmente, sceglie, per così dire, in seconda battuta. In altri termini, l’uomo sceglie ciò che rientra nell’orizzonte del voler divino; l’uomo, infatti, per definizione NON POTREBBE SCEGLIERE AL DI FUORI DELL’ORDINE DIVINO, QUAND’ANCHE VOLESSE OPPORVISI CON OGNI SUO SFORZO. "Tutto è Grazia", diceva giustamente, dal punto di vista del credente, il curato di campagna del romanzo di Georges Bernanos. Se tutto è Grazia, nulla di ciò che l’uomo può sentire o esprimere uscirà mai dall’orizzonte di essa: e la libertà umana sarà solo apparente. Il malvagio don Rodrigo potrà calpestare ogni legge umana e divina, ma – in effetti – non farà altro che ALIMENTARE IL CIRCUITO VIRTUOSO DELLA PROVVIDENZA. Dalle sue cattive azioni scaturirà (mediante, ad es., il rapimento di Lucia) un effetto positivo (come la conversione dell’Innominato). Ma, a quel punto, si potrà ancora sostenere che Don Rodrigo ha esercitato una sua libera scelta?[…](da “La scelta: una prospettiva filosofica” di Francesco Lamendola blog Unione Apostolica «Fides et Ratio»)>>