…SU ERESIA…VERITA’…CONTRADDIZIONE…PARADOSSO…I 2 DIFFERENTI RAMI O SENSI DELLA TRADIZIONE:“SENSO PASSIVO – OGGETTIVO” E “SENSO ATTIVO”…CONCILIO VATICANO II…IL RAPPORTO TRA SOCIETÀ APERTA E RELIGIONE APERTA…

che cos’è, davvero, un’eresia?…Eretico non è chi, ingenuamente, non conosce la verità; eretico è chi, deliberatamente, compie una selezione nel corpo vivo della fede.È colui che decide di “scegliere” quali parti del Mistero accogliere e quali scartare, in base alla propria sensibilità o convenienza…

L’eresia è una «elezione» delle cose da credere. Questa elezione vien fatta in base al criterio individuale, mentre gli articoli di fede, tutti, si devono credere perché rivelati e basta…l’eresia è il tentativo di smembrare l’unità del Mistero per piegarlo alle misure dell’io…

POSTILLA AGGIUNTIVA

[anche sul concetto di eresia si potrebbe richiamare la profondità e l’altitudine sintetica di Chesterton”…L’eresia è quella verità che trascura tutte le altre verità…” e che quindi contiene internamente anche il concetto di “mezza verità” <<…La coerenza interna di Chesterton è confermata dal confronto con l'altro aforisma, pubblicato qualche giorno fa:Le eresie consistono sempre nell'indebita concentrazione su di una singola verità, o mezza verità….L’eresia è quindi una verità che trascura le altre verità, e perciò non è mai una verità "intera”, completa, quindi alla fine è una "mezza verità", cioè non è la verità

E sempre Chesterton delinea(ancor più) il ritratto dell’ eretico: <<…l’eretico (che è anche sempre fanatico) non è colui che ama troppo la verità; nessuno può amare troppo la verità. Eretico è colui che ama la propria verità più della verità stessa…>>

e che quindi <<
… preferisce, alla verità intera scoperta dell'umanità, la mezza verità che ha scoperto lui stesso…>>]

la Tradizione in Gesù è inconfutabile: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Mt. 24,35) Nostro Signore, come spesso fa, ci fornisce chiaramente l’assoluta immutabilità e tradizionalità dei Suoi insegnamenti, si deve su ciò che concerne “fede e costume” e non solo, contrapponendo in eterno i Suoi comandi perentori ed immodificabili anche e soprattutto contro quelle idee che potrebbero sembrare in apparenza più stabili, più appetitose, più popolari, ma che in realtà sono Cattivo lievito (Lc 12, 1), proposto da Ciechi Che pretendono di guidare gli altri (Mt 15, 3-14), da soggetti che vogliono a tutti i costi il favore degli uomini (1Gal, 10)…

…i 2 differenti rami o sensi della Tradizione
:“senso passivo – oggettivo” e “senso attivo”.Il cosiddetto depositum fidei o deposito della fede, ad esempio, rientra nella tradizione “passivo oggettiva”), e rappresenta il complesso di tutte le verità di fede insegnate da Gesù agli Apostoli e Discepoli, i quali le trasmisero poi oralmente al “collegio dei Vescovi” in quanto questi erano i loro legittimi successori nel Magistero…La Rivelazione termina con il decesso dell’ultimo apostolo, da qui abbiamo certezza che non ci è consentito aggiungere alcunché, pena “abbandono volontario del cattolicesimo” (eresia pertinace o apostasia)…

…il “senso attivo” della Tradizione è chi è effettivamente deputato, persona o “Società”, a tramandare o trasmettere la Verità che è stata rivelata, in maniera inequivocabile e quindi immodificabile.Il senso proprio del depositum fidei può essere fatto conoscere e divulgato per il tramite dell’essere umano in prima istanza…Può limitarsi solo a vivere il deposito ed a tramandarlo comprendendo vita e scritti di pardi, scrittori ecclesiastici, uomini di provata fede, catechisti esemplari, esempi di santità e virtù, esegeti uniti dall’unanimità di consenso, mistici, eccetera…in questo contesto, nel “senso attivo umano”, non può esservi alcuna infallibilità, proprio perché questo attributo è appartenente (ancora solo) al Creatore e non all’uomo…


POSTILLA AGGIUNTIVA

[“…Se l’eresia è una “scelta”, la sua forma più insidiosa, costante e virulenta è la Gnosi…una venefica eresia continua che accompagna la storia umana fin dalle sue radici più remote…Questa superbia intellettuale è la stessa che, fin dalle prime comunità cristiane del primo secolo, tentò di infiltrare il messaggio apostolico…

…la Tradizione in Gesù è inconfutabile: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Mt. 24,35) Nostro Signore, come spesso fa, ci fornisce chiaramente l’assoluta immutabilità e tradizionalità dei Suoi insegnamenti…

Ed esistono:

…2 differenti rami o sensi della Tradizione:“senso passivo – oggettivo” e “senso attivo”…

il “senso passivo – oggettivo“…
rappresenta il complesso di tutte le verità di fede insegnate da Gesù agli Apostoli e Discepoli, i quali le trasmisero poi oralmente al “collegio dei Vescovi” in quanto questi erano i loro legittimi successori nel Magistero…

Mentre il “senso attivo”
… è chi è effettivamente deputato, persona o “Società”, a tramandare o trasmettere la Verità che è stata rivelata, in maniera inequivocabile e quindi immodificabile.Il senso proprio del depositum fidei può essere fatto conoscere e divulgato per il tramite dell’essere umano in prima istanza…in questo contesto, nel “senso attivo umano”, non può esservi alcuna infallibilità, proprio perché questo attributo è appartenente (ancora solo) al Creatore e non all’uomo…

Quando c’è una rottura(parziale o totale) tra “senso passivo – oggettivo“ e “senso attivo”, cioè ciò che è contenuto nella Tradizione “passivo oggettiva” viene alterato(parzialmente o totalmente) dalla persona o “Società”(deputata a tramandare e trasmettere) noi crediamo alle loro parole oppure rimaniamo fedeli alle parole di Nostro Signore?

E chi dice: “io sono cattolico”, lo dice perchè crede in ciò che è contenuto nella Tradizione “passivo oggettiva” oppure(totalmente o parzialmente…) nella figura umana deputata a trasmettere questo contenuto pur essendone magari consapevoli della possibilità che potrebbe alterare/manipolare (in modo parziale o totale) lo stesso contenuto (magari) trasformandolo in una specie di“
…protestantesimo ricoperto di salsa cattolica…”?”…nel “senso attivo umano”, non può esservi alcuna infallibilità, proprio perché questo attributo è appartenente (ancora solo) al Creatore e non all’uomo…

Per chi si definisce cattolico credendo(o credendo soprattutto) nel “senso attivo umano” della Tradizione, è più pericolosa un alterazione/manipolazione “parziale”(magari a gocce diluite nel tempo…) o “totale” del “
…complesso di tutte le verità…” della Tradizione?”La menzogna non è mai tanto falsa come quando si avvicina molto alla verità. È quando la pugnalata sfiora il nervo delle verità che la coscienza cristiana urla di dolore.]

oggi gli eretici rimangono cattolici come i cattolici, perché non c’è più lo spavento della contraddizione, il pudore della distinzione delle cose cattoliche dalle cose non cattoliche…Della contraddizione bisognerebbe averne riguardo, timore, spavento…oggi invece…la accogliamo, la abbracciamo: tutto è nel tutt’altro e i non cattolici sono cattolici…

non bisogna confondere il paradosso con la contraddizione, perchè la contraddizione è l’annullamento della logica, mentre il paradosso è l’andare oltre la logica senza però annullarla…il paradosso ci riconduce al nostro limite

...gli articoli di fede si credono perché rivelati da Dio
e l’uomo non può discernere articolo da articolo, e un articolo respingere accettando invece gli altri perché, così facendo, ha già rinnegato il principio della fede: tutti gli articoli di fede si credono «perché sono rivelati»…Il «credere» sembra un atteggiamento psicologico arbitrario. Invece, il «credere» suppone l’immolazione del principio supremo dell’uomo…

Con la “Pascendi”, la Chiesa riaffermava solennemente che la fede non nasce dall’uomo, bensì da Dio, e che la verità rivelata non può essere sottomessa alle mutevoli categorie della coscienza storica.Il modernismo, secondo la lucida diagnosi del Pontefice di Riese, si fonda su una radicale inversione di prospettiva: la verità, invece di essere riconosciuta come oggettiva, trascendente e custodita dalla Tradizione, viene ridotta a proiezione soggettiva, a frutto di un’esperienza religiosa che muta secondo le epoche e le culture.Ne deriva un capovolgimento teoretico: il dogma, da espressione immutabile della rivelazione divina, diventa una formula elastica e provvisoria, continuamente adattabile alle esigenze dell’uomo moderno

Assistiamo oggi a una forma strisciante di modernismo che, sotto le spoglie di un falso aggiornamento pastorale, cerca di “smaterializzare” il dogma, riducendolo a un’idea fluida, a un suggerimento etico o a una prospettiva psicologica:È la Gnosi che si traveste da misericordia

…Il rapporto tra società aperta e religione aperta(
Resa popolare da Karl Popper e ripresa da George Soros con la sua Open Society, l’idea di una societа aperta non manca mai di trovare i suoi detrattori. Che dire allora della «Chiesa aperta» nata dal Concilio Vaticano II e del ruolo che essa riserva alla Tradizione?…)

“…Il consumismo e la speculazione finanziaria hanno bisogno di un mondo senza verità oggettive, dove tutto è relativo e calcolabile. La verità oggettiva è dunque l’unico vero argine invalicabile al dispotismo del mercato, perché restituisce alle persone quel valore infinito che nessun prezzo può quantificare…”

George Soros e la sua Open Society Foundation vengono spesso denunciati per il ruolo sovversivo che svolgono nelle societа occidentali. Il nome stesso deriva da un’opera del celebre filosofo Karl Popper, La società aperta e i suoi nemici…e Popper faceva riferimento diretto a Henri Bergson…a una delle sue ultime opere, Le due fonti della morale e della religione…che contrappone societа aperte e societа chiuse, ciascuna governata da due principi morali distinti…La religione aperta e la religione chiusa…Si può affermare con certezza che il Concilio Vaticano II, nel suo spirito, mirava a trasformare la religione cattolica in una religione aperta…Il problema è che questo dinamismo implica l’abbandono di ciò che è rigido, di ciò che è esclusivo…

...dal concilio vaticano II, il principio per superare questa resistenza e’ semplice: aggirare, relativizzare, promuovere l’apertura e denunciare la chiusura mentale, il dogmatismo e la rigiditа…al centro, viene posto un Dio personale d’amore, in opposizione a una religione di
dogmi e comandamenti…

…Il giorno in cui Roma ricordò seriamente alla Fraternitа Sacerdotale San Pio X il suo profondo disaccordo e denunciò lo scisma che si sarebbe prolungato con nuove consacrazioni, uscì un libro, con la prefazione del Cardinale Arcivescovo di Algeri, Monsignor Vesco, il cui titolo non lascia dubbi: Homos et Cathos, L’Eglise à l’épreuve du réel («Omosessuali e cattolici. La chiesa alla prova del reale»)…

…prendiamo l’iniziativa di riesaminare una dottrina che, troppo spesso, per usare le parole di Papa Francesco, si limita a «riproporre in modo astratto formule e schemi del passato»…
l’attuale papa ha chiuso la porta a ulteriori sviluppi, ma ricordiamo che questa chiusura è in qualche modo temporanea, e le parole del papa dello scorso settembre non lo contraddicono:«Si riferisce alla Fiducia Supplicans, sottolineando che il messaggio essenziale di questo documento è:

“Certamente, possiamo benedire tutti, ma non dobbiamo cercare di ritualizzare alcun tipo di benedizione”. Il Santo Padre aderisce senza dubbio al messaggio di Francesco di accoglienza di “tutti, tutti, tutti”: “Tutti sono invitati”, non in virtù di una “specifica identitа”, ma perchè tutti sono figli di Dio. Ciò non implica, tuttavia, un cambiamento di dottrina:

“Ritengo altamente improbabile, certamente nel prossimo futuro [sottolineiamo questo preciso lasso di tempo], che la dottrina della Chiesa [cambi] riguardo a ciò che insegna sulla sessualitа, su ciò che insegna sul matrimonio”, afferma. Vale a dire, “una famiglia composta da un uomo e una donna”, “benedetta nel sacramento del matrimonio”»…”
L’errore è in due punti:

1)«Cambiare gli atteggiamenti prima della dottrina». Questo è esattamente il metodo del modernismo: la prassi che precede la fede, la pastorale che riplasma la dottrina. Ma la dottrina cattolica non nasce dai nostri atteggiamenti, bensì dalla Rivelazione. Mettere l’atteggiamento prima è sovvertire l’ordine della verità.

2)«Nel prossimo futuro». Ancora: si insinua che la dottrina non sia immutabile, ma solo sospesa. La morale cattolica sull’omosessualità non è questione di «prossimo futuro», è parte della legge naturale e divina.

Dire «improbabile» è già ammettere che sia possibile. In più, la retorica del «tutti» è slogan vuoto se non accompagnata da chiarezza: sì, tutti sono chiamati — ma alla conversione, non alla conferma nella propria condizione. Altrimenti l’invito diventa complicità…”

…Bergson riteneva che religione dinamica e religione statica fossero inconciliabili…

Il titolo del libro di Popper sulla societа aperta è inequivocabile: una societа aperta ha sempre dei nemici. chi è il nemico di questa religione dinamica? Abbiamo giа parzialmente risposto a questa domanda: la Tradizione. Non la Fraternitа Sacerdotale San Pio X, Non i suoi membri nè i fedeli che frequentano le sue funzioni.essi non sono la tradizione…la Tradizione come deposito intangibile di dogmi e morale: ecco l’ostacolo, ecco l’incarnazione di una morale chiusa, di una religione statica

chi è dunque il nemico di questa religione, nuova nei principi, dinamica nella sua essenza?

Cristo nella sua Veritа, nella sua immutabile realtа. E’ proprio ciò che l’arcivescovo Lefebvre ha sempre affermato fin da quando si è scontrato frontalmente con le autoritа. Certo, tutte le autoritа, e persino i cattolici come le donne che abbiamo menzionato, pretendono di riscoprire un vero Cristo che la tradizione avrebbe distorto. Ma che lo vogliano o no,
Cristo non è semplicemente un amore vago e tollerante. Al peccatore che ha appena salvato dalla lapidazione dice: «Va’ e non peccare più!»…

Oggi, per chi ha ancora a cuore l’integrità del Deposito della fede, si apre la via, difficile ma necessaria, della resistenza intellettuale. Non è il tempo del pianto vittimistico, né quello di cercare alibi nel contesto storico, ma il tempo di custodire la dottrina, di riaffermare con coraggio una retta antropologia e di tornare a studiare, a pensare e a vivere secondo la Verità.

Siamo chiamati a essere un resto fedele, custodi di una fiamma che non si è spenta – e che non può spegnersi – pronti ad abitare la solitudine di chi, in un mondo che ha smarrito la propria essenza, osa ancora chiamare le cose con il loro nome, nell’attesa che questa crisi, nel suo implacabile processo di dissoluzione, lasci finalmente spazio a un nuovo, necessario risveglio dell’intelligenza della fede
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Stralci da:

1)
“La rivoluzione che non libera: perché l’eresia è, in fondo, una contrazione dell’Amore” di Fabio Vessillifero il blog di Sabino Paciolla

2) “la dislocazione della funzione magisteriale nella teologia dopo il concilio vaticano II” di Romano Amerio blog sì sì no no

3) Un aforisma al giorno (ancora sull'eresia, tema su cui si fa sempre molta confusione) G. K. Chesterton - Il blog dell'Uomo Vivo

4) “Contro i falsi profeti: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” blog di Radio Spada

5)“Perché la Verità Cattolica promuove il “paradosso” ma non la “contraddizione”?” Blog Il Cammino dei Tre Sentieri

6) “La Pascendi come fondamento perenne contro il neomodernismo: la verità rivelata oltre la storia” di Daniele Trabucco blog di Radio Spada

7) “La Chiesa aperta e il suo nemico” di Abate Renaud di Sainte-Marie Renovatio21

8) “L’intelligenza della fede sotto processo: come la rinuncia alla metafisica ha svenduto l’uomo al nichilismo” di Fabio Vessillifero il blog di Sabino Paciolla

9)“Leone XIV, analisi della sua intervista: un modernismo “apparentemente moderato” per una nuova fase della rivoluzione di Pietro Pasciguei blog di Radio Spada
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…che cos’è, davvero, un’eresia?…Eretico non è chi, ingenuamente, non conosce la verità; eretico è chi, deliberatamente, compie una selezione nel corpo vivo della fede.È colui che decide di “scegliere” quali parti del Mistero accogliere e quali scartare, in base alla propria sensibilità o convenienza…

…L’eresia è una «elezione» delle cose da credere. Questa elezione vien fatta in base al criterio individuale, mentre gli articoli di fede, tutti, si devono credere perché rivelati e basta…l’eresia è il tentativo di smembrare l’unità del Mistero per piegarlo alle misure dell’io…


[…]che cos’è, davvero, un’eresia? Il termine stesso deriva dal greco haíresis, che significa “scelta”. ERETICO NON È CHI, INGENUAMENTE, NON CONOSCE LA VERITÀ; ERETICO È CHI, DELIBERATAMENTE, COMPIE UNA SELEZIONE NEL CORPO VIVO DELLA FEDE. È colui che decide di “scegliere” QUALI PARTI DEL MISTERO ACCOGLIERE E QUALI SCARTARE, IN BASE ALLA PROPRIA SENSIBILITÀ O CONVENIENZA[…](da “La rivoluzione che non libera: perché l’eresia è, in fondo, una contrazione dell’Amore” di Fabio Vessillifero il blog di Sabino Paciolla)

[…]L’ERESIA È UNA «ELEZIONE» DELLE COSE DA CREDERE. Questa elezione VIEN FATTA IN BASE AL CRITERIO INDIVIDUALE, MENTRE GLI ARTICOLI DI FEDE, TUTTI, SI DEVONO CREDERE PERCHÉ RIVELATI E BASTA[…](da “la dislocazione della funzione magisteriale nella teologia dopo il concilio vaticano II” di Romano Amerio blog sì sì no no)

L’eresia, dunque, non è un’apertura verso nuovi orizzonti di libertà, ma una frammentazione della realtà: È IL TENTATIVO DI SMEMBRARE L’UNITÀ DEL MISTERO PER PIEGARLO ALLE MISURE DELL’IO. Siamo sicuri che operare questa “scelta” sia un atto di liberazione? Se guardiamo alle cose con un po’ più di profondità, ci accorgeremo che l’eresia non è un atto di coraggio, ma una contrazione dell’orizzonte. E, peggio ancora, è una ferita mortale inferta alla carità stessa di Dio[…](da “La rivoluzione che non libera: perché l’eresia è, in fondo, una contrazione dell’Amore” di Fabio Vessillifero il blog di Sabino Paciolla)

POSTILLA AGGIUNTIVA

[anche sul concetto di eresia si potrebbe richiamare la profondità e l’altitudine sintetica di Chesterton”…L’eresia è quella verità che trascura tutte le altre verità…” e che quindi contiene internamente anche il concetto di “mezza verità” <<…La coerenza interna di Chesterton è confermata dal confronto con l'altro aforisma, pubblicato qualche giorno fa:Le eresie consistono sempre nell'indebita concentrazione su di una singola verità, o mezza verità….L’eresia è quindi una verità che trascura le altre verità, e perciò non è mai una verità "intera”, completa, quindi alla fine è una "mezza verità", cioè non è la verità

E sempre Chesterton delinea(ancor più) il ritratto dell’ eretico: <<…l’eretico (che è anche sempre fanatico) non è colui che ama troppo la verità; nessuno può amare troppo la verità. Eretico è colui che ama la propria verità più della verità stessa…>>

e che quindi <<
… preferisce, alla verità intera scoperta dell'umanità, la mezza verità che ha scoperto lui stesso…>>]

…i 2 differenti rami o sensi della Tradizione
:“senso passivo – oggettivo” e “senso attivo”.Il cosiddetto depositum fidei o deposito della fede, ad esempio, rientra nella tradizione “passivo oggettiva”), e rappresenta il complesso di tutte le verità di fede insegnate da Gesù agli Apostoli e Discepoli, i quali le trasmisero poi oralmente al “collegio dei Vescovi” in quanto questi erano i loro legittimi successori nel Magistero…La Rivelazione termina con il decesso dell’ultimo apostolo, da qui abbiamo certezza che non ci è consentito aggiungere alcunché, pena “abbandono volontario del cattolicesimo” (eresia pertinace o apostasia)…

…il “senso attivo” della Tradizione è chi è effettivamente deputato, persona o “Società”, a tramandare o trasmettere la Verità che è stata rivelata, in maniera inequivocabile e quindi immodificabile.Il senso proprio del depositum fidei può essere fatto conoscere e divulgato per il tramite dell’essere umano in prima istanza…Può limitarsi solo a vivere il deposito ed a tramandarlo comprendendo vita e scritti di pardi, scrittori ecclesiastici, uomini di provata fede, catechisti esemplari, esempi di santità e virtù, esegeti uniti dall’unanimità di consenso, mistici, eccetera…in questo contesto, nel “senso attivo umano”, non può esservi alcuna infallibilità, proprio perché questo attributo è appartenente (ancora solo) al Creatore e non all’uomo…


[…]La Tradizione può essere studiata in 2 differenti rami o sensi: “SENSO PASSIVO – OGGETTIVO” e “SENSO ATTIVO”.IL COSIDDETTO DEPOSITUM FIDEI O DEPOSITO DELLA FEDE, ad esempio, RIENTRA NELLA TRADIZIONE “PASSIVO OGGETTIVA”, e rappresenta il complesso di tutte le verità di fede insegnate da Gesù agli Apostoli e Discepoli, i quali le trasmisero poi oralmente al “collegio dei Vescovi” in quanto questi erano i loro legittimi successori nel Magistero.

Come sappiamo, quindi, LA RIVELAZIONE TERMINA CON IL DECESSO DELL’ULTIMO APOSTOLO, DA QUI ABBIAMO CERTEZZA CHE NON CI È CONSENTITO AGGIUNGERE ALCUNCHÉ, PENA “ABBANDONO VOLONTARIO DEL CATTOLICESIMO” (ERESIA PERTINACE O APOSTASIA), ALLE VERITÀ DA ESSI TRAMANDATE MEDIANTE INSEGNAMENTI E SUCCESSIVI (ANCHE DI POCHI ANNI) SCRITTI “DIVULGATIVI”.

Infatti è dottrina certa che “l’opera del Magistero ecclesiastico deve limitarsi a trasmetterle (le verità) e spiegarle rilevandone tutte le implicazioni teoriche e pratiche” [Dizionario del Cristianesimo, P. Zoffoli, Sinopsis, p. 529].
Le verità varie compongono la Verità unica e lo vedremo[…]

NULLA DEL DOGMA PUÒ ESSERE MODIFICATO:26 Per questo dichiaro solennemente oggi davanti a voi che io sono senza colpa riguardo a coloro che si perdessero, 27 perché non mi sono sottratto al compito di annunziarvi tutta la volontà di Dio.” (At 20).

E’ giunto il momento, sebbene brevemente, di spiegare anche il “SENSO ATTIVO” DELLA TRADIZIONE. Parliamo di chi è effettivamente deputato, persona o “Società”, a tramandare o trasmettere la Verità che è stata rivelata, in maniera inequivocabile e quindi immodificabile.

IL SENSO PROPRIO DEL DEPOSITUM FIDEI PUÒ ESSERE FATTO CONOSCERE E DIVULGATO PER IL TRAMITE DELL’ESSERE UMANO IN PRIMA ISTANZA; l’uomo, composto sostanziale (anima e corpo) ed essere comunque macchiato dal peccato originale, PUÒ LIMITARSI SOLO A VIVERE IL DEPOSITO ED A TRAMANDARLO COMPRENDENDO VITA E SCRITTI DI PARDI, SCRITTORI ECCLESIASTICI, UOMINI DI PROVATA FEDE, CATECHISTI ESEMPLARI, ESEMPI DI SANTITÀ E VIRTÙ, ESEGETI UNITI DALL’UNANIMITÀ DI CONSENSO, MISTICI, ECCETERAIn questo contesto, nel “senso attivo umano”, NON PUÒ ESSERVI ALCUNA INFALLIBILITÀ, PROPRIO PERCHÉ QUESTO ATTRIBUTO È APPARTENENTE (ANCORA SOLO) AL CREATORE E NON ALL’UOMO, dunque la circostanza sulle prime potrebbe complicarsi, eppure troveremo una soluzione più semplice del previsto, così come Cristo ha comandato, e risolveremo anche l’ “ancora solo”[…]

[…]LA TRADIZIONE, POSSIAMO DIRE, PRECEDE LA SCRITTURA STESSA PERCHÉ È DA DIO, ne fissa il canone garantendone divina ispirazione ed inerranza (esente da errori – dogma), la completa poiché non ne è semplicemente la sintesi e la interpreta correttamente per evitarne derive protestanti (libero esame, sola scriptura, millenarismi, ecc…).

LA CHIESA ATTINGE LA CERTEZZA SU TUTTE LE COSE RIVELATE NON DALLA SOLA SCRITTURA E DI CONSEGUENZA L’UNA E L’ALTRA, TRADIZIONE PRIMA E SCRITTURA POI, DEVONO ESSERE ACCETTATE E VENERATE CON PARI SENTIMENTO DI PIETÀ E RIVERENZA.
[cfr. Decr. De canonicis Scripturis, Denzinger, n. 783].

La quaestio finale sorge spontanea: E ALLORA PERCHÉ ACCADE CIÒ CHE SEMBRA ACCADERE? E QUALE È IL LIMITE FISSATO DA DIO?[…](da “Contro i falsi profeti: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” blog di Radio Spada)>>

oggi gli eretici rimangono cattolici come i cattolici, perché non c’è più lo spavento della contraddizione, il pudore della distinzione delle cose cattoliche dalle cose non cattoliche…Della contraddizione bisognerebbe averne riguardo, timore, spavento…oggi invece…la accogliamo, la abbracciamo: tutto è nel tutt’altro e i non cattolici sono cattolici…non bisogna confondere il paradosso con la contraddizione, perchè la contraddizione è l’annullamento della logica, mentre il paradosso è l’andare oltre la logica senza però annullarla…il paradosso ci riconduce al nostro limite

[…]ieri c’erano gli ariani, i donatisti, i sabelliani; poi c’erano i luterani, i calvinisti, i valdesi. OGGI GLI ERETICI RIMANGONO CATTOLICI COME I CATTOLICI, PERCHÉ NON C’È PIÙ LO SPAVENTO DELLA CONTRADDIZIONE, IL PUDORE DELLA DISTINZIONE DELLE COSE CATTOLICHE DALLE COSE NON CATTOLICHE.

LA CONTRADDIZIONE È UNA COSA PROFONDA, ANZI È UNO DEI PRINCIPI PRIMI, ED È LA COSA PIÙ PROFONDA DELL’ESSERE PERCHÉ È L’ESSERE NELLA PIÙ STRETTA RELAZIONE. SE L’ESSERE È PROFONDO, CIOÈ È UN PRINCIPIO PRIMO, LA SUA CONTRADDIZIONE, LA SUA CONTRARIETÀ, È PARIMENTI PROFONDA, È ALLA PARI PRIMO. Quando siamo in questo ordine di riflessione siamo nel più profondo: non si può andare oltre. QUINDI, DELLA CONTRADDIZIONE BISOGNEREBBE AVERNE RIGUARDO, TIMORE, SPAVENTO. OGGI INVECE LA CONTRADDIZIONE NON TERRORIZZA: LE ANDIAMO INCONTRO, LA ACCOGLIAMO, LA ABBRACCIAMO: TUTTO È NEL TUTT’ALTRO E I NON CATTOLICI SONO CATTOLICI
[…](da “la dislocazione della funzione magisteriale nella teologia dopo il concilio vaticano II” di Romano Amerio blog sì sì no no)
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[…]NON BISOGNA CONFONDERE IL PARADOSSO CON LA CONTRADDIZIONE, PERCHÈ LA CONTRADDIZIONE È L’ANNULLAMENTO DELLA LOGICA, MENTRE IL PARADOSSO È L’ANDARE OLTRE LA LOGICA SENZA PERÒ ANNULLARLA[…]

[…]il paradosso fa capire come la realtа SI PUÒ CERTAMENTE CONOSCERE, MA NON CERTO SI PUÒ TOTALMENTE COMPRENDERE; e pertanto è proprio il paradosso che fa evitare qualsiasi atteggiamento faustiano, ovvero quell’atteggiamento che s’illude di poter esaurire tutto il mistero della realtа.

IL PARADOSSO CI RICONDUCE AL NOSTRO LIMITE.
dice Friedrich Durenmatt (1921-1990):

la nostra ragione getta una luce insufficiente sul mondo, nella penombra dei suoi confini s’insedia tutto ciò che è paradossale (da “Perché la Verità Cattolica promuove il “paradosso” ma non la “contraddizione”?” Blog Il Cammino dei Tre Sentieri)

...gli articoli di fede si credono.perché rivelati da Dio e l’uomo non può discernere articolo da articolo, e un articolo respingere accettando invece gli altri perché, così facendo, ha già rinnegato il principio della fede: tutti gli articoli di fede si credono «perché sono rivelati»…Il «credere» sembra un atteggiamento psicologico arbitrario. Invece, il «credere» suppone l’immolazione del principio supremo dell’uomo…

…Con la “Pascendi”, la Chiesa riaffermava solennemente che la fede non nasce dall’uomo, bensì da Dio, e che la verità rivelata non può essere sottomessa alle mutevoli categorie della coscienza storica.Il modernismo, secondo la lucida diagnosi del Pontefice di Riese, si fonda su una radicale inversione di prospettiva: la verità, invece di essere riconosciuta come oggettiva, trascendente e
custodita dalla Tradizione, viene ridotta a proiezione soggettiva, a frutto di un’esperienza religiosa che muta secondo le epoche e le culture.Ne deriva un capovolgimento teoretico: il dogma, da espressione immutabile della rivelazione divina, diventa una formula elastica e provvisoria, continuamente adattabile alle esigenze dell’uomo moderno

[…]C’è una questione, nella Summa di San Tommaso (S. Th. II-II, q.5, a.3) che domanda se un eretico, rinnegando un articolo di fede, possa avere una fede informe sugli altri articoli. La risposta è sulla negativa, perché GLI ARTICOLI DI FEDE SI CREDONO.PERCHÉ RIVELATI DA DIO E L’UOMO NON PUÒ DISCERNERE ARTICOLO DA ARTICOLO, E UN ARTICOLO RESPINGERE ACCETTANDO INVECE GLI ALTRI PERCHÉ, COSÌ FACENDO, HA GIÀ RINNEGATO IL PRINCIPIO DELLA FEDE: tutti gli articoli di fede si credono «perché sono rivelati». Se tu ne escludi uno intendi che quell’uno non sia rivelato e offendi il principio generale della fede, che non è in te, ma che è fuori di te. San Tommaso insegna tante volte che la causa formale della fede è proprio la veracità di Dio…Assistiamo oggi a una forma strisciante di modernismo che, sotto le spoglie di un falso aggiornamento pastorale, cerca di “smaterializzare” il dogma, riducendolo a un’idea fluida, a un suggerimento etico o a una prospettiva psicologica:È la Gnosi che si traveste da misericordia…

Oggi l’uomo vuole credere solo ciò che riesce a capire: qui la fede mette le radici nell’uomo e le toglie da dove devono stare, in Dio, in Cristo Gesù, nel Verbo rivelatore, come ricorda l’Apostolo: «Non tu porti la radice, ma la radice porta te» (Rm. 11,18)[…](da “la dislocazione della funzione magisteriale nella teologia dopo il concilio vaticano II” di Romano Amerio blog sì sì no no)<<[…]Con la “Pascendi”, la Chiesa riaffermava solennemente che la fede non nasce dall’uomo, bensì da Dio, e che la verità rivelata non può essere sottomessa alle mutevoli categorie della coscienza storica. Il modernismo, secondo la lucida diagnosi del Pontefice di Riese, si fonda su una radicale inversione di prospettiva: la verità, invece di essere riconosciuta come oggettiva, trascendente e custodita dalla Tradizione, viene ridotta a proiezione soggettiva, a frutto di un’esperienza religiosa che muta secondo le epoche e le culture. Ne deriva un capovolgimento teoretico: il dogma, da espressione immutabile della rivelazione divina, diventa una formula elastica e provvisoria, continuamente adattabile alle esigenze dell’uomo moderno. Questo immanentismo assoluto non è una semplice deviazione teologica, quanto una filosofia integrale che, penetrando nei campi dell’esegesi, della morale, della liturgia e della pastorale, dissolve la sostanza stessa del cattolicesimo[…](da “La Pascendi come fondamento perenne contro il neomodernismo: la verità rivelata oltre la storia” di Daniele Trabucco blog di Radio Spada)>>

Il significato dell’atto di fede viene generalmente trascurato. Il «credere» sembra un atteggiamento psicologico arbitrario. Invece, il «credere» suppone l’immolazione del principio supremo dell’uomo: un sacrificio più alto non possiamo farlo, perché sacrificare il senso è certo una cosa che ha valore, ma sacrificare l’intelletto, che è la parte suprema dell’uomo, questa è un’azione quasi incredibile: può compierla solo la forza della Grazia. La prepotenza della ragione privata si manifesta nella pretesa di scegliere: «questa cosa non la credo, perché non mi pare né ragionevole, né possibile; questa invece la credo, perché la trovo ragionevole e possibile»[…]

[…]La funzione della teologia è di CHIARIRE, DI ARTICOLARE BENE QUELLO CHE CREDIAMO. Se noi crediamo, per esempio, l’Immacolata Concezione, la teologia deve chiarire il concetto di «immacolata», deve chiarire il concetto di «concezione», deve quindi DARE UNA MOLTITUDINE DI CHIARIMENTI SU TUTTE LE PARTI DEL DOGMA PERCHÉ IL DOGMA SIA DISVELATO NELLA SUA INTEREZZA E NELLA SUA PROFONDITÀ. All’opposto, i teologi innovatori, quelli della nuova evangelizzazione, si fondano sul principio che quello che crediamo DEVE ESSERE INTELLIGIBILE, DEVE ESSERE RAZIONALE e, per cercare questo elemento di intelligibilità, NEGANO LA SOSTANZA DELLA FEDE: infatti, SE TU CREDI DI INTENDERE QUALCHE COSA DEL DOGMA DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE, SEI UN ERETICO. VUOI INTENDERE qualcosa che, ESSENDO PER NATURA SOVRAINTELLIGIBILE, NON PUÒ ESSERE INTESO. Se TU PRETENDI DI INTENDERLO, se tu PRETENDI DI RISOLVERLO NELLA TUA RAZIONALITÀ, SEI ERETICO: NEGHI L’ORDINE SOPRANNATURALE, NEGHI L’ORDINE DELLA FEDE(da “la dislocazione della funzione magisteriale nella teologia dopo il concilio vaticano II” di Romano Amerio blog sì sì no no)

POSTILLA AGGIUNTIVA

[“…Se l’eresia è una “scelta”, la sua forma più insidiosa, costante e virulenta è la Gnosi…una venefica eresia continua che accompagna la storia umana fin dalle sue radici più remote…Questa superbia intellettuale è la stessa che, fin dalle prime comunità cristiane del primo secolo, tentò di infiltrare il messaggio apostolico…

…la Tradizione in Gesù è inconfutabile: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Mt. 24,35) Nostro Signore, come spesso fa, ci fornisce chiaramente l’assoluta immutabilità e tradizionalità dei Suoi insegnamenti…

Ed esistono:

…2 differenti rami o sensi della Tradizione:“senso passivo – oggettivo” e “senso attivo”…

il “senso passivo – oggettivo“…
rappresenta il complesso di tutte le verità di fede insegnate da Gesù agli Apostoli e Discepoli, i quali le trasmisero poi oralmente al “collegio dei Vescovi” in quanto questi erano i loro legittimi successori nel Magistero…

Mentre il “senso attivo”
… è chi è effettivamente deputato, persona o “Società”, a tramandare o trasmettere la Verità che è stata rivelata, in maniera inequivocabile e quindi immodificabile.Il senso proprio del depositum fidei può essere fatto conoscere e divulgato per il tramite dell’essere umano in prima istanza…in questo contesto, nel “senso attivo umano”, non può esservi alcuna infallibilità, proprio perché questo attributo è appartenente (ancora solo) al Creatore e non all’uomo…

Quando c’è una rottura(parziale o totale) tra “senso passivo – oggettivo“ e “senso attivo”, cioè ciò che è contenuto nella Tradizione “passivo oggettiva” viene alterato(parzialmente o totalmente) dalla persona o “Società”(deputata a tramandare e trasmettere) noi crediamo alle loro parole oppure rimaniamo fedeli alle parole di Nostro Signore?

E chi dice: “io sono cattolico”, lo dice perchè crede in ciò che è contenuto nella Tradizione “passivo oggettiva” oppure(totalmente o parzialmente…) nella figura umana deputata a trasmettere questo contenuto pur essendone magari consapevoli della possibilità che potrebbe alterare/manipolare (in modo parziale o totale) lo stesso contenuto (magari) trasformandolo in una specie di“
…protestantesimo ricoperto di salsa cattolica…”?”…nel “senso attivo umano”, non può esservi alcuna infallibilità, proprio perché questo attributo è appartenente (ancora solo) al Creatore e non all’uomo…

Per chi si definisce cattolico credendo(o credendo soprattutto) nel “senso attivo umano” della Tradizione, è più pericolosa un alterazione/manipolazione “parziale”(magari a gocce diluite nel tempo…) o “totale” del “
…complesso di tutte le verità…” della Tradizione?”La menzogna non è mai tanto falsa come quando si avvicina molto alla verità. È quando la pugnalata sfiora il nervo delle verità che la coscienza cristiana urla di dolore.]
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IL RAPPORTO TRA SOCIETÀ APERTA E RELIGIONE APERTAResa popolare da Karl Popper e ripresa da George Soros con la sua Open Society, l’idea di una societа aperta non manca mai di trovare i suoi detrattori. Che dire allora della «Chiesa aperta» nata dal Concilio Vaticano II e del ruolo che essa riserva alla Tradizione?…(da “La Chiesa aperta e il suo nemico” di Abate Renaud di Sainte-Marie Renovatio21)

“…Il consumismo e la speculazione finanziaria hanno bisogno di un mondo senza verità oggettive, dove tutto è relativo e calcolabile. La verità oggettiva è dunque l’unico vero argine invalicabile al dispotismo del mercato, perché restituisce alle persone quel valore infinito che nessun prezzo può quantificare…”(da “L’intelligenza della fede sotto processo: come la rinuncia alla metafisica ha svenduto l’uomo al nichilismo” di Fabio Vessillifero il blog di Sabino Paciolla)

George Soros e la sua Open Society Foundation vengono spesso denunciati per il ruolo sovversivo che svolgono nelle societа occidentali. Il nome stesso deriva da un’opera del celebre filosofo Karl Popper, La società aperta e i suoi nemici…e Popper faceva riferimento diretto a Henri Bergson…a una delle sue ultime opere, Le due fonti della morale e della religione…che contrappone societа aperte e societа chiuse, ciascuna governata da due principi morali distinti…La religione aperta e la religione chiusa…Si può affermare con certezza che il Concilio Vaticano II, nel suo spirito, mirava a trasformare la religione cattolica in una religione aperta

...Il problema è che questo dinamismo implica l’abbandono di ciò che è rigido, di ciò che è esclusivo…dal concilio vaticano II, il principio per superare questa resistenza e’ semplice: aggirare, relativizzare, promuovere l’apertura e denunciare la chiusura mentale, il dogmatismo e la rigiditа…al centro, viene posto un Dio personale d’amore, in opposizione a una religione di
dogmi e comandamenti…

George Soros e la sua Open Society Foundation vengono spesso denunciati per il ruolo sovversivo che svolgono nelle societа occidentali. Il nome stesso della fondazione deriva da un’opera del celebre filosofo Karl Popper, La società aperta e i suoi nemici…In questo titolo, Popper faceva riferimento diretto a Henri Bergson, di cui ammirava il pensiero, e a una delle sue ultime opere, Le due fonti della morale e della religione, pubblicata nel 1932.
Quest’opera letteraria di pregevole fattura…contrappone societа aperte e societа chiuse, ciascuna governata da due principi morali distinti…

Bergson riteneva che il cristianesimo fosse la religione più aperta. Frederic Worms, professore di filosofia all’ENS (Ecole Normale Superieure), ha riassunto il suo punto di vista in una trasmissione del 2021 su RCF radio (1): «La religione aperta e la religione chiusa si distinguono per la loro moralitа. Una religione è aperta a tutti, mentre una religione esclude, diventando la religione di alcuni e non di altri, o addirittura contraria ad altri»

Si può affermare con certezza che il Concilio Vaticano II, nel suo spirito, MIRAVA A TRASFORMARE LA RELIGIONE CATTOLICA IN UNA RELIGIONE APERTA[…]

[…]Il problema è che questo dinamismo implica l’abbandono di ciò che è rigido, di ciò che è esclusivo. Eppure, all’interno della Chiesa cattolica ci sono molte persone che si aggrappano alle definizioni, alle distinzioni tra bene e male.
Quindi, dal Concilio Vaticano II, IL PRINCIPIO PER SUPERARE QUESTA RESISTENZA E’ SEMPLICE: AGGIRARE, RELATIVIZZARE, PROMUOVERE L’APERTURA E DENUNCIARE LA CHIUSURA MENTALE, IL DOGMATISMO E LA RIGIDITА. AL CENTRO, VIENE POSTO UN DIO PERSONALE D’AMORE, IN OPPOSIZIONE A UNA RELIGIONE DI DOGMI E COMANDAMENTI, FONTE DI PROIBIZIONE ED ESCLUSIONE.

Il giorno in cui Roma ricordò seriamente alla Fraternitа Sacerdotale San Pio X il suo profondo disaccordo e denunciò lo scisma che si sarebbe prolungato con nuove consacrazioni, uscì un libro, con la prefazione del Cardinale Arcivescovo di Algeri, Monsignor Vesco, il cui titolo non lascia dubbi: Homos et Cathos, L’Eglise à l’épreuve du réel («Omosessuali e cattolici. La chiesa alla prova del reale»).

Nella prefazione, due donne cofondatrici dell’associazione «Reconnaissance», un’associazione di genitori cattolici i cui figli sono inclini alla direzione descritta nel libro, scrivono queste righe[…]

[…]prendiamo l’iniziativa di riesaminare una dottrina che, troppo spesso, per usare le parole di Papa Francesco, si limita a «riproporre in modo astratto formule e schemi del passato»[…]l’attuale papa ha chiuso la porta a ulteriori sviluppi, ma ricordiamo che questa chiusura è in qualche modo temporanea, e le parole del papa dello scorso settembre non lo contraddicono:

«Si riferisce alla Fiducia Supplicans, sottolineando che il messaggio essenziale di questo documento è: “Certamente, possiamo benedire tutti, ma non dobbiamo cercare di ritualizzare alcun tipo di benedizione”. Il Santo Padre aderisce senza dubbio al messaggio di Francesco di accoglienza di “tutti, tutti, tutti”: “Tutti sono invitati”, non in virtù di una “specifica identitа”, ma perchè tutti sono figli di Dio. Ciò non implica, tuttavia, UN CAMBIAMENTO DI DOTTRINA: “Ritengo altamente improbabile, certamente NEL PROSSIMO FUTURO [sottolineiamo questo preciso lasso di tempo], che la dottrina della Chiesa [cambi] riguardo a ciò che insegna sulla sessualitа, su ciò che insegna sul matrimonio”, afferma. Vale a dire, “UNA FAMIGLIA COMPOSTA DA UN UOMO E UNA DONNA”, “benedetta nel sacramento del matrimonio”». […](da “La Chiesa aperta e il suo nemico” di Abate Renaud di Sainte-Marie Renovatio21)<<[…]L’errore è in due punti:

1) «Cambiare gli atteggiamenti prima della dottrina». Questo è esattamente il metodo del modernismo: la prassi che precede la fede, la pastorale che riplasma la dottrina. MA LA DOTTRINA CATTOLICA NON NASCE DAI NOSTRI ATTEGGIAMENTI, BENSÌ DALLA RIVELAZIONE. METTERE L’ATTEGGIAMENTO PRIMA È SOVVERTIRE L’ORDINE DELLA VERITÀ.

2)«Nel prossimo futuro». Ancora: si insinua che la dottrina non sia immutabile, ma solo sospesa. La morale cattolica sull’omosessualità non è questione di «prossimo futuro», è parte della legge naturale e divina.

Dire «improbabile» è già ammettere che sia possibile. In più, la retorica del «tutti» è slogan vuoto se non accompagnata da chiarezza: sì, tutti sono chiamati — ma alla conversione, non alla conferma nella propria condizione. Altrimenti l’invito diventa complicità[…]
(da “Leone XIV, analisi della sua intervista: un modernismo “apparentemente moderato” per una nuova fase della rivoluzione di Pietro Pasciguei blog di Radio Spada)>>

[…]Bergson riteneva che RELIGIONE DINAMICA E RELIGIONE STATICA FOSSERO INCONCILIABILI: «Dalla societа chiusa alla societа aperta, dalla cittа all’umanitа, non si passerа mai per via di un’espansione. NON SONO DELLA STESSA ESSENZA. […] LA RELIGIONE DINAMICA CHE NE DERIVA SI OPPONE ALLA RELIGIONE STATICA, che scaturisce dalla funzione di fabulazione, COSÌ COME LA SOCIETА APERTA SI OPPONE ALLA SOCIETА CHIUSA.

C’è forse da meravigliarsi che l’arcivescovo Lefebvre e, dopo di lui, la Fraternitа Sacerdotale San Pio X, abbiano preteso invano il rispetto della Tradizione
?

LA TRADIZIONE È CONSIDERATA UN PESO. POCO IMPORTA CHE ESSA COSTITUISCA IL FONDAMENTO STESSO DELL’AUTORITА DEL SUCCESSORE DI PIETRO. In questa prospettiva evoluzionistica, la religione È SEMPLICEMENTE UNA FORZA DINAMICA CHE PRETENDE DI ABBRACCIARE TUTTI, A PATTO CHE QUESTO MONDO SI TROVI AL DI FUORI DELLE MURA DELLA CHIESA, DELLE SUE DEFINIZIONI E DEL SUO CONTENUTO MORALE. In quest’ottica, tutto è uguale! BERGSON STESSO RICONOSCEVA IMPLICITAMENTE CHE L’APERTURA ESCLUDE COLORO CHE SI CHIUDONO IN SE STESSI, COLORO CHE RIMANGONO STATICI.

Il titolo del libro di Popper sulla societа aperta è inequivocabile: UNA SOCIETА APERTA HA SEMPRE DEI NEMICI.

CHI È IL NEMICO DI QUESTA RELIGIONE DINAMICA? Abbiamo giа parzialmente risposto a questa domanda: LA TRADIZIONE. NON LA FRATERNITА SACERDOTALE SAN PIO X, NON I SUOI MEMBRI NÈ I FEDELI CHE FREQUENTANO LE SUE FUNZIONI.ESSI NON SONO LA TRADIZIONE…LA TRADIZIONE COME DEPOSITO INTANGIBILE DI DOGMI E MORALE: ECCO L’OSTACOLO, ecco l’incarnazione di una morale chiusa, di una religione statica

CHI È DUNQUE IL NEMICO DI QUESTA RELIGIONE, NUOVA NEI PRINCIPI, DINAMICA NELLA SUA ESSENZA
?

CRISTO NELLA SUA VERITА, NELLA SUA IMMUTABILE REALTА. E’ proprio ciò che l’arcivescovo Lefebvre ha sempre affermato fin da quando si è scontrato frontalmente con le autoritа. Certo, tutte le autoritа, e persino i cattolici come le donne che abbiamo menzionato, pretendono di RISCOPRIRE UN VERO CRISTO CHE LA TRADIZIONE AVREBBE DISTORTO. Ma che lo vogliano o no, Cristo non è semplicemente un amore vago e tollerante. AL PECCATORE CHE HA APPENA SALVATO DALLA LAPIDAZIONE DICE: «VA’ E NON PECCARE PIÙ!»[…](da “La Chiesa aperta e il suo nemico” di Abate Renaud di Sainte-Marie Renovatio21)

Oggi, per chi ha ancora a cuore l’integrità del Deposito della fede, si apre la via, difficile ma necessaria, della resistenza intellettuale. Non è il tempo del pianto vittimistico, né quello di cercare alibi nel contesto storico, ma il tempo di custodire la dottrina, di riaffermare con coraggio una retta antropologia e di tornare a studiare, a pensare e a vivere secondo la Verità.

Siamo chiamati a essere un resto fedele, custodi di una fiamma che non si è spenta – e che non può spegnersi – pronti ad abitare la solitudine di chi, in un mondo che ha smarrito la propria essenza, osa ancora chiamare le cose con il loro nome, nell’attesa che questa crisi, nel suo implacabile processo di dissoluzione, lasci finalmente spazio a un nuovo, necessario risveglio dell’intelligenza della fede.(da “L’intelligenza della fede sotto processo: come la rinuncia alla metafisica ha svenduto l’uomo al nichilismo” di Fabio Vessillifero il blog di Sabino Paciolla)
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