Nel corso di una consultazione segreta tenutasi in Vaticano nel 2016, sei membri con diritto di voto non solo hanno espresso dubbi sulle apparizioni di Medjugorje, ma, secondo quanto riferito, sarebbero giunti alla conclusione che dietro a tale fenomeno si celasse il diavolo, come riportato dal giornalista italiano David Murgia il 17 agosto su IlSegnoDiGiona.com.
Sei partecipanti alla consultazione riservata dell’allora Congregazione per la Dottrina della Fede del Vaticano giunsero alla conclusione che Medjugorje non potesse essere spiegato senza l’«intervento originario, diretto e fondamentale» del Maligno. Tre dei sei sarebbero stati cardinali.
Secondo il resoconto di Murgia, essi non consideravano Medjugorje una «mariofania» – un’apparizione di Maria – bensì una «satanofania». Il giudizio da loro proposto era «constat de praeternaturalitate maligna»: in sostanza, l’accertamento di un’origine soprannaturale maligna.
I sei facevano parte di un gruppo più ampio di 33 esponenti della Chiesa che nel 2016 avevano presentato le proprie opinioni su Medjugorje. Secondo Murgia, 21 di essi respinsero l’ipotesi di un’origine soprannaturale, nove la sostennero e tre rimasero indecisi.
I sei che attribuirono il fenomeno al diavolo rappresentavano la posizione più severa tra i 21 voti negativi.
Il loro ragionamento si sarebbe incentrato su due punti.
In primo luogo, hanno sostenuto che i vescovi jugoslavi avessero già respinto Medjugorje nella Dichiarazione di Zara del 1991. Tuttavia, tale dichiarazione era più cauta: affermava che, sulla base delle indagini condotte, non si poteva affermare che si verificassero apparizioni o rivelazioni soprannaturali. Non dichiarava Medjugorje falso o diabolico.
In secondo luogo, secondo quanto riferito, i sei avrebbero contestato le conclusioni della Commissione Ruini, istituita da Papa Benedetto XVI nel 2010, sostenendo che essa non avesse esaminato tutta la documentazione in possesso dell’ufficio dottrinale del Vaticano.
I sei membri con diritto di voto avrebbero inoltre chiesto un intervento deciso. Auspicavano la riabilitazione degli ex vescovi di Mostar-Duvno, Pavao Žanić e Ratko Perić, da tempo oppositori di Medjugorje, cercando al contempo di non arrecare danno ai pellegrini che agiscono in buona fede.
Hanno inoltre proposto una damnatio memoriae nei confronti dei presunti veggenti.
Murgia afferma di voler pubblicare la documentazione completa in un libro di prossima uscita.
Traduzione AI