Omelia del cardinale Sarah, inviato del Papa: Le …
“𝗧𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗶𝗻 𝗢𝗰𝗰𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗹𝗶𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 è 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘂𝗻’𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁à 𝗮𝗹 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗯𝗲𝗻𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝘂𝗼𝗺𝗼. 𝗟𝗮 𝗿𝗲𝗹𝗶𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗶𝗹𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗱 𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗲, 𝗮𝗱 𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗯𝗲𝗻𝗲𝗳𝗶𝗰𝗲𝗻𝘇𝗮, 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗰𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗺𝗶𝗴𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮𝘁𝗲𝘁𝘁𝗼, 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗿𝗮𝘁𝗲𝗿𝗻𝗶𝘁𝗮' 𝘂𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗰𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼. 𝗟𝗮 𝘀𝗽𝗶𝗿𝗶𝘁𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮' 𝘀𝗮𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝘃𝗶𝗹𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲, 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗲 𝗮 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗼’ 𝗱𝗶 𝘀𝗼𝗹𝗹𝗶𝗲𝘃𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝘂𝗼𝗺𝗼 𝗺𝗼𝗱𝗲𝗿𝗻𝗼, 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗼 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘀𝘂𝗲 𝗮𝗯𝗶𝘁𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮' 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗲𝗱 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗵𝗲. 𝗔𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝘁𝗲𝗺𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶, 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗹𝗶𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 è 𝗳𝗮𝗹𝘀𝗮.
Le nostre chiese non sono sale da spettacolo, né sale da concerto o spazi per attività culturali o ricreative. La chiesa è la casa di Dio. Gli è riservata esclusivamente. Vi entriamo con rispetto e venerazione, vestiti decorosamente perché tremiamo davanti alla grandezza di Dio. Non tremiamo per paura ma per rispetto, stupore e ammirazione.” (cardinale Sarah)
Traduzione della splendida, forte e profonda omelia pronunciata dal Cardinal Robert Sarah, inviato speciale da Papa Leone XIV, al santuario di Sant’Anna d’Auray in Bretagna (Francia), di fronte a 30.000 fedeli, 26 luglio 2025. MEDITIAMOLA ATTENTAMENTE….
(fonte: Aleteia.fr – traduzione non rivista dall’autore)
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« Carissimi fratelli della Bretagna e della Francia,
saluto con rispetto le autorità civili qui presenti in occasione del quattrocentesimo anniversario delle apparizioni di sant’Anna in questi luoghi. Papa Leone XIV mi ha delegato presso di voi come suo inviato straordinario in questo santuario di Sant’Anna d’Auray. Con questo gesto, il Santo Padre vuole sottolineare l’importanza che attribuisce al vostro pellegrinaggio. Vi porto dunque, a tutti voi, pellegrini di sant’Anna, i saluti e la benedizione da parte del nostro amato Papa Leone XIV.
Il Papa prega per voi in questo giorno. Con il suo inviato, vi testimonia il suo affetto paterno. A suo nome, saluto con grande cordialità Monsignor Raymond Centène, vescovo di Vannes, che tanto ama sant’Anna. Saluto gli altri vescovi, i padri abati e i superiori delle comunità qui presenti, i sacerdoti venuti dalla Bretagna e da altri luoghi, e voi, cari pellegrini di sant’Anna, che siete giunti in questo santuario per rispondere alla chiamata di sant’Anna e, soprattutto, per adorare Dio.
In questo luogo, 400 anni fa, sant’Anna apparve a Yvon Nicolazic per dirgli: «Yvon Nicolazic, Me zo Anna, mamm Mari» (“Sono Anna, madre di Maria”, in bretone). «Yvon, non temere, sono Anna, madre di Maria. Dite al vostro parroco, al vostro sacerdote, che sulla terra chiamata Bocenno – cioè il luogo in cui ci troviamo attualmente – un tempo si costruì una cappella a mio nome, fu la prima di tutta la regione. Da 924 anni e 6 mesi è in rovina, desidero che sia ricostruita al più presto e che ve ne prendiate cura, perché Dio vuole che io vi sia onorata, Dio vuole che veniate qui in processione».
Cari fratelli e sorelle, sant’Anna disse a Yvon Nicolazic: «Dio vuole questo luogo».
Dio ha scelto questa terra per farne un luogo santo, Dio ha voluto che una parte della vostra terra, una parte del vostro Paese, la Francia, fosse una terra sacra, una terra riservata. Dio ha voluto che i vostri antenati non coltivassero questo luogo, che non lo usassero per l’allevamento o l’agricoltura. Lo ha scelto perché fosse un luogo in cui essere onorato. C’è qui un grande mistero da meditare. C’erano tante altre chiese disponibili, tanti altri luoghi possibili, ma Egli ha scelto questo. Perché?
Anzitutto per dirci che Dio viene prima di tutto, che la gloria di Dio ci precede e non ci appartiene. Dio ci ha creati con un atto d’amore gratuito, tutta la creazione è opera delle sue mani, dono gratuito del suo amore.
Non abbiamo meritato il suo amore, Egli ci ha amati per primo, gli dobbiamo tutto, poiché a Lui dobbiamo la vita, il movimento e l’essere. Per noi, sue creature e suoi figli, onorare Dio, rendergli gloria, è un atto di giustizia. Rendere gloria a Dio non è una scelta facoltativa, è un dovere, una necessità. È molto importante riprenderne coscienza, soprattutto nelle vostre società che tendono a considerare Dio come morto, inutile, privo di interesse.
𝗧𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗶𝗻 𝗢𝗰𝗰𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗹𝗶𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 è 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘂𝗻’𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁à 𝗮𝗹 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗯𝗲𝗻𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝘂𝗼𝗺𝗼. 𝗟𝗮 𝗿𝗲𝗹𝗶𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗶𝗹𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗱 𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗲, 𝗮𝗱 𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗯𝗲𝗻𝗲𝗳𝗶𝗰𝗲𝗻𝘇𝗮, 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗰𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗺𝗶𝗴𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮𝘁𝗲𝘁𝘁𝗼, 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗿𝗮𝘁𝗲𝗿𝗻𝗶𝘁𝗮' 𝘂𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗰𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼. 𝗟𝗮 𝘀𝗽𝗶𝗿𝗶𝘁𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁à 𝘀𝗮𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝘃𝗶𝗹𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲, 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗲 𝗮 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗼’ 𝗱𝗶 𝘀𝗼𝗹𝗹𝗶𝗲𝘃𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝘂𝗼𝗺𝗼 𝗺𝗼𝗱𝗲𝗿𝗻𝗼, 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗼 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘀𝘂𝗲 𝗮𝗯𝗶𝘁𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁à 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗲𝗱 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗵𝗲. 𝗔𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝘁𝗲𝗺𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶, 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗹𝗶𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 è 𝗳𝗮𝗹𝘀𝗮.
La religione non è questione di cibo o di azioni umanitarie. Nel deserto, è la prima tentazione che Gesù respinge. Per redimere l’umanità, occorre superare la miseria della fame e della povertà, ed è questo che il diavolo propone al Signore. Ma Gesù risponde che quella non è la via della redenzione. Egli ci fa comprendere che anche se tutti avessero da mangiare a sazietà, se la prosperità si estendesse a tutti, l’umanità non sarebbe redenta.
𝗩𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗻𝗳𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗻𝗲𝗶 𝗣𝗮𝗲𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗯𝗲𝗻𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲, 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗰𝗵𝗲𝘇𝘇𝗮, 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗯𝗯𝗼𝗻𝗱𝗮𝗻𝘇𝗮, 𝗹’𝘂𝗼𝗺𝗼 𝘀𝗶 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗱𝗶𝘀𝘁𝗿𝘂𝗴𝗴𝗲, 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵è 𝗱𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗗𝗶𝗼 𝗲 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗰𝗵𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗲 𝗮𝗹 𝗯𝗲𝗻𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗲𝗻𝗼. 𝗖𝗶ò 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗮 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 è 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗗𝗶𝗼. 𝗕𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗮 𝗻𝘂𝘁𝗿𝗶𝗿𝗲 𝗹’𝘂𝗼𝗺𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗗𝗶𝗼, 𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗗𝗶𝗼 è 𝗖𝗿𝗶𝘀𝘁𝗼 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗼. Ciò che salverà il mondo è l’uomo che si inginocchia davanti a Dio per adorarlo e servirlo. Dio non è al nostro servizio. Siamo noi al suo servizio. Siamo stati creati per lodare e adorare Dio. È 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗱𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗿𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗶𝗴𝗻𝗶𝘁à, 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮. È 𝗶𝗻𝗴𝗶𝗻𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮𝗻𝗱𝗼𝗰𝗶 𝗱𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗮 𝗗𝗶𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗹’𝘂𝗼𝗺𝗼 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗮 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗲 𝗻𝗼𝗯𝗶𝗹𝘁à. 𝗘 𝘀𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝗱𝗼𝗿𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗗𝗶𝗼, 𝗳𝗶𝗻𝗶𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗱𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗼𝗶 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗶.
Dio ha scelto questo luogo per essere adorato, Dio ha scelto la Francia perché fosse come una terra santa, una terra riservata a Dio. Non profanate la Francia con leggi barbare e disumane che promuovono la morte mentre Dio vuole la vita. Non profanate la Francia perché è una terra santa, una terra riservata a Dio. La Bretagna è una terra sacra e deve rimanere tale, una terra riservata a Dio, Dio deve avere il primo posto.
E la nostra prima attività è adorare, glorificare Dio. È l’espressione più alta della nostra gratitudine verso Dio e la più bella risposta della nostra vita all’eccezionale amore che ci porta. Per adorare Dio, bisogna mettersi da parte, nel silenzio. Venite qui nel silenzio del cuore per ascoltare Dio. Questo è ciò che chiamiamo entrare in un atteggiamento sacro. Ci sono luoghi sacri, luoghi riservati a Dio, scelti da Dio. Questi luoghi non possono essere profanati da altre attività se non dalla preghiera, dal silenzio e dalla liturgia.
Le nostre chiese non sono sale da spettacolo, né sale da concerto o spazi per attività culturali o ricreative. La chiesa è la casa di Dio. Gli è riservata esclusivamente. Vi entriamo con rispetto e venerazione, vestiti decorosamente perché tremiamo davanti alla grandezza di Dio. Non tremiamo per paura ma per rispetto, stupore e ammirazione. Voglio dire grazie ai bretoni e alle bretoni che sanno indossare i più bei costumi tradizionali per rendere gloria alla maestà divina. Non si tratta qui di folklore. Lo sforzo esteriore che fate per vestirvi è solo il segno dello sforzo interiore che fate per presentarvi a Dio con un’anima pura, lavata dal sacramento, ornata dalla preghiera e dallo spirito di adorazione.
I luoghi sacri non ci appartengono, sono di Dio. La liturgia ha come fine la gloria di Dio e la santificazione dei fedeli, e la musica sacra è uno strumento privilegiato per favorire una partecipazione attiva e consapevole dei fedeli alla celebrazione dei misteri cristiani.
Durante le apparizioni, sant’Anna chiede a Yvon Nicolazic che l’antica chiesa sia ricostruita e che se ne abbia cura. È difficile, è costoso, è esigente, eppure è l’immagine di ciò che Dio vuole oggi. Dio vuole ancora oggi che ricostruiamo la sua casa. Dio viene a dirci oggi, a ciascuno di noi: «ho scelto la tua anima, ho scelto il tuo cuore come una terra sacra perché io vi sia adorato».
La tua anima battezzata è un luogo sacro, non profanarla abbandonandola alle passioni disordinate e allo spirito del mondo, non profanarla togliendo a Dio il primo posto. Se la chiesa della tua anima è in rovina, ascolta la chiamata di Dio. È tempo di ricostruirla, di ricostruirla sulla roccia, la solida fondazione sulla quale dobbiamo edificare la nostra vita e la nostra speranza.
𝗦ì, è 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗮𝗻𝗶𝗺𝗮, è tempo di confessarti, confessa i peccati che hai commesso in parole o in azioni, di notte o di giorno, confessati in questo tempo favorevole e nel giorno della salvezza ricevi il tesoro celeste. «Soprattutto custodisci la tua anima», ci dice san Cirillo di Gerusalemme. È tempo di prendersene cura, riservando ogni giorno un vero tempo di preghiera intensa e silenziosa, è tempo di scacciare gli idoli del denaro, degli schermi, della seduzione facile e volgare. Dio vuole il tuo cuore, Dio vuole la tua anima come ha voluto questa terra di Bretagna. La tua anima è un luogo sacro, prenditene cura. Solo in questo santuario sacro della tua anima Dio potrà parlarti, consolarti, riportarti a sé con una conversione radicale. Solo in questo santuario interiore potrai udire la sua chiamata alla santità, ad essere adoratore. «Siate santi perché io, il Signore vostro Dio, sono santo».
È in questo luogo interiore e sacro che tu, giovane uomo, potrai udire la sua chiamata a essere sacerdote o religioso. Che tu, giovane donna, potrai udire la sua chiamata a donarti a lui nella vita religiosa, consacrandogli il tuo corpo, il tuo cuore e tutte le tue capacità di amare. Se profani questo luogo interiore della tua anima con una vita dominata dal peccato e dalle distrazioni mondane, rischi di passare accanto alla tua vita, rischi di non essere mai veramente te stesso.
Miei cari fratelli e sorelle, non rubiamo a Dio il santuario sacro della nostra anima. Dio l’ha creata, Dio l’ha redenta, non profaniamo il nostro corpo. Il nostro corpo è Tempio di Dio e lo Spirito di Dio abita in noi. Non distruggiamo questo Tempio, perché il Tempio di Dio è sacro, e questo Tempio siamo noi. Dio ce l’ha affidato affinché ce ne prendiamo cura e possiamo adorarlo nel silenzio. Dio lo vuole, Dio ti vuole.
Cari fratelli e sorelle, Dio ha scelto questa porzione di terra di Bretagna con un’intenzione tutta speciale, ha voluto essere onorato qui attraverso il culto reso a sant’Anna. Non esiste altro luogo al mondo dove sant’Anna sia apparsa. Che privilegio! Che grazia! Che mistero! Sant’Anna porta in questo luogo un messaggio particolare, lei che, insieme a Gioacchino, non aveva figli a causa dell’età avanzata. Il suo cuore doveva essere colmo di dolore e inquietudine. Che sofferenza per il cuore di una donna che aspira a diventare madre e vede la sua attesa prolungarsi.
Quanto avrà dovuto interrogarsi sant’Anna: è colpa mia? Perché una tale prova? Sicuramente tra voi ci sono uomini e donne che soffrono per non avere figli. Sicuramente tra voi ci sono genitori il cui cuore, come quello di sant’Anna, è invaso dalla sofferenza, dall’angoscia e dall’inquietudine per figli malati, che hanno abbandonato la fede, che sembrano allontanarsi da Dio, o ancora per la famiglia, o per la patria che sembra in pericolo.
Le nostre prove e sofferenze ci pongono talvolta in uno stato di profonda incomprensione. Perché la morte di un figlio? Perché la sofferenza degli innocenti? Perché la guerra? Perché il tradimento? Perché, Signore? A volte ci sentiamo abbandonati da Lui. Apparentemente Dio non c’è più, e per l’Europa, Dio è morto. Dobbiamo ribellarci? Dobbiamo pensare che Dio sia diventato indifferente? Dobbiamo abbandonare la pratica religiosa perché non ascolta le nostre preghiere? Dobbiamo smettere di pregare e di andare a messa la domenica?
Guardiamo sant’Anna e ascoltiamo la sua voce. Cosa fa? Si ribella contro Dio? Si allontana da Dio? No, rimane nell’adorazione. Dio è più grande delle nostre incomprensioni, dei nostri dubbi. Dio è più grande del nostro cuore. Di fronte al male, non abbiamo risposte preconfezionate, non abbiamo risposte umane. Di fronte al male, abbiamo una sola risposta: l’adorazione. La nostra unica risposta davanti al mistero del male è l’adorazione silenziosa. Sì, il male è incomprensibile, ma sappiamo per fede che la fiducia adorante in Dio è più forte dell’assurdità del male.
Sant’Anna è venuta a dire qui ai bretoni, a tutta la Francia, e attraverso loro agli uomini di tutti i Paesi e di tutti i luoghi, che 𝗹’𝗮𝗱𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 è 𝗹’𝘂𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗿𝗶𝗺𝗲𝗱𝗶𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲. 𝗟𝗮 𝗳𝗲𝗱𝗲 𝗶𝗻 𝗗𝗶𝗼 𝗲 𝗹’𝗮𝗱𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗗𝗶𝗼 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗻𝗶𝗰𝗶 𝗿𝗶𝗺𝗲𝗱𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗼𝗺𝗶𝗻𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗮𝗰𝗲 𝘀𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮 𝗲 𝗱𝘂𝗿𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮.
Voi tutti che soffrite, mi rivolgo a voi: guardate sant’Anna. Voi tutti che siete nello sconforto per i vostri figli, i vostri genitori, la vostra patria: guardate sant’Anna. Come lei, perseveriamo nell’adorazione. L’adorazione di Dio non ci deluderà mai. L’adorazione paziente e silenziosa di sant’Anna ha permesso la nascita di Maria, la madre del Salvatore, la più bella, la più pura, la più santa di tutte le creature.
𝗩𝗼𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶𝗹 𝗰𝘂𝗶 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲 𝗲' 𝗰𝗼𝗹𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗲 𝗽𝗲𝗻𝗮: 𝗹𝗮 𝘃𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗮𝗱𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗲𝗿à 𝗳𝗿𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮. 𝗟’𝗮𝗱𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗲𝘃𝗲𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗲 𝗼𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮𝘁𝗮 𝘀𝗾𝘂𝗮𝗿𝗰𝗶𝗮 𝗹𝗲 𝘁𝗲𝗻𝗲𝗯𝗿𝗲 𝗲 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗹𝘂𝗰𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮.
Quando tutto sembra buio, possiamo sempre dire, con il nostro amato Papa Leone XIV, che il male non vincerà, il male non prevarrà. Dio, il nostro Dio, è infinitamente buono, infinitamente bello, infinitamente grande. Oggi, con sant’Anna, in questo luogo benedetto e scelto da Dio, si levi in ciascuno dei nostri cuori questo grido d’amore:
«Venite, adoriamo il Signore, venite, adoriamolo, prostriamoci davanti a lui, pieghiamo le ginocchia davanti all’Eterno nostro Creatore, perché egli è il nostro Dio. Amen.»
Anche in mezzo ad apparenti sconfitte, a una vita disprezzata dalle creature che hai amato.
Tu chiederai a Dio perché?
Ed Egli ti risponderà.
"Grazie che sei stato vittima!"
Sei stato, si sei stato, Dio ha apprezzato il tuo sacrificio.
Sei stato vittima per amore, come Lui lo è stato sul Calvario.
Che bella la vita, Dio ti ama.
Le creature sue predilette, le riempie di croci.
Sappiate che gli angeli non possono avere due cose rispetto a noi uomini: la Santissima Eucaristia e la sofferenza.
La sofferenza accettata e unita a quella di Cristo, nell'aldilà può farci ascendere a un più alto livello di gloria.
Grazie a te che hai riportato questa bellissima omelia.
Quello che ho commentato è ciò che realmente ho vissuto e vuol essere di conforto a chi si trovasse in un frangente simile e cercasse risposte.