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Il numero 153 di marzo 2026 di Donne Chiesa Mondo dedica il fascicolo al “pensiero femminile nella Chiesa” e lo fa con una linea editoriale chiarissima già dal sommario: “Non questione, ma voce”, “Il Vangelo oltre il patriarcato”, “Non solo Padre”, fino alla tesi secondo cui una Chiesa “a piena voce” avrebbe bisogno di leadership femminile...
...L’editoriale di apertura lo dichiara: il fascicolo nasce dalla convinzione che “il femminismo – prima ancora che teoria - è una pratica trasformativa”. Poco oltre, Simona Segoloni Ruta sviluppa lo stesso impianto e scrive: “Il femminismo è una pratica trasformativa”, aggiungendo che esso giudica linguaggi, narrazioni, leggi, teologie e culture in base alla capacità di offrire alle donne “le stesse opportunità di vita” degli uomini. Qui si colloca il primo scarto decisivo. La teologia cattolica nasce dalla Rivelazione, non da una teoria moderna elevata a criterio generale di giudizio. Una categoria culturale può aiutare a leggere alcuni fenomeni storici; non può diventare il principio normativo con cui correggere la fede della Chiesa. Quando accade, il Vangelo smette di essere la misura e diventa materiale da reinterpretare secondo un’agenda già definita altrove.
È singolare che proprio sul quotidiano ufficiale del Papa trovino spazio simili sciocchezze, mentre si continuano a spendere migliaia di euro per stampare una rivista mensile che adotta verso la Chiesa toni ideologici e deformanti. Ancora più significativo è che questa impostazione si traduca in un recinto autoreferenziale, quasi che soltanto le donne possano parlare del femminile e che uno sguardo maschile, se serio e teologicamente fondato, debba essere escluso in partenza. Anche così si spiega l’allontanamento di molti lettori dall’Osservatore Romano e da prodotti editoriali di questo genere.
La rivista compie poi un’operazione ben precisa: riduce l’insegnamento tradizionale della Chiesa a una costruzione culturale. Quando allude a un “ordine naturale” quasi fosse una maschera ideologica, lascia intendere che ciò che la Chiesa ha insegnato sull’uomo, sulla donna e sulla differenza sessuale non nascerebbe dalla Rivelazione e dalla legge naturale, ma da equilibri di potere sedimentati nel tempo. È una lettura scorretta e profondamente riduttiva. Non tutto ciò che la storia trasmette ha lo stesso peso, certo, ma non tutto ciò che è antico è per questo arbitrario, superato o oppressivo. Nella Chiesa esiste una distinzione decisiva tra forme storiche contingenti e contenuti che appartengono alla fede ricevuta. Confondere i due piani significa colpire insieme la Tradizione, l’antropologia cristiana e la stessa intelligibilità della dottrina.
Ancora più grave è il modo in cui tutta questa pubblicazione affronta il linguaggio su Dio. Nell’editoriale si afferma che parlare di “Dio Padre e sovrano” avrebbe plasmato un immaginario gerarchico. Nell’articolo “Non solo Padre” si legge che l’uso di un “linguaggio maschile e gerarchico” avrebbe inciso profondamente sull’autocomprensione della comunità cristiana e sulle “relazioni di potere” nei contesti ecclesiali; da lì prende avvio una proposta di revisione simbolica che recupera Sophia e l’immagine di Dio come madre, fino a sostenere che cambiare l’immagine di Dio significhi trasformare il modo in cui ci guardiamo, ci giudichiamo e ci salviamo. Qui il testo arriva ad una assurdità che mi ha fatto riprendere in mano la copertina per verificare se fosse davvero “L’Osservatore Romano” ad editarlo. Qui superano la soglia della critica legittima e toccano il nucleo della fede. Dio Padre non è una formula prodotta dal patriarcato...

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L'unica cosa che penso un cattolico possa fare oggi di fronte all'abominio che si manifesta in ogni campo, di fronte ad un mostro che sta divorando ogni cosa, sia... sedersi, chiudere gli occhi, respirare profondamente, cercare la calma, trovare il Silenzio, distaccarsi da tutto e pregare con Fede, rimettendo tutto a Dio, che è potente e misericordioso e sa quel che fa...un frutto deve marcire prima che il seme possa rinascere. Oh Signore dacci la forza del distacco...in Te sempre fedeli noi siamo e rimaniamo.

nicht katholisch!