Il nuovo messale, la rugiada e il resto: perché la Chiesa modernista ama torturare i fedeli
Cari amici di Duc in altum, vi propongo il mio più recente intervento per la rubrica La trave e la pagliuzza in Radio Roma Libera. Tema: i cambiamenti nel messale, in vigore dal 4 aprile 2021, giorno di Pasqua, ma che diverse Conferenze episcopali regionali e diocesi italiane hanno deciso di adottare già da domani, prima domenica di Avvento.
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Dunque, da domani in chiesa useremo il nuovo messale, voluto dai vescovi italiani e dal papa.
Sull’aggiunta di “sorelle” a “fratelli”, poco da dire. Reciteremo: “Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle…”. Un gentile omaggio al politicamente corretto. Ma viene da chiedersi: se politicamente corretto dev’essere, perché ignorare i transgender e tutte le altre categorie sessuali? L’aggiunta di “sorelle” dimostra non solo l’acquiescenza dei vescovi verso il pensiero dominante, ma anche che la Chiesa, quando si mette su questa folle strada, è sempre fatalmente in ritardo rispetto al mondo e costretta a rincorrere. E poi ci sarebbe …Altro
Corriamo precipitosamente come quei porci indemoniati verso il dirupo.
Questo anti papa ci vuole traghettare verso la religione unica mondiale, chi non lo vede è cieco. Dove si vorrebbe adorare il nemico.
Oggi noi ci scandalizziamo, ma l'élite se ne frega perché nel giro di una generazione si sarà persa la memoria del vero culto, e morti coloro che si scandalizzavano per queste "novità" faranno passare l'eresia per ortodossia. Ma Dio ha altri progetti...
La parola d'ordine, già ampiamente diffusa tra i "cattolici adulti e maturi", è che non si può discutere alcun cambiamento, che altresì va accettato ed accolto con gioia come "rugiada dello Spirito" (per errore stavo per dire "effusione"). Chi discute è un superbo che non ha alcun interesse a mantenere un legame di comunione con i fratelli (e le sorelle, ovviamente).
I cambi del messale, ormai rigorosamente minuscolo (anche grazie alle "preziosità" di palladino), disponibili da oggi, sarebbero diventati obbligatori dalla prossima Pasqua (o Quaresima non ricordo, poco importa).
Invece c'è stata la corsa all'accettazione più entusiastica possibile già da subito, e come è consuetudine ormai nella Chiesa cattolica nuova di pacca, la gioiosità obbligatoria è già dogma e prassi.
Chi non è d'accordo guardi pure la porta in fondo alla navata, dove c'è l'uscita: gli uomini che Egli ama non sono di buona volontà, ma ossequiosi dell'autorità e non fanno domande.
Ecco cosa significa "per tutti": tutti quelli che ci vogliono stare. Che diventano multis, poi non tanto multis, infine paucis... E la Fede si scioglie come rore al mattino, non appena sorge il Sole...
Al colmo dell'euforia per la novità nella nostra parrocchia sono state stampate per l'occasione immaginette col nuovo Padre Nostro.