I due papi e quella teologia incomprensibile - Aldo Maria Valli
15Feb
Cari amici di Duc in altum, propongo alla vostra attenzione e valutazione un contributo che mi è stato inviato dal professor Silvio Brachetta. Torna sulla questione dei due papi con una riflessione originale. Se ci fu un tempo – argomenta l’autore – in cui la contrapposizione era tra teologia ortodossa ed eterodossa, oggi siamo alla prese con una teologia incomprensibile. Perché senza basi.
A.M.V.
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Massimo Franco, sul Corriere della Sera dell’8 febbraio scorso, ha sostenuto la fine dell’«era dei due Papi», nel senso che, a suo parere, qualcosa si è rotto tra Ratzinger e Bergoglio, dopo la pubblicazione del libro di Robert Sarah assieme a Benedetto XVI. Ma davvero è esistita un’«era dei due Papi»? Non si direbbe proprio. L’«era dei due Papi» è stata sempre qualcosa di raffazzonato, artificiale, studiato a tavolino. Si è trattato e si tratta di una situazione imposta, non giustificata da nessun richiamo alla tradizione …Altro
Per far sì che tutto ciò che vediamo oggi, venisse fuori, era necessario che al timone della barca vi fossero questi individui... Benedetto XVI ha lasciato il ruolo attivo a chi lo bramava tramando da anni ... per arrivare a colmare la misura dovevano agire, e Benedetto XVI ha fatto sì che lo potessero fare...ora siamo in grado di comprendere, come mai è stato possibile in passato. Non mi pare poco.
"La teologia è quello schermo di vetro oscurato che si mette davanti alla Scrittura per attenuare il troppo bagliore della Parola di Dio, accecante come il sole a mezzogiorno..."
Bellissima definizione.
All'origine di questo vuoto, di questa non-teologia, c'è il mistero dell'apparente 'rinuncia" di papa Benedetto, che nessuno ha saputo interpretare, men che meno quello che ne ha usurpato il posto e che lo vorrebbe silente ed assente...