VENEZUELA E NUOVO ORDINE MONDIALE: IL BLITZ DI TRUMP E LA STRATEGIA DI RUBIO
L’analisi di Eugenio Capozzi esamina l’operazione militare statunitense che ha portato alla deposizione e all’arresto di Nicolas Maduro, inserendola nel quadro della nuova Strategia di Sicurezza Nazionale di Donald Trump.I punti chiave dell’analisi:
IL BLITZ IN VENEZUELA: L’azione militare "chirurgica" non è un evento isolato, ma l’applicazione della nuova “Dottrina Monroe”. Trump rivendica l’intero emisfero occidentale come zona di influenza esclusiva degli USA, eliminando l’avamposto di Cina, Russia e Iran nel subcontinente.
OLTRE MADURO: Il Presidente USA ha chiarito che la transizione non sarà un passaggio automatico di consegne all’opposizione (Maria Corina Machado), ma un percorso guidato per garantire la stabilità. Il blitz funge da avvertimento per Cuba, Colombia, Brasile e Messico.
MULTIPOLARISMO SISTEMICO: L’operazione suggerisce un accordo tacito tra grandi potenze. Gli USA riprendono il controllo del “cortile di casa”, mentre Mosca e Pechino potrebbero ottenere contropartite altrove: la Russia sul Donbass e la partecipazione alla ricostruzione di Gaza; la Cina su una possibile futura annessione di Taiwan.
TENSIONI A WASHINGTON: La linea “muscolare” riflette l’approccio del Segretario di Stato Marco Rubio (interventismo realista). L’assenza del vicepresidente J.D. Vance alla conferenza stampa post-blitz segnala una frattura interna alla coalizione MAGA tra l’ala nazionalista-isolazionista e quella interventista.
La caduta di Maduro segna il passaggio da un multipolarismo disordinato a uno basato su zone di egemonia chiaramente definite.
Strategia di sicurezza nazionale trumpiana, il …