…SULLA CROCE…LA VIA CRISTIANA…IL DOLORE…LA CONSOLAZIONE…LA DESOLAZIONE…

…Sant’ Ignazio di Loyola ci dice chiaramente nei suoi esercizi che dobbiamo scegliere lo stendardo giusto e per questo combattere e donare tutto noi stessi.
Lo stendardo giusto è il vessillo della croce(non ce ne sono altri). Dobbiamo ricordarci e ricordare che la croce è la tradizione e la tradizione è la croce

La via cristiana è tutt’altro che una via comoda. E’ una via bella, anzi: bellissima[…]ma per nulla comoda…

…può esistere un cristianesimo che non si fondi sulla croce?…si pensa che sottolineare l’importanza della sofferenza voglia significare presentare Dio soprattutto sotto l’aspetto della giustizia vendicativa. eppure non ci si accorge che accade proprio il contrario…

...Questa teologia tende ad immanentizzare il messaggio cristiano, cioè tende a presentare il messaggio di Gesù solo come una “risposta” per la vita terrena. Di vita eterna se ne parla poco…Ora -è ovvio- che se la vita terrena diviene la preoccupazione più importante, se l’inferno non esiste e il paradiso viene presentato come una sorta di grande magazzino dove si entra come e quando si vuole, allora perchè soffrire?…E perchè valorizzare la sofferenza nella vita del cristiano come mezzo redentivo per sè e per gli altri?…

...l’esito però è sempre lo stesso. non solo non si raggiunge lo scopo, ma si arriva ad una conclusione completamente diversa. senza la valorizzazione della sofferenza, la vita non diventa più bella ma più triste. l’unica felicitа raggiungibile su questa terra non è l’eliminazione del dolore, bensì l’eliminazione della disperazione, cioè del non poter dare un significato al dolore…

…per capire San Giovanni della Croce bisogna capire(fondamentalmente) questo rapporto che c’è tra la croce e la notte…un inno di lode alla notte…la notte è una cosa positiva…una cosa necessaria per raggiungere la felicita’…la notte attiva e’ accompagnata da consolazioni spirituali…la notte passiva è segnata da aridita’… da desolazione…a
cosa serve questa aridita’?…l’aridità della notte passiva serve per guarire il principiante da certi difetti…perchè i vizi capitali non potendosi più esercitare nelle cose del mondo vanno a rifugiarsi nelle cose dello spirito ed abbiamo quindi: l’orgoglio spirituale…l’avarizia spirituale…la golosità spirituale…lo zelo amaro…
il Signore può toglierci la consolazione per vedere se amiamo davvero lui o le sue consolazioni…

POSTILLA AGGIUNTIVA

[ sul passaggio sopra citato“…il Signore può toglierci la consolazione per vedere se amiamo davvero lui o le sue consolazioni…

potrebbe (anche) essere che si amano le sue consolazioni e non Dio quando ci si rivolge a lui in momenti difficili(…) della nostra vita?
Proprio come (a volte) i fini delle nostre azioni, eccetera… sono tutt’ altro che quelli dichiarati, ed il fine(dichiarato) è usato come mezzo per arrivare al fine non dichiarato (o che non si può dichiarare…)?
O come nella sfera dell’ umano (dell’ immanente) l’esempio dell’ “
amore passione” in cui amo me stesso, la passione, uno stato emotivo, la mia soddisfazione più che l’altro?
O come quando amo più gli insegnamenti del mondo che quelli di Dio però usandolo e quindi distorcendo a mio piacimento le sue Verità?

La consolazione può essere presente (nella vita quotidiana, quindi nella sfera immanente) in ogni cosa? Ad esempio in un affetto verso una persona,verso una cosa materiale che possa essere il potere , i soldi, il successo, una qualsiasi ideologia, eccetera…eccetera…?E il fine vero siano proprio queste consolazioni e non Dio(però usandolo…)?]

“…dato che nella desolazione non dobbiamo mai mutare i nostri propositi
è molto utile mutare coraggiosamente se stessi, cioè il nostro modo di agire, e dirigerlo interamente contro l’attacco della desolazione”(sant’Ignazio di Loyola)…

una persona che si trovi nella consolazione dovrebbe procurare di umiliarsi e abbassarsi il più possibile. dovrebbe ricordarsi quanto poco egli vale in tempo di desolazione, quando non ha la grazia della consolazione…

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Stralci da:

1)
“Vivere, difendere ed innalzare la Croce. Intervento al Convegno di Radio Spada” blog Il Cammino dei Tre Sentieri

2) “Perché, anche se compisse miracoli, non bisognerebbe mai credere a chi volesse presentare la via cristiana come una via comoda?” Blog Il Cammino dei Tre Sentieri

3) “Perché non è possibile un Cristianesimo senza la Croce?” Blog Il Cammino dei Tre Sentieri

4) “San Giovanni della Croce: il cammino della notte” con Elena Bianchini Braglia e Ciro Mauriello

5)
Perché sono utilissime le Regole di sant’Ignazio per il discernimento degli spiriti? Blog Il Cammino dei Tre Sentieri

6) “Della “psicologia spirituale” cristiana” Blog di Radio Spada

7) L'imitazione di Cristo
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[…]
Sant’ Ignazio di Loyola ci dice chiaramente nei suoi esercizi che dobbiamo scegliere lo stendardo giusto e per questo combattere e donare tutto noi stessi.
Lo stendardo giusto è il vessillo della croce(non ce ne sono altri). Dobbiamo ricordarci e ricordare che la croce è la tradizione e la tradizione è la croce[…](da “Vivere, difendere ed innalzare la Croce. Intervento al Convegno di Radio Spada” blog Il Cammino dei Tre Sentieri)
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[…]La via cristiana è tutt’altro che una via comoda. E’ una via bella, anzi: bellissima[…]ma per nulla comoda…Se le accadesse, fratello mio, di sentirsi indotto da qualcuno, sia o non sia prelato, a dottrina di larghezza e di maggiore comodità, non la credi e non l’abbracci, anche se confermasse le sue parole con i miracoli. Al contrario penitenza, maggior penitenza e distacco da tutte le cose! Giammai, se vuole arrivare a possedere Cristo, lo cerchi senza la Croce”(da “Perché, anche se compisse miracoli, non bisognerebbe mai credere a chi volesse presentare la via cristiana come una via comoda?” Blog Il Cammino dei Tre Sentieri)

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[…]Poniamoci una domanda: PUÒ ESISTERE UN CRISTIANESIMO CHE NON SI FONDI SULLA CROCE? Si tratta -ahinoi!- di una domanda tutt’altro che campata in aria. Ormai da diversi anni si parla di una Teologia che faccia sempre a meno della Croce. Lo dimostra il rifiuto di quelle devozioni tradizionali che molto si soffermavano sulla sofferenza redentiva di Gesù.

In realtа, questo tentativo di togliere la Croce dal messaggio cristiano muove da un’intenzione chiara: evitare che Dio venga presentato come un essere bramoso di sangue e di sofferenza. SI PENSA CHE SOTTOLINEARE L’IMPORTANZA DELLA SOFFERENZA VOGLIA SIGNIFICARE PRESENTARE DIO SOPRATTUTTO SOTTO L’ASPETTO DELLA GIUSTIZIA VENDICATIVA. EPPURE NON CI SI ACCORGE CHE ACCADE PROPRIO IL CONTRARIO. SE AL MESSAGGIO CRISTIANO TOGLIAMO LA CENTRALITА DELLA CROCE, TUTTO PERDE SIGNIFICATO…e Dio diventa veramente cattivo. Perchè la sofferenza di un bimbo? Perchè le guerre? Perchè le catastrofi? PERCHÈ DIO PERMETTE TUTTO QUESTO, SE LA SOFFERENZA NON È NECESSARIA ALLA SALVEZZA?[…]


[…]Ma c’è un altro motivo per cui la teologia contemporanea tende ad accantonare la necessitа della sofferenza. Questa teologia tende ad immanentizzare il messaggio cristiano, cioè tende a presentare il messaggio di Gesù solo come una “risposta” per la vita terrena. Di vita eterna se ne parla poco, per non parlare della dimenticanza quasi completa dell’inferno.

Ora -è ovvio- che se la vita terrena diviene la preoccupazione più importante, se l’inferno non esiste e il paradiso viene presentato come una sorta di grande magazzino dove si entra come e quando si vuole, allora perchè soffrire? Perchè sottolineare la sofferenza di Cristo, che ha sofferto in quel modo proprio per evitarci l’inferno? E perchè valorizzare la sofferenza nella vita del cristiano come mezzo redentivo per sè e per gli altri?

L’esito però è sempre lo stesso. NON SOLO NON SI RAGGIUNGE LO SCOPO, MA SI ARRIVA AD UNA CONCLUSIONE COMPLETAMENTE DIVERSA. Senza la valorizzazione della sofferenza, la vita non diventa più bella ma più triste. L’UNICA FELICITА RAGGIUNGIBILE SU QUESTA TERRA NON È L’ELIMINAZIONE DEL DOLORE, BENSÌ L’ELIMINAZIONE DELLA DISPERAZIONE, CIOÈ DEL NON POTER DARE UN SIGNIFICATO AL DOLORE[…](da “Perché non è possibile un Cristianesimo senza la Croce?” Blog Il Cammino dei Tre Sentieri)
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[…]per capire San Giovanni della Croce bisogna capire(fondamentalmente) questo rapporto che c’è tra LA CROCE e LA NOTTE…Un INNO DI LODE ALLA NOTTE…LA NOTTE è una cosa positiva…una cosa necessaria per raggiungere LA FELICITA’…

La notte del senso ha una parte attiva e una parte passiva…la parte attiva prevede che noi cerchiamo di entrare in quella notte…abbandonando tutto quello che è il piacere mondano e mortificandoci…mortificare e ordinare le quattro passioni:la gioia, la speranza, il timore e il dolore… la parte passiva è arrivare allo scopo, cioè all’unione con Dio (S. Paolo: “Io vivo, ma non sono più io che vivo, è Gesù che vive in me”…)…non lo possiamo fare noi…perche’ non e’ nella nostra natura. perche’ l’amor proprio muore un quarto d’ora dopo di noi. Questo lo deve fare Dio, la grazia

La NOTTE ATTIVA E’ accompagnata da CONSOLAZIONI SPIRITUALI…LA NOTTE PASSIVA è segnata da ARIDITA’… da DESOLAZIONE…

A cosa serve questa ARIDITA’?

L’ARIDITÀ DELLA NOTTE PASSIVA SERVE PER GUARIRE IL PRINCIPIANTE DA CERTI DIFETTIPERCHÈ I VIZI CAPITALI NON POTENDOSI PIÙ ESERCITARE NELLE COSE DEL MONDO VANNO A RIFUGIARSI NELLE COSE DELLO SPIRITO ED ABBIAMO QUINDI: L’ORGOGLIO SPIRITUALE…L’AVARIZIA SPIRITUALE…LA GOLOSITÀ SPIRITUALE…LO ZELO AMARO…anche Santa Teresa mette in luce come per liberarci da questi difetti abbiamo bisogno di essere svezzati: non più il latte delle consolazioni ma il pane duro dell’ aridità

…Gustave Thibon diceva:” ai convertiti resta da convertirsi della loro conversione”…Questi sono i tipici difetti dei neo-convertiti che vanno corretti perchè (ovviamente) chi ha questi difetti non è adatto a giungere all’ unione con il Signore…(da “San Giovanni della Croce: il cammino della notte” con Elena Bianchini Braglia e Ciro Mauriello)
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[…]IL SIGNORE PUÒ TOGLIERCI LA CONSOLAZIONE PER VEDERE SE AMIAMO DAVVERO LUI O LE SUE CONSOLAZIONI. La desolazione è una grande occasione per crescere nella santitа[…](da Perché sono utilissime le Regole di sant’Ignazio per il discernimento degli spiriti? Blog Il Cammino dei Tre Sentieri)

POSTILLA AGGIUNTIVA

[ sul passaggio sopra citato“…il Signore può toglierci la consolazione per vedere se amiamo davvero lui o le sue consolazioni…

potrebbe (anche) essere che si amano le sue consolazioni e non Dio quando ci si rivolge a lui in momenti difficili(…) della nostra vita? Proprio come (a volte) i fini delle nostre azioni, eccetera… sono tutt’ altro che quelli dichiarati, ed il fine(dichiarato) è usato come mezzo per arrivare al fine non dichiarato (o che non si può dichiarare…)? O come nella sfera dell’ umano (dell’ immanente) l’esempio dell’ “amore passione” in cui amo me stesso, la passione, uno stato emotivo, la mia soddisfazione più che l’altro? O come quando amo più gli insegnamenti del mondo che quelli di Dio però usandolo e quindi distorcendo a mio piacimento le sue Verità?

La consolazione può essere presente (nella vita quotidiana, quindi nella sfera immanente) in ogni cosa? Ad esempio in un affetto verso una persona,verso una cosa materiale che possa essere il potere , i soldi, il successo, una qualsiasi ideologia, eccetera…eccetera…?E il fine vero siano proprio queste consolazioni e non Dio(però usandolo…)?]
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[…]Continua sant’Ignazio:

“…Dato che nella desolazione non dobbiamo mai mutare i nostri propositi È MOLTO UTILE MUTARE CORAGGIOSAMENTE SE STESSI, CIOÈ IL NOSTRO MODO DI AGIRE, E DIRIGERLO INTERAMENTE CONTRO L’ATTACCO DELLA DESOLAZIONE, come per esempio, dando più tempo alla preghiera, meditando con più attenzione, esaminando con più serietа la propria coscienza, dandoci a qualche pratica conveniente di penitenza…”

Pertanto, mai rimanere passivi, ma sempre contrattaccare. Rimanere fedeli ai propri impegni, aumentare la preghiera e aumentare la penitenza[…](da Perché sono utilissime le Regole di sant’Ignazio per il discernimento degli spiriti? Blog Il Cammino dei Tre Sentieri)
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[…]Chi si trova nella desolazione deve sforzarsi di perseverare nella pazienza, che è contraria alle vessazioni giunte su di lui. Dovrebbe anche considerare che presto la consolazione tornerà, e lottare con diligenza contro la desolazione, secondo quanto spiegato nella sesta […]

[…] UNA PERSONA CHE SI TROVI NELLA CONSOLAZIONE DOVREBBE PROCURARE DI UMILIARSI E ABBASSARSI IL PIÙ POSSIBILE. DOVREBBE RICORDARSI QUANTO POCO EGLI VALE IN TEMPO DI DESOLAZIONE, QUANDO NON HA LA GRAZIA DELLA CONSOLAZIONE. D’altra parte, la persona che si trovi nella desolazione dovrebbe ricordare che, per resistere a tutti i suoi nemici, può fare molto usando la grazia sufficiente che ha, e attingendo forza dal suo Creatore e Signore[…](da “Della “psicologia spirituale” cristiana” Blog di Radio Spada)
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[…]Grande e lunga è la lotta che l'uomo deve fare dentro di sé, per riuscire a superare se stesso e a porre in Dio tutto il proprio cuore. COLUI CHE PRETENDE DI BASTARE A SE STESSO VA MOLTO FACILMENTE ALLA RICERCA DI CONSOLAZIONI UMANE. COLUI INVECE CHE AMA VERAMENTE CRISTO E SEGUE VOLENTEROSAMENTE LA VIA DELLA VIRTÙ NON SCENDE A TALI CONSOLAZIONI: egli non cerca le dolcezze esteriori , MA CERCA PIUTTOSTO DI SOPPORTARE GRANDI PROVE E DURE FATICHE PER AMORE DI CRISTO[…](tratto da: L'imitazione di Cristo)
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