…SULL’ AMORE-PASSIONE e L’AMORE AUTENTICO…LA VERITA’ GNOSTICA e LA VERITA’ CATTOLICA…
…vivere di avventure e sempre di piu’(cioè un avventura che si autoalimenti) è questo il punto chiave dell’ amore-passione( Belle, l’esempio della donna emancipata assetata di indipendenza sognatrice nel film Disney “la bella e la bestia”)……eros…philia…agape…il grado massimo noi lo sperimentiamo con “agape”, che è l’amore spirituale, basato sulla virtù… io posso manifestare questo amore anche se non sono ricambiato…quello che San Tommaso definisce un atto della volonta’ ordinato al bene soprannaturale(questa è la vera definizione di amore, perchè (ovviamente) il fine è soprannaturale, tutti gli altri sono prossimi…)…
…l’ amore-passione è amore narcisistico…il comune denominatore(quello che si trova sempre)sia nelle realtà concrete(sperimentate) e sia nei modelli letterari è quello dell’ ostacolo(è l’elemento dell’ ostacolo)…“l’amore-passione” sorge quando l’unione, la relazione è ostacolata, è impedita, è proibita.
E già questo elemento la dice lunga sulla natura infantile, immatura di questo amore…Bisogna parlare di amore della passione, amore di uno stato emotivo, di uno stato psicologico, di un idea dell’ amore(ancor più che di un idea dell’ altro)…Gli ostacoli che alimentano il turbine…[e l’ostacolo(inteso come alimento della passione e quindi fonte di vitalità) potrebbe anche trasformarsi in piacere?]…
…“l’amore-passione” si genera quando riveste di perfezioni immaginarie l’amato(quindi di perfezioni che non possiede) e si innamora della sua idea(che non corrisponde alla realtà)”la cristallizza” (dice Stendhal) [si può fare una comparazione ed avallarne la similitudine con il significato del termine “ideologia”?]…
…la società contemporanea (che è libertina) non risolve il problema dell’ ostacolo ma lo alimenta…essa presenta la “complementarietà instabile”(donne virilizzate e maschi femminilizzati) come fenomeno di massa…educa ad assecondare gli istinti, a liberalizzare il vizio, e quindi forma delle persone immature (perchè incapaci del dominio di sè)…che non riescono ad esercitare la virtù. In particolare quale? la longanimità(che non è la pazienza) ma è la capacità di sopportare le avversità in vista di un bene lontano(che tarda ad arrivare)…
Quale è l’archetipo culturale dell’ “amore-passione”?
…ce lo dice…Clive Staples Lewis (l’autore de “Le Cronache di Narnia”)…l’amor cortese (ecco l’archetipo culturale)…gli elementi tipici dell’amor cortese …L’elemento più tipico (che anche Lewis individua) è “l’adulterio”…Nella morale cattolica i due coniugi si appartengono, i corpi dei coniugi appartengono all’ altro. Quando mi sposo il mio corpo non mi appartiene più…io non sono piu’ mio(per gli atti ordinati alla generazione, ovviamente). Una grandissima e profondissima verità, ma che è la morte della passione…la setta eretica dei Catari…“Il lirismo cortese fu perlomeno ispirato dall’ atmosfera religiosa del catarismo”…e [un accenno/ richiamo a Julio Meinvielle e al suo libro“Dalla Cabala al Progressismo”]…
…La tentazione gnostica del peccato originale di Adamo ed Eva…e quale nella sua essenza? l’aver voluto costituire da se stesso l’ordine della moralita’ e della felicita’…diventare come Dio…“vi si apriranno gli occhi”(cioè scoprirete quello che Jahvè vuole nascondervi)…il capovolgimento radicale con la creatura che diventa creatore…Jahvè cattivo, il serpente buono anzi di più: Jahvè è il demiurgo malvagio, il serpente è il vero Dio…la legge morale è data per torturare l’uomo(con dei precetti insopportabili) e non per liberarlo dalla schiavitù del peccato eccetera, eccetera…voi prendete qualsiasi Verita’ cattolica, capovolgetela e avrete la Verita’ gnostica corrispondente…
…ma la vera morale non fugge dalla lotta, fornisce le armi per combatterla[…]dobbiamo convincerci e convincere che la morale è bella. E’ avvincente questo combattimento e non ci deve terrorizzare.
con una formula potremmo dire: fuggiamo non il prossimo (cioè rimaniamo aperti allo splendore delle creature che sono cosa buona). fuggiamo le occasioni prossime(che sono altro)…
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Stralci da:
1)“Dalla gnosi all'amore-passione” con Vincenzo Gubitosi blog FSSPX
2) “fenomenologia dell’ Autodistruttore…il declino della felicità-da pagina 68…” di Marcel de Corte blog san Michele Arcangelo
3) “Narnia: un Vangelo per i piccoli (e per i grandi)” di Luca Fumagalli blog di Radio Spada
4) “Dalla Cabala al progressismo” di don Julio Meinvielle blog San Michele Arcangelo
5) “Come la Cabala e la gnosi hanno infiltrato il Vangelo” di Francesco Lamendola blog Unione Apostolica «Fides et Ratio»
6)da “Libro sulla gnosi: "l'eresia delle eresie" nella Chiesa” di Stefano Fontana blog La Nuova Bussola Quotidiana
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…VIVERE DI AVVENTURE e SEMPRE DI PIU’(cioè un avventura che si autoalimenti) è QUESTO IL PUNTO CHIAVE DELL’ AMORE-PASSIONE( Belle, l’esempio della donna emancipata assetata di indipendenza sognatrice nel film Disney “la bella e la bestia”)
[…]La CORRUZIONE dell’ IDEA DELL’ AMORE nella COSCIENZA OCCIDENTALE è UNO DEI FATTORI PRINCIPALI DELLA CRISI MORALE dell’ OCCIDENTE[…]
[…] [Vincenzo Gubitosi] mostra un fotogramma tratta dal film della Disney “la bella e la bestia” del 1991 la cui protagonista Belle è una giovane sognatrice ma (cosa che magari passa un po inosservata) anche una giovane donna emancipata(assetata di indipendenza).
Belle canticchiando alle pecorelle illustra la sua predisposizione di SOGNATRICE.Dice: “Oh io stò sognando perchè (nella fiaba che leggo) è il momento che amo di più perchè lei (la protagonista della fiaba nella fiaba) si stà innamorando e fra poco scoprirà che lui è il suo re…
Quindi vediamo subito tre elementi tipici del romanticismo di ogni stagione:
1)il sogno (direttamente connesso con l’innamoramento)
2) îl principe azzurro (il classico dei classici)
Ma abbiamo (dicevamo) di fronte una donna emancipata, che ha un antagonista
3) il giovane Gaston ( che viene subito ritratto come il classico tutto muscoli e niente cervello).
Infatti appena la incontra le strappa il libro di mano e le dice:”ma come fai a leggerlo? Non ci sono figure!”. Questo può sembrare il classico personaggio piatto. In realtà viene presentato come maschio, rozzo, volgare, prepotente ma ha tratti peculiari molto interessanti che si svelano nella scena della proposta nella quale Gaston si autoinvita a casa di Belle e cosa fà? Poggia i suoi sudici piedi sul libro (tanto amato da Belle). E quindi abbiamo rappresentata in modo nitido l’immagine del PATRIARCATO(che oggi va tanto di moda nominare) che calpesta, insozza la cultura(mezzo di emancipazione femminile). E questo si evince dal discorso che fà Gaston e dice a Belle?:”Immaginati la scena! Una rustica casina di caccia, la mia ultima preda che arrostisce sul fuoco, la mia mogliettina che mi massaggia i piedi, mentre i piccoli giocano sul pavimento con i cani, naturalmente ne avremo sei o sette…!” “Cani?” (Dice Belle)”No, Belle! Ragazzi robusti come me!”(risponde Gaston).
Vedete i concetti chiave? [domanda e si domanda Vincenzo Gubitosi]
Gaston enumera qui quegli elementi tipici del sogno della ragazza(in età da marito)tradizionale: la casa, il marito l’uomo(fonte di sostentamento e di sostegno familiare), il ruolo femminile di dedizione e cura del focolare(evidenziato nell’ umiliante mansione di massaggiare i piedi di questo padre/padrone) e poi (l’elemento più importante) la prole numerosa. Ma questo non stà bene a Belle e infatti(dopo averlo cacciato di casa) si sfoga(ed anche questo è interessante e questo ci legge [Vincenzo Gubitosi]) scimmiottando la mogliettina devota casa e chiesa con quello che sembra esser qui un vero muliebre. Infatti dice:”io! moglie di quel maleducato senza cervello!Eh no! Non io! Lo garantisco!La vita mia di certo cambierà”. E infatti poi torna a sognare (e qui arriviamo al cuore della questione): “Io voglio vivere di avventure, e lo vorrei sempre più! Ma non c’è nessuno, ahimè, che capisca il perchè…”
Questo è [prosegue Vincenzo Gubitosi] un po l’argomento, il punto che ci fà arrivare al cuore del nostro tema: VIVERE DI AVVENTURE e SEMPRE DI PIU’(cioè un avventura che si autoalimenti) è QUESTO IL PUNTO CHIAVE DELL’ “AMORE-PASSIONE”
L’AMORE AUTENTICO
…il grado massimo noi lo sperimentiamo con “agape”, che è l’amore spirituale, basato sulla virtù… io posso manifestare questo amore anche se non sono ricambiato…quello che San Tommaso definisce un atto della volonta’ ordinato al bene soprannaturale(questa è la vera definizione di amore, perchè (ovviamente) il fine è soprannaturale, tutti gli altri sono prossimi…)…
Noi dobbiamo pensare sempre all’ amore come un esperienza che coinvolge tre gradi (almeno nell’ amore coniugale tra uomo e donna). Poi ovviamente nella vita consacrata (che è un altra forma di amore SUPERIORE) non ci sono questi tre gradi che sono: eros, philia e agape.
…eros…
Con “eros” noi identifichiamo la relazione(l’attrazione) carnale che è basata sull’ UTILE(perchè prettamente egoistica). Attenzione [sottolinea Vincenzo Gubitosi] non stò parlando di “eros” all’interno di un esperienza di amore autentico (prendo “eros” come passione isolata perchè finalizzata al possesso e mirante all’unione dei corpi)
…philia…
Il grado intermedio è “philia”(quella che si può definire come amicizia in senso anche più elevato nell’ accezione comune del termine) è in qualche modo una relazione affettiva(è superiore perchè basata sul piacere, ma un piacere in senso più elevato. Nel senso di gioia, la gioia dello scambio, e quindi reciproca. Non c’è qui egoismo. E’ un dare ed un avere. E mira all’ unione dei sentimenti)
…agape…
Il grado massimo NOI lo sperimentiamo con “agape”, che è l’amore spirituale, basato sulla VIRTÙ, ed è UNIVERSALE(quindi c’è reciprocità, ma non necessariamente, perchè IO POSSO MANIFESTARE QUESTO AMORE ANCHE SE NON SONO RICAMBIATO. E QUI’ ABBIAMO L’ESSENZA DELL’ AMORE SPIRITUALE. PERCHE’ FINALIZZATA AL BENE DELL’ ALTRO QUESTA RELAZIONE).Quindi abbiamo a questo punto la dimensione del DONO DI SE’…LA REALIZZAZIONE(cioè) DELL’ AMORE CRISTIANO VERO E PROPRIO, quello che San Tommaso definisce un ATTO DELLA VOLONTA’ ORDINATO AL BENE SOPRANNATURALE(questa è la vera definizione di AMORE, perchè (ovviamente) IL FINE è soprannaturale, tutti gli altri sono prossimi…)
…L’ AMORE-PASSIONE è AMORE NARCISISTICO…
…il comune denominatore(quello che si trova sempre)sia nelle realtà concrete(sperimentate) e sia nei modelli letterari è quello dell’ ostacolo(è l’elemento dell’ ostacolo)…“l’amore-passione” sorge quando l’unione, la relazione è ostacolata, è impedita, è proibita.
E già questo elemento la dice lunga sulla natura infantile, immatura di questo amore…Bisogna parlare di amore della passione, amore di uno stato emotivo, di uno stato psicologico, di un idea dell’ amore(ancor più che di un idea dell’ altro)…“l’amore-passione” si genera quando riveste di perfezioni immaginarie l’amato(quindi di perfezioni che non possiede) e si innamora della sua idea(che non corrisponde alla realtà)”la cristallizza” (dice Stendhal) [si può fare una comparazione ed avallarne la similitudine con il significato del termine “ideologia”?]…
“l’amore-passione” non è “l’amore come passione” perchè l’amore inteso come passione è un movimento neutro(la passione è un moto della facoltà appetitiva dell’ anima che si porta verso un oggetto immaginato come bene(poi non è detto che lo sia…). Esso è in comune con gli animali. Il predatore ama la preda(poi la preda ne farebbe volentieri a meno). E’ una forma di amore puramente sensibile ma è una forma di amore.Il problema (quindi) si pone quando la passione và verso un oggetto cattivo. Ma non è questo “l’amore-passione”.
E non è neanche da confondere con “l’amore-appassionato” ( spesso quando si legge di questo argomento si trova questa confusione semantica). Anzi “l’amore-appassionato” è una cosa buona. E dovremmo dire che ogni matrimonio(ma non solo) dovrebbe vivere di un “amore-appassionato”, che è un amore attivo, è un amore gioioso, energico, ottimista, celebrativo della vita, la dove “l’amore-passione” è un amore subito, cupo, doloroso, tragico e votato alla solitudine, all’ isolamento( due cuori e una capanna…noi due unici al mondo…). Questo è il ritratto dell’ “amore-passione”
…dove e quando sorge questo tipo di amore? Quali sono gli elementi descrittivi?
Il comune denominatore(quello che si trova sempre)sia nelle realtà concrete(sperimentate) e sia nei modelli letterari è quello dell’ OSTACOLO(è l’elemento dell’ OSTACOLO).
“l’amore-passione” sorge quando l’UNIONE, LA RELAZIONE è OSTACOLATA, è IMPEDITA, è PROIBITA.
E già questo elemento la dice lunga sulla NATURA INFANTILE, IMMATURA DI QUESTO AMORE
Perchè?
Perchè c’è una forte analogia con LO SPIRITO DI CONTRADDIZIONE DEL BAMBINO ALLA CRISI DEI (cosiddetti) TERRIBILI DUE. Quando il bambino entra nei DUE ANNI, che oramai ha già imparato (più o meno) a camminare, a conoscere le funzioni base del corpo E’ IL RE DEL MONDO”guai a te genitore se osi contraddirmi, anzi se interviene questo ostacolo io mi ribello” IO VOGLIO SPERIMENTARE LA PASSIONE. QUINDI E’ UN TRATTO PSICOLOGICAMENTE INFANTILE
Tanto più che (molto spesso soprattutto negli esempi letterari che abbiamo)L’OSTACOLO E’ RICERCATO E REPLICATO DAI SOGGETTI DELLA RELAZIONE PER PERPETUARE, PER ALIMENTARE LA PASSIONE.(da “Dalla gnosi all'amore-passione” con Vincenzo Gubitosi blog FSSPX)
[qualcuno potrebbe aggiungere:”quanti esempi di persone adulte(o di blocchi/massa…) si potrebbero citare come espressione di uno spirito di contraddizione infantile, di un amore della passione intesa come imprescindibile fonte di vitalità?“…]
[E l’ostacolo(inteso come alimento della passione e quindi fonte di vitalità) potrebbe anche trasformarsi in PIACERE?]<<[…]L’uomo moderno, al contrario, è tecnicamente riuscito a "FAR DURARE IL PIACERE”…MOLTIPLICANDOLI E IMPRIMENDO LORO UN ACCELERATO RITMO DI SUCCESSIONE…Che si tratti di viaggi, di mode, di letture, di spettacoli, di giochi, i suoi piaceri non sono tali per lui se non alla condizione di CORRERE SENZA FERMARSI MAI[…]
Ecco perché non riesce più a percepire la stabilità propria della felicità, che va scomparendo dal suo orizzonte. L'uomo non prova più il desiderio di essere felice; la moneta falsa ha cacciato quella buona; a forza di nutrirsi di artifici, la fame del naturale se ne va[…](da “fenomenologia dell’ Autodistruttore…il declino della felicità-da pagina 68…” di Marcel de Corte blog san Michele Arcangelo)
Quindi (in definitiva, ed ecco che arriviamo a comprendere la natura di questa esperienza) bisogna parlare di AMORE DELLA PASSIONE, AMORE DI UNO STATO EMOTIVO, DI UNO STATO PSICOLOGICO, DI UN IDEA DELL’ AMORE(ancor più che di un idea dell’ altro)
perchè?
Perchè uno degli autori più famosi che hanno affrontato questo tema è Stendhal nel suo trattato sull’ amore. E Stendhal(facendo astrazione dal personaggio e dal suo pensiero) però dice una cosa che è abbastanza corretta, e cioè: che “l’amore-passione” si genera quando RIVESTE DI PERFEZIONI IMMAGINARIE L’AMATO(quindi di perfezioni che non possiede) E SI INNAMORA DELLA SUA IDEA(che non corrisponde alla realtà)”la cristallizza” (dice) [si può fare una comparazione ed avallarne la similitudine con il significato del termine “ideologia”?]
Ma vedete [dice Vincenzo Gubitosi] questo è UNA PARTE DELLA VERITA’ perchè in realtà se IO VOGLIO SPERIMENTARE LA PASSIONE E LAVORO PER ALIMENTARE LA PASSIONE IO NON SONO SPINTO(neanche) VERSO L’IDEA DELL’ ALTRO. SONO SPINTO VERSO ME STESSO(è mè che amo, è la mia soddisfazione). Quindi “l’amore-passione” è AMORE NARCISISTICO(molto semplicemente)
…Gli ostacoli che alimentano il turbine…
Che tipo di ostacoli si trovano alla passione?
Ne possiamo enumerare di tre generi:
1)ostacolo morali
2) ostacoli sociali
3) ostacoli naturali
[Vincenzo Gubitosi cita ora dei modelli (tratti dal mondo letterario) per ognuno di questi ostacoli ]
Come ostacoli morali possiamo citare il celebre caso di Eloisa(lei monaca) e Abelardo(lui teologo) la coppia medioevale che vivono (chiaramente) una relazione illecita(anche prima che lei si facesse suora) che GRAZIE ALL’ OSTACOLO ALIMENTANO QUESTO TURBINE
Come ostacoli sociali possiamo chiaramente citare quello di Romeo e Giulietta e (anche per certi aspetti, anche se lì è un discorso un pò più complesso e approfondito) Tristano e Isotta(che è il grande mito dell’ “amore-passione”)
Come ostacoli naturali (questo è il tratto più interessante).
Cosa sono gli ostacoli naturali ad una relazione?
Sono gli ostacoli caratteriali. Però qui non mi riferisco[continua Vincenzo Gubitosi]alle differenze di carattere(chi è più solare, chi è più malinconico, chi più affaccendato e chi più tendente alla pigrizia, ecc…) ma a dei tratti disfunzionali(cioè a degli ostacoli molto seri)e chi volesse approfondire può leggere l’interessantissimo studio dall’ eloquente titolo “i caratteri e la felicità coniugale” di due psicologi che sono Andre Le Gall e Suzanne Simon.
In questo studio gli autori fanno l’esempio della donna ammaliatrice e dell’ uomo debole(perchè l’uomo che cede alla seduzione della donna ammaliatrice è chiaramente un debole. Senza alcun giudizio però è un dato di fatto).Quindi abbiamo una donna che ha dei tratti fortemente virilizzati e un uomo che (invece) è femminilizzato. Questi due soggetti (nella relazione) si trovano al culmine della contraddizione affettiva, perchè si chiedono qualcosa, per completarsi, che però dovrebbero possedere. E chiedono il contrario all’ altro. E capite bene che è una relazione malata, una relazione che sorge in modo sbagliato[…]Come mostra un esempio letterario famoso come Anna Karenina[…]
…la società contemporanea (che è libertina) non risolve il problema dell’ ostacolo ma lo alimenta…essa presenta la “complementarietà instabile”(donne virilizzate e maschi femminilizzati) come fenomeno di massa…educa ad assecondare gli istinti, a liberalizzare il vizio, e quindi forma delle persone immature (perchè incapaci del dominio di sè)…che non riescono ad esercitare la virtù. In particolare quale? la longanimità(che non è la pazienza) ma è la capacità di sopportare le avversità in vista di un bene lontano(che tarda ad arrivare)…
Obietterà qualcuno
Se l’ “amore-passione” È GENERATO DALL’ OSTACOLO, LA SOLUZIONE È LA SOCIETA’ LIBERTINA, CHE OSTACOLI NON NE PONE AL COMPIMENTO DELLA PASSIONE. Quindi sembra di dare ragione al fronte anticristiano, incarnato in questo caso da Freud, Kinsey e loro epigoni che dicono: “L’uomo è un animale , le sue pulsioni portano al desiderio, e il desiderio impedito di realizzarsi genera la passione, l’ossessione, la nevrosi e la malattia”. EVIDENTEMENTE NON E’ COSI’
Perchè?
A parte il fatto che la società contemporanea (che è libertina), è quella che presenta quella che abbiamo appena descritto come “complementarietà instabile”(donne virilizzate e maschi femminilizzati) come FENOMENO DI MASSA.Quindi (già solo statisticamente) questo problema si pone come molto significativo.
Ma in realtà il punto è un altro, la società libertina che cosa fà?
EDUCA AD ASSECONDARE GLI ISTINTI, A LIBERALIZZARE IL VIZIO, E QUINDI FORMA DELLE PERSONE IMMATURE (perchè incapaci del dominio di sè). Ed una persona che è (incapace del dominio di sè) È UN SOGGETTO CHE NON RIESCE AD ESERCITARE LA VIRTÙ. In particolare quale? LA LONGANIMITÀ(che non è la pazienza), MA È LA CAPACITÀ DI SOPPORTARE LE AVVERSITÀ IN VISTA DI UN BENE LONTANO(che tarda ad arrivare). E quindi C’È NOSTALGIA PER LA PASSIONE(che invece mi permette di ardere per un bene vicino, che io voglio possedere subito).
QUINDI(CAPITE BENE) CHE LA SOCIETÀ LIBERTINA NON RISOLVE ASSOLUTAMENTE NIENTE, ANZI, ALIMENTA QUESTO PROBLEMA
QUALE È L’ARCHETIPO CULTURALE DELL’ “AMORE-PASSIONE”?
…ce lo dice…Clive Staples Lewis (l’autore de “Le Cronache di Narnia”)…l’amor cortese (ecco l’archetipo culturale)…
l’archetipo culturale non si trova nel romantico diciannovesimo secolo(come qualcuno potrebbe pensare) ma nel cattolicissimo alto-medioevo(in particolare nei secoli undicesimo e dodicesimo). Questo lo dico soprattutto[continua Vincenzo Gubitosi] a chi (per certi versi, giustamente) idealizza il medioevo(il medioevo è una civiltà estremamente complessa…e il cristianesimo è vero che era inculturato ma ha dovuto lottare strenuamente…)
E infatti Denis Rougemont si domanda:
“Ma da dove proviene questa nuova concezione dell’ amore perpetuamente insoddisfatto e questa lode entusiasta e lamentosa di una bella che dice sempre di no”
E osserva:
“Non si sottolineerà mai abbastanza il carattere miracoloso della nascita di questa nuova concezione”.
Perchè nell’ arco di una ventina d’anni(che sono niente) nasce una nuova visione della donna(che è innalzata al di sopra dell’ uomo di cui diviene l’ideale nostalgico. Cosa mai accaduta prima) e una poesia a forme fisse (estremamente raffinata) che canta la donna, non la donna angelo (Attenzione), una donna sublime, elevata, ma carnale che non porta certo a Dio e al paradiso come la donna dantesca o del dolce stil novo, ecc…
Vedete [continua Vincenzo Gubitosi] questo è senza precedenti in tutta l’antichità… e ce lo dice (come conferma) un altro studioso di letteratura medioevale che(conoscerete meglio) è Clive Staples Lewis (l’autore de “Le Cronache di Narnia”)[…](da “Dalla gnosi all'amore-passione” con Vincenzo Gubitosi blog FSSPX)<<«Se vuoi costruire una nave non devi per prima cosa affaticarti a chiamare la gente, a raccogliere la legna e a preparare gli attrezzi; non distribuire i compiti, non organizzare il lavoro. Ma invece prima risveglia negli uomini la nostalgia del mare lontano e sconfinato». La citazione, una delle più belle e note de Il piccolo principe, può essere impiegata anche per descrivere il cuore pulsante del messaggio cristiano che si cela dietro le pagine delle “Cronache di Narnia”. Chiunque si sia avventurato nel mondo fantastico descritto da C. S. Lewis non può infatti non aver avvertito un senso di pienezza, di soddisfazione, come solo pochi romanzi sanno donare.
Le mirabolanti imprese dei fratelli Pevensie, sorvegliati costantemente dallo sguardo paterno del leone Aslan, testimoniano nella prosa immediata della fiaba quanto di più vero possa esistere: la bellezza della vita, che rimane tale anche dopo cedimenti e tradimenti, delusioni e inganni. La certezza di un Dio benevolo che accompagna i propri figli verso un destino di felicità eterna è la solida roccia su cui ognuno dei protagonisti è chiamato a fondare il proprio essere: «Il racconto esiste non tanto per trasmettere un significato quanto per ridestare un significato» ricordava George MacDonald, lo scrittore scozzese tanto amato da Lewis[…]
[…]Per compiere grandi opere, però, come da tradizione cavalleresca, sono indispensabili due cose: una mappa, in grado di indicare la via, e una compagnia, un manipolo di fidati amici con cui condividere le gioie e i dolori di un destino da realizzare.
Il bellissimo saggio “Narnia. La teologia dell’armadio”, a cura del sacerdote salesiano Antonio Carriero, è mappa e al contempo compagnia. Il volume, agile e godibile, è una panoramica introduttiva al mondo fantastico partorito dalla penna dell’accademico irlandese, costruito come una galleria di sguardi in cui i vari interventi che raccoglie donano una profondità in grado di soddisfare anche il lettore più smaliziato. Gli articoli, firmati da noti studiosi italiani di fantasy del calibro di Edoardo Rialti, Carlo M. Bajetta, Mariarosa Bosco, Ives Coassolo, Erica Gazzoldi, Paolo Gulisano, Carlo Meneghetti, Chiara Nejrotti e Luisa Paglieri sono un trampolino di lancio per tuffarsi nei segreti dei romanzi e nella biografia del loro autore, rivelando come Narnia sia fondamentalmente qualcosa di non molto dissimile dal Vangelo. Del resto nelle numerose lettere di risposta a quelle dei giovani lettori che corrispondevano con lui, lo stesso Lewis non mancava mai di ribadire come le Cronache avessero per oggetto ultimo Cristo[…](da “Narnia: un Vangelo per i piccoli (e per i grandi)” di Luca Fumagalli blog di Radio Spada)>>
Nella sua “L’allegoria d’amore. Saggio sulla tradizione medievale” Lewis dice:
“ Si è tentati di trattare l’amor cortese (ecco l’archetipo culturale) come un mero episodio della storia letteraria. Un episodio senza conseguenze, ma è solo perchè siamo così addentro nella tradizione erotica dell’ Europa moderna da scambiarla per qualcosa di naturale e universale senza curarci di indagarne le origini. Ci sembra naturale che l’amore debba essere il tema più comune della letteratura seria e di immaginazione, ma una sola occhiata all’ antichità ci mostra che non è così, quando ci immaginiamo di spiegare questa teoria in particolare ad Aristotele, Virgilio, San Paolo. Allora ci accorgiamo di quanto poco naturale essa sia.
Persino il nostro galateo con la sua regola che le donne devono aver sempre la precedenza è un retaggio dell’ amor cortese e non è certo sentito come naturale in India o in Giappone(questo non significa che dobbiamo fare i cafoni come dicevo sempre ai miei studenti [aggiunge Vincenzo Gubitosi]).
I poeti francesi effettuarono un cambiamento che non lasciò intatto nemmeno un cantuccio della nostra etica, immaginazione e vita quotidiana. Al paragone (attenzione qui) con l’amor cortese la rivoluzione rinascimentale è appena un increspatura nel mare letterario.
Nella letteratura antica di rado l’amore s’innalza al di sopra di una giocosa sensualità o una consolazione domestica se non per esser trattato come tragica follia”(la ate, l’accecamento che travolge l’individuo e lo spinge al delitto…Fedra, Medea, Didone…Quella passione da cui le fanciulle supplicavano gli dei di tenerle lontane. Adesso, invece, si prega al contrario. Ah potessi sperimentare la passione).
Quindi “amor cortese” non è “amor gentile”( che è sempre Dante). Viene da “corte”. La “corte” che è l’erede ingentilita raffinata del “feudo”[…]
…gli elementi tipici dell’amor cortese …L’elemento più tipico (che anche Lewis individua) è “l’adulterio”…Nella morale cattolica i due coniugi si appartengono, i corpi dei coniugi appartengono all’ altro. Quando mi sposo il mio corpo non mi appartiene più…io non sono piu’ mio(per gli atti ordinati alla generazione, ovviamente). Una grandissima e profondissima verità, ma che è la morte della passione…
[…]“amor cortese” che ha degli elementi tipici che velocemente enumeriamo:
-“l’amore fino”, cioè un amore che raffina, che ingentilisce l’animo a livello interiore e quindi rende possibile la cortesia che però è anche
-“amore inappagato”, necessariamente inappagato, cioè non si può realizzare nel possesso reciproco degli amanti(altrimenti la cortesia che si alimenta di una tensione del desiderio cadrebbe, non avrebbe più ragion d’essere).
-“Inferiorità dell’ uomo rispetto alla donna”(come abbiamo detto)
-L’elemento più tipico (che anche Lewis individua) è “l’adulterio”(è un amore necessariamente adulterino) e [Vincenzo Gubitosi apre qui una parentesi dicendo]. In questo periodo nascono i tribunali d’amore presso le corti (che non erano dei veri tribunali, ma si improvvisavano come tribunali) dove la nobile, la dama emetteva delle sentenze in tema d’amore(quindi c’erano delle coppie che si rivolgevano alla dama e cercavano dei responsi)…E uno dei responsi(di cui parla Andrea Cappellano nel “De Amore”) dice:”dichiariamo, formalmente, rigorosamente che l’amore non può stendere le sue forze, non le può spiegare all’ interno del matrimonio tra due coniugi”.
QUINDI SIAMO ALLA TEORIZZAZIONE DELL’”amore-passione”
Perchè?
Perchè i due coniugi si appartengono. Elemento che bisogna sempre mettere in luce e ricordare della morale cattolica, i corpi dei coniugi appartengono all’ altro. QUANDO MI SPOSO IL MIO CORPO NON MI APPARTIENE PIÙ. Questa è una VERITA’ che anche i migliori tradizionalisti faticano a ricordare(magari, in teoria lo so…). Nella vita quotidiana non è sempre facile ricordarlo. IO NON SONO PIU’ MIO(per gli atti ordinati alla generazione, ovviamente). UNA GRANDISSIMA E PROFONDISSIMA VERITÀ, MA CHE È LA MORTE DELLA PASSIONE(eh perchè capite bene, si parla di debito…)
-Altro elemento dell’“amor cortese”(ovviamente) “il conflitto con la morale cattolica”. Infatti il vescovo parigino del tempo Etienne Tempier nel 1177 condanna 219 proposizioni in questa materia tra cui quelle del “De Amore”
Le origini dell “amor cortese”(come abbiamo accennato) non sono così scontate ma sono più torbide di quanto si immagini[ e qui Vincenzo Gubitosi fa un excursus].
la setta eretica dei Catari…“Il lirismo cortese fu perlomeno ispirato dall’ atmosfera religiosa del catarismo”…e [un accenno/ richiamo a Julio Meinvielle e al suo libro“Dalla Cabala al Progressismo”]…
In quegli stessi secoli dell’ alto-medioevo un “movimento religioso”(tra virgolette) spopolava in Europa che proveniva dall’ oriente…E’ un movimento che ha origine nel più antico manicheismo, e stiamo parlando della setta eretica dei Catari, che come dice Julio Meinvielle nel suo capolavoro “Dalla Cabala al Progressismo” in realtà si rifà alle speculazioni metafisiche del paganesimo. E NON HA NIENTE A CHE FARE CON IL CRISTIANESIMO. NIENTE, anche se si definisce setta eretica(ma solo perchè a suo tempo, Mani, il fondatore del manicheismo si definiva ultimo apostolo di Cristo…finita lì la parentela con il cristianesimo…) il catarismo(vediamo) è sulla stessa linea…(da “Dalla gnosi all'amore-passione” con Vincenzo Gubitosi blog FSSPX)
[potrebbe essere interessante anche fare un breve accenno(con stralci da articoli…) su Julio Meinvielle e il suo libro“Dalla Cabala al Progressismo” appena citato da Vincenzo Gubitosi] <<[…]In questo libro si chiarisce come l’origine di tutti gli errori antichi e moderni sia la falsa càbala esoterica giudaica, la quale ha influenzato oltre che in fariseismo deicida e l’intera filosofia moderna (da Cartesio in poi) anche i “periti” conciliari (Teilhard de Chardin, Rahner, Küng, Schillebeeckx, Congar, Chenu, Daniélou, de Lubac, von Balthasar, etc.).
Questo libro si propone di dimostrare che nel corso della storia umana VI SONO DUE SOLI ATTEGGIAMENTI DI VITA E DI PENSIERO: UNO, QUELLO CATTOLICO, CHE È LA TRADIZIONE RICEVUTA DA DIO TRAMITE ADAMO, MOSÈ E GESÙ CRISTO, IL CUI INSUPERATO ESPOSITORE È STATO SAN TOMMASO D’AQUINO; L’ALTRO, QUELLO GNOSTICO E CABALISTICO, CHE ALIMENTA GLI ERRORI DI TUTTI I POPOLI: QUELLI PAGANI, QUELLI CHE APOSTATARONO DAL PRIMO EBRAISMO E PERSINO QUELLI CHE ABIURARONO IL CRISTIANESIMO, COSÌ COME ACCADE IN PARTICOLAR MODO NEL MONDO MODERNO.
La tradizione perversa e cabalistica prende origine da quella buona, corrotta dalla malizia dell’uomo il quale, a sua volta, si lascia sedurre ed alienare dal demonio. La grande tentazione gnostica del “sarete come dèi” attecchisce nel genere umano e lo conduce alla perdizione.
È il Mistero della redenzione, che sebbene abbia un frutto esclusivamente salvifico non si compie se non per l’intervento delle due forze — le cattive e le buone.
STA A NOI FARE LA SCELTA: DI QUALE CITTÀ VOGLIAMO FAR PARTE? A QUALE TRADIZIONE VOGLIAMO ADERIRE? A QUELLA LUCIFERINA O A QUELLA CRISTIANA?
È questo un libro imprescindibile e capitale, che bisogna studiare profondamente e far conoscere diffusamente per far capire quale sia la vera natura dei mali che ci circondano, quale la loro radice per potercene preservare[…](da “Dalla Cabala al progressismo” di don Julio Meinvielle blog San Michele Arcangelo)
[…]don Julio Meinvielle (1905-1973)[…]Pochi come lui hanno saputo cogliere, nella particolare fase storica vissuta dal mondo e dalla Chiesa prima, durante e dopo la Seconda guerra mondiale, le mosse iniziali di quel funesto disegno chiamato globalizzazione, mirante ad instaurare un Nuovo Ordine Mondiale sotto il segno dell’Anticristo, mosso da un odio atavico e da un radicale disprezzo per Cristo e il cristianesimo. E soprattutto pochi come lui, hanno saputo vedere nel Concilio Vaticano II, dietro le fanfare progressiste e gli strombazzati "superamenti" di posizioni giudicate ormai anacronistiche (e sì che la terminologia stessa, superamento, avrebbe dovuto evocare nel suono hegeliano delle parole, la vera natura della nuova religione che si mirava ad instaurare in luogo e sulle rovine della sola autentica religione cattolica), la realtà del disegno anticristico, ordito da un pugno di teologi modernisti e sobillato da una fazione massonica di rabbini[…]
[…]Merito di don Julio Meinville — grande studioso di san Tommaso d’Aquino, sacerdote esemplare, parroco in uno dei quartieri più degradati e difficili della periferia di Buenos Aires, lottatore instancabile della verità, travolto forse intenzionalmente da un’automobile mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali, il che getta una luce inquietante sulla sua fine, del resto preceduta da lunghi anni di attacchi, calunnie e denunce da parte di quegli ambienti rabbinici che da sempre lo accusavano, falsamente, di antisemitismo — è quello di aver colto e mostrato il filo rosso che lega tutto lo sviluppo del pensiero umano, non solo occidentale, e permette di riconoscervi DUE FILONI ESSENZIALI, ASSOLUTAMENTE INCOMPATIBILI E ANTITETICI: LA VERA E LA FALSA CABALA, LA VERA E LA FALSA PAROLA DI DIO.Fin dall’origine dell’umanità, Dio ha parlato all’uomo e gli ha trasmesso il vero sapere e il giusto orientamento alla verità: È IL FILONE che va da Adamo a Mosè, a Gesù Cristo, alla filosofia cristiana superbamente organizzata ed esposta nella sintesi insuperata, e forse insuperabile, di san Tommaso d’Aquino. Tale filone è caratterizzato dalla metafisica dell’essere, dell’atto di essere delle cose, che rende possibile la manifestazione delle loro qualità e si caratterizza come intrinsecamente buona, perché l’esistenza reale (distinta da quella puramente mentale) dona, per così dire, la possibilità di concretizzare tutto il bene che è potenzialmente racchiuso negli enti, così come, in Aristotele, l’attività è racchiusa nella potenza che la rende possibile e le offre le condizioni atte a estrinsecarsi.
L’ALTRO FILONE, che incomincia anch’esso fin quasi dal principio, si manifesta nel fariseismo che stravolge la rivelazione mosaica (e da spirituale e universale cerca di renderla materiale ed esclusivista), indi prosegue con Simon mago, gli gnostici e via, via, i filosofi moderni che negano o confondono sistematicamente la metafisica dell’essere e la sostituiscono con la diabolica metafisica del nulla (Hume, Hegel, Heidegger), seguendo lo schema della falsa Cabala dei rabbini che si fonda sulla negazione del principio divino, assoluto e creatore, per sostituirlo con un Dio in divenire, che in ultima analisi coincide con gli esseri e che mira alla auto-divinizzazione dell’uomo, visto come il depositario di una scintilla divina presente in lui non da un libero e gratuito atto creativo di Dio, ma come frutto di una emanazione, ossia di una "trasmissione" dell’elemento divino che l’uomo riceve inconsapevolmente (come inconsapevole è Dio di darglielo) e che poi sviluppa e di cui diviene cosciente grazie a un sapere esoterico. Insomma, ci sono due vie per giunger alla sapienza: una veritiera e costruttiva, perché viene da Dio; l’altra ingannevole ed illusoria, perché costruita dalla superbia umana (si ricordi la Città di Dio e la città dell’uomo, che poi è in definitiva la città del diavolo, nella concezione agostiniana) in emulazione in concorrenza con Dio, anzi con la pretesa di sostituirsi a Dio e deificare se stesso[…]
[…]Al principio del capitolo quarto, e poi ancora all’inizio del capitolo dodicesimo della sua sintesi magistrale, don Julio Meinvielle ricapitola come lo gnosticismo cristiano in tutte le sue varie forme e declinazioni, comprese le più recenti (anzi soprattutto, diremmo noi, le più recenti, come il modernismo!), altro non è, in buona sostanza e liberato da alcuni elementi secondari che servono più che altro a confondere le acque e gettare fumo negli occhi degli sprovveduti, un "cristianesimo" rivisto e corretto, cioè irreparabilmente inquinato e alterato, dalla Cabala (da: J. Meinvielle, Dalla Cabala al progressismo; titolo originale: De la Cábala al Progresismo, Salta, Editora Calchaqui, 1970; traduzione dallo spagnolo di Lorenzo de Vita, Edizioni Effedieffe, 2018, pp. 145-146; 337; 339):
“Gli errori della Cabala possono essere riassunti in due punti fondamentali: Dio ha un’esistenza indeterminata, tra l’essere e il non essere tra il sì e il no, tra il bene e il male, e non si realizza veramente se non nell’universo e nell’uomo, che essendo emanazione di Dio, lo completano e lo concludono. Tutto, allora, per un processo omogeneo, esce da Dio: il mondo e l’uomo, tutta la storia, con l’errore e la verità, con il bene e il male, e tutto infine ritorna a Dio. L’uomo, nel profondo del suo essere, è una scintilla divina che cammina verso la propria divinizzazione. Perché il Dio completo e finito è l’uomo realizzato nella storia dell’umanità.
La Cabala è un’invenzione giudaica che si origina nella corruzione[…]Non appena il cristianesimo fa la sua comparsa, i giudei cercano di distruggerlo. Distruggerlo dal di fuori perseguitando Cristo e i cristiani, distruggerlo dal di dentro corrompendolo con la Cabala. E questa seconda distruzione produce il fenomeno dello gnosticismo cristiano[…]
[…]Sarebbe un errore intendere il progressismo cristiano quale effetto di un’influenza DIRETTA della Cabala..Non lo crediamo; perlomeno in relazione al settore corrente dei teologi, in cui si sta verificando il movimento propulsore di cambiamento della Chiesa, dalla Chiesa tradizionale — quella di sempre — in una Chiesa nuova, la quale è in gestazione. Pensiamo che l’influenza sia invece INDIRETTA, nondimeno reale ed efficace, e passi attraverso la cultura moderna, che è stata completamente avvinta da influssi gnostici e cabalistici.
Queste influenze, a loro volta, non si realizzano in modo generale e totale, bensì sono influenze parziali che ricadono sopra ognuno degli elementi dottrinali e sopra vari altri aspetti — liturgici, societari, di vita spirituale pastorale, di governo — presi separatamente. Il cambiamento che in tal modo si produce — in definitiva e se la situazione non cambierà il suo corso — andrà assumendo un ritmo globale travolgente, un carattere universale, che modificherà sostanzialmente tutta la dottrina e la vita della Chiesa cattolica. (…)
Per comprovare che la Rivelazione e la Teologia devono cambiare, e cambiare sostanzialmente, andando in tal modo contro l’insegnamento chiaro del Concilio Vaticano I, Rahner adduce una triplice caratteristica della situazione attuale, a partire dalla quale e sopra la quale la teologia deve esprimersi. 1) L’immagine scientifico-razionale del mondo, che sarebbe un sistema dinamico ed evolutivo; 2) Il Dialogo tra teologia e mondo sarebbe co-determinato dal peccato; 3) Vi sarebbe la possibilità e la presenza dell’errore in teologia[…]
[…]Se un capintesta come Rahner ammette — con parole e scritti ambigui e proclivi alla giustificazione – – un cambiamento nella Rivelazione e nella teologia, non meraviglia che dietro di lui moltissimi teologi mettano oggi in discussione le più evidenti verità sancite dal magistero straordinario del Concilio Ecumenico (universale)[…]”
[…]Come ammonisce il profeta Isaia (50, 20-21):
Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro. Guai a coloro che si credono sapienti e si reputano intelligenti.[…](da “Come la Cabala e la gnosi hanno infiltrato il Vangelo” di Francesco Lamendola blog Unione Apostolica «Fides et Ratio»)>>
…La tentazione gnostica del peccato originale di Adamo ed Eva…e quale nella sua essenza? l’aver voluto costituire da se stesso l’ordine della moralita’ e della felicita’…diventare come Dio…“vi si apriranno gli occhi”(cioè scoprirete quello che Jahvè vuole nascondervi)…il capovolgimento radicale con la creatura che diventa creatore…Jahvè cattivo, il serpente buono anzi di più: Jahvè è il demiurgo malvagio, il serpente è il vero Dio…la legge morale è data per torturare l’uomo(con dei precetti insopportabili) e non per liberarlo dalla schiavitù del peccato eccetera, eccetera…voi prendete qualsiasi Verita’ cattolica, capovolgetela e avrete la Verita’ gnostica corrispondente…
Per comprendere questa realtà dobbiamo fare un excursus e risalire letteralmente ad Adamo ed Eva(cioè alla prima tentazione della storia umana che è una tentazione gnostica, ed abbiamo un peccato eminentemente gnostico nel peccato originale)
Perchè?
Perchè Adamo desidera (come dice san Tommaso) “un bene spirituale superiore alla propria dignità”
E quale nella sua essenza?
L’AVER VOLUTO COSTITUIRE DA SE STESSO L’ORDINE DELLA MORALITA’ E DELLA FELICITA’. Questo è il peccato originale…e la radice gnostica si trova lì. E lì c’è la promessa sarcasticamente luciferina del “SARETE COME DEI”[…]
Ma come si arriva a tanta stoltezza?
Cioè ad immaginare di (diventare come Dio). Vedete[prosegue sempre Vincenzo Gubitosi] quale il colpo di genio del tentatore è che: (in realtà tu sei già Dio e non lo sai). E questo è il senso di “vi si apriranno gli occhi”(cioè scoprirete quello che Jahvè vuole nascondervi). E da questo capovolgimento radicale con LA CREATURA CHE DIVENTA CREATORE, derivano tutti gli altri capovolgimenti della dottrina della tradizione gnostica nel corso della storia, e quindi: Jahvè cattivo, il serpente buono anzi di più: Jahvè è il demiurgo malvagio, il serpente è il vero Dio…LA LEGGE MORALE È DATA PER TORTURARE L’UOMO(con dei precetti insopportabili) E NON PER LIBERARLO DALLA SCHIAVITÙ DEL PECCATO eccetera, eccetera…VOI PRENDETE QUALSIASI VERITA’ CATTOLICA, CAPOVOLGETELA E AVRETE LA VERITA’ GNOSTICA CORRISPONDENTE
…la Verita’ gnostica che dice che il matrimonio e’ male…che la sessualità naturale ordinata alla procreazione, è il peggiore dei peccati…e il catarismo…
Come quella che ci interessa più da vicino adesso, e cioè: IL MATRIMONIO E’ MALE
Perchè?
Perchè se io sono Dio. Sono una scintilla divina…Io non devo permettere che altre scintille divine siano imprigionate nel carcere della materia. COSA CHE REALIZZA PROPRIO LA SESSUALITÀ NATURALE ORDINATA ALLA PROCREAZIONE, CHE QUINDI DIVENTA IL PEGGIORE DEI PECCATI. CAPITE[prosegue Vincenzo Gubitosi] LA PERVERSIONE MASSIMA CHE SI RAGGIUNGE CON QUESTO ERRORE…
E siamo arrivati al CATARISMO che eredita proprio questa perversione
ATTENZIONE, e l’obiezione che si sente sempre quando si parla di questo argomento è:
Ma il catarismo vuol dire PUREZZA. Il cataro vuol dire PURO. I Catari PREDICAVANO L’ASCESI, L’ASTINENZA (proprio) da tutti i rapporti proprio perchè c’era questo pericolo. ATTENZIONE, proprio come in ogni realtà non siamo di fronte ad un BLOCCO MONOLITICO. I PERFETTI tendevano ad astenersi da ogni rapporto sessuale, ma la MASSA dei fedeli(degli adepti) NO.
[e a questo proposito Vincenzo Gubitosi legge da “L’inquisizione” di Franco Cardini]:
“Per quanto i perfetti si astenessero da tutti i contatti carnali, conseguenza del loro insegnamento era che qualunque tipo di rapporto, dall’ amore coniugale (volontariamente sterile) all’ omosessualità fosse comunque meno colpevole dell’ atto generativo”[…](da “Dalla gnosi all'amore-passione” con Vincenzo Gubitosi blog FSSPX)<<[…]La Gnosi – soprattutto nella forma del Catarismo – celebra la sessualità sterile e quindi il rapporto omosessuale. Anche oggi si celebra la sessualità sterile, in ossequio alla Gnosi perenne, mente si penalizza e si denigra la sessualità fertile. La contraccezione, l’aborto, la fecondazione artificiale e l’utero in affitto dipendono da questa concezione della materia, e quindi della natura creata e del corpo, come cose strumentali prive di un messaggio per noi. Per lo gnostico è possibile gestire il corpo come uno strumento di un piacere dissoluto e nello stesso tempo salvarsi perché la materia è altra cosa dallo spirito e questo può rimanere puro anche nella sozzura[…](da “Libro sulla gnosi: "l'eresia delle eresie" nella Chiesa” di Stefano Fontana blog La Nuova Bussola Quotidiana)>>
Poi c’era una grande presenza di donne in ruoli di autorità(questo deve anche sempre far riflettere quando troviamo queste rivendicazioni nei movimenti religiosi…siamo lontano dal cattolicesimo…) che infatti praticavano le TECNICHE ABORTIVE.
E allora conclude:
“È facile comprendere come che questo alto contenuto ascetico della predicazione, una volta diffuso tra numerosi adepti si traducesse in una dirompente forza nichilistica e asociale che scardinava le famiglie e la morale su cui si fondava la società civile cristiana”.
Ci dice fino a che punto i Catari fossero dentro la società del tempo lo studioso ebreo Gershom Scholem nel “Le origini della Cabala”. Perchè dice che il dodicesimo secolo ha conosciuto un periodo di alta fioritura del giudaismo proprio nel sud della Francia, nella Provenza
Perchè?
Perchè il cristianesimo cattolico ha dovuto lottare strenuamente per la sua sopravvivenza. Non è il cristianesimo che regna ma la religione dualista dei Catari(o Albigesi).
Il vero cristianesimo aveva perduto la sua influenza in ampi circoli tanto nella classe dominante di feudali, cavalleria e rappresentanti culturali quanto negli strati popolari dei contadini e dei pastori.
E allora?(a questo punto tiriamo le somme)
Denis Rougemont dice:
“Il lirismo cortese fu perlomeno ispirato dall’ atmosfera religiosa del catarismo”
Perchè riteniamo plausibile questa ricostruzione?[ domanda e si domanda Vincenzo Gubitosi]
Perchè abbiamo un rapporto di coesistenza sul piano spaziale-temporale(sud della Francia-dodicesimo secolo) della diffusione del catarismo e dell’ amor cortese(nello spazio di mezzo secolo al massimo nasce questo nuovo fenomeno).
Lo conferma Raimondo V conte di Tolosa che con un accorato appello chiede l’’intervento della chiesa per rimuovere l’eresia che dice:”si è diffusa oramai ovunque, è penetrata nelle famiglie dividendo marito e moglie figlio e padre. Gli stessi sacerdoti si sono lasciati corrompere e le personalità più influenti tra i suoi sudditi sono state sedotte ed hanno trascinato con sè gran parte del popolo”
Capito? Siamo nell’ alto-medioevo(il periodo di splendore della chiesa). Eppure abbiamo delle situazioni di criticità(di lotta profonda).
Oltre al rapporto di coesistenza abbiamo il rapporto di analogia tra le idee delle dottrine che abbiamo visto (entrambe) condannano il MATRIMONIO o come fonte di peccato(il catarismo) o luogo di impossibilità di realizzazione dell’ amore. E il tutto si traduceva in una giustificazione dei rapporti extraconiugali e di qualsiasi forma di sessualità deviata. E quindi appare paradossale(ma non strano) che il credo dei catari venisse accolto di buon grado nelle gioiose corti provenzali
Quale è l’origine (in definitiva) di questo dramma?
Stà nel conflitto irriducibile tra due morali che si fronteggiano proprio nell’ alto-medioevo. E che da quel momento in poi(ahinoi) non termineranno più di scontrarsi fino ai giorni nostri con (dobbiamo dirlo) al momento la temporanea vittoria(la prevalenza, se così si può dire) della morale (che morale non è) dell’ “amore-passione”…
Abbiamo(in questo scontro) un continuo conflitto tra una morale che è autenticamente religiosa, cattolica, realistica( nel senso di fondata sulla realtà autenticamente umana) e dall’ altro la morale passionale, romanzesca, soggettivistica e falsamente liberatoria.
Il punto è che questa morale(che è l’unica vera morale degna di questo nome, la morale cattolica) ad un certo punto ha cessato di esercitare la sua influenza
Perchè?
Perchè si è imborghesita. E’ diventata una morale borghese. E’degenerata da cattolica a borghese. Da religiosa a convenzionale. Da realistica ad ereditaria, senza più alcun fondamento sulla fede viva. Non sa più giustificarsi. E’ il dovere per il dovere…
Rougemont ancora dice:
“Tutti gli adolescenti della borghesia occidentale sono educati nell’ idea del matrimonio ma al tempo stesso si trovano tuffati in un atmosfera romantica alimentata dalle loro letture,spettacoli, mille illusioni quotidiane il cui sottinteso è pressapoco questo: la passione è la prova suprema che ogni uomo dovrà un giorno conoscerla e che la vita non potrà essere vissuta a pieno se non da coloro che sono passati di là…””. PENSIAMO A COME OGGI SONO RIDICOLIZZATI I RAGAZZI, LE RAGAZZE A SCUOLA, NELLE COMITIVE CHE DICONO (per esempio) DI VOLER ARRIVARE CASTI AL MATRIMONIO(queste rarissime eccezioni)
Sono ridicolizzate perchè?
Perchè tu non ti rendi veramente persona completa “se non passi di là…”
Quali riflessioni possiamo trarre da questo excursus, da questo viaggio romantico del serpente antico?
[Vincenzo Gubitosi] ha pensato a due considerazioni(abbastanza diverse tra loro):
1) ancora oggi (ed anche nei migliori ambienti,diciamo, dell’ impegno cattolico) è quasi impossibile non arrivare contagiati da questa visione dell’ amore al fidanzamento, al matrimonio(perchè siamo tutti figli del nostro tempo). Cioè arrivare al matrimonio con la segreta (quantomeno speranza) in una vita felice nella misura in cui sarà foriera di questo turbine passionale, di questa emozione che non si estingue(questo è quanto di peggio si possa fare per prepararsi al matrimonio). I romani chiamavano con il verbo Amare l’esperienza della passione che trascina, della passione istintuale, MENTRE USAVANO PER L’AMORE AUTENTICO IL VERBO DILIGERE(che vuol dire scegliere). QUINDI L’AMORE È SCELTA, È ATTO DELL’ INTELLETTO. IL CONIUGE SI SCEGLIE(PROPRIO RIGOROSAMENTE, QUASI A TAVOLINO). Quindi vigilare non solo su spettacoli, film ecc ma anche su letture. Il classici sono strapieni di queste schifezze romantiche[sottolinea Vincenzo Gubitosi scusandosi del termine “schifezze romantiche”](abbiamo fatto degli esempi). La letteratura degli ultimi tre secoli è imbevuta di “amore-passione”. E’ chiaro, se io cresco con questi modelli,questo arrivo poi a desiderare(ciò è inevitabile)
2) (che è ancora più importante)fuggiamo la morale borghese. Anche qui (a parole) è tanto semplice, ma nella pratica è molto difficile.
Che cosa è la morale borghese(il moralismo)?
E’ (a volte) una contaminazione (a volte) presente (anche) negli ambienti più impegnati(più seri) dal punto di vista del desiderio di amare Dio.
[Vincenzo Gubitosi cita un esempio]. Ho avuto a che fare con dei ragazzini a scuola(scuole medie) che si scandalizzavano di fronte ad una statua greca(che ritraeva un corpo nudo) o ad un quadro(un affresco).
Perchè?
Perchè la nudità è fonte di peccato(ma questo è puritanesimo).ATTENZIONE è chiaro che(nel momento in cui) c’è una deviazione del fine, c’è una carica (ad esempio erotica in questo caso) che vuole portare (ad usare) una creatura in modo cattivo, è chiaro che bisogna fuggire dalla tentazione.
Ma la vera morale non fugge dalla lotta, fornisce le armi per combatterla[…]DOBBIAMO CONVINCERCI E CONVINCERE CHE LA MORALE È BELLA. E’ avvincente questo combattimento e non ci deve terrorizzare.
Con una formula potremmo dire: fuggiamo non il prossimo (cioè rimaniamo aperti allo splendore delle creature che sono cosa buona). Fuggiamo le occasioni prossime(che sono altro) (da “Dalla gnosi all'amore-passione” con Vincenzo Gubitosi blog FSSPX)