Gian Federico Alex

…SULLA GNOSI POLITICA DI VOEGELIN(ossia una sorta di fede secolare) …LE SEI CARATTERISTICHE(per Voegelin) CHE NEL LORO INSIEME RIVELANO LA NATURA DELL’ATTEGGIAMENTO GNOSTICO…SCIENTISMO e TECNOCRAZIA…“ ogni volta che l’uomo cerca di fabbricare l’ordine invece di scoprirlo finisce per fabbricare il disordine”(Voegelin)…

la follia di credere che la realtà possa essere costruita a tavolino…Voegelin chiamò tutto questo gnosi politica, ossia una sorta di fede secolare che sostituisce la Rivelazione con la tecnica. il mistero con il calcolo, la grazia con la pianificazione…le sei caratteristiche che nel loro insieme rivelano la natura dell’atteggiamento gnostico, principalmente nell’ambito dei movimenti di massa. Le riassumiamo di seguito…

Voegelin scriveva che la crisi della modernità nasce quando la scienza smette di essere contemplazione e diventa fabbricazione. quando l’uomo non guarda più l’ordine del mondo ma (in pratica) cerca e pretende di crearlo. E’ allora che la ragione si trasforma in potere e il sapere in dominio…Quando il sapere rinuncia alla Trascendenza ciò che resta non è più la ragione ma e’ il potere

la convinzione che solo ciò che si può misurare sia veramente reale. che solo ciò che si può calcolare sia vero. Ma tutto il resto che fine fa? il mistero, la fede, l’arte, la memoria, la coscienza…Per Voegelin questa trasformazione segna il passaggio dalla filosofia alla ideologia…lo scienziato moderno (scriveva Voegelin) non scopre ma sostituisce…

Quando uno inizia a filosofare(…) è davanti ad un bivio(fin dal momento del cominciamento, diceva Cornelio Fabro):

1) essere realista, prendere la strada del realismo

2)Prendere la strada dell’ idealismo

Se si ammette “l’apprensione sintetica originaria dell’ essere” si parte dal realismo e quindi dalla certezza che “io conosco le cose” conosco la realtà(come stanno), conosco l’ordine delle cose.

viceversa se lo nega assumerà il percorso dell’idealismo. cioè (all’ inizio c’è un idea, c’è un atto della mia coscienza) che pone le cose.

però (se prendo questa strada) tutte le verità che io conoscerò saranno tutte verita’ poste, non trovate(ma però ”
…la verità abita in natura rerum…”). Poste da me o da’ forme di coscienza diversamente intesa…cioe’ nostre rappresentazioni…

…La società della delega… che porta al totalitarismo funzionale… e che Voegelin avrebbe riconosciuto come (l’illusione dell’ immanenza). La credenza(cioè) che l’uomo possa vivere senza riferimento divino.Che la realta’ sia interamente contenuta nel mondo visibile…
[…Quando un pragmatico affermava che per lui era vero ciò che vedeva (quindi ciò che si può conoscere), Sant’Agostino (354-430) rispondeva che «se così fosse, le pietre che si trovano nelle viscere della terra non sarebbero vere pietre, dal momento che non si vedono…»]…

…Quando l’uomo si fa misura di tutte le cose tutto diventa misurabile ma nulla ha più senso…Voegelin mostrava come ogni promessa di liberazione nasconda una nuova forma di schiavitù…le ideologie del novecento ma anche la tecnocrazia di oggi…la conoscenza senza spirito genera solo dominio…La tecnocrazia …pretende di salvarci dai nostri limiti attraverso il controllo, la predizione, la gestione totale…non parla di verità ma di trasparenza. non di liberta’ ma di efficienza…pulsa la stessa hybris di sempre, la volontà di sostituire il mistero con la formula, l’uomo con la macchina, la coscienza con l’algoritmo…

Voegelin vedeva la sostituzione della
polis greca come comunita’ spirituale con una societa’ moderna, contemporanea che invece era un paradigma di un sistema funzionale…un mondo in cui l’uomo non è più chiamato a scegliere ma a rispondere. Voegelin avrebbe detto che questo è il punto in cui l’ordine diventa disordine, quando il linguaggio del bene e del male viene sostituito da quello del vantaggio e dell’ indice di produttivita’(tutti numeri, non più persone)…C’è un passaggio di Voegelin che sembra scritto per noi quando afferma: “ ogni volta che l’uomo cerca di fabbricare l’ordine invece di scoprirlo finisce per fabbricare il disordine”…

…Abbiamo moltiplicato i mezzi e perso i fini. Abbiamo digitalizzato la nostra vita ma non abbiamo imparato (ancora) a darle un senso. il pensiero di Voegelin ci invita a fare proprio questo. a riscoprire la dimensione spirituale dell’ ordine. A rimettere la Trascendenza al centro della vita pubblica, privata e individuale…l’ordine non si impone(come hanno fatto i regimi totalitari del novecento) ma si cerca…Solo così la politica può tornare ad essere umana…Voegelin amava dire:”l’uomo non vive nel mondo ma tra il cielo e la terra”.E quando dimentica una delle due dimensioni cade nell’ abisso del disordine…
—————————————————————————————————————————————
Stralci da:
1)
Voci e Visioni - Eric Voegelin - Lo scientismo e la deriva tecnocratica con Roberto Bonuglia Accademia del Senso Critico


2) Come in Cielo, così in terra. La gnosi e la lotta alla (Sacra) famiglia” di Andrea Giacobazzi blog di Radio Spada

3) Il distacco dalla realtà della filosofia moderna e contemporanea con Stefano Fontana Silvio Brachetta e Francesco Ghislandi

4) La bottiglia e il vino Seconda parte di Francesco Gisci blog Inter multiplices UNA VOX

5) “La scelta: una prospettiva filosofica” di Francesco Lamendola blog Unione Apostolica «Fides et Ratio»

——————————————————————————————————————————————

La
gnosi politica di Voegelin…Voegelin scriveva che la crisi della modernità nasce quando la scienza smette di essere contemplazione e diventa fabbricazione. quando l’uomo non guarda più l’ordine del mondo ma (in pratica) cerca e pretende di crearlo. E’ allora che la ragione si trasforma in potere e il sapere in dominio…la convinzione che solo ciò che si può misurare sia veramente reale. che solo ciò che si può calcolare sia vero.
Ma tutto il resto che fine fa? il mistero, la fede, l’arte, la memoria,la coscienza.


Secondo Voegelin è la follia di credere che LA REALTÀ POSSA ESSERE COSTRUITA A TAVOLINO, SPIEGATA, CALCOLATA e dominata da una sola forma di ragione, ossia quella scientifica, produttiva. Quella che MISURA MA NON COMPRENDE.

Voegelin chiamò tutto questo GNOSI POLITICA, ossia una sorta di FEDE SECOLARE CHE SOSTITUISCE LA RIVELAZIONE con LA TECNICA. Il MISTERO con IL CALCOLO, LA GRAZIA con LA PIANIFICAZIONE(da Voci e Visioni - Eric Voegelin - Lo scientismo e la deriva tecnocratica con Roberto Bonuglia Accademia del Senso Critico)<<[…]Eric Voegelin, uno dei massimi studiosi della materia, propone le sei caratteristiche che nel loro insieme rivelano la natura dell’atteggiamento gnostico, principalmente nell’ambito dei movimenti di massa. Le riassumiamo di seguito:
1) In primo luogo bisogna sottolineare che lo gnostico è insoddisfatto della sua situazione […].

2) […] La convinzione che le difficoltà della sua situazione possano essere attribuite al fatto che il mondo ha una struttura intrinsecamente deficiente. Infatti è egualmente possibile ritenere che l’ordine dell’essere, quale è dato a noi uomini (qualunque possa esserne l’origine), è buono e che l’inadeguatezza è in noi, esseri umani. Ma gli gnostici non sono disposti a scoprire tale inadeguatezza negli esseri umani in generale e in se stessi in particolare. Se, in una data situazione, qualcosa non è come dovrebbe essere, la causa, secondo gli gnostici, si deve trovare sempre nella perversità del mondo.

3) La terza caratteristica sta nel credere che sia possibile salvarsi dal male del mondo.

4) Da ciò deriva la convinzione che l’ordine dell’essere dovrà essere cambiato nel corso di un processo storico. Da un mondo cattivo deve emergere, per evoluzione storica, un mondo buono […].

5) Con questo quinto punto arriviamo alla caratteristica tipica dello gnosticismo nel senso più stretto: la convinzione cioè che un mutamento nell’ordine dell’essere rientri nell’ambito dell’azione umana, che questo atto salvifico sia possibile grazie agli sforzi personali dell’uomo.

6) Quindi, se è possibile realizzare nell’ordine dell’essere un mutamento strutturale così completo da trasformarlo in un ordine perfetto di nostra piena soddisfazione, il dovere che si impone allo gnostico è quello di cercare la ricetta atta a determinare tale mutamento. La conoscenza – gnosi – del metodo per trasformare l’essere costituisce la preoccupazione centrale dello gnostico. Quindi, la sesta caratteristica dell’atteggiamento gnostico consiste nella costruzione di una formula per la salvazione dell’io e del mondo, accompagnata dall’atteggiamento profetico tipico dello gnostico […]
(da “Come in Cielo, così in terra. La gnosi e la lotta alla (Sacra) famiglia” di Andrea Giacobazzi blog di Radio Spada)>>

E’ in questa Gnosi che si annida lo scientismo ossia la credenza cieca nella scienza come unico criterio di verità.
La riduzione dell’ uomo ad una funzione biologica o puramente economica.
E proprio in questa pretesa di possedere la verità, di conoscere il reale ordine della natura(scriveva Voegelin) si rivela la radice di tutti i disordini moderni.
La deriva tecnocratica che osserviamo quotidianamente. L’idea che la stessa società possa essere amministrata come un algoritmo è la nuova forma del disordine Voegeliniano.

Voegelin scriveva che la crisi della modernità nasce quando la scienza smette di essere CONTEMPLAZIONE e diventa FABBRICAZIONE. Quando l’uomo non guarda più l’ordine del mondo ma (in pratica) cerca e pretende di CREARLO.
E’ allora che la RAGIONE si trasforma in POTERE e il SAPERE in DOMINIO.
Lo scientismo(nella lettura voegeliniana) rimane una patologia della conoscenza.
Ossia la convinzione che SOLO CIÒ CHE SI PUÒ MISURARE SIA VERAMENTE REALE. CHE SOLO CIÒ CHE SI PUÒ CALCOLARE SIA VERO.

Ma tutto il resto che fine fa?

Il MISTERO, LA FEDE, L’ARTE, LA MEMORIA,LA COSCIENZA.

Tutto ciò viene espulso dal PERIMETRO del SENSO. Eppure è proprio da quello che resta, da quello che abbiamo citato che nasce LA CIVILTA’.

Quando il SAPERE RINUNCIA alla TRASCENDENZA ciò che resta NON È PIÙ LA RAGIONE MA E’ IL POTERE.

Per Voegelin questa trasformazione segna il passaggio DALLA FILOSOFIA ALLA IDEOLOGIA. DAL PENSARE AL PROGRAMMARE. DAL CERCARE LA VERITA’ A COSTRUIRE DEI SISTEMI.

E lo scienziato moderno (scriveva Voegelin) NON SCOPRE MA SOSTITUISCE. Sostituisce la realtà con modelli, le persone con categorie, la vita con delle procedure(da Voci e Visioni - Eric Voegelin - Lo scientismo e la deriva tecnocratica con Roberto Bonuglia Accademia del Senso Critico)<<[…]Quando uno inizia a filosofare, cioè quando si sveglia la sua intelligenza…(l’uomo fa filosofia, non solo i professori di filosofia fanno filosofia…l’uomo è un animale filosofico…) (già lì) è davanti ad UN BIVIO(fin dal momento del cominciamento, diceva Cornelio Fabro):

1) essere realista, prendere la strada del realismo

2)Prendere la strada dell’ idealismo

Se si AMMETTE “l’apprensione sintetica originaria dell’ essere” SI PARTE DAL REALISMO e quindi dalla certezza che “io conosco le cose” conosco la realtà(come stanno), conosco l’ordine delle cose.

Viceversa se LO NEGA assumerà il percorso dell’IDEALISMO. Cioè (all’ inizio c’è un idea, c’è un atto della mia coscienza) che pone le cose.


Però (se prendo questa strada) TUTTE LE VERITÀ CHE IO CONOSCERÒ saranno tutte VERITA’ POSTE, NON TROVATE(ma però ”la verità abita in natura rerum…”). POSTE DA ME O DA’ FORME DI COSCIENZA DIVERSAMENTE INTESA…cioe’ NOSTRE RAPPRESENTAZIONI.

Ma le nostre rappresentazioni hanno (sempre) un elemento imprescindibile di SOGGETTIVITA’. Per cui NON NE USCIAMO PIU’. gli idealisti (che quindi prendono quella strada) saranno SEMPRE PRIGIONIERI. PRIGIONIERI DI SE STESSI. PRIGIONIERI DELLA PROPRIA COSCIENZA. LA COSCIENZA è LA GRANDE NOSTRA RISORSA DI LIBERTÀ, ma LA COSCIENZA è anche IL NOSTRO PIÙ TRAGICO CARCERE(se ci rimaniamo all’ interno)[…]
(da Il distacco dalla realtà della filosofia moderna e contemporanea con Stefano Fontana Silvio Brachetta e Francesco Ghislandi)>>

…La società della delega… che porta al totalitarismo funzionale… e che Voegelin avrebbe riconosciuto come (l’illusione dell’ immanenza). La credenza(cioè) che l’uomo possa vivere senza riferimento divino.Che la realta’ sia interamente contenuta nel mondo visibile…


Oggi lo vediamo con chiarezza disarmante. La società della competenza, quella che si illude di essere governata dai migliori. E’ in realta’ UNA SOCIETA’ DELLA DELEGA.
Perchè abbiamo delegato la decisione alla scienza, la libertà alla sicurezza, il pensiero all’ efficienza.
E quindi (come già avvertiva Voegelin) ci siamo consegnati ad un NUOVO TIPO DI TOTALITARISMO. Il TOTALITARISMO FUNZIONALE.

Quello che (in pratica) non impone dogmi, li presume. Quello che non minaccia ma convince. Quello non costringe ma suggerisce(pensiamo agli algoritmi).

E tutto questo trasforma la libertà in un set di preferenze(algoritmi) che TRASFORMA LA DEMOCRAZIA IN UN INTERFACCIA E IL PENSIERO IN UN CONSUMO INFORMATIVO.

Voegelin avrebbe riconosciuto in questa logica il trionfo di quella che definiva L’ILLUSIONE DELL’ IMMANENZA. La credenza(cioè) che L’UOMO POSSA VIVERE SENZA RIFERIMENTO DIVINO, che LA REALTA’ SIA INTERAMENTE CONTENUTA nel MONDO VISIBILE. Ma la conseguenza di QUESTA ILLUSIONE è LA PERDITA DELL’ ORDINE(da Voci e Visioni - Eric Voegelin - Lo scientismo e la deriva tecnocratica con Roberto Bonuglia Accademia del Senso Critico)

[…Quando un pragmatico affermava che per lui era vero ciò che vedeva (quindi ciò che si può conoscere), Sant’Agostino (354-430) rispondeva che «se così fosse, le pietre che si trovano nelle viscere della terra non sarebbero vere pietre, dal momento che non si vedono…»]

Quando l’uomo si fa misura di tutte le cose tutto diventa misurabile ma nulla ha più senso…Voegelin mostrava come ogni promessa di liberazione nasconda una nuova forma di schiavitù…le ideologie del novecento ma anche la tecnocrazia di oggi…la conoscenza senza spirito genera solo dominio…La tecnocrazia …pretende di salvarci dai nostri limiti attraverso il controllo, la predizione, la gestione totale…non parla di verità ma di trasparenza. non di liberta’ ma di efficienza…pulsa la stessa hybris di sempre, la volontà di sostituire il mistero con la formula, l’uomo con la macchina, la coscienza con l’algoritmo…

Quando l’uomo si fa misura di tutte le cose tutto diventa misurabile ma NULLA HA PIÙ SENSO.In fondo Voegelin aveva previsto (anche) la nostra epoca di connessioni e disconnessioni. Nel mito del mondo nuovo (analizzando le ideologie del novecento) mostrava come ogni promessa di liberazione nasconda una nuova forma di schiavitù. Ma la conoscenza senza spirito genera solo dominio.

La tecnocrazia di oggi non è diversa perchè è diventata una GNOSI DIGITALE che pretende di SALVARCI DAI NOSTRI LIMITI ATTRAVERSO IL CONTROLLO, LA PREDIZIONE, LA GESTIONE TOTALE.

NON PARLA DI VERITÀ MA DI TRASPARENZA. Non di LIBERTA’ ma di EFFICIENZA. Eppure sotto la sua superficie razionale pulsa la stessa HYBRIS DI SEMPRE, LA VOLONTÀ DI SOSTITUIRE IL MISTERO con LA FORMULA, L’UOMO CON LA MACCHINA, LA COSCIENZA CON L’ALGORITMO[…]

…la sostituzione della polis greca come comunita’ spirituale con una societa’ moderna, contemporanea…l’uomo non è più chiamato a scegliere ma a rispondere…“ ogni volta che l’uomo cerca di fabbricare l’ordine invece di scoprirlo finisce per fabbricare il disordine”…

Voegelin vedeva la sostituzione della POLIS GRECA come COMUNITA’ SPIRITUALE con una SOCIETA’ MODERNA, CONTEMPORANEA che invece era un PARADIGMA di un SISTEMA FUNZIONALE.

La differenza è sottile ma decisiva. Perchè nella POLIS l’uomo viveva per dare forma alla GIUSTIZIA. Nella società tecnocratica esso vive per adattarsi al FUNZIONAMENTO(essere funzionali sempre a qualcosa o a qualcuno).
Il risultato è una realtà dove la disuguaglianza non è più un problema morale ma una condizione tecnica dove il bisogno non interroga LA COSCIENZA bensì IL MERCATO e dove LA POLITICA NON RAPPRESENTA MA GESTISCE. E’ il mondo del BISOGNO. Un mondo dove IL MERITO e LA NECESSITA’ vengono SEPARATI e SUPERATI per COSTRUIRE una SOCIETA’ DOCILE e CONTROLLABILE, SCIENTIFICAMENTE INEFFICIENTE ma POLITICAMENTE COMODA.

Un mondo in cui l’uomo non è più chiamato a SCEGLIERE ma a RISPONDERE. Voegelin avrebbe detto che questo è il punto in cui L’ORDINE DIVENTA DISORDINE, quando la STRUTTURA DEL POTERE TI EMANCIPA DAL LIMITE, QUANDO IL LINGUAGGIO DEL BENE E DEL MALE VIENE SOSTITUITO DA QUELLO DEL VANTAGGIO E DELL’ INDICE DI PRODUTTIVITA’(tutti numeri, non più persone)[…]

[...]Alla base di tutto questo c’è il SOGNO di UN ORDINE TOTALE solo che è TRAVESTITO DA INNOVAZIONE. Ma come ogni SOGNO DI CONTROLLO FINISCE PER GENERARE LA PROPRIA FORMA DI CAOS.

C’è un passaggio di Voegelin che sembra scritto per noi quando afferma: “ ogni volta che l’uomo cerca di fabbricare l’ordine invece di scoprirlo finisce per fabbricare il disordine”. E’ LA SINTESI PERFETTA DEL NOSTRO TEMPO(da Voci e Visioni - Eric Voegelin - Lo scientismo e la deriva tecnocratica con Roberto Bonuglia Accademia del Senso Critico)<<”…Ora, l’uomo che riceve da Dio il suo essere sceglie solo indirettamente e parzialmente, sceglie, per così dire, in seconda battuta. In altri termini, l’uomo sceglie ciò che rientra nell’orizzonte del voler divino; l’uomo, infatti, per definizione NON POTREBBE SCEGLIERE AL DI FUORI DELL’ORDINE DIVINO, QUAND’ANCHE VOLESSE OPPORVISI CON OGNI SUO SFORZO. "Tutto è Grazia", diceva giustamente, dal punto di vista del credente, il curato di campagna del romanzo di Georges Bernanos. Se tutto è Grazia, nulla di ciò che l’uomo può sentire o esprimere uscirà mai dall’orizzonte di essa: e la libertà umana sarà solo apparente. Il malvagio don Rodrigo potrà calpestare ogni legge umana e divina, ma – in effetti – non farà altro che ALIMENTARE IL CIRCUITO VIRTUOSO DELLA PROVVIDENZA. Dalle sue cattive azioni scaturirà (mediante, ad es., il rapimento di Lucia) un effetto positivo (come la conversione dell’Innominato). Ma, a quel punto, si potrà ancora sostenere che Don Rodrigo ha esercitato una sua libera scelta?…(“La scelta: una prospettiva filosofica” di Francesco Lamendola blog Unione Apostolica «Fides et Ratio»)>>

Abbiamo moltiplicato i mezzi e perso i fini. abbiamo digitalizzato la nostra vita ma non abbiamo imparato (ancora) A DARLE UN SENSO. il pensiero di voegelin ci invita a fare proprio questo. A RISCOPRIRE LA DIMENSIONE SPIRITUALE DELL’ ORDINE, a rimettere LA TRASCENDENZA al centro della vita pubblica, privata e individuale, ma non in senso confessionale ma in quello più profondo[...]

[...]l’uomo (come categoria) non si esaurisce nei suoi strumenti, che la conoscenza (come categoria) non sostituisce il mistero, che la verità (come categoria) non è una funzione bensì una presenza…

[...]l’ordine non si impone(come hanno fatto i regimi totalitari del novecento) ma si cerca…Solo così la politica può tornare ad essere umana…Voegelin amava dire:”l’uomo non vive nel mondo ma tra il cielo e la terra”.E quando DIMENTICA UNA DELLE DUE DIMENSIONI cade nell’ ABISSO DEL DISORDINE…(da Voci e Visioni - Eric Voegelin - Lo scientismo e la deriva tecnocratica con Roberto Bonuglia Accademia del Senso Critico)

348