…SUL RITORNO AL REALE…IL SEGRETO DELLA CONOSCENZA…IL BELLO e LA BONTA’…
STRALCI DAL VIDEO "LA BUONA NAVIGAZIONE – APRIAMO GLI OCCHI: TORNIAMO AL REALE" con Francesco Lamendola e Francesco Ghislandi…La fiducia di San Giovanni Bosco…Non vedere nelle persone soltanto quello che più facilmente APPARE(spesso è la parte meno bella dell’ anima…, del comportamento…)…PERCHE’? Perchè, per una serie di ragioni… quando siamo a contatto con gli altri scattano dei meccanismi per cui noi cerchiamo di FARCI NOTARE (un po tutti) cerchiamo di ATTIRARE l’ATTENZIONE e con ciò tiriamo fuori la PARTE PEGGIORE (il più delle volte) e non QUELLA MIGLIORE che invece richiede RACCOGLIMENTO, richiede SILENZIO, richiede INTROSPEZIONE e quindi non si presta ad una SPENDIBILITA’ IMMEDIATA in termini di APPROVAZIONE DEGLI ALTRI…PERCHE’?
Perchè la MASSA tende a mostrare APPROVAZIONE non VERSO I COMPORTAMENTI REALMENTE VIRTUOSI ma verso i COMPORTAMENTI che in qualche modo hanno qualcosa di SPETTACOLARE…hanno qualcosa di CLAMOROSO: anche solamente uno che ALZA LA VOCE, BATTE i PUGNI… per la MASSA è stato BRAVO, ha fatto valere le sue RAGIONI…
Al contrario la MASSA INVECE tende a NON APPREZZARE un atteggiamento SOBRIO, DIGNITOSO, DISCRETO di chi (pur avendo ragione) non si mette ad URLARE, a BATTERE I PUGNI…la sostiene in maniera PACATA e se non trova la minima possibilità di essere ascoltato si CHIUDE in un RISERBO, che non è TIMIDEZZA, non è ARRENDEVOLEZZA, ma è RAGIONEVOLE VALUTAZIONE della IMPOSSIBILITA’ di far valere la BUONA RAGIONE in quel CONTESTO…
Questo è il LATO BUONO, l’ACCEZIONE BUONA di INCANTO, INCANTAMENTO…Vedere il mondo come un LUOGO BELLO…un po come lo vedevamo da BAMBINI…dove tutto era una scoperta, una festa per gli OCCHI, per la VISTA per l’UDITO, per la FANTASIA, per l’IMMAGINAZIONE…
C’è anche un altro SIGNIFICATO:
Quando noi ci protendiamo in ASPETTATIVE TOTALMENTE IRREALISTICHE.
Quando noi SOPRAVVALUTIAMO le POSSIBILITA’ NOSTRE ED ALTRUI (di fare il BENE, di CERCARE IL VERO e di ESSERE GIUSTI…).
Quando noi facciamo questo CI ILLUDIAMO. E dunque la DISILLUSIONE E’ COSA BUONA, perchè corrisponde alla SAGGEZZA: è vero che le DELUSIONI DELLA VITA tendono ad INASPRIRE ad INACIDIRE (ci sono delle giuste osservazioni di Aristotele e San Tommaso circa il fatto che i vecchi tendono ad essere DIFFIDENTI, perchè si sono SCOTTATI parecchie volte nel corso della VITA).
Noi dovremmo EVITARE QUESTO ECCESSO COSI’ come la SOPRAVVALUTAZIONE delle POSSIBILITA’ BUONE di GIOIA , di FELICITA’…
Ci butteremmo nel fuoco per avere la FELICITA’(di essere GRATIFICATI…)… ma anche quando l’ABBIAMO basta anche poco perchè ce ne STANCHIAMO (siamo fatti così…c’è questo elemento di CONTRADDIZIONE di INSTABILITA’).
Una cosa dunque è NON SOPRAVVALUTARE LE NOSTRE ASPETTATIVE, e dunque anche non PROIETTARE ALL’ ESTERNO, sul MONDO, sulle COSE, sugli UOMINI ATTESE ESAGERATE, NON REALISTICHE perchè la CONSEGUENZA di questo è chiaramente un AMARA DELUSIONE…
Possiamo essere colpiti(sia a livello personale che collettivo) da situazioni ed eventi che ci turbano profondamente, che ci fanno soffrire, che ci gettano nello sconforto. Chi si getta nello sconforto non tiene conto del fatto che la PROVVIDENZA DI DIO AGISCE SEMPRE ma NON SEMPRE in maniera a NOI COMPRENSIBILE (anzi il più delle volte in maniera a NOI INCOMPRENSIBILE).
Quindi noi dobbiamo ENTUSIASMARCI dinnanzi allo SPETTACOLO del REALE che ci circonda, sia di non scambiare le nostre ASPETTATIVE UN PO’ INFANTILI per qualcosa di REALE.
Ricordarci che tutto è GRAZIA DIVINA e tutte le cose che non riusciamo a capire (in particolare la CROCE…che è INCOMPRENSIBILE…INCOMPRENSIBILE in un certo senso anche per GESU’ CRISTO…)
Come GESU’ CRISTO ha avuto la FORZA di ACCETTARE un DESTINO che sembrava non meritato, non logico, non necessario…ma la risposta nell’ ORTO DEGLI ULIVI “sia fatta la tua volontà e non la mia’” è la risposta che serve come MODELLO ad ognuno di noi…
…Anche la valutazione del momento storico (indubbiamente grave, drammatico) che stà vivendo la Chiesa (non da qualche anno per intenderci…ma da molti anni, quanto meno a partire dal 1962/1965... se non da prima ancora…) non dobbiamo lasciarci sopraffare dalla TRISTEZZA perchè dobbiamo ricordarci che la FORZA DI DIO, la PROGETTUALITA’ DI DIO si serve (certo) della nostra BUONA VOLONTA’, ma non ne ha BISOGNO in SENSO ASSOLUTO: cioè non siamo noi che facciamo la differenza tra la REALIZZAZIONE o MENO del REGNO DI DIO, perchè la REALIZZAZIONE FINALE DEL REGNO DI DIO è COSA CERTA.
Attenzione per REGNO DI DIO intendiamo non solo quello che si realizzerà dopo il GIUDIZIO FINALE ma anche quello che è già presente (seppure in maniera parziale e incompleta) della nostra UNIONE CON DIO. Quando noi siamo in UNIONE CON DIO, abbiamo TIMORE DI DIO, FEDE IN DIO e ci ABBANDONIAMO alla VOLONTA’ di DIO, quello è il REGNO DI DIO e la VITA DIVINA attraverso la GRAZIA SOPRANNATURALE è in noi.
Questo si REALIZZA INDIPENDENTEMENTE dal fatto che NOI ci prendiamo il MONDO SULLE SPALLE, NON DOBBIAMO SOPRAVVALUTARE il NOSTRO RUOLO o le nostre POSSIBILITA’. Dobbiamo METTERCELA TUTTA perchè il BENE TRIONFI, perchè il VERO SI AFFERMI. Non dobbiamo pensare che ciò DIPENDA DA NOI che qualcuno di NOI sia INDISPENSABILE (nessuno è indispensabile). L’unico INDISPENSABILE è il VERBO INCARNATO (e il VERBO si è già INCARNATO UNA VOLTA).
…Cadere nell’ ERRORE di un SUPER ATTIVISMO, è una forma di neopelagianesimo… SOPRAVVALUTARE ciò che l’uomo può fare con le sue FORZE (tutto è VANITA’ tranne DIO…tranne l’amore di DIO…) come se non avesse in sé le conseguenze della ferita del peccato originale è una forma di PELAGIANESIMO…
Non siamo noi uomini che SALVEREMO la CHIESA: non SOPRAVVALUTARCI ma impegnarci…ed EVITARE l’INAZIONE, la PASSIVITA’, il FATALISMO, o il sedersi sulla riva del fiume come insegna una certa saggezza cinese e aspettarsi che passi il cadavere del tuo nemico…anche perchè il CRISTIANO NON GODE AFFATTO a VEDERE PASSARE il cadavere di chicchessia… La CHIESA è SOPRANNATURALMENTE ORDINATA perchè è stata FONDATA da GESU’ CRISTO e la sua SALVEZZA è nelle mani di Nostro Signore Gesù’ Cristo…
Con l’ avvento dei social media siamo stati risucchiati in una spirale di PRESENZIALISMO, EGOCENTRISMO, NARCISISMO e CONTINUO ESIBIZIONISMO che tende a STACCARCI DALLA REALTA’, tende a darci un IMMAGINE FALSA di NOI STESSI ed anche degli ALTRI (scambiamo il MONDO VIRTUALE come MONDO REALE)… ESEMPIO: il meccanismo degli INFLUENCER, dei FOLLOWER…<<…Già nel 2017 il CENSIS nel RAPPORTO SULLA COMUNICAZIONE aveva dedicato una parte del RAPPORTO ai MEDIA in RAPPORTO all’ IMMAGINARIO COLLETTIVO.
Cioè il CENSIS già nel 2017 si era occupato di come questi MEDIA avevano cominciato a MODIFICARE l’ IMMAGINARIO COLLETTIVO delle PERSONE.
Da una ricerca del 2015 e poi nel 2023 su un gruppo di bambini tra i dieci e dodici anni in cui è stato proposto un tema su “come si immaginavano da grandi”, la maggior parte ha fatto temi in cui si IMMAGINAVA di vivere a Los Angeles in una villa con piscina, in cui si immaginava di essere il tik toker più famoso del mondo, di vivere in mete da sogno in cui al primo posto c’era Dubai.
Perchè a Dubai? Perchè i social network mostrano gli influencer che vanno a Dubai. Ciò vuol dire che Il REALE ha perso di OGGETTIVITA’ e l’IMMAGINARIO è diventato la faccia dell’ altra medaglia e ha perso di FALSITA’, è diventato sempre più VERO.
L’IMMAGINARIO, l’IRREALE è sempre più percepito come VERO e il REALE è sempre meno percepito come REALE…Da qui la ricerca su questa generazione di bambini mostra la cosiddetta VETRINIZZAZIONE (mettersi in vetrina con una vita PERFETTA con una FAMIGLIA PERFETTA come gli INFLUENCER, ecco quello che scrivono nei temi…Una vita patinata , di copertina).
Poi quando ci si SCONTRERA’ con la REALTA’ VERA (con il REALE), quando l’IMMAGINARIO subisce i colpi del REALE c’è la CRISI, il RIFIUTO…Quindi la donna che uccide il marito, il marito che uccide la moglie, il fidanzato che uccide la fidanzata, la fidanzata che getta l’acido sul fidanzato… Da aggiungere anche che alcuni di questi fatti non hanno visibilità in quanto (diversamente da altri) non fanno parte di una certa VULGATA, di una certa LINEA PRECOSTITUITA…
Da questa ricerca del 2015 e poi nel 2023 è quindi uscito che il SOGNO della BELLEZZA, della RICCHEZZA e della FAMA è AUMENTATO RISPETTO a ciò che avevano ANALIZZATO in una stessa ricerca nel 1995 ed è DIMINUITO TUTTO il RESTO…
PERCHE’? Perchè l’INFLUENZA della VITA GLAMOUR della VITA PATINATA ha cominciato a MODIFICARE i SOGNI dei nostri bambini…svuotando la CAPACITA’ di FANTASTICARE (come si faceva per esempio leggendo una FIABA…) e considerando che sui SOCIAL TUTTO è SVELATO e MESSO in VETRINA (dal corpo denudato alle vicende ai pensieri più intimi…)…(da “Esiste solo quello che ci mostrano” con Francesco Lamendola, Roberto Bonuglia, Francesco Ghislandi)
…QUINDI un BAGNO DI REALTA’ a cui ci INVITA il LIBRO dell’ ECCLESIASTICO (un libro della BIBBIA che ci ricorda cosa è VERAMENTE l’UOMO e cosa è VERAMENTE la CONDIZIONE UMANA)…STACCARCI dal CONSENSO e dall’ APPROVAZIONE DEL MONDO…
…l’ONORE per esempio è legato all’ APPREZZAMENTO, all’ APPROVAZIONE, al CONSENSO che PROVIENE dagli ALTRI… tipico ESEMPIO: il DELITTO d’ONORE Cosa era?
Era un DELITTO che veniva commesso da chi voleva DIFENDERE la PROPRIA REPUTAZIONE in FACCIA AL MONDO (ad esempio VENDICANDO un tradimento coniugale).
Imparare quindi a STACCARCI dal CONSENSO e dall’ APPROVAZIONE DEL MONDO…Questo corrisponde (in parte) ad una DISILLUSIONE cioè abbiamo CAPITO cosa è l’UOMO e cosa è la VITA (che non è quell’ ESSERE DOTATO di POSSIBILITA’ ILLIMITATE che SOGNAVANO certi INTELLETTUALI soprattutto nella stagione del 1700)
Non è IMMENSAMENTE BUONO, o CAPACE di INNALZARSI e di TRASFORMARE il MONDO in una specie di GIARDINO (quasi facendo una specie di concorrenza al PROGETTO DIVINO).
Perchè mentre il GIARDINO dell’ EDEN era IMPERFETTO perchè vi era una pianta che conteneva i semi di conseguenze disastrose per l’UOMO, Il GIARDINO che vogliono costruire certi SIGNORI che hanno raggiunto un POTERE ENORME dovrebbe essere un GIARDINO PERFETTO magari attraverso l’aiuto dell’ INTELLIGENZA ARTIFICIALE (cioè un GIARDINO dove tutto funziona senza INCEPPARSI MAI…)
MA l’UOMO non è QUESTO. E’ un ESSERE FRAGILE, fisicamente FRAGILE, fin da BAMBINO più BISOGNOSO di CURE di qualunque altro ANIMALE…Soggetto ad INFINITI MALANNI e che comunque ha DAVANTI a SE’ un PERCORSO di VITA di ALCUNI DECENNI…e poi è DESTINATO a MORIRE…
Quindi ORIENTARE la PROPRIA VITA nel senso di un’ AFFERMAZIONE VISIBILE, nel senso di un SUCCESSO che in qualche modo sia RICOMPENSA a tutte le FATICHE, a tutti i SACRIFICI, a tutte le DELUSIONI PROVATE è ILLUSORIO. Perchè in QUESTA VITA TERRENA, in questa DIMENSIONE TERRENA non c’è la POSSIBILITA’ di avere un ADEGUATA RICOMPENSA per ciò che si è SOFFERTO e PATITO…
MA se noi ORIENTIAMO la NOSTRA VITA, non verso la FINITEZZA (IMMANENZA) e dunque non verso la TOMBA…MA VERSO DIO, si APRE , si DISCHIUDE la soglia dell’ ETERNITA’.
E allora tutto quello che noi nella NOSTRA VITA di BENE e di MALE abbiamo AFFRONTATO o abbiamo da AFFRONTARE ACQUISTA un SIGNIFICATO BEN DIVERSO alla luce dell’ ETERNITA’, alla luce dell’ INFINITA SAPIENZA di DIO…E allora ci rendiamo anche conto che è RIDICOLO(un po COMICO) vedere certi UOMINI che si ERGONO a SALVATORI dell’ UMANITA’ e si comportano COMPIACENDOSENE come se DA LORO DIPENDESSERO i DESTINI dell’ UMANITA’ INTERA<<…Per Thibon la fede consiste proprio in questo: nell’accorgersi che il reale, che tutto ciò che vediamo è collegato e tenuto insieme in una profonda unità. Tutta la realtà converge, contro ogni evidenza, verso l’Uno che per Thibon è il Dio-Amore rivelatoci da Gesù Cristo. La fede per lui non è affatto evasione dalla realtà. Tutt’altro. L’uomo quaggiù non è chiamato a superare il reale, ma ad entrarci dentro fino a toccarne un fondo più profondo delle sue forze, dei suoi ragionamenti, delle sue capacità. È infatti oltre il velo che ricopre tutta la realtà che ci attende Dio: la Via, la Verità e la Vita. Perciò, “ritorno al reale” per Thibon significa andare oltre le apparenze, orientare la propria vita verso la Fonte della Vita, verso quel Dio-Amore che è origine e fine di tutto, quel Dio da cui siamo scaturiti e da cui ci siamo allontanati con il peccato originale, illudendoci di bastare a noi stessi. La saggezza di Thibon consiste quindi nell’essere ancorati alla Terra, consapevoli che le cose di quaggiù non bastano a colmare il desiderio di felicità e di infinito che abita in ciascuno noi, perché «Le cose supreme non si espandono che dall’altro lato della tomba. Ma esse cominciano quaggiù e il loro fragile seme è nei nostri cuori, e nulla fiorisce nel cielo che non sia almeno germogliato sulla terra»… (da “Gustave Thibon: perle preziose di un filosofo contadino” blog Messa in Latino)
Questa FOLLIA la vediamo
sia da parte dei PADRONI DEL MONDO (es. i signori di Davos, del Bilderberg eccetera…)
sia (ironia del destino) tra le fila di chi ha CAPITO che c’è un IDEA PERVERSA di RIFARE IL MONDO contro i PIANI di DIO…Anche tra coloro che hanno compreso che c’è questo DISEGNO DIABOLICO c’è lo stesso IDENTICO ERRORE di SOPRAVVALUTAZIONE del proprio IO (alcuni di essi si alzano in punta di piedi e proclamano che soltanto seguendo le loro indicazioni si può ancora salvare la situazione…)
…Torniamo a guardare la REALTA’ per quella che è…ATTENZIONE!!! Senza perdere l’INCANTO delle cose BELLE…
E’ proprio di un ANIMA SPROFONDATA nelle TENEBRE non VEDERE la PROFUSIONE IMMENSA di BELLEZZA di ARMONIA di PROPORZIONE… che ESISTE nell’ UNIVERSO…
Ed è veramente ridicolo sentire dire da certi SCIENZIATI che si improvvisano FILOSOFI, si improvvisano TEOLOGI (sentir dire da costoro) che tutta questa PROFUSIONE di BELLEZZA e di PRECISIONE MATEMATICA… venga dal CASO, venga da SE’, SPONTANEAMENTE, viene dal NULLA…
Noi lo sappiamo sin da BAMBINI che per ottenere qualcosa di ORDINATO, di PROPORZIONATO, di BELLO ci VUOLE il MASSIMO IMPEGNO, ci vuole LAVORO, ci vuole INTELLIGENZA…E’ IMPENSABILE che dal CASO venga fuori un MONDO così ARMONIOSO e PROPORZIONATO…
…TUTTO PASSA, DIO RIMANE…
Dal blog Inter multiplices UNA VOX: “IL SEGRETO DELLA CONOSCENZA.Vi sono due modi di conoscere: il segreto è unirli” di Francesco Lamendola
Ci sono due modi di conoscere la realtà: razionale/discorsivo e intuivo/affettivo. Il primo è proprio della matematica e della filosofia; il secondo è proprio della poesia, dell’arte e della religione.
Non vi è una superiorità intrinseca dell’uno rispetto all’altro, tanto più che non bisogna considerarli in opposizione reciproca, bensì complementari, come avviene, per esempio, nella musica, in cui sono entrambi presenti ed entrambi necessari: il fatto tecnico e razionale e l’elemento poetico e spirituale.
Vi è tuttavia una superiorità del secondo rispetto al primo quanto all’oggetto: perché è col secondo che si giunge alla contemplazione della realtà ultima, ed è il secondo che sostiene il primo, allorché si pone alla ricerca della realtà ultima…
…Dunque, due modi di conoscere. Questo significa che esistono due realtà, una che viene rivelata dalla ragione e un’altra che ci si offre per mezzo dell’intuizione mistica, poetica, spirituale? Niente affatto: la realtà è una, e quindi anche la verità è una; cambia la prospettiva da cui la si guarda, ma non cambia la sua essenza, che è unitaria e immutabile.
Del modo di conoscenza razionale abbiamo parlato più volte, specialmente trattando l’approccio filosofico di san Tommaso d’Aquino, che a nostro giudizio, e ovviamente non solo nostro, rappresenta un perfetto esempio di rigore intellettuale che nulla concede a ipotesi non dimostrate o a speculazioni generiche, fantasiose e puramente soggettive.
Ora ci soffermeremo brevemente sull’altro modo di conoscenza, quello intuitivo/affettivo; e, per prima cosa, diremo che non vi è alcuna contraddizione fra l’oggettività del metodo logico-matematico e l’apparente soggettività di quello poetico e spirituale…
…Prendiamo, a titolo d’esempio, l’incipit di uno dei più soavi e delicati racconti giovanili di Fëdor Dostoevskij, Le notti bianche (Belye Noči, 1848, nella traduzione di Elsa Mastrocicco, insieme a Il giocatore, Milano, Fabbri, 1991, p. 15):
Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che forse esistono soltanto quando si è giovani, mio caro lettore. Il cielo era così stellato, così luminoso che, guardandolo, ci si chiedeva istintivamente: è mai possibile che sotto un simile cielo vivano uomini collerici e capricciosi? Anche questa, caro lettore, è una domanda da giovani, molto da giovani… Voglia Iddio farla nascere spesso nell’animo vostro…quando scrisse questa pagina, fosse un giovane di soli ventisei anni…
Le notti sono meravigliose non solo quando il cielo è particolarmente limpido e trapunto di stelle, ma quando si è giovani: questa è una scoperta straordinaria, superiore a ogni elogio: la bellezza non è solo nelle cose, ma nell’occhio che le guarda.
E l’occhio che guarda le cose con stupore, con meraviglia, come fanno i bambini e, a volte, i giovani (il protagonista, che è l’io narrante del racconto, è appunto un giovane sognatore)…
…crescendo, subentra in esse il disincanto del mondo, e le cose riacquistano i colori opachi e le forme banali della realtà prosaica di tutti i giorni.
La seconda intuizione geniale di Dostoevskij è che esiste un legame essenziale, benché misterioso, fra la bontà e la bellezza:la bellezza si manifesta ai buoni, mentre le persone colleriche e capricciose restano insensibili ad essa. Non la vedono affatto: e, non vedendola, non ne subiscono i benefici effetti…
…Ma allora, potrebbe chiedere qualcuno, se la bellezza non è nelle cose, ma nello sguardo che le coglie, hanno ragione Cartesio, Kant, e tutti gli antimetafisici: ciò vuol dire che la realtà è quella che noi percepiamo, e nulla si può dire della realtà in sé. Se questo fosse vero, allora ne deriverebbe che la forma di conoscenza intuitiva è soggettiva, se non addirittura illusoria; uno può vedere bella una cosa che in realtà è brutta, e viceversa: solo il conoscere logico-razionale ci darebbe una vera nozione del reale.
Rispondiamo che la conclusione, in questo ragionamento, è maggiore della premessa. Noi non abbiamo detto che la bellezza non sia nella cosa, ma che non sia solamente in essa; per coglierla, per apprezzarla, per goderne, bisogna POSSEDERE UN PARTICOLARE ORIENTAMENTO DELL’ ANIMO E UNA PARTICOLARE SENSIBILITA’ SPIRITUALE.
Le cose in se stesse, quelle animate e quelle inanimate, sono belle, perché sono perfettamente adeguate ciascuna al proprio fine: un fiore per l’impollinazione, una nuvola per la pioggia, un’alba per irradiare la luce. Ma per coglierne la bellezza, è necessario che vi sia un’ANIMA CHE SI PONE SULLA LUNGHEZZA D’ONDA DEL BELLO.
Ora, abbiamo detto che vi è un legame essenziale fra la bellezza e la bontà: dunque la condizione primaria per cogliere la bellezza delle cose è un ANIMO PURO, SGOMBRO DA VIZI E GRAVI COLPE, COME QUELLO DEI FANCIULLI.
Chi possiede un tale animo, non offuscato, né appesantito dalle passioni disordinate, ma libero e aperto davanti al mistero dell’essere, coglie tale bellezza e ne gode intensamente…
…Perché i bambini sono affascinati dalle storie, dalle fiabe, da qualsiasi racconto? Perché il loro animo è sgombro dalla pesantezza dell’ego che sempre vuole e brama e teme qualcosa; è come un FOGLIO BIANCO, e il bambino si cala nelle storie che gli vengono raccontate, vi s’immerge senza residui, le vive, proprio come fa quando si abbandona al gioco, e in quel momento non vive nella realtà ordinaria, ma nel tempo e nel luogo che il suo gioco richiede…
…E, a proposito: qualcuno si è chiesto perché la maggior parte delle apparizioni mariane ha per protagonisti dei fanciulli, preferibilmente dei fanciulli incolti e abituati alla vita all’aria aperta, a contatto con la natura?…
RICAPITOLANDO. Vi sono due modi per conoscere la realtà: quello logico e discorsivo, che procede una tappa dopo l’altra, un ragionamento dopo l’altro, esaminando le obiezioni e confutandole una per una; e quello intuitivo e affettivo, che l’afferra in un solo colpo d’occhio, e che è reso possibile da una particolare disposizione dell’animo, mentre nel primo caso chiunque può impegnarsi, seguendo i criteri della logica (principio d’identità, principio di non contraddizione, ecc.) che sono validi per tutti, universali e necessari.
La sola via logica e razionale ha tuttavia un limite: non sa cogliere, di per sé, la bellezza; mentre la bellezza è una componente essenziale della realtà.
Il mondo esiste perché è bello: se non fosse bello, non esisterebbe. Quasi tutti i filosofi moderni e perfino molti poeti e artisti moderni sono fortemente pessimisti perché, imbevuti di materialismo e ateismo, non sanno vedere la bellezza che c’è nel modo; e non vedendola, credono che non ci sia. Ma il problema è nel loro occhio, non nelle cose. Il loro occhio è torbido e miope, perché non sa cogliere il presupposto di ogni vera conoscenza, che è l’amore. Essi odiano il mondo perché odiano la vita; anche quando, a parole, esaltano oltre misura le magnifiche capacità dell’uomo, il suo potere di auto-determinarsi, sono divorati interiormente da una costante angoscia, da una tristezza infinita: pensano che non ci sia speranza, che la morte sia l’ultima parola di ogni cosa e quindi che la realtà sia assurda e il mondo, un luogo ostile e incomprensibile, dunque brutto per definizione.
Il caso di Leopardi è un po’ diverso: egli sapeva vedere la bellezza, ma la sua prospettiva filosofica era stata intossicata dal veleno della cultura illuminista: fra lui e la realtà si frapponeva, come accade a moltissime persone comuni, che non praticano né la filosofia, né la poesia, il diaframma opaco di un razionalismo nichilista, scettico e distruttivo.
In questo senso abbiamo detto più volte che la modernità è la malattia: gli uomini moderni sono malati perché hanno introiettato una percezione malata del mondo. Non vedono la bellezza, così come non comprendono la bontà: pensano che la bontà e la bellezza siano dei lussi inutili e che vive meglio chi se ne sbarazza, badando unicamente al proprio interesse pratico.
Concludendo. Per giungere alla vera conoscenza, si deve percorrere sia la via logica e razionale, sia quella intuitiva e affettiva. La vera conoscenza ha per oggetto Dio, causa prima e causa finale di tutto ciò che esiste.
San Tommaso d’Aquino, quando non riusciva a trovare la soluzione di un problema filosofico, scendeva in chiesa e pregava intensamente, abbracciando il tabernacolo e supplicando Dio d’illuminarlo: perfetta sintesi del giusto atteggiamento di colui che desidera conoscere. E non basta chiedere: bisogna anche avere l’animo sgombro dal vizio, perché le passioni impediscono di porsi nella giusta prospettiva e nascondono la bellezza. Quando l’anima è in grazia di Dio, si trova in un atteggiamento di apertura, trasparenza, stupore e gratitudine, e il mondo si svela in tutto il suo splendore…