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Irapuato

Santi e Beati - 4 Settembre - Sant' Ida di Herzfeld - Santa Rosalia.
Televallassina Vedova
Ricorrenza: 4 settembre
Tipologia: Commemorazione
La Vita di Ida di Herzfeld che ci è stata tramandata, scritta da un monaco di Werden di nome Uffing, un secolo dopo la sua morte, racconta molti miracoli improbabili, tuttavia è possibile ricostruire alcuni dettagli della vita di questa santa. Pronipote di Carlo Martello (688-741), fu allevata alla corte di Carlo Magno (768-814). Unica di cinque fratelli e sorelle a non intraprendere la vita religiosa, era felicemente sposata con Ecberto di Sassonia, da cui ebbe cinque figli, di cui tre scelsero la vita religiosa (un figlio, come due dei suoi zii, divenne abate di Corvey, mentre una figlia fu eletta badessa di Herford). In età ancora molto giovane, assistette amorevolmente Ecberto che soffrì di una lunga e dolorosa malattia, fino alla morte. Rimasta vedova, si preoccupò di sistemare i figli e poi cominciò a condurre una vita di preghiera e di intenso sacrificio.
Quando suo figlio, Warin, ispirato dall'esempio della madre, diventò monaco a Corvey, Ida lasciò la sua casa per trasferirsi nel castello di Hofstdt vicino a Herzfeld, dove fece costruire una piccola cappella privata in una chiesa edificata assieme al marito, donando nel frattempo la maggior parte delle rendite delle sue proprietà ai poveri. Verso la fine della vita, soffrì di una malattia persistente e dolorosa, che sopportò con gran pazienza.
Si pensa sia morta il 4 settembre 825, sebbene qualcuno affermi che la data giusta è l'813. Fu seppellita vicino a suo marito a Herzfeld nel cimitero del convento che là aveva fondato. Nel 980 le reliquie furono trasferite, e la tomba diventò meta di pellegrinaggio; è invocata in particolare dalle donne incinte.
È invocata: come protettrice delle gestanti
MARTIROLOGIO ROMANO. A Heresfeld nella Sassonia, in Germania, santa Ida, vedova del duca Ecberto, insigne per la carità verso i poveri e l’assiduità nella preghiera.
Vergine, eremita di Palermo
Nascita: 1130, Palermo
Morte: 1166, Monte Pellegrino
Ricorrenza: 4 settembre
Tipologia: Commemorazione
Sito ufficiale:www.santuariosantarosalia.it
Nacque da Sinibaldo, signore di Quisquina e discendente del re Carlo Magno. I genitori si preoccuparono di educare la fanciulla nei principi cristiani. E la piccola Rosalia corrispose alle cure dei genitori. Devotamente attendeva alle pratiche di pietà, amava teneramente la Madonna, e per la sua innocenza e bontà di cuore divenne l'idolo dei genitori.
Conoscendo il pregio della verginità, generosamente si consacrò tutta al suo sposo Gesù, mantenendosi illibata per tutta la sua vita. Crescendo negli anni e venendo a conoscere quanto perfido sia il mondo e quanto difficilmente un giglio possa conservarsi intatto tra il fango, fuggì dalla casa paterna e si ritirò in una grotta nei crepacci del monte Quisquina presso Palermo, per darsi all'unione perfetta col suo Sposo Celeste.
autore Antoon van Dyck anno 1624 titolo Santa Rosalia incoronata dagli angeli
Solo una pastorella conosceva il luogo del rifugio di Rosalia ed ogni giorno le portava pane e latte. P difficile esporre a quali aspre penitenze e digiuni si sottopose Rosalia. Si vede ancora la grotta in cui dimorava. Vi si scende per una scala come in un sepolcro: umida, oscura. Si conserva tutt'ora la pietra su cui riposava la Santa e sul muro si vedono scolpite queste parole: a Io, Rosalia, figlia di Sinibaldo, signore di Quisquina e di Rosa, per amore del Signore mio Gesù Cristo scelsi di abitare in questa grotta ».
Non vi restò però molto tempo perché avvisata dal suo Angelo che se ivi fosse restata presto sarebbe stata trovata dai suoi genitori, si diresse verso il monte Pellegrino. Sulla sommità del monte gli Angeli le indicarono una grotta che aveva un'apertura appena sufficiente per entrarvi. La luce, penetrando in essa, ne rischiarava le nere pareti; il suolo era talmente bagnato che a stento Rosalia trovò un angolo dove riposarsi senza sprofondare nel fango.
Condusse quel genere di vita per vari anni, finché lo Sposo Divino la chiamò a sò. Una viva luce in quella notte illuminò tutto il monte Pellegrino. A tale improvviso prodigio tutta Palermo si scosse, non conoscendone la ragione. Allora quell'umile pastorella che era stata a parte dei segreti della Santa, corse in città ad annunziare la sua morte. Fu trovata morta dai pellegrini il 4 settembre del 1165. Il giorno seguente si radunò tutto il popolo ed in processione salirono a prendere il prezioso corpo di S. Rosalia, trasportandolo trionfalmente nella cattedrale.
D'allora in poi il Signore si degnò di glorificare la Santa con ripetuti miracoli e il culto di lei andò sempre più crescendo nella città di Palermo e fuori, tanto che quando la Sicilia nel 1625 fu desolata dalla peste, con voce unanime quel popolo si volse a S. Rosalia, trasse le sue reliquie dalla cattedrale, le portò processionalmente per la città ed il terribile morbo parve.
PRATICA. Facciamo oggi una mortificazione per amor di Dio.
PREGHIERA. Esaudiscici o Dio, nostro Salvatore affinché come ci rallegriamo per la festa della beata vergine Rosalia, così veniamo ammaestrati nella vera devozione.
MARTIROLOGIO ROMANO. A Palèrmo il natale di santa Rosalia, Vergine Palermitana, discendente dal sangue regale di Carlo Magno, la quale, per amore di Cristo, fuggì il principato paterno e la reggia, e, solitaria nei monti e nelle spelonche, menò una vita celeste.
(LA) « Ego Rosàlia Sinibaldi Quisquinae Et Rosarum Domini Filia Amore D.ni Mei Iesu Christi In Hoc Antro Habitari Decrevi »
(IT) « Io Rosalia di Sinibaldo, figlia del Signore della Quisquina e del Monte delle Rose, per amore del mio Signore Gesù Cristo, ho deciso di abitare in questa grotta »

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