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Coraggio, amici: C'È SPERANZA! || Vescovo Strickland

[…] Oggi, molti di noi hanno la sensazione di vivere nel mezzo di una tempesta. Nel nostro Paese e in tutto il mondo stanno accadendo cose che pesano enormemente sul cuore […]. Ma per molti cattolici fedeli, il dolore più profondo deriva da ciò che vediamo accadere all'interno della Chiesa stessa […]. Quando si assiste a tutto questo insieme, può pesare molto sul cuore. A volte può persino indurci alla disperazione. Come possiamo dunque andare avanti quando la tempesta si fa così violenta? […].

La disperazione è una delle tentazioni più pericolose che l'anima umana possa affrontare. Quando le persone iniziano a disperare, smettono di credere che il bene possa prevalere. Smettono di credere che la verità conti. Smettono di credere che la loro fedeltà possa fare la differenza. E quando ciò accade, l'oscurità si diffonde ancora più velocemente [...]. Dio non chiama mai il suo popolo alla disperazione. Ripetutamente, in tutta la Sacra Scrittura, quando il popolo di Dio si trovava circondato dal pericolo o sopraffatto dalle circostanze, il Signore lo richiamava alla fiducia […]. Le tempeste del nostro tempo sono reali. La corruzione che vediamo nel mondo è reale. La confusione che a volte vediamo all'interno della Chiesa è reale. MA CRISTO È ANCORA PIÙ GRANDE DELLA TEMPESTA.

Ecco perché i santi non si sono mai arresi alla disperazione. Hanno vissuto tempi terribili – tempi di persecuzione, corruzione e sofferenza – ma sono rimasti saldi in Cristo. I santi non hanno cambiato il mondo attraverso la disperazione. Hanno cambiato il mondo attraverso la santità. E la santità inizia con la fedeltà. Fedeltà nella preghiera. Fedeltà nei sacramenti. Fedeltà nella verità. Fedeltà anche quando il mondo deride o fraintende […]. La speranza non si basa sulle circostanze del momento. La speranza si basa su Cristo. E Cristo ha già vinto il peccato e la morte. Questo è il messaggio della Pasqua. La croce è al centro della nostra fede ma non rappresenta la fine della storia […].

La Chiesa cammina con Cristo nel deserto. Cammina con Lui attraverso il tradimento, la sofferenza, l'agonia della Croce. Il Venerdì Santo l'oscurità sembra opprimente. Il Figlio di Dio è appeso alla Croce. La terra trema. Il cielo si oscura. E alla fine di quel giorno terribile, il Suo corpo viene deposto nel sepolcro. Se la storia finisse qui, la disperazione avrebbe un senso. Ma la storia non finisce qui. La pietra è stata rotolata via. La tomba è vuota. Cristo è risorto. Ecco perché i cattolici riescono a sopportare le tempeste della storia senza cedere alla disperazione. Vediamo la sofferenza. Vediamo la confusione. Vediamo le tenebre che a volte si diffondono nel mondo e feriscono persino la Chiesa. Ma sappiamo anche cosa viene dopo la Croce: la Risurrezione […].

Anche quando il vento si alza. Anche quando la tempesta si fa più forte. Anche quando la notte sembra lunga. Il dolce canto della speranza continua. Perché la nostra speranza non è riposta nelle cose mutevoli di questo mondo. La nostra speranza è riposta in Gesù Cristo. E LA CROCE NON È MAI LA FINE DELLA STORIA. La Pasqua si avvicina. E fino a quel giorno, continuiamo ad andare avanti e diciamo con San Paolo: «So in chi ho creduto» (2 Timoteo 1, 12) […].

Vescovo Joseph Strickland, estratto da: Hope is the Thing with Feathers [The Watchman’s Lamp], 13 marzo 2026.
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Fermiamo gli abusi liturgici!
Fermiamo le ordinazioni episcopali di vescovi favorevoli all' eutanasia, alla vaccinazione di massa, al gender!
Fermiamo i documenti eretici di Bergoglio "Amoris Laetitia", "Fiducia Supplicans", che tanto male producono nella Chiesa!
Fermiamo la sinodalita', che nel concreto produce pericolose innovazioni di stampo protestante, di origine modernista e luciferina!
Quando la Chiesa farà valere regole ferree su questi argomenti e le applicherà, avremo la vera rinascita spirituale nella Chiesa e la pace del mondo intero.
Finché questo non avverrà, non avremo la pace auspicata e dovremo attendere un intervento divino purificatore e devastante!

Diodoro

C'è qualcuno che ha chiaro che non si può -né sarebbe lecito- "fermare le ordinazioni di persone eretiche", né "i documenti "papali" se i Papi fossero papi" ?
Una persona può ritenere finché vuole che "Bergoglio" abbia fatto del male, ma se "Bergoglio" è stato papa, allora questa persona ipso facto si allontana dalla Chiesa.
L'opposto -l'esatto opposto- è vero se Bergoglio è stato un occupante abusivo del Soglio