Luca Monforte
LEONE SÌ, BENEDETTO NO: LA SAPIENZA E IL PESO DELLA VERITÀ

A pochi giorni dalla storica visita di Papa Leone XIV alla Sapienza di Roma, Stefano Fontana firma un’illuminante analisi comparativa con il discorso che Benedetto XVI avrebbe dovuto tenere nel 2008. Perché allora ci fu il rifiuto e oggi l’applauso?

La risposta non sta solo nel contesto politico, ma nel “testo”:

🔹 Benedetto XVI voleva parlare da scienziato ai filosofi e ai docenti. Sosteneva che la fede ha il diritto di stare in Università perché offre criteri epistemici alla ragione, difendendola dal rischio di degradare in positivismo. Ratzinger metteva in discussione i presupposti dell’ateneo laicista. Per questo fu censurato.

🔹 Leone XIV, al contrario, ha scelto un approccio strettamente pastorale. Ha parlato agli studenti di ansie personali, ambiente, giustizia e aiuti a Gaza. Un discorso nobile, ma che non tocca lo statuto del sapere né contesta l’autonomia relativista dell’università moderna.

In breve: Benedetto metteva in crisi l’ateneo laico esigendo la verità; Leone lo accompagna senza metterne in dubbio i dogmi.

Leone sì, Benedetto no: la Sapienza a confronto …
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La inSipienza...

Diodoro

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Mi capitò, nei giorni immediatamente successivi a quel Discorso del Santo Padre a Ratisbona, di ascoltare per caso (in strada) la conversazione fra due poliziotti. Il contenuto era: "Guarda un po' se deve attaccare i Musulmani, rischiando di scatenarli contro di noi ! ".
Oggi, in pieno amoreggiamento fra il Vaticano, molte Curie e i Musulmani, succede questo

Ratzinger, divenuto dopo Papa col nome di Benedetto XVI, lo temevano tutti, fuori e dentro la Chiesa.