…SU SCIENZA e SCIENTISMO…La SCIENZA PIEGATA all’ IDEOLOGIA…l’imposizione vaccinale…il documentario Gender transformation: the untold stories (“La transizione di genere: le storie non raccontate”)…Totalitarismo e dittatura (differenze)…
Stralci da:1) “Lo scientismo dell’Occidente” di Daniele Trabucco blog Imola Oggi
2)Massimo Citro: “Lo scientismo è il dramma dei nostri giorni” con Massimo Citro e Francesco Toscano blog Visione TV
3) PIAZZA LIBERTA’ - puntata di sabato 3 giugno 2023 con Franco Stocco,Daniele Trabucco,Danilo Castellano e Armando Manocchia
4)Piccolo vademecum antiscientista Per sopravvivere al laboratorio di massa (seconda ed ultima parte) di Andrea Giacobazzi la tradizione cattolica anno XXX- n°3(111)-2019
5) La crociata de Lascienzah contro Robert Kennedy Jr - Dietro le quinte con Enrica Perucchietti Visione TV
6) “Yaeli e gli altri: storie di ideologia gender negli Usa” di Martina Giuntoli blog Visione Tv
La nascita della scienza moderna, in Europa, ha invertito in modo radicale, rispetto all’etá antica e medioevale, il rapporto tra la filosofia, intesa quale “visione dell’intero”, e le altre scienze (la matematica, la geometria, la biologia, la fisica etc.) concepite come “conoscenze del particolare”. Oggi, e l’emergenza sanitaria, energetica, climatica ed alimentare ce lo confermano, ne vediamo le conseguenze: la conoscenza scientifica è assunta come punto di riferimento paradigmatico per ogni forma di sapere che aspiri ad essere ritenuto valido.
Lo statunitense Steven Weinberg (1933-2021), premio Nobel per la fisica, non ha esitato ad affermare che con la scienza, e solo con la scienza, è possibile pervenire ad una “teoria finale” che significa abbandonare qualunque residuo di stampo filosofico-metafisico, sebbene poi la sua riflessione approdi a quella che il prof. Giovanni Reale (storico della filosofia nato nel 1931 e deceduto nel 2014) ha definito una “criptoontologia”: nel momento in cui, osserva Weinberg, si conosce un po’di più l’universo, tanto più esso ci appare senza scopo.
Siamo di fronte ad una vera e propria “metafisica nichilista” per cui viene negato qualunque fine ontologico ed assiologico agli enti. In questo contesto, si staglia l’uomo con la sua volontá di potenza che costruisce, riuscendovi, un mondo senza Dio, quel Dio che, dopo la “sua morte”, non è neppure più ricordato.
La volontá di assicurare la salvezza della terra, di pervenire ad un mondo “green”, funzionale, digitale etc. non solo non salva, ma, come insegna il filosofo Edgar Morin (1921), ha instaurato un vero e proprio inferno grazie ad un ragione che, con la sua ansia di dominio, si è assolutizzata, facendosi al contempo misura del nuovo paradigma antropologico: l’uomo deve solo saper funzionare rispetto alle ideologie che il pensiero scientista impone come valide, criminalizzando il dissenso attraverso le negazione del valore dell’opinione divergente (no vax, no pass. Quel “no” esprime giá un giudizio di condanna senza appello).(Da “Lo scientismo dell’Occidente” di Daniele Trabucco blog Imola Oggi)<< Massimo Citro, autore del libro “Eresia”, denuncia con precisione tutte le incongruenze che caratterizzano i nostri tempi, appaltati a paure irrazionali che peggiorano la vita dei popoli. “Non si può pensare di vivere la scienza come un mostro dogmatico che non ammette confutazione né critiche. Questa tipo di approccio è pericoloso e apre la strade al ritorno di tragedie già vissute nel secolo scorso”[…] la Ricerca e la Scienza non hanno mai delle Verità…Chi dice di avere la Verità non è uno scienziato è Scientismo che è diverso(lo Scientismo è una religione atea come l’Eugenetica) (da Massimo Citro: “Lo scientismo è il dramma dei nostri giorni” con Massimo Citro e Francesco Toscano blog Visione TV)
La scienza è una conoscenza critica provvisoria. Non è una conoscenza definitiva MAI. Perchè è sempre aperta alla sperimentazione anche di ciò che è stato sperimentato. E’ sempre aperta a rilevare nuovi aspetti del problema che ha considerato.
E’ una conoscenza SI’, ma è una CONOSCENZA CRITICA, che NON E’ DOGMATICA, cioè non è applicata secondo dettami che vengono dalle LOBBY, dalla POLITICA o da altri settori ed è PROVVISORIA perchè deve avere l’UMILTA’ di RICONOSCERE che quello che CONOSCE è una CONOSCENZA MINIMA.
Deve avere l’UMILTA’ di METODO nel senso di essere aperta a considerare le nuove questioni. Deve portare avanti con un senso di RESPONSABILITA’ le NUOVE INDAGINI per conoscere le cose.
La SCIENZA NON E’ UN ASSOLUTO, anzi MOLTE VOLTE HA SBAGLIATO NELLA STORIA (e si può dimostrare con esempi).
La SCIENZA AIUTA ma deve essere GUIDATA da ALTRI CRITERI che NON SONO INTRINSECI alla SCIENZA ma AIUTANO a rendere RESPONSABILE la RICERCA SCIENTIFICA e soprattutto l’APPLICAZIONE SCIENTIFICA (intervento di Danilo Castellano a PIAZZA LIBERTA’ - puntata di sabato 3 giugno 2023 con Franco Stocco,Daniele Trabucco,Danilo Castellano e Armando Manocchia )>>
Il vaccino, immesso nel mercato senza conoscerne gli effetti nel medio-lungo periodo, garantisce un ambiente immune dal contagio (benchè questa affermazione sia assolutamente priva di rilevanza scientifica) all’interno del quale poter sperimentare la “nuova normalitá”, il cambiamento climatico, sul quale l’attivitá umana incide in misura minimale, è il “cavallo di troia” per instaurare “il green man”, ovvero un nuovo modello umano-sociale etc. Come si puó rilevare, è saltata completamente la regola aurea della “GIUSTA MISURA”, del SENSO DEL LIMITE, della proporzione che il mondo classico ci ha insegnato e trasmesso.(Da “Lo scientismo dell’Occidente” di Daniele Trabucco blog Imola Oggi)<<[…] La domanda corretta dovrebbe essere questa: Questi farmaci (che loro chiamano vaccini) sono stati messi in commercio dopo aver fatto una corretta valutazione del loro rapporto RISCHIO/BENEFICIO? Li abbiamo messi in commercio quando avevamo delle prove sufficienti a dire che erano efficaci, ma soprattutto NON TOSSICI nei confronti (soprattutto) di una popolazione sana? […](intervento di Franco Stocco da PIAZZA LIBERTA’ - puntata di sabato 3 giugno 2023 con Franco Stocco, Daniele Trabucco,Danilo Castellano e Armando Manocchia )>>
[...]la Corte costituzionale per lunghi anni ha affermato che “l’autodeterminazione personale” è uno dei due cardini sui quali si regge l’ordinamento Costituzionale italiano e adesso invece ha operato una svolta con la sentenza n° 14 del 2023 che afferma che:
“I diritti vanno sì tutelati e possono essere sacrificati nel nome di un interesse collettivo”.
Ciò (dice Danilo Castellano) mi preoccupa da un punto di vista politico perchè si tratta di una affermazione molto pericolosa in quanto può rappresentare la premessa del totalitarismo tecnocratico. Mi preoccupa da un punto di vista morale perchè non si tratta di applicare regole e di operare secondo i criteri della sanità ma si interviene sul corpo dell’ individuo umano che invece riguarda la salute, e la salute è un diritto del cittadino, non è un diritto della società. E’ vero che la sanità può richiedere anche la pratica (in alcune particolari circostanze) alla condizione che però le applicazioni non siano di nocumento alla persona(ovviamente). E questo (continua Danilo Castellano) non lo dico io ma lo dice una sentenza della Corte costituzionale degli anni novanta(dice che anche le vaccinazioni ordinarie”non quelle fatte con l’ mRNA” ma quelle fatte in maniera tradizionale) devono garantire un beneficio ed una protezione della salute( e lo dice la sentenza n°5 del 2018 secondo la quale la vaccinazione non può ledere la salute dell’ individuo vaccinato, salvo per quegli aspetti minimi che sono i fastidi legati per un qualche giorno all’ operazione fatta).
La sentenza n°14 del 2023 (prosegue Danilo Castellano) sacrifica i diritti individuali e viola la stessa Costituzione (in particolare l’articolo 32) nel momento in cui stabilisce che “l’interesse è prioritario rispetto ai diritti”.Non si capisce poi di quale interesse stia parlando la Corte perchè può essere l’interesse economico, può essere l’interesse pubblico(nel senso che non vogliono affrontare le spese per la sanità in quanto i governi non hanno operato in funzione di una programmazione adeguata per le necessità della salute della popolazione). “L’interesse non può essere l’altare sul quale vengono sacrificati i diritti individuali che la Costituzione proclama di tutelare”( sottolinea Danilo Castellano).
E poi c’è quello che diceva nel precedente intervento Daniele Trabucco(La Dignità). La Dignità della persona sul piano Ontico è il rispetto sostanziale del suo Ordine, e nell’Ordine rientra anche la salute (per cui le conseguenze avverse gravi che la vaccinazione ultima ha provocato sono lesioni gravi della Dignità della persona).
Noi (continua ancora Danilo Castellano) stiamo vivendo in un momento di transizione e confusione che è preoccupante perchè anche a proposito della vaccinazione sono scomparsi completamente i criteri di carattere ETICO oggettivi e si parla di ETICA nel senso calvinistico cioè una MORALE che è preoccupata SOLTANTO di GARANTIRE PRODUZIONE e VANTAGGI ECONOMICI e non la DIGNITA’ VERA (quella Ontica) della persona umana[…] (intervento di Danilo Castellano da PIAZZA LIBERTA’ - puntata di sabato 3 giugno 2023 con Franco Stocco, Daniele Trabucco,Danilo Castellano e Armando Manocchia )
Totalitarismo e dittatura (differenze)
La dittatura è un imposizione dall’esterno che può essere fondata/infondata, corretta/scorretta a seconda dei casi (per esempio nella repubblica romana antica il dictator era un autorità che presiedeva al governo temporaneo della società in caso di emergenza).
Il totalitarismo è diverso perchè richiede di poter dominare persino le coscienze dell’ essere umano. Cioè chiede un adesione dell’ individuo a come pensa e a che cosa vuole lo Stato(che è una cosa molto più grave). Queste sono le Dittature Moderne. E questo succede anche in società definite Democratiche oramai.
Perchè il problema non è tanto dell’ etichetta che noi appiccichiamo, il problema è nel contenuto, nel metodo, e soprattutto nelle valutazioni che si devono dare di legittimità o meno rispetto ad alcuni comandi ed alcune istanze (intervento di Danilo Castellano da PIAZZA LIBERTA’ - puntata di sabato 3 giugno 2023 con Franco Stocco, Daniele Trabucco,Danilo Castellano e Armando Manocchia )<<[…]Punto primo: la tecnocrazia non è ideologicamente neutra.
La retta filosofia insegna che La filosofia insegna che il “dato di fatto” dev’essere sempre interpretato in base a giudizi di valore che implicitamente presuppongono princìpi filosofici e religiosi. La “tecnica pura” non esiste, perché ogni tecnologia applica metodi che presuppongono, almeno implicitamente, concezione della realtà e una gerarchia di valori.
Di conseguenza, la tecnocrazia non è aideologica né avalutativa, ossia non è neutrale nel pensare e nell’agire; anzi, essa presuppone quella precisa ideologia nota come scientismo, elaborata dalle cosiddette “scienze sociali”, applicata da poteri settari e ormai sancita da istituzioni internazionali.La tecnocrazia si basa sui seguenti falsi presupposti ideologici: oggettività invalutabile del “dato”, preminenza del fatto sul diritto, dei mezzi sui fini, della prassi sulla teoria e della esperienza sull’etica; inoltre, primato della competenza scientifica sulla correttezza procedurale e sulla onestà morale.
Per favorire la prevalenza della opinione sulla verità e dell’utile sul giusto, la tecnocrazia favorisce quel “politicamente corretto” prodotto da quel “culturalmente corretto” che impone al popolo un conformismo intellettuale tale da ottenebrarne la capacità di giudizio. L’ideologia tecnocratica ha una visione riduttiva dell’uomo e della società.
[…] Punto terzo: la tecnocrazia non è democratica.
Ben lungi dall’essere inclusiva e partecipativa, la prospettiva politica della tecnocrazia è tendenzialmente esclusiva, oligarchica, faziosa e settaria. Da anni, le élites “illuminate, competenti e responsabili” lamentano il fallimento delle democrazie contemporanee, basate su una rappresentanza parlamentare eletta dal popolo ma non selezionata preventivamente né pilotata successivamente da circoli competenti. Questi circoli esigono di correggere il sistema democratico in modo tale da sottrarre il potere a una classe politica troppo condizionata dalla opinione pubblica e dalle votazioni elettorali, per affidarlo una classe tecnologica scelta da potenti lobby scientifiche o informatiche o produttive o finanziarie
[…]Infatti, negli ultimi tempi, la tecnocrazia sta passando dalla occulta influenza economica e burocratica del deep State all’aperta gestione del potere politico, sostituendo Governi democraticamente eletti con “Governi tecnici” o semi-tecnici provenienti da industria, finanza e istituzioni cosmopolitiche come l’O.N.U. o l’Unione Europea[…]>>
Oswald Spengler (1880-1936), autore della celebre opera in lingua tedesca “Il tramonto dell’Occidente”, nella sua lucida ed impietosa analisi, ci aveva avvertito: l’assolutizzazione della scienza e della tecnica, dei nuovi “dei mortali”, ha creato nell’uomo l’illusione di dominio, ma al contempo egli non è stato in grado di crescere spiritualmente in proporzione, divenendo, in questo modo, schiavo delle cose che ha prodotto e dimenticando la sua essenza ed i fini ad essa connaturati.[…] (Da “Lo scientismo dell’Occidente” di Daniele Trabucco blog Imola Oggi)
[…] Spunti finali per una riflessione su scienza e scientismo
Volgendo alla conclusione, non possiamo che tornare ad alcuni argomenti accennati nel primo capitolo. In cosa consiste il “sapere profondo” della scienza degli ultimi secoli? Quali sono le concezioni filosofiche che l’hanno influenzata?
Alla domanda su che cosa ci sveli il metodo scientifico, Giorgio Masiero risponde che «non svela le cose e neanche come funzionano, ma come possiamo simulare il loro funzionamento per replicarlo». Cambiando angolazione, su un tema distinto ma connesso, Louis de Broglie non manca di affermare: «i risultati delle misure che costituiscono le conoscenze dello scienziato non descriveranno l’universo fisico qual è, ma qual è conosciuto dallo scienziato a seguito di esperienze che comportano perturbazioni sconosciute e incontrollabili».
Nel 1988, in occasione del Meeting di Rimini, tre studiosi di fama internazionale (Dipankar Home, Stanley Jaki e Franco Selleri) si riunirono per dibattere, a partire dalla meccanica quantistica, sul tema “Cos’è la realtà?”. Pur rimandando alla trascrizione completa per una comprensione più generale risulta curioso come in quell’occasione D. Home, ricercatore presso il Bose Institute di Calcutta, abbia voluto citare il celebre poeta americano Robert Frost:“We dance round in a ring and suppose, But the Secret sits in the middle and knows.” (Balliamo in cerchio e supponiamo, ma il Segreto si trova nel mezzo e sa.)
Del resto, Franco Selleri, docente di fisica teorica presso l’Università di Bari, aggiunse: «È probabile che ci siano nella fisica moderna anche molte idee create, cioè storicamente determinate, [...] idee che avrebbero potuto essere diverse, e che avrebbero potuto portare a una scienza radicalmente diversa da quella che possediamo». Ed è proprio a proposito di queste “idee create” - o, potremmo dire, di una certa “filosofia” della scienza - che Marcel de Corte, autore del capolavoro “L’intelligenza in pericolo di morte” (già citato più volte), ci fornisce alcuni elementi interessanti, relativi al pensiero del celebre scienziato Werner Heisenberg, che riferisce:
«Le leggi naturali che formuliamo matematicamente nella teoria dei quanta non concernono più le particelle elementari propriamente dette, ma la conoscenza che ne abbiamo. La conoscenza della realtà oggettiva delle particelle elementari si è dunque stranamente dissolta, non nelle nebbie di una nuova concezione della realtà oscura o mal compresa, ma nella trasparente luce di una matematica che non rappresenta più il comportamento della particella elementare ma la conoscenza che ne abbiamo. Se è permesso parlare dell’immagine della natura secondo la fi- sica del nostro tempo, bisogna con questo intendere non tanto l’immagine della natura, quanto l’immagine dei nostri rapporti con la natura».
Secondo il fisico Niels Bohr, poi, «non esiste alcun mondo quantistico. Esiste solo una descrizione fisico-quantistica astratta. È sbagliato pensare che il compito dei fisici [sia] di scoprire come è la natura. La fisica tratta di ciò che possiamo dire intorno alla natura»
Possiamo pensare ad una scienza forse capace di “raggiunge tutto”? Risulta più che legittimo dubitarne. Anche il grande matematico Kurt Gödel confermerebbe queste perplessità. Racconta Stanley Jaki:
«Non avremo mai una descrizione completa della realtà materiale in termini di scienza finché rimane valido il Teorema di incompletezza di Gödel. Vorrei raccontarvi un aneddoto: dodici anni fa ho fatto parte di un gruppo di discussione, con tre premi nobel e due professori dell’U- niversità di Harward, e abbiamo discusso proprio di questo problema. Uno dei premi Nobel ha promesso a un pubblico numeroso come quello di oggi, che entro i sei mesi successivi, o al massimo nei tre anni successivi, avrebbe dato una descrizione finale, globale, completa dell’intero sistema delle particelle fondamentali. Quando è stato il mio turno ho risposto che gli auguravo buona fortuna, ma che non sarebbe riuscito in questo sforzo. Nel 1976 un premio Nobel della fisica poteva ancora permettersi di ignorare il Teorema di Gödel»
Ci sono, del resto, dati ancora più immediati e accessibili che chiariscono perché la scienza risulti spesso più impotente che onnipotente, sebbene avvolta da un›aurea di ieratica serietà. Si tratta del tema della quantità e dei limiti che essa implica, come già in parte accennato. Sempre Stanley Jaki ci ricorda:
«La realtà di uno strumento non può essere racchiusa in semplici numeri, proprio perché esso è molto più che non tutte le proprietà misurabili dello strumento stesso. Anche nella scienza più astratta, la matematica, le quantità da sole non bastano a spiegare le operazioni che con esse si fanno. Solo parole di tipo non-quantitativo possono spiegare cosa sia, per esempio, un segno di moltiplicazione»
Parlando del “metodo quantitativo della scienza” - perdonerete la lunga, ma utile, citazione - lo scienziato benedettino aggiunge:
«Nonostante la sua potenza (predittiva e industriale), quel metodo non può raggiungere quello che si trova al di là dei fenomeni. Infatti la scienza, che non è la differenza tra le passioni e la loro assenza, non è neppure la differenza tra realtà e non-realtà. La scienza è semplicemente un approccio metodico in base al quale si restringe il proprio campo visivo a caratteristiche e differenze puramente quantitative. È questa la grandezza della scienza ma anche la sua miseria. Qui si trova il suo punto cruciale. Perché proprio in base a un tale approccio metodologico la scienza si riconosce incompetente a pronunciarsi su qualsiasi cosa che abbia un carattere non quantitativo, compreso le affermazioni, rigorosamente non quantitative, sull’esistenza stessa delle cose materiali. E la scienza non può neppure rivelare cosa sono le cose»
«[...] Il teologo può affrontare fiduciosamente la domanda: “perché la Scienza?”. Per una risposta egli può guardare con sicurezza a quella mente umana che, proprio perché creata a immagine di Dio, è portata a trovare un’enorme soddisfazione nello scoprire le correlazioni e le caratteristiche quantitative delle cose. E se il successo con le quantità sembra portare la mente a perdersi, una riflessione sul suo stato di creatura - e solo una tale riflessione - può fornirle una limitazione un equilibrio»
Al termine di queste pagine forse si scorge quanto del comune sentire rispetto alla scienza e alla fiducia cieca che le andrebbe tributata sia in realtà un miraggio, se non una patologica allucinazione. La buona filosofia e la storia ci insegnano che in questo campo, forse ancor più che in altri, la VIRTU’ DELLA PRUDENZA è fondamentale. E l’antica saggezza ci conferma dal Cielo:
«Io sono il Signore che ho fatto tutte le cose, Io solo distendo i cieli, e rendo stabile la terra, e nessuno è con me. Io rendo vani i presagi degli indovini, e faccio impazzire gli astrologi, fo indietreggiare i sapienti, rendo stoltezza la loro scienza»(Isaia 44, 24-25) (da Piccolo vademecum antiscientista Per sopravvivere al laboratorio di massa (seconda ed ultima parte) di Andrea Giacobazzi la tradizione cattolica anno XXX- n°3(111)-2019
Gli esponenti della SCIENZA PIEGATA all’ IDEOLOGIA
Continua la crociata contro Robert Kennedy Jr. Dopo la campagna mediatica volta a screditarlo come un no vax e un complottista, più di 75 premi Nobel hanno firmato un appello per chiedere ai senatori di non ratificare la sua nomina a segretario della Sanità americana per le sue posizioni su Big Pharma, vaccini, Covid e la fluorizzazione dell’acqua potabile […]Robert Kennedy Jr ricordiamo che ha criticato ferocemente anche gli interessi di Big Pharma, di grandi aziende come Monsanto
[…] Bisognerebbe chiedere dove era questo gotha degli esponenti della scienzah almeno in DUE OCCASIONI:
1)Per esempio dove erano negli ultimi quattro anni (a partire dal 2020) quando sono state usate delle misure LIBERTICIDE, DRACONIANE basate sul BIOPOTERE sulla BIOSICUREZZA, quando i DIRITTI FONDAMENTALI DEMOCRATICI sono stati proprio sostituiti con dispositivi basati sulla BIOSICUREZZA e sul BIOPOTERE, quando sono state usate MISURE ASCIENTIFICHE (che con la scienza non avevano nulla a che fare). Quando sono stati RICATTATI milioni e milioni di CITTADINI[…]
2) Quando Biden nominò come viceministro alla salute la pediatra transgender Rachel Levine che ha adottato (a dir poco) delle politiche INTEGRALISTE e SCELLERATE sulla pelle dei MINORI SENZA ALCUNA BASE SCIENTIFICA (quei MINORI che soffrono della cosiddetta DISFORIA di GENERE )…esattamente eliminare i LIMITI di ETA’ per la CHIRURGIA di GENERE sui MINORI. Ci sono tutta una serie di ESTRATTI di EMAIL dei membri del WPATH(World Professional Association for Transgender Health) che raccontano come lo STAFF della viceministra TRANS li abbia ESORTATI a ELIMINARE i LIMITI PROPOSTI dalle LINEE GUIDA. Questi ESTRATTI sono stati depositati da uno psicologo fortemente critico sui TRATTAMENTI DI GENERE per i MINORI[…]
[…]La SCIENZA PIEGATA all’ IDEOLOGIA sulla pelle dei MINORI[…]
[…]Questa lettera dei 75 premi Nobel dimostra proprio come l’IDEOLOGIA BATTA la SCIENZA[…] (da La crociata de Lascienzah contro Robert Kennedy Jr - Dietro le quinte con Enrica Perucchietti Visione TV)
La SCIENZA PIEGATA all’ IDEOLOGIA: il documentario Gender transformation: the untold stories (“La transizione di genere: le storie non raccontate”
<<Negli Stati Uniti Epoch Times produce il documentario Gender transformation: the untold stories (“La transizione di genere: le storie non raccontate”). Storie di ragazzi e ragazze che, consigliati se non addirittura spinti dalle istituzioni, hanno intrapreso il percorso cambiando le loro vite per sempre.Questo il leit motiv. Diagnosi di disforia di genere alla prima visita. Ormoni alla seconda. Dopo meno di un anno, in lista per gli interventi chirurgici. E mentre tutto questo accade, i genitori, pena l’accusa di abuso, non possono in alcun modo fermare i figli. Così quello che un tempo era una rara eccezione, oggi è divenuta la norma.
Kali Fontanilla, dopo 15 anni di carriera nella scuola pubblica statunitense, è oggi fondatrice e insegnante dell’Exodus Institute. Si tratta di un’organizzazione che aiuta i genitori nel formarsi ed informarsi per la SCUOLA PARENTALE. La donna racconta: “Ero un’insegnante di SCUOLA PUBBLICA. Cinque anni fa nessuno sapeva cosa fosse il gender fluid. Nessuno nemmeno ne parlava. Oggi è come se fossimo nel bel mezzo di una pandemia. Soprattutto tra le ragazze, sono loro quelle che maggiormente fanno la transizione. Credo sia devastante sapere che la maggior parte dei giovani in età adolescenziale che hanno crisi di identità sono spinti dai loro stessi insegnanti. Oggi la teoria gender fa addirittura parte dei programmi scolastici”
[…]Generalmente, quando si parla di identità di genere, ci si riferisce agli studi del dottor Robert J.Stoller e del dottor John Money condotti negli anni Sessanta[…]
[…]Nel documentario si raccontano diverse storie. Tuttavia, tra tutte è quella di Yaeli a fare da filo conduttore. Un’adolescente come tante, ma con gravi e frequenti crisi depressive. […]“Si sentiva depressa, aveva crisi molto gravi. Un giorno si recò da uno psicologo. Gli raccontò di come suo fratello fosse più felice di lei e di come la sua vita fosse molto più facile della sua. Fu allora che la psicologa le chiese se le sarebbe piaciuto diventare un maschio”, racconta la signora Martinez. La specialista indirizza dunque la ragazza ad un gruppo in incognito per studenti Lgbt, il gruppo della dottoressa Garfield.[…] “Invece di farti comprendere problemi ed insicurezze, i medici ti offrono la strada più facile sul momento, per i ragazzi e soprattutto per loro”[…] All’epoca non mi rendevo conto del pericolo, dei danni che il gruppo produceva sui ragazzi. Pensavo fosse una cosa buona quella di cercare di supportare degli adolescenti senza l’interferenza della famiglia. Ora capisco”
[…] L’avvocatessa Erin Friday ha scoperto che la figlia si era trasformata in Evan casualmente […] “Quando sono venuta a conoscenza dei fatti, mi sono recata a scuola”, racconta la Friday: “Tuttavia mi sono imbattuta nella carta per i diritti degli studenti Lgbt. Impedisce a me come madre di sapere cosa stanno facendo a mia figlia, ma permette a loro da sconosciuti quali sono di fare di mia figlia quello che vogliono
[…] Abel Garcia, un altro giovane adulto che sta affrontando la detransizione ha dichiarato: “Nessuno si è mai interessato a quelli che erano i miei reali problemi. Per quel che ne so potrei essere autistico e questa potrebbe essere la causa della mia timidezza. Ma per loro c’era solo una diagnosi: disforia di genere”
[…] E una cosa che non accade con gli ormoni è il miglioramento dei sintomi psicologici. Chi era depresso, rimane depresso. E spesso i genitori se ne accorgono. Ma quelli che si oppongono al sistema finiscono per perdere i loro figli.[…] Questo è ciò che è avvenuto alla signora Martinez “Quando ho perso la custodia di mia figlia Yaeli, ho fatto tutto quello che era possibile fare per riaverla con me. Corsi, aggiornamenti, udienze. Ogni volta in tribunale c’erano le associazioni Lgbt che la manipolavano dicendole che doveva cominciare subito il trattamento ormonale, altrimenti sarebbe stato troppo tardi. A me dicevano invece di firmare le carte e di non oppormi alla transizione”…
Beh una risposta al perché questa agenda sia così spinta forse c’è. I SOLDI. Spesso sono stati proprio gli specialisti a raccontare quanto fruttano le chirurgie di transizione agli ospedali. Si arriva anche a 40.000 dollari per un paio di protesi impiantate. La dottoressa Welch afferma che “sicuramente c’è dietro almeno una questione di soldi. Un adolescente che ha fatto uso di ormoni, sarà un adulto sempre malato e quindi un ottimo cliente di Big Pharma”. Per i medici non è facile opporsi perché le compagnie che governano l’agenda sono le stesse che pagano per la maggior parte il loro stipendio.
[…]Oggi molti di coloro che sono stati menzionati nel documentario sono diventati attivisti per informare genitori e ragazzi su come la transizione cambi la vita per sempre e di come l’auspicata soluzione possa essere molto peggiore del problema. Molti, tranne uno. Yaeli, la figlia della signora Martinez, infatti si è uccisa nel settembre del 2019, travolta da un treno e dai fantasmi della sua vita. (Da “Yaeli e gli altri: storie di ideologia gender negli Usa” di Martina Giuntoli blog Visione Tv)