alda luisa corsini

Gerusalemme, la piscina di Mamilla e il cimitero a rischio
2 ottobre 2026
Il progetto di restauro della piscina di Mamilla, a ovest della città vecchia di Gerusalemme, riaccende le polemiche: rischia di cancellare la pozza invernale e tombe dell'antico cimitero islamico, già eroso lungo i decenni da parchi, strade, parcheggi e un museo.
(f.p.) – Torna al centro delle polemiche un luogo storico e naturale a due passi dalla città vecchia di Gerusalemme che comprende il cimitero e la piscina di Mamilla. Il progetto di ristrutturazione della grande vasca minaccia sia la piscina sia il cimitero, che custodisce tombe del primo periodo islamico, santuari sufi e sepolture mamelucche. È un luogo che ha già subito per decenni devastazioni.
Il nome «Mamilla» indica oggi un’intera area della città. In epoca bizantina e islamica il nome apparteneva anche a una chiesa dedicata a santa Mamilla, ma origine e significato restano incerti. Nel 614, durante l’invasione persiana, qui si consumò un massacro. Per gran parte dei secoli di dominio islamico su Gerusalemme, iniziato nel 638 e interrotto solo dalle parentesi crociate, Mamilla fu il principale cimitero musulmano della città. Vi furono sepolti emiri, muftì, mistici sufi, soldati di Saladino e lo sceicco Ahmad al-Dajani, alto dignitario di Solimano il Magnifico. Fu usato senza interruzioni fino al 1927.
La piscina si trova a circa 650 metri a nord-ovest della Porta di Giaffa, misura 65 per 97 metri e contiene oltre 30mila metri cubi d’acqua. Un canale sotterraneo la collega alla Piscina di Ezechia, nel quartiere cristiano della città vecchia, e forse era alimentata anche dall’Acquedotto superiore delle piscine di Salomone. Già nel V secolo riforniva i bagni pubblici presso la Porta di Giaffa. I crociati la rivestirono di nuova pietra; in epoca ottomana gli abitanti vi scendevano ancora ad attingere acqua. Sotto il Mandato britannico furono installate pompe moderne, ma negli anni Sessanta la piscina era ormai un semplice bacino di raccolta delle piogge. È l’unico stagno stagionale di Gerusalemme e anche l’unico in Israele situato all’interno di un sito archeologico.
Un’erosione lunga decenni
Parte del cimitero è finita sotto il Parco dell’Indipendenza (creato nel 1958 nel decennale dello Stato di Israele), strade e parcheggi. Durante recenti lavori gli operai hanno trovato resti umani, come mostrano foto ottenute dal quotidiano Haaretz: una conferma di ciò che la popolazione palestinese denuncia da tempo.
L’apice di questa progressiva intrusione è stato il Museo della Tolleranza. Negli anni Sessanta il sindaco di Gerusalemme ottenne da un qadi (il magistrato di epoca ottomana) la dichiarazione di non sacralità di una parte dell’area, aprendo la strada al parco. Seguirono costruzioni, un parcheggio e infrastrutture, senza grandi proteste da parte di una comunità musulmana ormai esigua a Gerusalemme Ovest. Il museo, disegnato da Frank Gehry con oltre 200 milioni di dollari raccolti soprattutto da donatori americani tramite il Simon Wiesenthal Center, portò nel 2005 a uno scavo di salvataggio.
Emersero circa mille sepolture su cinque strati, dall’epoca ayyubide a quella moderna, oltre a resti dell’Età del Ferro e a un acquedotto. Una petizione di musulmani bloccò i lavori per un breve periodo, ma nel 2008 i tribunali, Corte Suprema compresa, la respinsero. Solo il 30-40 per cento delle tombe fu scavato con metodo, mentre la maggior parte fu smantellata e rimossa. Il museo ha aperto nel 2019.
Il progetto di oggi
Da qualche mese la piscina è nascosta da un’alta recinzione coperta di rendering: uno specchio d’acqua circondato da prati curati. Anche il video promozionale non mostra le tombe. Dopo anni di tentativi falliti, il Comune ha deciso di restaurare la struttura, che ha oltre 1.500 anni, e afferma che l’importanza della piscina risiede nella storia del sistema idrico di Gerusalemme.
Ma, segnala Haaretz, il progetto eliminerebbe la pozza invernale che vi si forma e rischia di danneggiare innumerevoli tombe. Benjamin Netanyahu, che nel 2025 ha visitato il sito incoraggiando il sindaco Moshe Lion. Il ministro del Patrimonio, il rabbino Amichai Eliyahu, secondo quanto riferisce il sito di informazioni dei religiosi sionisti Arutz Sheva parla di un «polo di attrazione per il turismo legato al patrimonio mondiale» e di un’occasione per rafforzare il legame con l’identità storica e spirituale del popolo ebraico.
Le resistenze al progetto vanno in due direzioni. Attivisti del gruppo Free Jerusalem hanno protestato sia per i danni al piccolo ecosistema naturale che si è creato nel bacino d’acqua, sia – e soprattutto – per l’ulteriore danno al cimitero: «Si tratta di una questione estremamente delicata in termini di patrimonio palestinese e musulmano di Gerusalemme. Il cimitero è già stato oggetto di abusi per cento anni da parte di diverse entità e, poiché si tratta di un modello ricorrente, non ci sentiamo tranquilli anche se il piano apparentemente non prevede scavi nel cimitero», hanno dichiarato ad Haaretz.
Per altri critici, abitanti musulmani di Gerusalemme, trasformare il cimitero in un «parco urbano centrale facilmente accessibile» è un esempio di «abbellimento coloniale»: lo ha riportato Al-Jazeera lo scorso 20 maggio. Lo spazio viene riqualificato esteriormente, ma privato del suo contesto arabo-islamico e integrato nel panorama turistico israeliano.

Gerusalemme, la piscina di Mamilla e il cimitero a rischio
Il progetto di restauro della piscina di Mamilla, a ovest della città vecchia di Gerusalemme, riaccende le polemiche: rischia di cancellare la pozza invernale e tombe dell'antico cimitero islamico, già eroso lungo i decenni da ...
Il progetto di restauro della piscina di Mamilla, a ovest della città vecchia di Gerusalemme, riaccende le polemiche: rischia di cancellare la pozza invernale e tombe dell'antico cimitero islamico, già eroso lungo i decenni da parchi, strade, parcheggi e un museo.
(f.p.) – Torna al centro delle polemiche un luogo storico e naturale a due passi dalla città vecchia di Gerusalemme che comprende il cimitero e la piscina di Mamilla. Il progetto di ristrutturazione della grande vasca minaccia sia la piscina sia il cimitero, che custodisce tombe del primo periodo islamico, santuari sufi e sepolture mamelucche. È un luogo che ha già subito per decenni devastazioni.
Il nome «Mamilla» indica oggi un’intera area …

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Sepolture senza pace