ROMA O LA FSSPX? IL DRAMMA DI UNA SCELTA CHE UN CATTOLICO NON DOVREBBE FARE
In vista delle nuove ordinazioni episcopali annunciate dalla Fraternità San Pio X per il 1° luglio a Écône, Giulio Ferri firma sul blog di Aldo Maria Valli un’analisi profonda e priva di slogan sulla crisi ecclesiale in atto.La crisi è reale: Negare le ambiguità teologiche, la dissoluzione morale e lo sbandamento liturgico degli ultimi decenni significa non voler vedere la realtà. Molti fedeli si sono rifugiati nella FSSPX non per ribellione, ma per amore della Messa di sempre e della chiarezza dottrinale.
Il vincolo con Pietro: Tuttavia, un cattolico non può scegliere contro Roma. Roma non è l’ufficio vaticano del momento, ma il centro visibile dell’unità istituito da Cristo. Separarsi da essa, cadendo nella tentazione scismatica o sedevacantista, distrugge l’ecclesiologia cattolica.
Resistere dall’interno: San Tommaso e San Paolo insegnano che si può e si deve resistere agli errori dei superiori, ma questa resistenza si fa dentro la Chiesa, non costruendo una "contro-Chiesa" parallela che si autoproclama custode esclusiva della purezza.
La via più difficile: La vera fedeltà oggi è dolorosa e scomoda. Consiste nel difendere la Tradizione senza trasformarla in ideologia, restando nel cuore della tempesta, proprio come hanno sempre fatto i santi nel corso della storia.
«Amare Roma anche quando soffre. Rimanere nella Chiesa senza smettere di vederne le ferite».
Opinione / Roma e la FSSPX : un cattolico deve …