Luca Monforte

PANNELLA HA VINTO, MA NON AVEVA RAGIONE: IL MITO DEL “PROFETA” DELLA SECOLARIZZAZIONE

A dieci anni dalla morte di Marco Pannella, celebrato coralmente da autorità laiche ed ecclesiali come un anticipatore dei tempi, Stefano Fontana firma un’analisi controcorrente per La Nuova Bussola Quotidiana.

🔹 Vincere non significa aver ragione: C’è una differenza netta tra il vincitore di fatto (chi impone la propria forza storica) e il vincitore di diritto (chi difende la verità delle cose). Dall’introduzione del divorzio in poi, la demolizione dell’ordine naturale ha trasformato la società in una “dissocietà” individualista. Noi restiamo fieri di stare tra i perdenti che avevano e conservano la ragione.
🔹 Non era un profeta solitario: La narrazione di Pannella come eroe isolato è falsa. La società italiana era già ampiamente scardinata. Filosofi come Augusto Del Noce lo avevano previsto già negli anni ’60, e il PCI si stava già trasformando in quel “partito radicale di massa” che avrebbe digerito il nichilismo.
🔹 Anticipato persino dai teologi cattolici: Prima delle grandi battaglie radicali sull’aborto, la teologia modernista aveva già ceduto. Hans Küng nel 1971 e Karl Rahner nel 1972 avevano già fornito la giustificazione teologica all’emancipazione e alla liceità dell’aborto. I pionieri della discesa agli inferi furono molti, anche in casa cattolica.
🔹 Figlio del liberalismo: Pannella non ha inventato nulla: ha solo cavalcato l’idea liberale dell’uomo come individuo totalmente emancipato da ogni vincolo naturale e dello Stato come mero garante di questa anarchia dei desideri.

Le idee radicali hanno vinto nella pratica, ma rimangono un’ingiustizia contro la natura delle cose.

Pannella ha vinto, ma non aveva ragione
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Se il Principe del mondo è Satana, che i vincitori il più delle volte siano dalla parte del torto non deve sorprendere. La democrazia, per la quale basta la maggioranza numerica dei suffragi per assegnare la vittoria, lo prova