Siri e Ratzinger avevano già ammonito....contro una chiesa rahneriana e una religione mondiale
Siri e Ratzinger avevano già ammonito contro una chiesa rahneriana e una religione mondiale
- Dunque… si va “in-contro” all’uomo per annientare l’incontro con il Cristo, eluderlo, superare ciò che per loro (per i gesuiti modernisti e la nuova chiesa con la sua nuova pastorale) è l’ostacolo principale: LA CONVERSIONE AL CRISTO. In sostanza: in-contrarsi con l’Uomo (nuovo umanesimo) facendo da parte Cristo, per evitarne lo scontro, ma anche l’incontro, la conversione alla Legge di Dio. Da qui questi termini della nuova educazione globale; nuovo umanesimo, il dio di tutti sottoscritto ad Abu-Dhabi, un dio anonimo… che possa andare bene a tutte le religioni, affinché queste possano riconoscersi in una religione mondiale.
Prima di lasciarvi a leggere due brevi articoli dalla Bussola nella sezione dedicata alla Dottrina Sociale della Chiesa, è importante sottolineare i seguenti aspetti. Siri fu tra …Altro
Scusate se vado come si dice "off-topic" ma il cuore mi si riempie di nostalgia quando penso al mio buon Cardinal Siri, come lo chiamavamo noi genovesi.
Un grande genovese del ventesimo secolo, ma un gigante della Chiesa.
Il rimpianto di non averlo apprezzato abbastanza, se non da pochi anni a questa parte, in quanto inviso ahimè alla maggior parte dei cattolici progressisti e benpensanti post-conciliari, atmosfera in cui sono cresciuto e che ha permeato buona parte della Chiesa genovese, nonostante la guida pluricinquantennale di Siri.
Il pensiero di come sarebbe stata la Chiesa se al conclave del '58 fosse rimasto lui papa, papà Gregorio, se come sembra non lo avessero minacciato di non accettare.
Un intelletto profondissimo, una grande sapienza, ma anche un Cardinale che parlava in zeneise con i camalli del porto, che andava alle inaugurazioni di chiesette sperdute sui monti, segno di quella devozione popolare che amava e in cui vedeva il segno della linfa vitale che per secoli ha alimentato il cristianesimo in Europa.
Sempre preoccupato per le sorti di Genova, la sua città che ha tanto amato e che così poco lo ha capito.
Le sue lotte ai tempi del Concilio, la preveggenzarigiardo le pesanti ripercussioni delle derive post-sessantottine sul destino dell'Italia, un essere sempre contro la corrente mainstream, portando avanti un pensiero legato alla sana Dottrina della Tradizione, quindi sempre solo e "fuori moda", e di conseguenza sempre in ombra nella storia della Chiesa.
Una croce che però ha sempre portato con pazienza e fortezza.
Spero che prima o poi inizi anche per lui un cammino di canonizzazione, se mai un giorno cambieranno di nuovo i venti nella Chiesa Sposa di Cristo, e non sposa della teologia della liberazione.
Cardinal Giuseppe Siri ora pro nobis, per Genova, l'italia e la Chiesa.
Emanuele
@N.S.dellaGuardia E dall'ambiente del Cardinal Siri, una persona di vera cultura, un Italiano conscio della grandezza dell'Italia: Piero Vassallo
La Chiesa è morta e marcia in quasi tutto il suo mistico Corpo , solo il Capo, che non può morire, e qualche dito dei piedi ha ancora Sangue vitale portante nutrimento e vita. Il Corpo morirà come morì Lazzaro e come morì l'Umanità del nostro Benedetto Salvatore: ma risusciterà.
Marziale