Il reverendo Gerald Murray, canonista di New York, ha definito la scomunica della Fraternità Sacerdotale di San Pio X «un pasticcio canonico» in un’intervista con Raymond Arroyo (video qui sotto).
Due meccanismi canonici
Il reverendo Murray distingue le pene automatiche (latae sententiae) da quelle imposte (ferendae sententiae), che richiedono un procedimento giudiziario o amministrativo.
Il cardinale Victor «Tucho» Fernández non ha imposto la scomunica, ma ha dichiarato che una pena automatica era già stata incorso, poiché la consacrazione di vescovi senza mandato papale comporta la scomunica ai sensi del diritto canonico.
Il decreto scomunica solo sei vescovi
La critica principale del reverendo Murray: il decreto nomina solo sei vescovi, mentre la nota esplicativa fa riferimento a sacerdoti e laici. Tuttavia, una nota non può estendere legalmente l’ambito di applicazione di un decreto.
La nota definisce i sacerdoti «scismatici», ma il decreto stesso non li dichiara mai scomunicati.
Poiché un decreto penale deve specificare chi ha commesso quale reato e quando, e ciò è stato omesso, il reverendo Murray conclude che i sacerdoti della FSSPX non sono stati giuridicamente scomunicati.
Teoricamente potrebbero aver incorso in una pena automatica, ma ciò non è stato giuridicamente accertato.
La partecipazione dei laici alla Messa non è sufficiente per la scomunica
La nota esplicativa mette in guardia contro l’«adesione formale» allo scisma, ma il diritto canonico richiede un atto esterno identificabile, non semplicemente un atteggiamento interiore.
La semplice partecipazione alle messe della FSSPX non costituisce di per sé un’adesione formale, e il decreto non definisce mai quale condotta comporterebbe effettivamente la pena.
La nota esplicativa non può prevalere sulla legge vigente
Murray sostiene che una nota non possa creare nuove sanzioni né revocare la legislazione papale esistente.
Papa Francesco ha concesso ai sacerdoti della FSSPX le facoltà di ascoltare le confessioni e di celebrare matrimoni. Solo il Papa (o un’autorità di pari rango) può revocare tali facoltà. La nota non può quindi invalidare le confessioni o i matrimoni celebrati dalla FSSPX.
Ambiguità sul concetto di «piena comunione»
Infine, Murray osserva che i documenti presuppongono che molti laici siano già privi di piena comunione — ma in assenza di eresia, scisma o di una pena canonica dichiarata, la perdita della comunione non può essere semplicemente presunta.
Egli conclude che i documenti confondono il linguaggio ecclesiologico con l’effettivo status giuridico.
Traduzione AI
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