Carissimo Aldo, ho letto nel suo blog l’intervista a don Alessandro Minutella. Ero amico di don Alessandro. In passato l’ho sostenuto a parole e con i fatti. A parole perché l’ho spesso incoraggiato a proseguire nella sua battaglia contro i maestri di errore, e mi sono complimentato più volte con lui quando faceva le catechesi su Radio Domina e confutava le eresie. Con i fatti perché l’ho sostenuto partecipando a qualche suo incontro, inoltre perché l’ho difeso privatamente di fronte ad altri, e mi sono offerto di difenderlo – se occorreva – come avocato rotale presso i dicasteri romani, la curia di Palermo e il tribunale ecclesiastico (ma don Alessandro ha creduto opportuno rivolgersi ad altri), e sono andato a consultare in suo favore il segretario della Segnatura apostolica, con il quale ho un rapporto di cordiale amicizia, per sapere come potevo procedere in caso avessi tutelato la sua causa. Però dopo l’incontro di Verona, tenutosi il 9 giugno dell’anno scorso, don Alessandro ha fatto una svolta: ha dichiarato – come ancora va dicendo e come lei stesso, Aldo, ricorda nell’intervista – che la Messa celebrata una cum Francisco, cioè in unione con Papa Francesco, è invalida. Questo è un errore gravissimo, perché in nessun documento del magistero autentico, in nessun padre o dottore della Chiesa, e in nessun manuale di teologia aderente al magistero autentico si sostiene la tesi suddetta. La Messa è sempre valida purché: 1) il ministro sia validamente ordinato (anche se eretico, scomunicato, scismatico, peccatore, massone); 2) sia celebrata con la materia e la forma stabilite dalla Chiesa (vero pane azzimo, vero vino di vite, formula della consacrazione secondo le rubriche del Messale); 3) il celebrante abbia l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa (questo avviene sempre automaticamente quando il celebrante pronuncia le parole della consacrazione stabilite dalla Chiesa senza alterarle, a meno che il ministro non decida con un atto positivo della volontà di non fare ciò che fa la Chiesa). La presa di posizione di don Alessandro ha causato scompiglio e confusione tra tanti fedeli. Mi è stato chiesto da più parti, data la mia amicizia con don Alessandro, di invitarlo a ritrattare questo gravissimo errore, perché tante persone non ritenevano più necessario frequentare la Messa domenicale, da loro considerata invalida, e così non adempivano il terzo comandamento (“ricordati di santificare le feste”), che come lei sa obbliga sotto peccato mortale. Ho dunque contattato in vari modi don Alessandro domandandogli di correggere le sue affermazioni sbagliate, ma inutilmente. Ho dovuto allora dissociarmi da lui con dolore, perché in pratica don Alessandro Minutella mescola verità sacrosante con falsità altrettanto sacrosante, combatte l’eresia con l’eresia. Gli è stato chiesto di confrontarsi con teologi alla sua pari (per esempio con monsignor Livi), ma si rifiuta. Proclama di avere locuzioni dal Cielo, e si basa su di esse per sostenere le sue tesi, ma evidentemente non sono autentiche, perché Gesù. la Madonna e i santi non daranno mai messaggi celesti contrari alla dottrina della Chiesa. Sono stato esorcista ufficiale in una diocesi italiana, Aldo, e so come il diavolo può ingannare le anime travestendosi da angelo di luce. Con tutto ciò ho voluto dirle la verità. Dato l’errore in cui don Alessandro è caduto, purtroppo sembra che la scomunica inferta sia valida, e le ragioni che lui porta per dichiararla invalida non hanno solide fondamenta (gli atti del pontefice attuale, per quanto egli sia sostanzialmente eretico, ma non formalmente, conservano ancora valore giuridico). Con una benedizione.
Fonte:
www.aldomariavalli.it/…/don-minutella-u…