Due comunisti, Andrea Ferroni e una compagna, con una borsa in spalla con l'immagine di Antonio Gramsci (+1937), fondatore del Partito Comunista Italiano, hanno cercato di entrare nel Vaticano il 27 ottobre.
Sono stati fermati subito dalla polizia, ma hanno risposto: "Abbiamo appuntamento col Papa." La segreteria ha confermato che era vero.
I due appartengono alla sezione giovanile di Rifondazione Comunista, in cui si usano ancora falce e martello, simboli fuori legge in molti paesi.
Repubblica.it (29 ottobre) spiega: "le affinità di pensiero tra il messaggio sociale di Jorge Mario Bergoglio e le critiche al modello capitalistico della sinistra radicale sono cosa nota."
Ferroni ha detto al giornale dopo l'incontro: "Abbiamo parlato qualche minuto." Quando Francesco ha visto sulla borsa la faccia di Gramsci ha detto: "Siete proprio comunisti! Complimenti, andate avanti."
I comunisti ipocriti hanno detto poi a Repubblica.it: "Al netto delle contraddizioni che ha un'istituzione come la Chiesa, oggi per noi è impossibile non apprezzare la radicalità di Francesco nel mettere in discussione, nel rivelare le ingiustizie e le iniquità del sistema economico."
Il leader di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, entusiasta della visita, ha detto: "Al congresso di qualche giorno fa avevo citato il Papa e lo avevo ringraziato per aver accolto il nostro compagno Eugenio Melandri.”
Poi il comunista ha aggiunto: "In Parlamento non c'è nessuno che la pensa come noi, fuori lo fa il Papa quando parla di riduzione dell'orario di lavoro e una politica di disarmo. E questo se da laici continuiamo a avere visioni diverse [solo apparentemente] su tanti temi come aborto, concordato, diritti LGBTQ [propaganda omosex].
Foto: © Mazur/catholicnews.org.uk , CC BY-NC-ND, #newsQuqqpacmyy