…SULLA MISERICORDIA…
Stralci da:1) “Vera e falsa misericordia” di Don Hervé Gresland, FSSPX blog inter Multiplices UNA VOX
2) “Un’invenzione moderna: la falsa misericordia ateizzante” di P. Amerigo Berti blog Europa Cristiana
[…] La compassione non è sufficiente a sé stessa. L’autentica compassione passa all’azione, essa tende ad alleviare questa miseria e fa ciò che è in suo potere per aiutare in maniera efficace.
Anche qui, lo sguardo della fede permette di discernere le vere miserie del prossimo.
Certe persone generose vorrebbero alleviare tutte le miserie del mondo, ma si limitano alle miserie materiali. Eppure, il male più grande è l’allontanamento da Dio.
Quindi, l’opera di misericordia per eccellenza è la testimonianza della fede, ciò che si chiama: la misericordia della verità.
Solo l’insegnamento della vera religione farà uscire gli uomini dalla grande disgrazia in cui sono intrappolati per la loro ignoranza volontaria o colpevole.
Il liberalismo e il relativismo che tacciono e mantengono gli uomini nelle loro illusioni, sono, non solo degli errori, ma anche una terribile indifferenza.
La nuova «misericordia»
Una nuova concezione della misericordia si trovava già nei predecessori dell’attuale Papa.
Nel suo discorso di apertura del concilio Vaticano II, Giovanni XXIII annunciava la nuova dottrina proclamando: «Oggi la Sposa di Cristo preferisce ricorrere al rimedio della misericordia piuttosto che brandire le armi della severità».
Il grande pensatore cattolico che fu Romano Amerio sottolineava giustamente: «Questo annuncio del principio di misericordia in opposizione a quello della severità, trascura il fatto che, nello spirito della Chiesa, LA CONDANNA DELL’ ERRORE E’ ESSA STESSA OPERA DI MISERICORDIA, POICHE’ COLPENDO L’ ERRORE SI CORREGGE COLUI CHE ERRA E SI PRESERVANO GLI ALTRI DALL’ ERRORE»
Questo nuovo atteggiamento contiene in realtà degli abbandoni. Esso scredita quella misericordia che è tuttavia la più importante perché tocca il male più profondo: «DIRE AGLI UOMINI LA VERITA’». La vera misericordia consiste nell’avere grande pietà per le anime che giacciono «nell’ombra della morte» e predicare loro Gesù Cristo e la fede che è indispensabile per la salvezza.
Di fatto, la nuova «misericordia» si volge di più verso le miserie di quaggiù piuttosto che verso quelle che sono le più gravi: le miserie spirituali.
Il partito oggi dominante nella Chiesa mira a servire l’uomo nella sua vita terrena, piuttosto che portare avanti la missione che Nostro Signore ha assegnato alla Chiesa: dirigere le anime verso il Cielo e salvarle.
Il primato della coscienza
Agli occhi del pensiero moderno, la coscienza di ciascuno viene prima di tutto. Quello che è buono e legittimo cercare non è più quanto è conforme all’ordine stabilito dalla saggezza del Creatore, come l’esprime la legge divina; è ciò che appare come tale all’individuo nel profondo della sua coscienza. La legge viene messa da parte e al suo posto si installa la coscienza individuale, trasformata in assoluto.
Questo concetto è penetrato nella Chiesa a partire dal concilio Vaticano II: per non turbare le coscienze si evita di fare riferimento alla verità…
…Un documento tipico è l’Esortazione sulla famiglia Amoris laetitia, pubblicata nel 2016.
Lì Francesco dà ai cristiani la possibilità di decidere sulle questioni di moralità nel matrimonio, caso per caso, secondo la coscienza personale. L’orientamento necessario e chiaro dato dalla legge di Dio è passato sotto silenzio.
Il documento è impregnato dell’idea che esisterebbe, da un lato, il diritto dell’uomo ad essere perdonato, senza che sia necessario convertirsi, e dall’atro il dovere di Dio di perdonare. Come è possibile immaginare un tale dovere!
Al posto di un Dio autenticamente misericordioso che perdona coloro che si pentono, si mette un Dio comprensivo che scusa e giustifica sempre. Un Dio che non è il vero Dio; perché, come dice il giornalista italiano Aldo Maria Valli: «Dio, il Dio della Bibbia, è certo paziente, ma non lassista; è certo clemente, ma non permissivo; è certo attento, ma non accomodante. In una parola è Padre nel senso più completo e più autentico della parola»…
…Un sacerdote non può ridefinire la legge che Dio ha stabilito; non può modificare il Decalogo. Se egli può dare l’assoluzione per un peccato passato, non può certo dare il permesso che il peccato continui.
La vera misericordia si esercita nei confronti del peccatore incoraggiandolo a aiutandolo a uscire dal peccato. Al contrario, con la falsa misericordia i peccatori sono rassicurati e confermati nel loro stato di peccato. Invece di cercare di ricondurli a Dio, questa pretesa misericordia può condurli alla dannazione eterna. Essa è una grave mancanza di carità verso queste anime perdute…
…In nome della misericordia si potrebbe autorizzare ogni comportamento, evitare ogni segno di «discriminazione», ignorare le offese che gridano contro l’onore di Dio, tacere i diritti della verità e della Chiesa. Ma la discriminazione non deriva da una pretesa mancanza di carità. La verità è che condannare il peccato pubblico è precisamente un atto di misericordia, perché esso minaccia di colpire altre anime del gregge…
…Una nuova morale per compiacere il mondo
L’ambiguità e il relativismo, non solo sono entrati nella Chiesa, ma hanno preso la forma di magistero. La morale cattolica è ormai obsoleta ed è rimpiazzata dai sofismi che la minano, arrivando fino a trasformare gli insegnamenti morali della Chiesa nel loro contrario.
Non si vuole più dire che ci sono delle cose che conducono a Nostro Signore ed altre che ci allontanano da Lui e dal Suo amore. Il peccato non è nemmeno più chiamato peccato, la legge divina è piegata alla presunta autonomia dell’uomo…
…La vera misericordia è l’opposto di questo relativismo, che si può dire sia una profanazione della misericordia. La vera misericordia, per esempio, vede la vita coniugale fuori del matrimonio come un’offesa a Dio, la distruzione del matrimonio cristiano, la morte delle anime, una rivoluzione sociale; e piange per questo.
Ormai la legge morale deve essere adattata ai costumi attuali: quelli dei divorziati «risposati» o di quelli che vivono in unioni contro natura.
La Chiesa conciliare inganna gli uomini quando traveste di misericordia la sua acquiescenza al vizio e al peccato. La falsa misericordia si riveste di bei sentimenti e di sollecitudine pastorale, ma sminuisce l’ideale e presenta un cristianesimo privo di esigenze di rinnovamento morale… (da “Vera e falsa misericordia” di Don Hervé Gresland, FSSPX blog inter Multiplices UNA VOX)
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Sant’Alfonso Maria de’ Liguori è un Dottore della Chiesa, un grande maestro di morale cristiana, forse uno dei principali in questo campo nella storia della Chiesa. In uno dei suoi testi più famosi, Apparecchio alla morte, egli dedica un capitolo agli inganni del demonio, alle sue astuzie che egli usa per toglierci dalla retta via e convincerci che è meglio seguire lui piuttosto che il Signore Gesù. In questa sezione egli afferma che uno degli inganni del maligno è l’insistenza sul termine “misericordia” o, meglio, un’errata interpretazione di questa parola.
Dal momento che nella Chiesa ultimamente si parla sovente di questo concetto, è importante (e sorprendente!) leggere quanto scrive il grande Dottore in proposito:
«Dio è misericordia. Ecco il terzo inganno comune dei peccatori, per cui molti si dannano. Scrive un dotto autore che ne manda più all’Inferno la misericordia di Dio, che non manda la giustizia, perché questi miserabili confidano temerariamente nella misericordia e non lasciano di peccare, e così si perdono. Iddio è misericordia, chi lo nega; ma ciò nonostante quanti ogni giorno si dannano! Egli è misericordioso, ma è ancora giusto, perciò è obbligato a castigare chi lo offende. Egli usa misericordia, ma a chi? A chi lo teme (“Come è tenero un padre verso i figli, così il Signore è tenero verso quelli che lo temono”, Salmo 103,13). Ma con chi lo disprezza e abusa della sua misericordia per più disprezzarlo, Egli usa giustizia. E con ragione; Dio perdona il peccato ma non può perdonare la volontà di peccare. Dice sant’Agostino che chi pecca col pensiero di pentirsene dopo d’aver peccato, egli non è un penitente, ma uno schernitore di Dio. Ma all’incontro ci fa sapere l’apostolo che Dio non si fa burlare (“Nessuno si faccia illusioni: non ci si può prendere gioco di Dio”, Gal 6,7). Sarebbe un burlare Dio offenderlo come piace e quanto piace, e poi pretendere il Paradiso… “Ma siccome Dio mi ha usato tante misericordie per il passato e non mi ha castigato, così spero che mi userà misericordia per l’avvenire”. Ecco il quarto inganno. Dunque, perché Dio ha avuto compassione di te, per questo ti ha da usare sempre misericordia, e ti ha da castigare mai? Anzi no, quanto più sono state le misericordie che Egli ti ha usate, tanto più devi tremare, che non ti perdoni più e ti castighi se di nuovo lo offendi (“Non dire: ho peccato e che cosa mi è successo? perché il Signore è paziente. Non essere troppo sicuro del perdono tanto da aggiungere peccato a peccato”, Siracide 5,4-5). Pensa, per quanti meno peccati dei tuoi, alcuni si sono dannati. E con questo pensiero cerca di compensare le offese che hai fatto a Dio, con la penitenza e le buone opere. Questa pazienza, che Dio ha avuto con te, deve animarti, non già a più disgustarlo, ma a più servirlo e amarlo, vedendo che Egli ha fatto per te tante misericordie, che ne ha fatte agli altri» (Considerazione XXIII, punto II).[…]
[…]Il terribile e caustico sant’Alfonso (che pure era un uomo mitissimo) ci dice invece che proprio questo falso concetto di misericordia miete vittime e le fa precipitare nell’abisso infernale. Occorre allora compiere un vero atto di misericordia (è proprio il caso di dirlo): annunciare e gridare a tutti che Dio ci vuole tutti salvi ma che noi dobbiamo interrompere subito ogni legame col peccato, ogni vizio, ogni ingiustizia, e convertirci alla vera fede.[…]
[…]Chi, nella Chiesa, parla di misericordia, senza nominare la giustizia, il perdono e la possibilità dell’Inferno, parla al mondo in modo mondano, non rende servizio alla VERITA’.[…]
[…]Dunque, la misericordia esiste, perché Dio è misericordia. Ma parliamo del vero Dio, quello del Vangelo: Gesù di Nazaret, che chiede di essere conosciuto, seguito, amato, che ci ha rivelato il Padre e ci ha donato lo Spirito Santo, non di quello inventato da una strisciante spiritualità atea, massonica, mondana, falsa, che oggi imperversa e pontifica. Quello, di sicuro, non esiste.
«Io non ti ho amato per scherzo», disse un giorno il Signore Gesù in visione alla beata Angela da Foligno.(da “Un’invenzione moderna: la falsa misericordia ateizzante” di P. Amerigo Berti blog Europa Cristiana)