Perché Gesù ha intinto un boccone e lo ha dato a Giuda?

Philip Kosloski - pubblicato il 15/04/22

Osservando la Pasqua ebraica, Gesù potrebbe aver ricordato il tradimento di Giuseppe da parte dei suoi fratelli nell'Antico Testamento


L’Ultima Cena celebrata da Gesù e dai Suoi discepoli è legata alla celebrazione della Pasqua ebraica, che contiene una serie di atti simbolici.
Durante questo pasto, Gesù proclama che uno dei Suoi discepoli lo tradirà:

“Dette queste cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: «In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà»”. “Rispose allora Gesù: «È colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò». E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone. E allora, dopo quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: «Quello che devi fare fallo al più presto»”.
Giovanni 13, 21; 26-27

Perché Gesù ha intinto un boccone e lo ha dato a Giuda?

Ci sono molte interpretazioni diverse di questo fatto, ma una possibilità è che Gesù stesse eseguendo una parte della Pasqua ebraica, che ricorda il tradimento di Giuseppe nell’Antico Testamento.
È quello che suggerisce D.T. Lancaster nel suo articolo Last Seder: A Jewish Reading of the Last Supper:

“Dopo la prima coppa, i partecipanti al Seder di Pasqua lavano le mani, e poi prendono parte a un rituale chiamato karpas. Il rituale implica il fatto di immergere un vegetale verde due volte in aceto di vino rosso (nel Seder moderno, l’acqua salata sostituisce spesso l’aceto). Il significato del rituale è oscuro, ma secondo alcune opinioni rappresenta il tradimento di Giuseppe, i cui fratelli immersero il mantello nel sangue di una capra – evento che iniziò la discesa in Egitto. Può anche rappresentare l’immersione dell’issopo nel sangue d’agnello”.

Anche Shlomo Riskin spiega questo rituale in un articolo per l’Israel Times:

“È interessante che in molte comunità yemenite ci sia l’abitudine di immergere il vegetale nel charoset, un misto di vino, noci e a volte datteri, che il Talmud di Gerusalemme dice che ricorda il sangue. Come i fratelli immersero il mantello colorato di Giuseppe nel sangue di capra dicendo al padre che Giuseppe era stato lacerato da una bestia selvatica, noi immergiamo il nostro karpas nel charoset”.

Nel Vangelo tutto è lì per un motivo, anche un piccolo dettaglio come il fatto che Gesù abbia immerso un pezzo di cibo e lo abbia dato a Giuda.

Perché Gesù ha intinto un boccone e lo ha dato a Giuda?
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Da non confondere con le erbe amare ( "maror", come per esempio la lattuga o in alternativa la cicoria, la scarola oppure l'indivia) che si consumano la prima sera dopo la lettura dell'Haggadàh di Pesach: simboleggiano infatti la vita dura sotto il dominio degli Egiziani. Non solo nello Yemen ma anche nella comunità tripolina a Roma posso testimoniare che si consuma il sopracitato charoset, una preparazione dolce che rappresenta la malta che gli schiavi utilizzavano per costruire mattoni in Egitto.