Gian Federico Alex

…SUL LIBERALISMO NELLA CHIESA MODERNISTA…O si è fedeli alla Verità o meglio non essere più!…IL DOGMA DELL’INCARNAZIONE E IL PARADOSSO MODERNISTA DELLA CHIESA PURAMENTE SPIRITUALE “la chiesa separata dalla dimensione politico temporale”…protestantesimo individualismo nominalismo, soggettivismo, immanentismo…le tappe per l’eliminazione della VERITA’…libertа fondata sulla veritа,libertа fondata sull’uomo,libertа fondata sul nulla “Come è cambiato il concetto di “libertà” nella Storia?”…

Papa PioXII incontrando l’ordine dei gesuiti disse una frase che deve valere per tutti “O si è fedeli alla Verità o meglio non essere più!” <<…San Tommaso D’Aquino insegna che certi VIZI si oppongono alle VIRTU’ in modo NETTO mentre altri per SOMIGLIANZA e sono proprio questi i più difficili da individuare…Così anche GNOSI e FEDE si oppongono non in modo NETTO ma per SOMIGLIANZA, c’è quindi una specie di contaminazione ed è difficile individuare la matrice gnostica.

Il MODERNISMO è il tentativo di conciliare la filosofia moderna “essere sofistica quindi di origine gnostica” con la teologia cattolica e ogni volta che si tenta di fare una lega tra un metallo nobile ed uno vile chi ci rimette è quello nobile…nel libro “LA TIARA E LA LOGGIA” l’autore individua i nove punti che caratterizzano il pensiero gnostico e che non si ritrovano nel pensiero cattolico…Quindi gli opposti per SOMIGLIANZA sono più pericolosi e subdoli nell’ ingannare l’uomo e portarlo verso la MENZOGNA invece che verso la VERITA’


CHESTERTON ci dice: “la menzogna non è mai tanto falsa come quando si avvicina molto alla verità. È quando la pugnalata sfiora il nervo delle verità che la coscienza cristiana urla di dolore”…il bicchiere di buon vino nel quale è contenuta una sola goccia di veleno rende vana tutta la verità contenuta in quel bicchiere…

Parafrasando CHESTERTON si potrebbe dire che anche l’AMORE non è mai tanto falso come quando si allontana molto dalla VERITA’ …NON PUO’ ESISTERE UN AMORE SENZA VERITA’…un amore che non fosse giudicato dalla verità diventerebbe il contrario di se stesso…il pensiero moderno cerca di posporre la VERITA’… da qui gli altri errori, lo storicismo (la storia che costruisce la verità), il materialismo (la materia è la verità), l’economicismo e via dicendo…nel romanticismo l’AZIONE che fa il VERO e non l’AZIONE che deve essere giudicata dalla VERITA’…Perché il prologo di san Giovanni dice: in principio era il verbo?…nell’ambito della santissima trinità c’è una successione logica e non cronologica:PADRE, FIGLIO e SPIRITO SANTO…perché dal padre procede il figlio, e dal padre e dal figlio procede lo spirito santo…un amore che prescinda dalla verità può diventare tutto il suo contrario……tanti criminali della storia hanno fatto cose CATTIVE per AMORE della propria IDEOLOGIA…quindi l’AMORE SGANCIATO DALLA VERITA’ può diventare qualcosa di PERICOLOSO…questa è L’APOSTASIA MODERNA e CONTEMPORANEA…Sulla citazione di CHESTERTON e il pericolo subdolo delle contaminazioni presenti negli opposti per SOMIGLIANZA << …Il catto-liberalismo o il social-modernismo, invece, confondono volutamente e scientificamente princìpi e pratica, così formulano delle “mezze verità” che sono più pericolose dell’errore manifesto, poiché esse sono nascoste e segrete, come il modernismo qualificato come “foedus clandesinum” o “setta segreta” da S. PIO X (Sacrorum Antistitum, 1° settembre 1910). Tali mezze verità vengono applicate non solo alla filosofia, al dogma e alla morale, ma anche alla dottrina sociale e politica della Chiesa e soprattutto alla unione gerarchizzata tra Stato e Chiesa.

Se si traspone la prudenza dell’agire nell’ordine dell’essere o della verità, mediante mezze-verità o termini equivoci, ambigui, sfumati, imprecisi, i quali volutamente non sono esplicitamente erronei, è ancora più pericoloso per la sana ragione e la purezza della Fede. Coloro che di fronte all’errore, invece di condannarlo, smascherarlo o disapprovarlo apertamente, cercano un accomodamento, un compromesso teoretico tra verità e falsità, negano implicitamente il principio per sé noto d’identità e non-contraddizione, sotto apparenza d’apostolato, discrezionalità, pastoralità, prudenzialità (8), sono più pericolosi di chi professa apertamente l’errore. Le mezze-verità, la vaghezza, l’imprecisione, l’indecisione, il pressappochismo o l’indefinibilità dottrinale sono la “quinta colonna” o il nemico che si presenta da amico, il cavallo di Troia, il lupo vestito da agnello che penetra – grazie al suo camuffamento – nel cuore della Chiesa e la vuole cambiare dal di dentro, come dice il “Programma dei Modernisti” (1906) attribuito ad Antonio Fogazzaro ed Ernesto Buonaiuti…
( estratti da: “come il pensiero ha rovesciato l’ordine cristiano”-“la Verità al 90%. Cui Prodest?” - “Non ci può essere amore senza verità e non ci può essere verità senza amore” “La vittoria dell’ irenica sulla polemica nel mondo contemporaneo)>>



STRALCI DAL 17° Convegno di studi cattolici (2009) – Che cosa è di Cesare, che cosa è di Dio. L’errore della laicità 23/24/25 ottobre 2009 intervento di Matteo D’Amico

COME SI E’ GIUNTI AD UNA LIBERTA’ FONDATA SU SE STESSA E NON SULLA VERITA’? …IL DOGMA DELL’INCARNAZIONE E IL PARADOSSO MODERNISTA DELLA CHIESA PURAMENTE SPIRITUALE “la chiesa separata dalla dimensione politico temporale” CHE DIVIENE INVECE TOTALMENTE POLITICIZZATA

…Una delle autrici, delle filosofe del novecento più celebrate dal cattolicesimo più progressista, più modernista Simone Weill fondò tutto il suo progetto sul dissociare CHIESA e POTERE…ciò ha un aspetto GNOSTICO in quanto esiste un nesso profondo tra la sfera politica e la sfera religiosa…

…Una citazione molto celebre di san PioX tratta dalla sua prima enciclica “E supremi apostolatus cathedra” del 4 ottobre 1903, anticipa profeticamente i giorni attuali:”…Ai nostri giorni veramente contro il proprio Creatore fremettero le genti e i popoli meditarono cose vane; talchè è comune il grido dei nemici di Dio: Allontanati da noi. E conforme a ciò, vediamo nei più degli uomini estinguersi ogni rispetto verso Iddio eterno, senza più riguardo al suo supremo volere nelle manifestazioni della vita privata e pubblica; che, anzi, con ogni sforzo, con ogni artifizio si cerca che fin la memoria di Dio e la stia conoscenza sia dei tutto distrutta.Chi tutto questo considera, bene ha ragione di temere che siffatta perversità di mente sia quasi un saggio e forse il cominciamento dei mali, che agli estremi tempi son riserbati, e che già sia nel mondo il figlio di perdizione di cui parla l’Apostolo…”

…La crisi della chiesa non è comprensibile se non la si comprende ANCHE in termini di FILOSOFIA DELLA POLITICA E DEL DIRITTO…la storia ci dimostra che ogni qualvolta si separa la comprensione della chiesa dai problemi che l’ordine temporale pone alla chiesa stessa si cade in un gravissimo errore..PERCHE’? Il motivo è teologico “ La chiesa è il corpo mistico di Cristo” e quindi ogni visione di essa SPIRITUALISTICA “anche se in modo magari nascosto” è di fatto una visione “almeno implicitamente” GNOSTICA che altera il DOGMA DELL’ INCARNAZIONE perchè il dogma dell’incarnazione “l’incarnazione di nostro Signore” E’ IL FONDAMENTO DEL SORGERE DELLA CHIESA STESSA…ogni volta che ci dimentichiamo questo fatto andiamo verso una visione che implicitamente rifiuta o l’umanità o la divinità di Nostro Signoreil paradosso è però proprio in questo suo pensarsi come un entità puramente spirituale “questo è un aspetto del modernismo”anzi i modernisti “basta leggere il Santo di Fogazzaro” spingevano verso un modello di chiesa separata dalla dimensione politico temporalei modernisti dicevano “anche nelle conversazioni private avute con PioX” che Dio aveva VOLUTO che perdesse il potere temporale e PioX li correggeva benevolmente dicendo “NO era scorretto Dio l’aveva solo PERMESSO” e in questa distinzione tra VOLUTO e PERMESSO c’è la differenza tra una VISIONE ORTODOSSA o ERRATA del rapporto col potere temporalel’ereticità di una visione SPIRITUALISTA della chiesa porta appunto a questo pneumaticismo ideologico che è tipico della chiesa uscita dal concilio vaticano IIuna chiesa che PER PARADOSSO “ECCO IL PARADOSSO” QUANTO PIU’ SI PENSA COME UNA REALTA’ SOLO SPIRITUALE QUANTO PIU’ VIENE TOTALMENTE POLITICIZZATAMA LA POLITICIZZAZIONE DELLA CHIESA E’ UNA COSA COMPLETAMENTE DIVERSA DA UNA CHIESA CHE PRESIDIA IL CORRETTO RAPPORTO CON LA SFERA TEMPORALE…la CHIESA MEDIOEVALE non è una chiesa POLITICIZZATA era esattamente l’opposto…era una chiesa che proprio perchè presidiava con grande attenzione e consapevolezza il rapporto tra SFERA TEMPORALE E SPIRITUALE, NON SI LASCIAVA AUTORIDURRE ALLA DIMENSIONE POLITICO TEMPORALE…invece la chiesa di oggi pneumatica, spiritualista o spiritualeggiante e quindi POLITICIZZATA è una chiesa che AUTORIDUCE SE’ E LA PROPRIA MISSIONE AL MONDO E AL PERSEGUIMENTO DEI VALORI INTRAMONDANI CHE GOVERNANO IN PROFONDITA’ L’ATTUALE FASE DI COSTRUZIONE DEL GOVERNO MONDIALE...<<il testo di Delassus il problema dell’ora presente spiega che c’è un complesso di forze “la massoneria, la grande finanza e l’ebraismo talmudico” che hanno come scopo la distruzione della chiesa…

Cosa è il MONDIALISMO? Il progetto della MASSONERIA è una REPUBBLICA UNIVERSALE, un mondo unificato che non abbia più divisioni tra popoli, nazioni, stati con:

…progetto lingua universale”esperanto”…
…unica moneta…
…unica religione mondiale, quale? Filantropica,sentimentale,umanitaria che faccia dell’uomo stesso il suo Dio, una religione dei diritti… dell’uomo…
…l’unificazione della ricerca scientifica fondata sul dogma…

…la storia unificata, un manuale di storia che si può imporre a tutto il mondo…
…unificazione di arte e letteratura, il premio nobel istituito da un massone (NOBEL) che viene dato solo a personaggi facenti parte di particolari ambienti o che con la loro opera hanno contribuito ad un certo cammino o disegno…

…nuovo ordine mondiale dell’ informazione…
…corte di giustizia internazionale, tribunale dell’AIA…

Questo cammino parte dal 1700 ma si ritrovano già tracce nel rinascimento e…


…dopo il 1945 nasce l’ONU su un terreno donato dalla famiglia Rockefeller che comporta una crescente perdita di sovranità dei vari stati……sovranità, l’autorità, la PIETAS prosciugate dal mondialismo…( da MONDIALISMO E NEOMALTHUSIANESIMO: ASSALTO ALLA VERITA' di Matteo D’Amico)>>

…diritti dell’uomo, libertà religiosa, ecologismo, tutela della donna, lotta alla pena di morte, democrazia… sono temi politici e sono temi che occupano una quantità enorme di documenti che qualunque episcopato produce mensilmente annualmente…è difficile trovare “per esempio su riviste di missionari…” interventi che vagamente abbiano contenuti afferenti alla sfera propriamente dottrinale, o spirituale o della vita di pietà…il soprannaturale è completamente bandito dalla chiesa di oggi…
…Quindi è una chiesa TOTALMENTE POLITICIZZATA che a rigore non da più un messaggio propriamente religioso ai suoi fedeli…lo si vede dal fatto che la pastorale della chiesa di oggi è largamente penetrata “anche linguisticamente, semanticamente e concettualmente” dalla struttura della macchina ideologica dell’apparato rivoluzionario che domina la nostra società…c’è una deriva linguistica che indica lo smarrimento spirituale e teologico e l’adeguamento della chiesa stessa a poteri secolari laici e non cristiani…una POLITICIZZAZIONE della chiesa”più che chiesa si intende gli uomini di chiesa…”…uomini di chiesa che cercano di accreditarsi come “per usare le parole di Paolo VI all’ ONU” esperti in umanità…questo è l’errore che Romano Amerio ha classificato come l’errore del cristianesimo secondario, cioè una chiesa che non ha più il coraggio di dare il messaggio propriamente soprannaturale che custodisceperchè questo è il messaggio più scandaloso possibile per una società liberale, che scandalizza pure gli stessi cattolici che non hanno una visione coerente della tradizione…quindi il cristianesimo secondario è l’ultima spiaggia per dare questo messaggio soprannaturale…

…COSA VUOL DIRE REGALITA’ SOCIALE DI CRISTO? COSA E’ CHE FA PROBLEMA? Fa problema la chiara affermazione del diritto di un dominio assoluto di Dio anche sulle società e gli stati…FAMIGLIA SOCIETA’ e STATO sono creati da Dio che ha posto nell’ uomo “anche nel non credente…” una tendenza ad unirsi in FAMIGLIA SOCIETA’ e STATO quindi ad essere POPOLI…<<Bernard Dumont scrive un articolo sull’ultimo numero della rivista “Verbo” sul rapporto tra secolarizzazione e dottrina della regalità sociale di Cristo.Lo studio è ricco di informazioni sul tema, che viene condotto alla fine al suo aspetto centrale e ineludibile, ossia che la secolarizzazione contrasta la regalità sociale di Cristo, a meno di non cambiare il significato di questa dottrina.Le accezioni del termine secolarizzazione sono tante. In generale essa indica il passaggio dal sacro al profano. Ridurre allo stato secolare un religioso, dedicare un luogo di culto a funzioni non religiose, passare i beni e i benefici ecclesiastici ai principi protestanti a seguito della Riforma: ecco alcuni esempi.Poi, però, subentrò il significato politico rivoluzionario come progressiva eliminazione di tutti i riferimenti religiosi. Qui la secolarizzazione finisce per coincidere con la modernità, ossia con “la religione dell’uomo che si fa Dio” (Paolo VI): machiavellismo, sete di ricchezza della borghesia, libertinaggio e ateismo…Due autori tedeschi contribuirono a declinare il concetto di secolarizzazione in un altri modi. Max Weber…,Carl Schmitt…Hans Blumemberg contraddisse la tesi di Schmitt…Karl Löwith nel suo libro Il senso della storia: implicazioni teologiche della filosofia della storia (1949) si era già espresso nella linea di Schmitt, segnalando come il sistema hegeliano fosse una teologia della storia travestita o addirittura una teodicea, e come i principali esponenti della sinistra hegeliana e del marxismo ripresero dal cristianesimo diversi concetti secolarizzati. Con Hegel si attua una rottura radicale con la prospettiva di Agostino, Orosio e Bossuet. A questo punto Dumont distingue tra secolarizzazione e laicismo. La prima sarebbe un fenomeno sociale globale che confina la religione nell’ambito privato, il secondo è più rivoluzionario e privo di scrupoli e lotta perché la religione non esca dall’ambito privato e affida alla cultura e alla scuola un compito di decostruzione dei pregiudizi religiosi. Interessante l’affermazione: “Non c’è nessuna differenza di obiettivo tra la laicità repubblicana e le campagne di ateizzazione dell’epoca staliniana“ (p. 524). Fatta la distinzione, però, Dumont parla di una convergenza delle due linee nella “irreligione pratica” di Del Noce: “L’uomo che ha perso la dimensione del passato, e anche quella del futuro, con il fine dell’ideale rivoluzionario, viene ridotto a mens momentanea. Oggi abbiamo raggiunto il punto della possibilità della scomparsa morale dell’uomo, della sua involuzione verso l’animalità” (cit. p. 525)…Jürgen Habermas ha indubbiamente attuato una svolta nel suo pensiero e ha cominciato a pensare che la ragione pratica comunicativa non è sufficiente a fronteggiare i pericoli della modernità tecnologica, non è capace di formulare da sola un concetto di “vita buona”.Non che Habermas rinneghi le posizioni della Scuola di Francoforte, solo che ora pensa che le religioni possano essere utili a correggere gli abusi del globalismo tecnologico.Su una simile linea si è collocato anche Charles Taylor soprattutto con la sua opera The Secular Age del 2007.Senza contestare la secolarizzazione, egli sostiene che la religione è una risposta al disagio della modernità, un antidoto contro l’annullamento del senso della vita da essa provocata.Nuove interessanti modulazioni, certamente non sufficienti a correggere gli esiti nichilisti della secolarizzazione.

A questo punto Dumont arriva alla posizione cattolica e al Vaticano II che ha rappresentato contemporaneamente una accettazione della secolarizzazione e una revisione radicale della regalità di Cristo…Nel discorso al Corpo diplomatico dell’ 8 gennaio 1966, Paolo VI conferma questa svolta, dicendo che la Chiesa ha maturato quanto non sempre era stato visto con chiarezza nei secoli precedenti, ossia che la Chiesa è totalmente libera da tutti gli interessi temporali e questo le permette di concentrarsi sulla propria missione evangelizzatrice. Questo non significa, secondo Paolo VI, che essa abbandoni il mondo a se stesso, essa se ne interessa ancora ma in modo contrastante con tanti atteggiamenti che hanno caratterizzato la sua storia. Questo il commento di Dumont: “Secondo Paolo VI c’è un prima e un dopo, un tempo in cui le cose non erano chiare … la dichiarazione va molto al di là di una osservazione diplomatica, nella misura in cui manifesta un pentimento. Equivale ad una dichiarazione di ritirata. Dei due poteri, Chiesa e Stato, solo uno rimane”. A questo punto la regalità di Cristo non poteva più celebrarsi come all’epoca della Quas primas, doveva essere amputata del suo aspetto sociale e politico e ridotta solo a quello spirituale. Rimaneva comunque un grosso problema: cosa fare di quanto aveva detto Pio XII sulla importanza della forma data alla società per la salvezza delle anime?
(Da Secolarizzazione e regalità sociale di Cristo blog Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân ) >>

IL PROBLEMA: “libertà senza verità”…il primato della LIBERTA’ senza e contro ogni VERITA’…si ha un ROVESCIAMENTO FATALE…in questa PROSPETTIVA qualcosa è VERO solo se manifesta un ATTO DI LIBERTA’, non il CONTRARIO come ha sempre insegnato la DOTTRINA, la SANA FILOSOFIA…<<Per Libertа fondata sulla veritа bisogna intendere quella concezione della libertа che muove da un argomento di ordine metafisico. L’esistenza e soprattutto l’irriducibilitа metafisica delle categorie del bene e del male ne costituiscono il fondamento.

Socrate (470-399 a.C.) individua il bene nel “conosci te stesso”. Per lui la libertа si realizza primariamente nel conoscere se stesso. Attenzione: questa affermazione non è una legittimazione del soggettivismo, bensì un invito a trovare in sè quei concetti universali che non erano stati riconosciuti dalla Sofistica. Socrate, infatti, è colui che scopre l’anima umana.

Platone (428-347 a.C.), soprattutto nel Critone e nel Protagora, esprime la caratterizzazione del suo concetto di libertа:
essa è finalizzata alla conoscenza e al possesso del Bene. L’eudemonia (ricerca della felicitа come vero fine) platonica è nel fuggire dal mondo sensibile per liberarsi dalla prigionia del corpo, e quindi elevarsi all’Iperuranio. La libertа è nell’esercizio della virtù per raggiungere un vero oggettivamente dato.


Aristotele (384-322 a.C.), a differenza di Platone, indica il fine della vita dell’uomo non nel Bene universale, bensì in quello particolare. Ma anche la concezione della libertа dello Stagirita è una concezione fondata sul riconoscimento di un vero oggettivo. Aristotele afferma che la felicitа è nel vivere secondo ragione. Il fine degli esseri, e quindi anche dell’uomo, è nel realizzare la propria essenza, che è oggettivamente e metafisicamente posta.

In questa tipologia della libertа dalla veritа vanno ovviamente ricordati i due grandi del pensiero patristico e scolastico: sant’Agostino (354-430) e san Tommaso d’Aquino (1225-1274).

I
l Vescovo di Ippona, ponendo in Dio le idee che nella filosofia platonica restavano fuori di Dio (nell’Iperuranio), risolve il problema morale nel raggiungere il vero fine della vita, che è il possesso di Dio.

In san Tommaso permane questa concezione della libertа dalla veritа. Dio è causa ed e fine
. La ragione conduce a Dio. Una morale secondo ragione и il raggiungimento di Dio. La libertа è il raggiungimento di Dio attraverso un comportamento correttamente razionale…(Da “Come è cambiato il concetto di “libertà” nella Storia?” blog Il Cammino dei Tre Sentieri )

…L’origine dell’ individualismo moderno si trova già nel medioevo nella corrente filosofica del nominalismo il cui esponente più noto è il filosofo teologo francescano Guglielmo di Occam…in Lutero dove la gerarchia che sovrasta e precede non contano, conta solo la mia libera interpretazione delle scritture…nel campo filosofico con Cartesio il primato dell’ IO…ogni individuo viene prima della comunità e se ogni individuo viene prima della comunità la comunità si decompone…la libertà dell’ individuo viene negata con i totalitarismi (fascismo, comunismo, del nazionalsocialismo) i quali hanno concentrato l’importanza del soggetto moderno su un soggetto collettivo (la nazione, la classe, la razza, lo stato) oppure viene affermata in maniera assoluta in un individuo puramente astratto come nel liberalismo… paradossalmente è proprio questa libertà estrema e malata (come la chiama Marcel De Corte) che distruggere le vere libertà in quanto separa l’uomo dalle sue appartenenze, corporazione, comunità, relazione sociale a cui appartiene (da INDIVIDUALISMO FONDAMENTO DELLA MODERNITA’ di Martino Mora)…

…non è più buona qualsiasi cosa rimanga identica a sé, è male qualunque cosa possa attraversare il tempo senza mutare, e questa era per esempio la messa di sempre, il dogma cattolico…

COME SI GIUNGE A QUESTO ESITO?
…Il fondamento della crisi è metafisico, filosofico in senso più ampio…per voler scegliere un punto di partenza della crisi lo potremmo identificarlo nella tradizione occamista…a partire da Occam si ha una radicale antimetafisicità del pensiero filosofico che porta ad una scissione tra fede e ragione…<<…Il naturalismo umanistico/rinascimentale e il nominalismo luterano avevano prodotto una dottrina nuova ed erronea sia quanto alla natura della Società civile (filosofia politica), sia quanto alla natura della Società religiosa, ossia la Chiesa (teologia ecclesiologica).

Il nominalismo ritiene che i concetti universali e la natura o essenza reale non hanno nessuna realtà oggettiva fuori della mente pensante; l’unica realtà extra-mentale è la cosa singolare, l’individuo: “nulla oltre l’individuo” è l’assioma che riassume e definisce il nominalismo…L’individualismo del nominalismo di Occam († 1349) applicato alla teologia sulla Chiesa produce una dottrina ecclesiologica protestantica e modernistica. La seconda scolastica si trovò, così, a confutare errori di natura politica, teologica (ecclesiologica e sacramentaria) che affondavano le radici in maniera remota già nel donatismo del IV secolo.

I tomisti del Cinquecento, basandosi sulla dottrina dell’Aquinate, seppero rispondere alle apparentemente “nuove” obiezioni, in realtà vecchie di circa 1000 anni, e apportarono un nuovo arricchimento alla dottrina cattolica riguardo ai Sacramenti, alla Chiesa e alla politica.

Il cardine dell’ecclesiologia occamista è che i fedeli sono il primo soggetto della verità salvifica e non la Chiesa gerarchica (Dialogus, I, 5, 29; ivi, I, 1, 4; Octo quaestiones, VII, 117; Opus nonaginta dierum, c. 6). Come si vede, il “Sinodo della sinodalità” (2023) con la sua “Chiesa all’incontrario” non ha inventato nulla di nuovo.

Questo principio è la conseguenza logica del soggettivismo individualista di Occam. Come non vi sono nature ed essenze, ma solo individui; così non vi è una Chiesa gerarchica e giuridicamente strutturata, ma vi sono i singoli fedeli e neppure uno Stato…
(Da La Seconda Scolastica, La Filosofía Politica E L’Ecclesiologia di don Curzio Nitoglia)>>

…Questa crisi della filosofia tradizionale realista sfocia come sappiamo in quello che viene chiamato immanentismo o soggettivismo ovvero: se la ragione “il cogito come lo chiama Cartesio” non può più conoscere veramente Dio, non può più fare metafisica abbiamo il rovesciamento tra soggetto e oggetto in cui la realtà oggettiva non ha una norma oggettiva che Dio stesso ha voluto ma che è la ragione dell’uomo a porre in essere…questo soggetto che è produttore della REALTA’ e della VERITA’ è il fondamento del LIBERALISMO MODERNO e quindi del LAICISMO che è una dimensione incorporata nella visione della POLITICA e dell’UOMO…l’IO l’UOMO stabilisce il DIRITTO << …quando le categorie del bene e del male sono decise dall’uomo o da un gruppo sociale… si entra nel campo della libertà assoluta, arbitraria che danneggia l’uomo stesso in quanto l’ordine fatto di gerarchie, limiti ecc… si trasforma in disordine (da “COME SAPPIAMO CHE ESISTONO BENE e MALE” di Corrado Gnerre canale Cronache di Cielo e Terra)

…Kant nel suo scritto “per la pace perpetua (naturalmente discutibile…)” scrive però: “il problema dello STATO posto in termini di soli DIRITTI e non di DOVERI può essere risolto anche da un popolo di demoni”…la società demoniaca per eccellenza è quella di soli diritti…cosa è un diritto puro non sostenuto da un quadro metafisico religioso che impone doveri…è il diritto della forza… perchè tu rispetterai il mio diritto alla vita finché io avrò la forza di oppormi alla tua forza di togliermela..è questo il mondo delle leggi contro l’omofobia…è questo il mondo delle leggi che stanno avanzando…perchè se ci sono solo diritti ci sarà solo spazio per i pochi forti in grado di opprimere molti deboli…atomizzati e distrutti, perchè non abbiamo più POPOLI e INGANNEVOLMENTE la DEMOCRAZIA chiama il popolo POPOLO…Hegel dice: “l’unica operazione della libertà resa universale(unico valore) è la morte”…la rivoluzione sia francese che successiva si concretizza praticamente in uno stato armato contro il proprio popolo…non armato per difendere il proprio popolo ma per colpire, offendere e ferire il proprio popolo…una frase finale profetica nella sua sinistra violenza del MARCHESE DE SADE un filosofo illuminista segretario di una sezione giacobina: “IO NON FACCIO IL MALE PERCHE’ DIO NON ESISTE, MA PERCHE’ DIO NON ESISTA, PECCO IN MODO ILLIMITATO AFFINCHé DIO NON ESISTA… È LA NATURA STESSA CHE IO VORREI POTER OLTRAGGIARE.VORREI SCONVOLGERE I SUOI PIANI, ROVESCIARE LA SUA MARCIA, ARRESTARE SE POSSIBILE IL CORSO DEGLI ASTRI, DISTRUGGERE QUELLO CHE LE SERVE, PROTEGGERE QUELLO CHE LE NUOCE, EDIFICARE QUELLO CHE LA IRRITA, IN UNA PAROLA CONTRADDIRLA, INSULTARLA IN TUTTE LE SUE OPERE”.Questa frase terribile fa capire che le norme attualmente liberalisticamente e laicisticamente poste contro la legge naturale cristiana, al di là di alibi varie per minoranze ecc…sono inserite per offendere la legge naturale e la morale cattolica “questo è il segreto non confessato ma autentico modo con cui ragionano le forze liberiste ”perchè il gesto sacrilego, sacrificio nero, rovesciato a Dio si pensa faccia irrompere nel mondo le energie nere che potranno istituire il potere supremo ultimo, questo è il problema, perchè satana vuole sacrifici come Dio… (da LIBERTÀ SENZA VERITÀ - Parte 2 - Il totalitarismo liberale di Matteo D'Amico)>>

”În principio era l’azione” è il famoso verso del Faust di Goethe…non era nè la VERITA’ nè l’ESSERE…la LIBERTA’ precede l’ESSERE…

…LA TRADIZIONE PROTESTANTE…è impossibile capire il LIBERALISMO senza capire le sue radici PROTESTANTI…il LIBERALISMO infatti esplode nel mondo anglosassone che era un mondo secolarmente segnato dalla religione PROTESTANTE…Lutero era un occamista con un odio viscerale per Aristotele…la dove la FEDE si disancora dalla RAGIONE del realismo metafisico cattolico la FEDE diventa SENTIMENTO, perchè che altra base di ancoraggio può avere? La FIDES LUTERANA è ben altro della FIDES CATTOLICA…


Come è cambiato il concetto di “libertà” nella Storia? (Dal blog Il Cammino dei Tre Sentieri)
Le tre tipologie di concezioni della libertа: libertа fondata sulla veritа,libertа fondata sull’uomo,libertа fondata sul nulla


È importante ricordare la differenza tra atti dell’uomo e atti umani. I primi sono atti necessitati: respirare, mangiare, bere, dormire i secondi, invece, sono quegli atti tipicamente umani, ma liberi e che attengono al comportamento morale.Il concetto di libertа ha un suo itinerario filosofico che è possibile ricostruire. Ma, per una migliore sistematizzazione è meglio non procedere in maniera rigidamente diacronica, bensì individuando tre tipologie di concezioni della libertа. Premettendo che le definizioni sono state pensate da chi scrive, le tipologie che a mio parere è opportuno indicare sono:
La libertа fondata sulla veritа. Ovvero la libertа che muove da un fondamento metafisico.
La libertа fondata sull’uomo. Ovvero la libertа che muove da un’impostazione primariamente antropocentrica e soggettivista.

La libertа fondata sul nulla. Ovvero la libertа che muove da un’impostazione nichilista…

libertа fondata sulla veritа

Per Libertа fondata sulla veritа bisogna intendere quella concezione della libertа che muove da un argomento di ordine metafisico. L’esistenza e soprattutto l’irriducibilitа metafisica delle categorie del bene e del male ne costituiscono il fondamento.

Socrate (470-399 a.C.) individua il bene nel “conosci te stesso”. Per lui la libertа si realizza primariamente nel conoscere se stesso. Attenzione: questa affermazione non è una legittimazione del soggettivismo, bensì un invito a trovare in sè quei concetti universali che non erano stati riconosciuti dalla Sofistica. Socrate, infatti, è colui che scopre l’anima umana.

Platone (428-347 a.C.), soprattutto nel Critone e nel Protagora, esprime la caratterizzazione del suo concetto di libertа:
essa è finalizzata alla conoscenza e al possesso del Bene. L’eudemonia (ricerca della felicitа come vero fine) platonica è nel fuggire dal mondo sensibile per liberarsi dalla prigionia del corpo, e quindi elevarsi all’Iperuranio. La libertа è nell’esercizio della virtù per raggiungere un vero oggettivamente dato.


Aristotele (384-322 a.C.), a differenza di Platone, indica il fine della vita dell’uomo non nel Bene universale, bensì in quello particolare. Ma anche la concezione della libertа dello Stagirita è una concezione fondata sul riconoscimento di un vero oggettivo. Aristotele afferma che la felicitа è nel vivere secondo ragione. Il fine degli esseri, e quindi anche dell’uomo, è nel realizzare la propria essenza, che è oggettivamente e metafisicamente posta.

In questa tipologia della libertа dalla veritа vanno ovviamente ricordati i due grandi del pensiero patristico e scolastico: sant’Agostino (354-430) e san Tommaso d’Aquino (1225-1274).


Il Vescovo di Ippona, ponendo in Dio le idee che nella filosofia platonica restavano fuori di Dio (nell’Iperuranio), risolve il problema morale nel raggiungere il vero fine della vita, che è il possesso di Dio.

In san Tommaso permane questa concezione della libertа dalla veritа. Dio è causa ed e fine. La ragione conduce a Dio. Una morale secondo ragione и il raggiungimento di Dio. La libertа è il raggiungimento di Dio attraverso un comportamento correttamente razionale

libertа fondata sull’uomo

Questa titolazione può essere ambigua, pertanto bisogna chiarire: per libertа fondata sull’uomo si deve intendere una libertа non mossa da un riconoscimento oggettivo e metafisico, ma da un’impostazione primariamente antropocentrica e soggettivista
Il pensiero umanistico e quello rinascimentale esprimono una concezione della libertа in cui l’elemento metafisico passa gradatamente in secondo piano..
Dalla concezione antropocentrica di Pico della Mirandola (1463-1494) alla concezione di Giordano Bruno (1548-1600) degli “eroici furori”, il criterio di giudizio della libertа non è più nell’adesione all’Assoluto, ma nella conoscenza delle potenzialitа dell’uomo. E queste, nel caso di Bruno, divengono perfino potenzialitа divine, desunte da un’impostazione monistico-panteista…

…In questa tipologia va inserito anche Cartesio (1596-1650).
Questi afferma che la libertа è nel perseguire un’azione eticamente buona, la quale deve essere conforme alla ragione. Sembra che non ci si discosti dalle posizioni della Scolastica, invece c’è una grande differenza. La ragione in Cartesio è ormai svincolata da una prospettiva di realismo oggettivo e tutta orientata verso un razionalismo anche di tipo soggettivo. Mentre Aristotele e san Tommaso distinguevano tra volontа e libertа, ritenendo liberi soltanto le azioni guidate alla ragione, Cartesio sovverte questo rapporto: la volontа presiede alle funzioni della ragione imponendo le sue arbitrarie decisioni. Dunque, la volontа non sottostа a nessuna norma, a nessun giudizio della ragione. “Cogito ergo sum”: non è più la realtа oggettiva a garantire l’esistenza del pensiero, ma è il pensiero a garantire l’esistenza della realtа oggettiva…

la concezione della libertа di Hume (1711-1776), pur essendo molto diversa da quella di Hobbes, muove da una ben precisa concezione antropologica. Hume afferma che il fondamento della morale è il sentimento. La libertа è quindi l’esercizio di questo sentimento, cioè la “simpatia” di poter capire l’altro.


libertа fondata sul nulla

…la libertа fondata sul nulla muove da un’impostazione nichilista, cioè di negazione di ogni ordine valoriale. Nietzsche (1844-1900), per bocca di Zarathustra, proclama la morte di Dio. Dalla negazione del riconoscimento del bene e del male e dalla negazione della loro irriducibilitа, l’uomo deve superare la propria umanitа. La libertа è poter diventare legislatori di se stessi.Ma, paradossalmente, questa volontа di potenza finisce su un lettino di analisi. La libertа diviene in Freud (1856-1939) la possibilitа di riconoscere una patologia psichica da cui liberarsi. La libertа vera consisterebbe nel liberarsi dalla morale tradizionale che tenderebbe inevitabilmente a reprimere gli istinti.

L’Esistenzialismo conferma questo itinerario di una libertа che muove dalla negazione di qualsiasi vincolo per sfociare in una sorta di autodistruzione di se stessa. Sartre (1905-1980) non solo riconosce il disagio del non senso, ma esplicitamente afferma che l’uomo sarebbe “condannato ad essere libero
La libertа come pura esplicazione della volontа,
ma senza fondamento nè direzione, diviene puro dinamismo che torna a vincolare, questa volta imponendo una vita senza significato

…Wittgenstein (1889-1951) afferma che hanno valore solo le proposizioni scientifiche e Russell (1872-1970) nega alla morale la caratteristica di vera scienza…
…Se la modernitа aveva significato la sostituzione delle certezze religiose con certezze di ordine antropologico e scientifico, la postmodernitа significa la negazione del concetto stesso di certezza.
Di fatto Heidegger (1889-1976)
nega all’uomo la possibilitа di conoscersi per ciò che è universalmente,cioè nella sua natura…La morte sarebbe l’unico principio di individuazione della vita dell’uomo…Non è un caso che in questa atmosfera di nichilismo postmoderno un Breton (1896-1966) può affermare che l’atto più surrealista – cioè più libero – è prendere una pistola e sparare tra la folla


Conclusioni

Come si può notare, il cammino dell’uomo verso la comprensione della libertа segue un itinerario complesso: si parte nell’antichitа precristiana con lo studio del problema nel rapporto fra l’uomo e la sua coscienza e fra questa e la divinitа; si passa nel pensiero medievale cristiano alla comprensione piena che l’unica libertа consiste nella ricerca – e nella conquista per grazia – di Dio; si cade nella modernitа nel rifiuto di Dio per cercare nell’uomo ciò che non può possedere; e si finisce nella postmodernitа nella follia del nichilismo e della disperazione.Solo la riscoperta del vero significato della libertа umana, che risiede esclusivamente in Dio, potrа salvare l’uomo di oggi. (Da “Come è cambiato il concetto di “libertà” nella Storia?” blog Il Cammino dei Tre Sentieri)
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Papa PioXII incontrando l’ordine dei gesuiti disse una frase che deve valere per tutti “O si è fedeli alla Verità o meglio non essere più! passare dalle chiacchiere ai fatti .

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