Il latino era il simbolo dell'unità di Santa Romana Chiesa, dal greco σύμβολον quello che unisce, da quando, sconsideratamente, si è deciso di seguire la moda protestante di celebrare le messe nelle lingue volgari, si è creata una specie di torre di Babele con la confusione più totale degli idiomi e la lingua da σύμβολον è diventata il Διάβολος , quello che divide, che rende incomprensibile, lo stesso etimo di Diavolo.
L'esempio più significativo si ha nella consacrazione :
"ACCIPITE ET BIBITE EX EO OMNES:
HIC EST ENIM CALIX SANGUINIS MEI
NOVI ET AETERNI TESTAMENTI:
QUI PRO VOBIS ET PRO MULTIS EFFUNDETUR
IN REMISSIONEM PECCATORUM"
In cui, per mera demagogia quel "pro multis" è stato tradotto in italiano con per tutti, lo stesso è avvenuto per il francese e per l'inglese, ma non per il polacco o per il russo.
Ogni anni, felicemente regnante Sua Santità Pio XII vi erano circa centomila protestanti Statunitensi che si convertivano al cattolicesimo, da quando si è adottato il novus ordo Missae le conversioni sono praticamente cessate, i seminari si sono svuotati (tranne quelli della tradizione) tanto da far dire allo stesso Paolo VI , nel 1977, a Jean Guitton: «C’è un grande turbamento in questo momento nel mondo e nella Chiesa, e ciò che è in questione è la fede... Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all’interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non-cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all’interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia»