Perché la fine di Weinstein è il tramonto dell’impero dei Clinton
C’è quella che scrive dove siete adesso maledetti uomini complici del produttore-stupratore?, ci sono quelli che Asia Argento alla fine non s’è ribellata più di tanto, quelli che s’indignano a vent’anni di distanza, quelle che sporgono denuncia postuma, quelli che dicono tutti sapevano tutto e quella, la regina delle dive, che era troppo impegnata con i copioni per occuparsi dei pettegolezzi, e quindi non sapeva che Harvey Weinstein faceva sempre la parte del potente volgare sessopatico. Infine, sono arrivati i realisti illuminati: di cosa vi stupite?, è dai tempi di Noè che i produttori potenti concedono successo in cambio di sesso, avanti con la prossima ovvietà. Domani magari si farà largo la nuova chiave interpretativa: il gentiluomo Weinstein è stato incastrato.
Un altro modo per leggere la disgrazia non accidentale del produttore più potente di Hollywood è quello di Lee Smith, che negli anni Novanta lavorava a Talk …
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