San Michele Arcangelo

17 Giugno.
SAN RANIERI.
La vita di San Ranieri Scacceri, Patrono della Città di Pisa, è una affascinante parabola che passa da una giovinezza agiata e dedita, ai divertimenti, a una scelta radicale di Fede, di Penitenza e di Carità.
Ranieri, figlio di Gandolfo e Mingarda, nacque a Pisa intorno all’anno 1115; la famiglia, di cui faceva parte anche la sorella di Ranieri, Bella, apparteneva al ceto medio mercantile e, molto probabilmente, risiedeva nel quartiere di Kinzica, a sud dell’Arno, fuori le mura.
Dalla più importante e antica fonte agiografica, ossia la "Vita Raynerii", realizzata dal Canonico pisano Benincasa, compagno e amico di Ranieri, si viene a conoscenza che il giovane fu istruito da un Sacerdote della Chiesa di San Martino.
Alcuni eruditi del Seicento supposero che il padre di Ranieri appartenesse alla famiglia di mercanti Scacceri, attestata a Pisa in pieno Duecento, mentre la madre fosse una Sismondi Buzzacarini, importante casata consolare.
Ranieri condusse la sua giovinezza in maniera spensierata, come tutti i giovani del suo ceto sociale, fino a quando, trovandosi ad Arsiccio (località tra San Vito e Barbaricina) a casa di una sua parente, vide passare Alberto, nobile cavaliere corso, che aveva abbandonato tutto ed era diventato Oblato presso il Monastero di San Vito.
La parente invitò Ranieri a seguirlo e dall’incontro con Alberto iniziò la sua conversione: dalla Confessione dei peccati, fino ai primi segni della sua santità, come le numerose visioni.
Imbarcatosi intorno al 1137 su una nave mercantile diretta in Terrasanta, per svolgere alcune operazioni commerciali per conto del padre, dopo una serie di eventi miracolosi, decise di rimanervi permanentemente.
Giunto all’Altare del Calvario, nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, si spogliò dei sui abiti, indossò la “pilurica del pellegrino”, lasciando tutti i suoi beni alla sorella Bella.
Iniziò così per Ranieri una vita fatta di Preghiere, digiuni, visite dei Luoghi Sacri, Visioni e Doni Mistici.
Scelse come sua dimora la casa di una vedova a Gerusalemme, dove rimase fino al 1154, quando si legò ad Accon, sulla galea che riportava a Pisa Ranieri Bottacci, importante esponente del ceto consolare.
A Pisa la sua fama di santità si era già affermata e, al suo arrivo, Ranieri fu accolto dai Canonici del Duomo.
Il giorno dopo si recò nella Chiesa di Sant’Andrea in Kinzica, per visitare la tomba dove era sepolta la madre e, infine, si ritirò presso il Monastero Benedettino di San Vito, continuando la sua vita da laico penitente.
In questo periodo operò numerosi Miracoli, di guarigioni e resurrezioni di morti (la Vita del Benincasa si dilunga particolarmente nel descrivere questi episodi).
La sera di Venerdì, 17 Giugno del 1160, Ranieri morì a San Vito e il suo corpo fu trasferito in processione nella Cattedrale ove, dopo la Santa Messa funebre, celebrata dall’Arcivescovo Villano, fu sepolto.

1191
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