Fari puntati sulla Cassazione del Vaticano che si riunirà il prossimo 9 gennaio, di pomeriggio, per decidere se ricusare o meno il Promotore di Giustizia, Alessandro Diddi ed escluderlo dall'appello per il cosiddetto Processo di Londra. La ricusazione è da tutti vista come una sorta di test sulla effettiva indipendenza del collegio giudicante, ed era stata chiesta a settembre dalle difese degli imputati quando avevano sollevato la incompatibilità di Diddi per una serie di intercettazioni emerse in primavera e dalle quali affiorava che, in primo grado, l'allora pm sarebbe stato a conoscenza delle manipolazioni rese dal principale testimone d'accusa, monsignor Alberto Perlasca. In pratica pesano come macigni i messaggi (sono migliaia) intercorsi tra la pr Francesca Chaouqui e Genoveffa Ciferri, le due donne che, tra le pieghe di questa vicenda ingarbugliata, avrebbero ispirato su differenti livelli il memoriale redatto da Perlasca, il principale accusatore del cardinale Becciu. In particolare, stando al testo della ricusazione, Chaouqui, avrebbe manipolato il monsignore (per il tramite di Ciferri), agendo dietro le quinte e in contatto con il Promotore di Giustizia, Diddi. A far parte del collegio di Cassazione il 9 gennaio saranno i cardinali Kevin Farrel, in qualità di presidente e Matteo Zuppi con Angel Artime, assieme a due giudici applicate, le professoresse Chiara Minelli e Patrizia Piccialli. …C’era stato un interventismo massiccio e reiterato del pontefice precedente, Francesco, il quale infatti, era arrivato persino a firmare, a indagini aperte, quattro decreti (inizialmente tenuti segreti) per assegnare al Promotore di Giustizia totale carta bianca in materia di intercettazioni, misure cautelari e libertà nel visionare il materiale sequestrato. Cosa che si è puntualmente verificata. Per le difese si tratta di un nodo dirimente – anche da un punto di vista canonico – sul quale sia i giudici al processo d'Appello che quelli che fanno parte della Cassazione dovranno affrontare… …Durante il processo erano, infatti, state secretate e tenute nascoste alle difese le conversazioni complete tra Chaouqui, e Ciferri (l'amica di famiglia del principale accusatore del cardinale Becciu, Perlasca), nonché il gendarme De Santis e lo stesso Promotore di Giustizia, in un intreccio ancora da chiarire. Nelle tremila pagine delle chat si delinea così un quadro opaco, al punto che illustri canonisti, per esempio la professoressa Geraldina Boni, hanno sempre concordato sul fatto che in Vaticano non si è svolto un giusto processo perchè gli imputati non sono mai stati messi a conoscenza di tutto il materiale…
In particolare, stando al testo della ricusazione, Chaouqui, avrebbe manipolato il monsignore (per il tramite di Ciferri), agendo dietro le quinte e in contatto con il Promotore di Giustizia, Diddi… …In primo grado, inoltre, si era palesata anche una altra anomalia, quella relativa alla montagna di chat omissate. Durante il processo erano, infatti, state secretate e tenute nascoste alle difese le conversazioni complete tra Chaouqui, e Ciferri (l'amica di famiglia del principale accusatore del cardinale Becciu, Perlasca), nonché il gendarme De Santis e lo stesso Promotore di Giustizia, in un intreccio ancora da chiarire. Nelle tremila pagine delle chat si delinea così un quadro opaco, al punto che illustri canonisti, per esempio la professoressa Geraldina Boni, hanno sempre concordato sul fatto che in Vaticano non si è svolto un giusto processo perchè gli imputati non sono mai stati messi a conoscenza di tutto il materiale...