Abramo

“Nella Santa Sede agiva un gruppo criminale”

22 novembre 2015 (Repubblica)

(Corrado Zunino) Dice il promotore di giustizia della Città del Vaticano che monsignor Angel Lucio Vallejo Balda aveva saldato con Francesca Immacolata Chaouqui «un sodalizio criminale organizzato», sodalizio che trovava nel segretario del monsignore, Nicola Maio, l' esecutore.

La squadra era «una vera e propria "monade"» (Chaouqui) all'interno della prefettura per gli Affari economici finalizzata «a procurarsi illegittimamente e poi divulgare notizie e documenti concernenti interessi fondamentali della Santa Sede».

L' accordo «in concorso» avrebbe funzionato da marzo 2013 a novembre 2015.

Il cellulare e il personal computer di Balda - sequestrati - avevano rivelato una fitta corrispondenza con il giornalista Gianluigi Nuzzi, già autore di due libri d' inchiesta sul Vaticano.

Vallejo Balda aveva passato a Nuzzi e non solo, perlopiù via Whatsapp, una lettera indirizzata al papa sub secreto pontificio e poi un documento di cinque pagine della Cosea - commissione nella quale Balda era l'unico membro religioso voluto lì, nel 2003, proprio da Francesco - contenente 87 password: consentivano di navigare tra i materiali della commissione.

In più, Balda aveva girato una lettera di monsignor Fernando Alzaga al cardinale George Pell, il vero obiettivo di monsignor Balda, che lo accusava di voler decidere in solitudine e, nella sostanza, di non voler riformare nulla.

Balda, subito candidato dal papa a diventare vice di Pell, successivamente non era stato promosso.

La Chaouqui, si legge nelle pagine dell' atto, ha avuto una forte influenza su Balda. I due si chiudevano ore nelle stanze del monsignore.

Balta e Chaouqui si sono difesi così: «Volevamo realizzare la vera volontà del Papa».

Il passaggio delle carte è stato notevole verso Nuzzi e, in maniera più limitata, verso Fittipaldi.

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