06:13

*_Sabato 27/06/2026_*
Vangelo secondo Matteo Mt.8,5-17.
*«In verità Io vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una Fede così grande.»*
La Fede del centurione sorprende Gesù perché non ha bisogno di vedere per credere. È una fiducia che nasce da un’autorità riconosciuta e accolta: se la parola dell’uomo ha forza, quanto più la Parola di Dio. Qui si rivela un punto decisivo: la Fede non è il risultato di segni straordinari, ma la capacità di affidarsi anche quando tutto resta invisibile. Il miracolo *avviene “a distanza”, senza contatto, proprio per dire che la presenza di Dio non è limitata dallo spazio, né condizionata dalle nostre percezioni.*
Accanto a questa Fede “lontana”, il Vangelo mostra anche la prossimità di Gesù: prende per mano la suocera di Pietro e la solleva. Dio non agisce mai in modo meccanico, ma personale. A volte si fa parola che sostiene, altre volte presenza che tocca e rialza. E poi la folla: segno di un’Umanità ferita che cerca guarigione. È lì che si rivela il cuore del Vangelo: tutti vanno a Cristo con ciò che sono, e nessuno torna indietro senza essere raggiunto da una forma della Sua Misericordia.
*So riconoscere la presenza di Dio anche quando non lo “sento”, oppure mi fido solo quando lo vedo all’opera secondo le mie attese?*
Che Dio ti benedica!

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