Telebene, la Televisione Spirituale Cristiana, presenta il Vangelo di Domenica 26 luglio 2026: XVII Domenica del tempo ordinario.
Anche in questa domenica l’insegnamento del Signore assume un carattere spiccatamente parabolico. Sono tre, infatti, le parabole pronunciate da Gesù. Il luogo, forse, è la casa di Pietro, anche se a ispirare l’insegnamento delle tre parabole può essere stato il tempo trascorso, in mattinata, nella baia chiamata del seminatore, che si trova poco distante dalla città di Cafarnao e che tuttora è ricordata con questo nome.
Le immagini solari della baia, con le acque tranquille del lago e i terreni circostanti, potrebbero, certamente, aver ispirato i temi delle tre parabole: il tesoro, la perla e, infine, la rete gettata nel mare.
Gesù ha trascorso ore intere a parlare, nella baia del seminatore, mentre il suo sguardo ha colto tutta la bellezza dei terreni variegati che scendono verso il mare, suggerendogli, probabilmente, le parabole del tesoro nascosto nel campo e della perla preziosa, mentre l’insenatura del lago e la barca sulla quale ha predicato, oppure un’altra barca di pescatori, possono avergli ispirato la parabola della rete gettata nel mare.
Ora, tornato a casa, Gesù vuole donare ai suoi amici una riflessione che richiami le due attività primarie nel territorio del lago: quella agricola e quella della pesca, aiutandoli a risalire dal lavoro dell’uomo alle grandi verità del Regno di Dio, contenute nelle tre similitudini.
Rileggendo, infatti, le parabole, potremo notare il profondo cambiamento dei protagonisti anonimi, constatando come essi, dopo aver scoperto il tesoro nascosto, la perla preziosa, o dopo aver pescato abbondantemente, rinuncino a tutto per assicurarsi il possesso di questi beni che alludono a quelli immensi del Regno di Dio.
E allora, ci domandiamo: come si può spiegare il Regno di Dio a chi non lo conosce? Gesù lo fa in tanti modi e soprattutto attraverso tante parabole che ci presentano immagini sempre nuove e belle del Tesoro trovato. Ma il Regno di Dio è Amore. Solo amando e conoscendo, anzi provando l’amore di Dio dentro di noi, possiamo veramente toccare, non con la mano ma con il cuore, questo Regno di Dio che ancora oggi Gesù rivela e comunica a tutti e ad ognuno[1].
E allora, come possiamo connetterci con Gesù? Come possiamo vivere “Cuore a Cuore” questa nostra vitale comunione di amore con Lui?
Tutti lo possiamo fare! Ricostruendo i ponti interrotti con Dio, grazie ai sacramenti: la confessione, prima; e l’incontro con pieno con Cristo, dopo: durante la Santa Messa, quando possiamo mangiare il suo “Pane del Cielo e bere il suo Sangue che dona Vita e ci divinizza”.
E gli effetti li potremo sentire subito nel nostro cuore: lapace, la gioia, l’amore e l’abbandono a Dio sono i segni della sua presenza. Una presenza rinnovata che ci rigenera dal di dentro. Questo è, per noi il Regno di Dio che Gesù annuncia alle popolazioni di Israele. E allora si comprende che le parole non bastano per percepire la ricchezza di questo Seme, o Perla, o Tesoro nascosto, o Rete gettata nel mare.
Solo l’esperienza del Regno, quella interiore che avviene nell’intimo, ci può rendere l’idea dell’azione viva, invisibile, dinamica e amorevole di questo Dio che ci ricolma del suo amore divino.
Quelle parole che leggiamo nel Vangelo, sono l’espressione dell’amore del Padre per il Figlio suo Gesù e per noi, “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”.
Il brano evangelico è corredato dalle relative riflessioni di approfondimento.
[1] Cfr. Donato Calabrese, Gesù di Nazaret, la Storia, Lulu corp., 2026, 62.