A proposito di pazienza bisogna ricordare che le prime denunce presentate dalle presunte vittime ai superiori gesuiti sul comportamento di padre Rupnik risalgono già agli anni ’90, parliamo di almeno trent’anni. Ma vengono prese sul serio soltanto nel 2021, quando su impulso della Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) la stessa Compagnia di Gesù promuove un’indagine che ritiene credibili le accuse e raccomanda alla CDF un processo penale. Non se ne fa nulla perché nell’ottobre 2022 la CDF dichiara prescritte le vicende. Ma intanto emerge un altro gravissimo caso riguardante padre Rupnik che è ancora precedente, ovvero la denuncia nel 2018 di «assoluzione del complice in un peccato contro il sesto comandamento», ritenuta veritiera tanto che nel maggio 2020 padre Rupnik viene scomunicato; ma in modo mai chiarito la scomunica viene tolta dopo un paio di settimane. Da notare però che soltanto il Papa avrebbe potuto togliere la scomunica.

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Caso Rupnik, non si può chiedere ancora pazienza

Caso Rupnik, non si può chiedere ancora pazienza Ascolta la versione audio dell'articolo Rispondendo ai giornalisti sul caso Rupnik, papa Leone ha detto che bisogna rispettare i tempi per un processo giusto, ma tutto quanto accaduto in questi anni e i traccheggiamenti e le procedure oscure del cardinale Fernandez fanno nascere sospetti sull'obiettivo che si vuole ottenere. Che non è certo giustizia. «Di recente è iniziato un nuovo processo, sono stati nominati i giudici. E i procedimenti giudiziari richiedono tempo. So che è molto difficile chiedere pazienza alle vittime, ma la Chiesa deve rispettare i diritti di tutte le persone». A parlare così è stato papa Leone XIV il 4 novembre rispondendo alla domanda di una giornalista di padre Marko Rupnik, accusato di abusi spirituali, psicologici e sessuali ai danni di una ventina di suore nel corso di alcuni decenni, oltretutto abusi che sarebbero anche fonte delle sue opere artistiche. A questo proposito il Papa aveva precedentemente detto …

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