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Fausto

CIVITAVECCHIA VEGLIA DI PENTECOSTE CON L'UNITALSI.
Omelia del Vescovo di Civitavecchia Mons. Luigi Marrucci durante la veglia di Pentecoste con l'Unitalsi al Porto di Civitavecchia, alla presenza di migliaia di giovani, il 18 maggio 2013.

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Fausto

Lo Spirito Santo renda la nostra Chiesa un “giardino fecondo”
L’omelia del vescovo, monsignor Luigi Marrucci, pronunciata durante la Veglia di Pentecoste
“Se qualcuno ha sete, venga a me e beva.
Questo Gesù disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui”
(Gv 7,37-39).

E’ l’ultimo giorno della festa delle Capanne, quando Gesù pronuncia queste parole. Le Capanne, insieme alla Pasqua e alla Pentecoste, è la terza grande solennità di pellegrinaggio a Gerusalemme che ogni pio israelita celebrava salendo al Tempio.
Il nome “Capanne” indica precarietà, provvisorietà. Era una tenda – capanna appunto – che veniva eretta nel cortile o sul tetto della casa e che ricordava il tabernacolo in cui Dio abitava con la sua legge – i dieci comandamenti – durante il pellegrinaggio di Israele verso la Terra Promessa, ormai libero dalla schiavitù egiziana. Il popolo, divenuto poi stanziale, non ha mai perduto il contenuto escatologico-messianico del “cammino” e questo giorno solenne ne faceva memoria.
Tra i riti della festa, importanti erano quelli dell’acqua e della luce.
In un corteo liturgico, uscendo dalle porte a sud del Tempio – oggi, per chi conosce Gerusalemme, quella parte è oggetto di numerosi scavi archeologici – si scendeva alla piscina di Siloe per attingere acqua e poi ritornare ad offrirla in libagione sull’altare. Successivamente il Tempio veniva illuminato a giorno.
In questo contesto Gesù proclama: “se qualcuno ha sete, venga a me e beva”.
La rilettura di questa festa che l’apostolo Giovanni suggerisce, è evidente: Gesù è acqua viva, Gesù è luce ed è lo Spirito Santo colui che porta a compimento quello che Gesù ha detto e ha compiuto e oggi lo rende presente nella storia della Chiesa.
Ma chi è lo Spirito Santo? Quali azioni compie in noi?
Nella narrazione del quarto Vangelo, Giovanni attribuisce a Gesù e allo Spirito Santo la stessa identificazione dinamica: cioè sono Persone divine.
Con il Padre – il Figlio e lo Spirito – sono un unico Dio.
E, nella sua narrazione, ne individua il ruolo e la funzione, come un pentateuco dello Spirito.
1. Lo Spirito Santo è innanzitutto il Paraclito, l’avvocato presso il Padre, Colui che è presenza consolante di Dio, che rimane sempre con noi. E’ l’Emmanuele della storia della Chiesa. “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi sempre” (Gv 14,15-16).
2. Lo Spirito Santo, nella promessa di Gesù, è anche “Colui che vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che egli ha detto” (Gv 14,26). I due verbi “insegnare e ricordare” evidenziano la funzione e l’opera dello Spirito. E’ Dio che tiene sveglia la memoria e fa comprendere tutto ciò che è oscuro a livello spirituale e redentivo. E’ Dio che mette davanti a noi anche il nostro stesso peccato, non per evidenziare un fallimento, ma per offrirci una misericordia più abbondante. “Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza e intercede per noi”(Rm 8,26-27).
3. La missione dello Spirito Santo è in ordine alla Verità, a Gesù stesso. “Quando verrà lo Spirito di Verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me” (Gv 15,26).
Vi è un rapporto diretto tra Spirito e testimonianza. Lo Spirito Santo è artefice di testimonianza: ci dice chi è il Padre e chi è Gesù e rende le persone che accolgono tale dichiarazione, idonee a fare altrettanto, ad essere cioè testimoni. E’ il soffio di Dio che infonde vitalità perché ogni essere umano, chiamato a farsi discepolo di Cristo, compia in sé il progetto del Padre.
4. Lo Spirito Santo poi è Colui che rimprovera, ammonisce, ma anche aiuta a comprendere quelle cose che ancora non sono conosciute. “Quando verrà lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve l’annunzierà” (Gv 16,13-14).
Mentre il Padre annulla il peccato e ristabilisce la giustizia con l’evento salvifico della croce del suo Figlio, l’azione dello Spirito Santo, nella storia della Chiesa, conferma l’opera di Dio e fa delle molte membra l’unico corpo visibile del Signore Gesù. “A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune” (1 Cor 12,7).
5. Infine, il tempo di Gesù, che è tempo di annuncio, con la Pentecoste diviene tempo dello Spirito Santo, tempo di conoscenza della Verità tutta intera. La Parola ha bisogno di intelligenza profonda e solo lo Spirito Santo porta a compimento tutto ciò che è stato detto. “E’ bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paraclito” (Gv 16,7). È lo Spirito Santo che dà senso agli avvenimenti, alla storia che Dio incessantemente scrive. Lo Spirito Santo insegna a guardare con gli occhi di Gesù, a vivere la vita come l’ha vissuta Gesù, a comprenderla come l’ha abbracciata lui. Solo così si diviene profeti, apostoli, annunciatori di Gesù Cristo, il consacrato dallo Spirito Santo, per la testimonianza e la missione (cfr Lc 4,18-19).
Cari amici, siamo saliti sul monte di Dio, come Mosè, e lo abbiamo incontrato nel segno di un roveto che brucia senza consumarsi: lo Spirito Santo. Questo fuoco illumini sempre più la Persona di Gesù Cristo, Figlio di Dio; ci faccia ritrovare la gioia di appartenergli, ci aiuti a vincere nostalgie e amarezze, a riprendere la freschezza dell’annuncio del Vangelo, ad essere sempre più una comunità “perseverante nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere” (At 2,42).
“Chi ha sete, venga a me e beva”.
Quest’acqua, annunciatrice di umanità nuova, segno dello Spirito Santo, sia benedizione di Dio sull’associazione ecclesiale UNITALSI, in questo centodecimo anno di fondazione; faccia rifiorire la nostra Chiesa particolare e la renda agli occhi dei nostri fratelli un “giardino fecondo” la cui sorgente è il Signore Gesù, Via, Verità e Vita.
Ci accompagni ogni giorno la Vergine Maria, Regina del Cenacolo, Fonte di luce e di vita.
Così sia.
+ don Luigi, vescovo