IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO 1° volume di 2
Seconda parte del 1° volume
501 è in noi il Sangue di Cristo
Lo Spirito Santo rinfranca la mia fede nel Sangue di Gesù. Sono sicura del dono che mi viene offerto. Voglio apprezzarlo, voglio rendermene degna [ ... ].
E in noi il Sangue di Cristo. Lo sento scendere nelle vene, lo sento salire dal cuore, velare la pupilla, dilatarla, illuminarla; lo sento palpitare nelle labbra, gorgogliare nelle profonde cavità del cuore, penetrare in ogni fibra e riordinare la mia povera vita. Il Sangue di Gesù apporta in me tutte le giustificazioni di Cristo. Esso riproduce in me la Divina Passione: si, esso può riprodurre in me le stigmate adorabili del mio Redentore. Che importa se non sono visibili? Credo, mio Gesù, credo alla vita divina che apporti in me, che infondi in me col tuo Sangue Divino, credo, e questa fede tenebrosa trova le più alte sorgenti della luce e questa luce mi sprofonda ancor più nella tenebra. q. 54:17 maggio
502 Quale Comunione
La vita mistica è la più alta potenza della vita spirituale; è la vita umana resa capace di intuire le espansioni della vita divina [...].
Ma la potenza del Sangue di Gesù chi la comprende? E chi può parlare di sterilità, di aridità, se vive sotto la Croce? Il sapore del Sangue di Gesù! Il gusto del Sangue di Gesù! La fame e la sete del Sangue di Gesù sono altrettanti argomenti di misteriose rivelazioni.
Non ho bisogno di cercare spiegazioni, di leggere discussioni: tutto è discusso, spiegato, illuminato dal Sangue di Gesù. Se la vita di Gesù è in me, è distrutta ogni tenebra: io nuoto nella luce che diviene vita, forza, dolcezza, soavità, immortalità. Le misericordie del Sangue di Gesù si estendono alla umanità che vive sulla terra e ancora si estendono nel Purgatorio.
Il Sangue di Cristo trabocca nel mio spirito; esso riempie ogni capacità nuova e la capacità nuova è l'espansione prodotta nell'anima dalla luce delle eterne verità. Lo Spirito Santo insegna all'anima a possedere il dono di Dio, le insegna ad accoglierlo, ad amarlo.
Il Sangue di Cristo è il Mistero che compendia le grandi rivelazioni. La sua tenebra diventa luce per l'anima, diventa fuoco, diventa la meravigliosa attrattiva che ha in sé le dovizie della più alta spiritualità.
E questi doni sono riservati a me, mentre mi pare che tutto il mondo li debba conoscere ed apprezzare!
Rivelati a me perchè devo rinchiuderli nel cuore. Così sia, o Signore! q. 54 : 20 maggio
503 Non ho che un desiderio
O Signore, io non ho che un desiderio: dilatare questa volontà e ridartela ricolma del tuo Sangue, pervasa dal tuo Sangue. Il Sangue divino scorre in me per la Santa Comunione, e mentre purifica il pensiero e il sentimento, trae da queste potenze dell'anima la capacità per riempirla de' suoi splendori. Anche se Gesù non avesse parlato del suo Sangue prezioso, anche se non lo avesse offerto come Sacramento, se il Vangelo non accennasse a questo mistero di amore, mi basta vederlo sgorgare dalle membra di Gesù, sperdersi silenziosamente nell'Orto degli Ulivi e sul Calvario, nella flagellazione e nella coronazione di spine, per ripetere a Gesù con fede altissima, speranza ardente e fervido amore: mio Gesù, il tuo Sangue è la mia vita, la mia vita è per il tuo Sangue. q. 54: 21 maggio
504 Invito al nutrimento sovrumano
Sento il suo Sangue scorrere in me come olio diffuso, lo sento come apportatore di una vita nuova e attorno al Sangue sono le lagrime della natura commossa e inebriata. Chi può dire la fragranza del Sangue di Gesù? Nel Paradiso terrestre era la proibizione di mangiare il frutto proibito sotto pena di morte, nel Paradiso nuovo della Redenzione di Gesù è l'invito al nutrimento sovrumano con la promessa di eterna vita.
Vengo, mio Gesù...! Vieni! q. 54.25 maggio
505 O Sacramento adorabile
Il Sacerdozio è il misterioso vincolo che avvicina gli uomini a Cristo. Anzi il Sacerdote è Cristo che cammina per le nostre vie, che parla la sua parola di verità, che prega, che offre, che edifica, che immola. E Cristo vivente in mezzo a noi.
Il Sacramento si avvolge nel Mistero, ma il Sacerdote penetra quella nube misteriosa, come un giorno Mosè saliva tra le nubi del Sinai, e parla per noi, impetra per noi, sacrifica per noi, stringe l'alleanza, invoca, ottiene nuovi favori, mentre vede ricolme le mani dei tesori della grazia e contempla a' suoi piedi il mistico fiume del Sangue divino. Possiamo dire di essere soli sulla terra? Cristo è con noi: il Sacramento è per noi. Possiamo dire di essere poveri? Il Sacramento è la pienezza di ogni dono. Possiamo dire di essere piccoli? Il Sacramento ci eleva fino a Dio.
Siamo cattivi? Il Sacramento apporta a noi tutte le giustificazioni. Siamo meschini? indegni? E chi è ricco dinanzi a Dio e degno di Lui?!
Il Sacramento ci comunica la santità. Possiamo dire di essere ignoranti? Il Sacramento è la nostra sapienza.
Possiamo dire di essere affamati? Il Sacramento è il cibo divino. Possiamo dire di essere assetati? Il Sacramento ci disseta col Sangue di Gesù. Possiamo dire di essere afflitti? Il Sacramento ci dà la caparra di una beatitudine perenne.
Possiamo dire di non conoscere i disegni del Signore? Il Sacramento ci comunica, con la vita di Gesù, la volontà del Padre Celeste, la luce del Figlio, la forza dello Spirito Santo. O Sacramento adorabile! O vita di Cristo, entra in me con le tenerezze della sua infanzia, con la grazia della sua fanciullezza, con la dottrina del suo apostolato, con lo splendore de' suoi prodigi, ma più ancora con le stigmate del suo dolore, con gli strazi della sua Passione, con il Mistero del suo Sangue.
O Sacramento del suo Sangue! O Sacerdozio eterno! O Cristo Gesù! Entra in me, vivi, opera, distruggi e ricrea.
Questo Mistero di infinito amore ricrei in me energie di amore, sensi di dolore, propositi di santità. q. 54 : 27 maggio
506 Voce che non è solo promessa
Sento che il Sangue che ricevo è quello del Calvario, e questo Sangue che adoro, conservo e contemplo, mi ripete l'antica e perenne voce di misericordia: « Hodie mecum eris in Paradiso».
Voce che non è solo promessa, ma effettuazione del gran dono perchè corrisponde alle altre parole di Gesù: «Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue, avrà la vita eterna». Rimanere in Gesù è vivere nel regno della sua misericordia, nel regno della sua grazia, nella grazia della sua vita.
Se tutto il mondo adorasse questi Misteri! Se li onorassimo almeno noi! Almeno potessi annientare me stessa per dare gloria alla Passione di Gesù, al Sangue di Gesù.
O Gesù, ripeto umilmente, mentre sento in me la tua vita divina, quasi partecipe del tuo regno di amore: voglio essere la piccola vittima della tua volontà per il trionfo del tuo Sangue Divino.
Ad ogni istante Gesù è chino sulle anime che passano all'altra vita e ripete amorosamente a ciascuna: se Tu credi alla mia Passione oggi sarai meco in Paradiso. q. 54: 30 maggio
507 Vedo il mio Signore!
Ho ammirato la bontà di Dio che ha manifestazioni stupende nella vita dei Santi, ma ho sentito dentro di me una voce che pareva ripetesse all'anima come la visione della Redenzione di Gesù, la visione della sua Passione, la visione del suo Sangue, è una visione divina.
Grazia eccellente, straordinaria, di cui l'anima deve fare grandissimo conto, considerarla sopra ogni altra, convergere ad essa ogni respiro della vita, in ogni istante del tempo.
Video Dominum meum!
Vedo nel Sangue di Gesù la misericordia del mio Signore, la bontà, la potenza, la sapienza, l'amore.
Nel Sangue di Gesù vedo le meraviglie del Cielo e le ricchezze della terra, la gloria del Paradiso e la salvezza delle anime, il Mistero ne' suoi splendori eterni, l'eternità nel suo Mistero ineffabile.
O mio Gesù, questa visione dovrebbe trasformarmi, annientarmi, consumarmi.
Come, invece, posso essere ancora umanamente preoccupata di me, delle cose che mi attorniano?
Perché il rispetto umano trattiene la foga della ammirazione? Perché non ho coraggio di parlare, di incoraggiare, di invitare le anime a onorare il Sangue di Gesù? Eppure oggi il Signore ha ripetuto: vengo a consumarmi nel tuo cuore, lo posso fare; la pietra del mio Altare è il tuo cuore. Il tuo cuore è il mio calice e come in questo calice tu raccogli tutto il Sangue calpestato, così io vi raccolgo le grandi misericordie. Abbi fede, non nella sola visione, ma nella comunicazione di un bene infinito per te e per le anime. q. 57:13 giugno
508 L'anima avvinta al Sangue di Gesù
Ecco, io sono cattiva, ma Gesù è buono; io sono poverissima, e Lui mi tratta da Sovrano, io vedo e tocco piaghe verminose, Egli le fa rifulgere di bellezza con la sua grazia. Prego a lungo con le braccia aperte: dovrei stancarmi: invece, più prolungo la preghiera più perdo il senso della tensione faticosa; pare che le membra non esistano, avverto solo lo Spirito del Signore che le inonda di gioia celeste, nella vita nuova che vi fa rifluire. Può stare questa misericordia con la mia miseria?
Sì, il grande Cuore di Dio è teso verso la mia miseria: la sua misericordia sta in ciò.
Ed Egli la trasforma in potenza, in capacità, e vi porta il suo Sangue, a fiotti, sempre, dilatando ognor più, attraendo ognor più, unendo sempre più la piccola anima alla sua vita divina. Sento parlare di morte e non mi spaventa, perchè mi pare che l'anima sia avvinta alla vera vita, al Sangue di Gesù, principio della mia vita immortale. Osservando le mie povere mani, che diventeranno polvere, sento un godimento inesprimibile: la loro forma è già spiritualizzata nel Sangue di Gesù.
Il Signore mi perdoni se non so dire le sue misericordie. O Signore! ... Quante ne indirizzi a questa piccola anima! Non voglio reprimere l'onda adorabile che giunge a me quasi rimandata da sponde ingrate.
Aiutatemi a raccogliere, a onorare, a glorificare il Sangue di Cristo! q. 57 . 23 giugno
509 Il Calice nelle mani del sacerdote
Giornate indimenticabili!
La viva voce del Ministro del Signore ha confermato l'intima voce di Gesù.
La causa del suo Sangue prezioso è assicurata. Chi, meglio del Sacerdote può sostenerla e glorificarla? Quanto ascende nelle vie della sua dignità e potenza il Sacerdote che si presenta alle anime col calice di Cristo, da cui sgorgano tutti i tesori della verità, della giustizia e della santità!
Come appare sublime il Sacerdote nel suo atteggiamento di sacrificatore mentre, unitamente a Gesù, è immolato e, porgendo alle anime il Calice della salute, riempie lo stesso Calice del suo Sacrificio, col suo amore, con le sue dedizioni in pro delle anime stesse.
O Sacerdote di Cristo!
O Cristo vivente nei Sacerdoti!
O misteriosa vita sacerdotale, così intima con Gesù, così cara a Lui, così potente a stabilire l'equilibrio nel mondo!
Il Calice del Sangue di Gesù è nelle mani del Sacerdote: il Sacerdote possiede il segreto della luce del mondo, della vita del
mondo, della santità del mondo!
Quale prezzo, quale dono, quale gloria nel Sangue di Gesù! Ma tutto ciò passa per le mani del Sacerdote; esse che ricevono da Gesù e trasmettono alle anime gli splendori e la virtù del Mistero. q. 57 : 2526 giugno
510 In Sanguine Agni
Ogni volta che alzo gli occhi al Cielo mi incontro con Gesù che discende recando agli uomini il dono del suo Sangue divino. Stendi le mani sul prezioso patrimonio del mio Sangue, sciupato da mani sacrileghe, devastatrici.
Nel Sangue di Gesù è la forza religiosa delle anime, la forza morale delle famiglie, la forza sociale delle nazioni, la forza divina della Chiesa.
La creazione nuova nel Sangue di Cristo: il mondo non la conosce, le anime pie la intuiscono appena, i Santi la vivono e la glorificano.
Il Mistero del Sangue prezioso ispirerà ai Sacerdoti pagine eloquenti di dottrina celeste, di liturgia, di ammaestramenti sublimi.
Il Sangue di Gesù è una creazione continua, prodigiosa: è manifestazione di verità, di potenza, di misericordia, di amore; è la vita dell'UomoDio trasfusa nell'uomo peccatore per rinfrancarlo nella vita di giustizia e di grazia.
Il trionfo della Chiesa è legato al Sangue di Gesù.
Siamo come i ciechi in mezzo alla luce più fulgida; come gli assetati in riva al torrente di delizie sovrumane; come ignoranti dinanzi alla scienza più luminosa: quella del Sangue.
Il Sangue di Gesù è il fiat del nuovo regno di amore.
Debbo vivere nel Sangue di Gesù nella forma più assoluta, nella dedizione più completa, nell'unione più alta e segreta. Chi vive nel Mistero del Sangue di Gesù, vive nella pienezza della fede, nella pienezza della grazia, nella pienezza della vita spirituale: vivrà nella pienezza della gloria. Potessi celebrare queste meraviglie del Sangue di Gesù!
La nostra divina filiazione:
Sono figlia di Dio per la creazione; sono figlia di Dio per la re
denzione; sono figlia della grazia per il Sangue di Gesù.
Ho venduto la mia anima al Sangue di Gesù. Sì, perchè Egli ha venduto la sua vita per darmela [...].
Nel Sangue di Gesù l'anima conosce se stessa e conosce il suo Redentore, si eleva fino a Dio e Dio discende in lei, si distacca da se stessa e si unisce a Gesù. E in Gesù conosce i grandi Misteri della fede e i grandi doveri della vita, trova e gusta la pace dell'anima, la comprensione dei doni dello Spirito Santo, l'espansione dei tesori celesti, l'estensione della Incarnazione.
Nel Sangue di Gesù l'anima trova la forza morale, religiosa, spirituale per progredire nelle vie di Dio e per santificare la vita e la morte, la preghiera e la fatica, il dolore e la gioia, gli slanci dello spirito e i sacrifici del cuore, per rendere le dedizioni più generose, le immolazioni più segrete e più costanti. Sotto la mistica pioggia del Sangue di Cristo è tutta una fioritura divina!
O Signore, semina e feconda questo povero terreno dell'anima mia col tuo Sangue prezioso.
Solo Dio comprende la forza dell'anima. Abbandonarsi alla virtù del suo Sangue perché agisca sulla nostra volontà e su quelle energie segrete che si sviluppano dalla volontà passa a contatto delle sue misericordie.
Il Mistero del Sangue di Gesù è la strada più alta della vita spirituale. Essa offre la contemplazione più fruttuosa e produce l'unione più intima. Il Sangue di Gesù introduce nel segreto della Incarnazione.
Mentre Gesù parla all'anima della sua Passione, il corpo e le membra risentono quasi i riflessi delle divine sofferenze, poi tutto è avvolto dalla potenza del Mistero.
Il Sangue di Cristo è il cuore della devozione. Esso è l'elemento divino della nostra vita soprannaturale.
Col suo Sangue prezioso Gesù mi mette in mano tre chiavi: con una si chiude l'Inferno, con l'altra si apre il Purgatorio, con la terza di schiudono i tesori della misericordia nel regno celeste.
Quali capacità mettere sotto le tue piaghe per accogliere il tuo Sangue divino?
Metti il tuo cuore. Il dono personale.
Non poteva essere più prezioso, più eccelso, più efficace.
Il Sangue di Gesù è la vita nuova, iniziale, pura, soprannatu
rale che pervade ogni facoltà ed eleva ogni energia.
Vivendo nel Sangue di Gesù non vi sono né tentazioni, né rimpianti, né delusioni, tutto è armonia, pace, luce e amore. Nel Sangue di Gesù trovo il pensiero di Gesù, l'amore di Gesù, la vita di Gesù. Non posso contemplare le sue piaghe senza pensare a tutto questo.
Cuore di Gesù, Calice vivo del suo Sangue divino, abbi pietà di me! Chiedo di comprendere la luce, di sentire la parola del Verbo, di seguire l'azione dello Spirito Santo.
Il Sangue di Gesù è il patrimonio spirituale della Chiesa, il mistico patrimonio delle anime, il glorioso patrimonio del Cielo. Ciò che mi giunge dal mondo è purificato a traverso il Sangue di Gesù: ciò che io desidero comunicare al mondo: preghiere, aumento di fede, di pietà, di riconoscenza al Signore, è avvalorato dal Sangue di Gesù.
Il demonio non può avvicinarsi a chi vive nel Sangue di Gesù. Non vi sono tentazioni per chi vive nel Sangue di Gesù.
Non commette mancanze avvertite chi ha scelto per dimora il Sangue di Gesù.
I Santi sono gli artisti della vita soprannaturale, i loro capolavori adornano il Cielo. Ma l'artista ha bisogno di mezzi per operare e il mezzo più efficace, più possente deposto tra le mani del Santo è il Sangue di Gesù.
L'altezza, la profondità, l'ampiezza, la grandezza del Mistero del Sangue di Gesù sono preannunziate nella Scrittura, delineate nel Vangelo, celebrate da S. Paolo e da S. Giovanni nelle Epistole e nell'Apocalisse.
L'anima che vive interiormente sente gli effetti del Sangue di Gesù.
Il Sangue scava profondità immense: le profondità del mio nulla per riempirle di misericordia e dischiude alla conoscenza gli splendori del Mistero.
Va', e di' agli uomini che ho versato il mio Sangue per tutti: che lo offro a tutti, che invito tutti a dissetarsi alla sorgente inesauribile.
Da tutto il creato sale a Dio la gloria della sua potenza, della sua sapienza e del suo amore, ma specialmente dal Tabernacolo, dal Sacrificio, dalla immolazione di Gesù, dal Sangue di Gesù.
Unirsi al Sangue, al Sacramento, al Sacrificio per dare gloria a Dio, è l'atto più santo e sublime e meritorio della vita. La gloria del Signore è nel trionfo del Sangue di Gesù.
Il Sangue di Gesù è il trionfo della Giustizia, della Misericordia, della Verità, della Santità, della Grazia, della Redenzione: è il trionfo dei disegni di Dio nel mondo.
Il Sangue di Gesù è alimento divino che ha in sé tutte le energie per la vita fisica, per la vita morale, per la vita spirituale, per la vita soprannaturale [...].
O Cuore di Gesù, centro di vita del Sangue divino, mistico tempio dove si compiono i prodigi di carità e di amore, canale magnifico donde sgorgano fiumi di santità e di misericordia, Ti adoro, Ti amo, Ti benedico, abbi pietà di me! [...].
La voce del Sangue di Gesù è una voce che scende dal Cielo e che sale dalla terra; è voce di pace e di grazia, di giustizia e di perdono, di misericordia e di amore.
Ma è anche voce di condanna. Col suo Sangue Gesù mi addita: il Paradiso da riempire
il Purgatorio da svuotare l'Inferno da chiudere
la terra da santificare [...].
è notte profonda. Chi veglia? Veglia Gesù nel suo Tabernacolo. Solo; veglia e contempla delitti e ingratitudini, freddezze e iniquità. E tuttavia sparge sulla umanità peccatrice l'onda del suo Sangue divino.
Sorgono anime pure, anime amanti, anime immolate per il Mistero Augusto. Chi è avido del Sangue di Gesù non può gustare nessun altro cibo, né formulare altra preghiera che non abbia per iscopo il trionfo di questo Mistero.
Darei la vita per il Sangue di Cristo? [...].
Ogni apostolato ha la sua parte umana che sfiora quella divina. L'apostolato del Sangue non ha scoria: segreto e intimo come il pensiero, inafferrabile come il Mistero, questo apostolato è compiuto da Gesù e perciò è perfetto, efficacissimo, esteso come la sua misericordia. Noi vi cooperiamo con la volontà e con l'amore.
Il Sangue del mio Dio scende dall'Altare e scorre sotto i nostri
piedi e noi lo calpestiamo non pensando che calpestiamo la nostra santità e la nostra felicità.
La calpestiamo senza saperlo, è vero, ma l'ignoranza è prodotta dalla nostra freddezza [...].
Nuoto nell'abisso della grandezza di Dio. Non devo deviare dal mio sentiero. La mia Passione è il Sangue di Cristo: riceverlo, offrirlo al Padre, portarlo alle anime, glorificarlo nella mia anima.
La Passione di Gesù si rinnova acerbamente ad ogni istante e forse anche per colpa mia!
Vivere nel Mistero del Sangue di Gesù per la gloria di Dio e per la salvezza delle anime! Mistero che deve essere conosciuto, studiato, predicato, adorato, benedetto.
Quale efficacia ha nella Chiesa il Mistero del Sangue di Cristo!
è un Mistero di fede, proclamato da Gesù. Il Sacerdote è Sacerdote per l'Altare, sì, per le anime, ma il primo culto e il primo amore, il primo zelo e il primo sacrificio è per il Sangue di Gesù. g. 58 : luglioagosto
511 Dinanzi all'Altare, cose di Cielo
Dinanzi all'Altare ho gustato cose di Cielo. Nell'anima era la vita del Sangue di Gesù; attorno a me come una luce fulgidissima, penetrante; tutto il mio essere compreso in un'altra vita, la mia vita penetrata, assorbita da un'Essenza adorabile.
Tutte le immagini scompaiono dinanzi a queste operazioni dello Spirito del Signore. La luce del sole mi pare materiata in confronto di quella in cui era immersa l'anima mia.
Oh! perché devo strapparmi al dominio assoluto del mio Dio per ritornare nella vita faticosa e triste, tutta dedita alle cose che fuggono?
Sì, mio Signore, in omaggio alla tua volontà, che pur mi segna la via del dovere esterno, rinunzio alle cose più alte e sublimi che possa gustare un'anima; rinunzio alla gioia di esprimere ciò che Tu compi nell'anima mia, alla gioia di parlare di Te, di stare con Te.
Ma rinunzio per Te, e ritorno con la mia croce sulla via della vita per portare a Te col Sangue che mi comunichi tutte le generazioni che passano e che Tu hai riscattato con la tua Passione divina. O Signore, mio Dio, luce arcana, Ti contemplo e Ti adoro! O Verbo di Dio, parola divina, Ti ascolto e Ti adoro! O Spirito di Dio, amore soprasostanziale, Ti accolgo e Ti adoro!
q. 58 : 17 settembre
512 Quando potrò parlare del Sangue?
Quando potrò parlare del Sangue di Gesù? Ah! io vorrei ripetere ai missionari: per conquistare le anime riempitevi del Sangue di Gesù.
Ai predicatori direi: parlate con le labbra tinte del Sangue di Gesù. Ai confessori: immergete le anime nel Sangue di Cristo. A tutte le anime: adorate, amate, invocate il Sangue di Cristo; sperate tutto dal Sangue di Gesù.
Alla Chiesa: annunzia il patrimonio inesauribile, il tesoro inestimabile, la vita eterna che è il Sangue di Cristo.
Il Sangue di Cristo è più che la sua dottrina: il Sangue della Redenzione compendia tutta l'Incarnazione, la verità, la sapienza, la potenza, la carità divina.
Le campane suonano a distesa. Esse chiamano i fedeli a dissetarsi alle sorgenti del Sangue di Gesù.
La Chiesa invita a raccoglierci attorno all'Altare. Il Tabernacolo parla di amore. Il Sangue attrae, avvicina, unisce l'anima a Dio. q. 58 : 21 settembre
513 O meravigliose sorgenti del Sangue
Adoriamo il Sangue di Cristo che sgorga da mille e mille Altari e scorre sulle rovine delle anime risanandole, sulle miserie delle anime arricchendole, sulla morte delle anime baciandole col soffio della vita.
O misteriosa sorgente del Sangue di Gesù! Ho visto, molti anni or sono, nel folto di un bosco deserto, molte sorgenti pure e fresche. Gorgogliavano ma l'acqua non usciva dai margini fioriti, non scorreva lungo il terreno.
L'onda saliva e risaliva da misteriose profondità, rispecchiava il cielo sereno e il verde cupo della foresta, poi ridiscendeva nelle viscere della terra ad alimentare chi sa quali sorgenti remote. O meravigliose sorgenti del Sangue di Gesù!
Io vi contemplo, assisa, prostrata accanto a voi; seguo il succedersi rapido e continuo dell'onda e penso: dove scendi, onda misteriosa del Sangue di Cristo? Onda di purificazione dove penetri? Quali cuori pervadi? Quali operazioni divine compi?
Onda di Sangue, onda di amore, entra perennemente in me perchè io entri nel piano di Dio, nell'ordine della sua misericordia e del suo amore. q. 58 : 24 settembre
514 Il peso della Croce
Ancor oggi Gesù sale la via del mondo, curvo sotto il peso della umanità, divenuta suo retaggio, ma incosciente di essere tanto amata. Gesù la stringe al cuore, la irrora col suo Sangue, le comunica la sua virtù divina, la sua grazia possente.
Le anime non lo intendono. E l'anima mia?
Invano mi illudo di consolare Gesù se non cerco di alleggerire i suoi dolori, di penetrare nella sua Passione, di santificarmi a contatto de' suoi esempi, della sua dottrina, del suo dono eucaristico, del suo Corpo e del suo Sangue prezioso.
Gesù cade e ricade sulla via del Calvario. Le cadute sono causate dalla croce, rese più dolorose dal tronco spietato.
Quante anime spingono a terra Gesù! Quante lo calpestano nella sua stessa Passione, ne' suoi benefici, nella sua misericordia! Egli cade e ricade stretto al legno del suo martirio. Egli patisce e soffre e versa Sangue e largisce misericordie per le anime che ha redento. Le vuol salve tutte!
Perché non lo aiutiamo?
Perché non ci gettiamo a' suoi piedi vittime della sua misericordia incompresa? q. 59: 9 settembre
515 L'Altare della Croce
La Crocifissione si svolge sotto gli sguardi dell'anima nel modo più straziante.
O Signore, invano gemo, piango, mi slancio contro le mani crudeli che inchiodano spietatamente le carni adorabili del mio Gesù; anch'io aiuto quelle mani, anch'io martello le membra immacolate del mio Gesù!
E il Sangue esce a fiotti, cosparge la croce incosciente, inzuppa la terra vile e arida.
No, non permettiamo che il Sangue di Gesù scorra su terreno infecondo. Avviciniamoci alla Croce, prostriamoci al suolo, mettiamoci accanto a Gesù: gli occhi, le labbra, il cuore si accostino, ad ogni ferita.
Adoriamo, beviamo, gustiamo, conserviamo il Sangue della Redenzione, il Sangue della vita divina, il Sangue della nostra nuova vita. q. 59 : 10 settembre
516 Spirito di Dio, entra in me col Sangue
Gesù costruisce sulle rovine con il materiale delle rovine stesse. Tutto è trasformato sotto l'azione del Sangue di Gesù. Posso dimenticare il Sangue di Gesù, a' piè della sua Croce? Posso non vederlo?
Entra, o Spirito di Dio, entra in me col Sangue di Gesù. Entra, o Verità di Dio, entra in me col Sangue di Gesù. Entra, o Amore di Dio, entra in me col Sangue di Gesù. Entra, o Santità di Dio, entra in me col Sangue di Gesù. Ma io devo spogliarmi di tutto. La spogliazione di sé è l'annientamento interiore nella massima sua espressione, fino a non avere più forma di pensiero e di azione che non sia ispirata dalla grazia.
O avanzare, o morire! O raggiungerne le sorgenti, o gettarmi nella corrente! Sono certa che il Sangue di Cristo avrà il suo trionfo pubblico, il suo culto, i suoi altari, i suoi templi, la sua liturgia, ispirata e robusta, dottrinale e luminosa.
Sono certa che il Sangue di Gesù sarà il Mistero degli ultimi tempi... lo intanto mi unisco a tutte le anime che vivono nel Sangue di Gesù, consacrate a Lui, nella devozione più profonda e più soda, nell'amore più ardente e fattivo, nella immolazione di sé più segreta e più completa.
La contemplazione della Croce rende più intensa l'adesione al Mistero del Sangue prezioso e il Mistero del Sangue Prezioso scolpisce nell'anima le impressioni più forti della Croce adorabile. q. 59: 11 settembre
517 Vieni, attingi
1 piedi adorabili di Gesù, squarciati dai chiodi, versano fiotti di Sangue e col Sangue si sprigiona il cantico della divina misericordia.
Piccola anima, io ho corso per te nell'arringo della tribolazio
ne e della desolazione: attingi dal Sangue la forza di percorrere le vie della misericordia nelle disposizioni della Provvidenza. Le mani santissime di Gesù, aperte più della sua infinita prodigalità che dai chiodi spietati, con i grumi del Sangue che si sprigionano per la veemenza dell'amore ripetono:
Vieni, attingi: ho dato tutto per te, ma le mani sono ancor più ricolme di donativi celesti.
Il Sangue ti comunica le inesauribili meraviglie della grazia. Il Corpo divino di Gesù, quasi immobilizzato dal martirio che lo strazia, gronda Sangue; i capelli, la fronte, le labbra, gli occhi, tutto è coperto di Sangue e il Sangue ripete: La Passione di Gesù è la tua salvezza, la tua gloria.
Dal Cuore squarciato sgorgano puri rivi di Sangue e lo splendore che emana, non solo è convertito in fiamma di amore, ma in soavissime attrazioni.
Seppellisciti nella caverna della divina misericordia, essa diventerà il regno della tua pace e della tua beatitudine .
Gli splendori della Croce accendono l'anima di severi entusiasmi. Essa non vede, non sente che le arcane meraviglie della potenza di Cristo. Gli splendori della croce sono per l'anima amante catene irresistibili, vincoli di pace sovrumana, rivelazione della Sapienza celeste.
Quante industrie non usa l'uomo per fare meglio fruttificare i semi che getta nei solchi!
E l'anima non si studia di preparare le disposizioni più atte a ricevere il mistico seme della grazia?
La fecondità è data dal Sangue di Cristo, ma ancora dalla profondità, dalle estensioni, dagli ardori onde l'anima prepara i suoi solchi.
Gli splendori della Croce di Cristo, raccolti e conservati con l'umiltà nel segreto dello spirito, danno la fioritura della santità. q. 59 : 12 settembre
518 Il talamo della Croce «Hic est Calix Sanguinis mei!»
Il Corpo di Cristo, immolato sulla Croce, è veramente il Calice del suo Sangue divino. E da questo Calice adorabile, formato dalla SS. Umanità, sgorgano i rivi della nuova misericordia. Corriamo, attingiamo!
Corriamo, beviamo le onde della grazia rigeneratrice, le onde della vita trasformatrice!
Viviamo, moriamo all'ombra della Croce! «Dolce legno, dolce peso, dolci chiodi»!
La misericordia divina ha addolcito con la sua sapienza celeste il legno aspro e amaro della Croce, ha soavizzato la punta dei chiodi spietati, ha avvolto di luce misteriosa il Corpo straziato di Gesù, e l'anima può avanzare nelle ombre del Mistero con fidente abbandono.
Il dolce legno della croce, imbalsamato dal Sangue di Gesù, invita l'anima a prendere il suo posto, a stendersi, croce mistica e viga, sulle vette dello spirito per accogliere il Divino Crocifisso.
Il talamo della Croce è il vero talamo dellaverginità. Avànzati piccola anima, prendi il tuo posto, Gesù ti aspetta, ti chiama, ti desidera, vuole dirti che ha scelto una croce nuda e squallida come letto di morte perché non c'erano attorno a Lui che cuori freddi, egoistici. Voleva commuoverli, vincerli, unirli a sé. Quanto pochi hanno compreso la sua immolazione! Ed ora? Dopo tanti secoli di grazie ineffabili, anche ora la Croce non è compresa, il Crocifisso non è amato: Egli non rivive nelle anime, con la sua immolazione; poche anime si offrono per portarlo Croci= fisso, pochissime penetrano il Mistero profondo; pochissime lo fanno oggetto del loro amore. Piccola anima, esalta in te stessa la Croce di Gesù. La Croce è il talamo celeste cosparso di tutte le rugiade della grazia, e l'amore che fluisce dal Costato aperto di Gesù è quello che sgorga dal piccolo cuore della sposa; cementati dal Sangue divino, celebrano i mistici sponsali. Gesù dà tutto se stesso alla piccola sposa, e in quale forma si dà! Con quale espansione si dà! E la sposa che può dare? Un cumulo di difetti, di manchevolezza, di imperfezioni. La sposa non ha che debiti: è piccola e meschina, senza titoli, senza meriti, senza nobiltà; si prostra sulla polvere del suo nulla. Ma da quella umiliazione risorge ancor più fidente. Essa ha un desiderio ardente: Gesù. Essa ha una conoscenza gaudiosa: il suo Sangue adorabile. Essa ha un proposito sincero: servire Gesù e glorificare il suo Sangue divino.
Vivere nella Passione di Gesù vuol dire vivere nel piano della misericordia divina. Vivere la Passione di Gesù vuol dire unirsi a Cristo nell'opera più eccelsa della sua sapienza infinita. Vivere
della Passione di Gesù vuol dire immedesimarsi degli ardori della sua pietà divina verso le anime cieche, miserabili, che non sanno, che non conoscono lo scopo della vita.
Si vive nella Passione di Gesù, la Passione di Gesù, della Passione di Gesù specialmente durante la S. Messa.
La S. Messa è la storia misteriosa della Potenza, della Sapienza, della Carità di Dio scritta a caratteri di Sangue. Quando la storia civile, la storia della scienza, la storia dell'arte saranno sepolte nel caos della distruzione finale, allora si apriranno le pagine nuove scritte da Gesù in ogni anima col suo Sangue Divino. q. ,59 : 14 settembre
519 La mia missione: glorificare il Sangue
La mia missione è chiara, precisa, indiscutibile. Gesù me l'ha additata con irrefragabili prove, ma la addita con particolari richiami, con insistenti espressioni di amore.
La mia missione: glorificare il Sangue di Gesù! Offrire questo Sangue divino al Padre per la salvezza delle anime e offrirlo alle anime per la gloria del Padre.
O Signore, noi siamo il prezzo del tuo Sangue, la conquista del tuo Sangue, la gloria del tuo Sangue!
O Signore, quale tesoro ci offri! lo non ho denaro per riscattare gli infedeli; non ho la gioia di recare lontano la tua verità, nemmeno ho l'onore di immolarmi per l'avvento del tuo Regno, ma ho il tesoro del tuo Sangue divino, che mi riempie la mente, il cuore, lo spirito, che mi ricolma le mani, e vedo questo tesoro raddoppiarsi in me per la tua misericordia.
O Signore, questo Sangue io porto nelle terre infedeli, dovunque c'è un'anima cieca, pagana, idolatra, peccatrice.
La grande missione di amore?
La verità brilla per il tuo Sangue, la speranza sorride per il tuo Sangue, l'amore infiamma per il tuo Sangue! Esso è come lo storico fiume che ci difese dalle schiere nemiche.
Il tuo Sangue, o Gesù, ci salva dagli assalti del nemico, dalle tentazioni, dagli scoraggiamenti, ci libera dai rimorsi, dalla colpa, dal castigo, dall'inferno.
Se una goccia sola potesse scendere nell'inferno, esso diverrebbe all'istante un Cielo luminoso e gaudioso.
O Signore! noi vogliamo arginare il mondo, noi vogliamo sal
vare il mondo col tuo Sangue Divino. O missione sublime! q. 60 : 23 ottobre
520 O Sangue, sii la salvezza di tutti!
Unita a Gesù, sento l'invito a portare il suo Sangue prezioso accanto ai moribondi che oggi passeranno all'altra vita, segnando con esso una croce sulla loro fronte, sulle labbra, sul cuore. O Sangue di Cristo, sii la salvezza, la redenzione di tutti i morenti!
O Sangue di Cristo, offerto ininterrottamente al Padre, impetra per me e per tutti!
O Sangue di Cristo, onda vivificatrice, che dai fecondità, alacrità, ardore, fervore all'anima, glorifica per l'anima stessa la Divina Passione, la Redenzione! q. 60: 29 ottobre
521 O mio Re divino!
Che Ti offrirò? Quid retribuam? Che posso offrire? Invano mi ripiego in me stessa per cercare donativi preziosi: in me, da me, non ho nulla. Ma ho il Sangue di Cristo, il Sangue del mio Re, il suo Sangue prezioso consegnatomi con la sua parola che non fallisce e non inganna; consegnatomi con le sue mani traforate, con il suo Cuore squarciato, sotto la cui ferita vive, contempla e beve l'anima mia.
Rivestita del sacro paludamento, la piccola anima si prostra a' piè del suo Re divino, lo adora, lo ringrazia, lo invoca. Le adorazioni escono dal Sangue, i ringraziamenti irraggiano dal Sangue, le invocazioni sgorgano dal Sangue [...].
Nella piccola anima sono raffigurate tutte le anime, la Chiesa la Sposa di Cristo, ammantata, santificata, alimentata, fecondata dal Sangue di Gesù.
Il mio Re è uno Sposo di Sangue! Non conosco il valore di questi concetti, ma li gusto e li vivo. Non so le teorie del diritto, ma sento che è il diritto divino, ed è glorioso piegarsi alle sue leggi e gettarsi in olocausto a' suoi comandi.
Il mio Re è uno Sposo di Sangue, ed io ne ho sposato la causa divina; io devo sacrificarmi per questa causa, immolarmi, annientarmi.
O Signore in qual modo?
Il rivestimento del mio Sangue è per l'anima tua l'abito nuziale, ma deve essere ancora il rivestimento de' tuoi pensieri, de'
tuoi affetti, de' tuoi desideri.
Il mio Sangue deve penetrare nella tua anima con le impressioni della mia Passione, della mia via dolorosa, della mia morte ignominiosa.
Associarti alla mia Passione, è vivere in me e per me e lasciarmi vivere in te, per te e per le anime.
Una vita nuova nel Sangue di Cristo! Come sarà fatta? Quali orizzonti, quali vie, quali mezzi mi schiuderà?
A me non tocca né scegliere, né prevedere, né prevenire. Oh! io sono la piccola sposa di Gesù: piccola e povera e nuda, e perciò presa tra le sue braccia, rivestita da Lui, scaldata da Lui. Mi porti come vuole, dove vuole; purché io viva o muoia sepolta nel suo Sangue, in omaggio alla sua regalità conquistata sugli uomini, non solo con la sua Potenza, Sapienza e Bontà divina, ma con la sua Passione, col suo Sangue adorabile.
Viva il mio Re Crocifisso! Viva il Sangue del mio Re!
Conquisti tutte le anime, trionfi e regni nel mondo per tutti i secoli dei secoli. In Sanguine Agni! Amen! q. 60: 30 ottobre
522 Vieni a redimerci col Tuo Sangue
Ecce Venio! E la risposta del Figlio di Dio alla Giustizia del Padre. Ecce venio! E la risposta della Sacra Umanità di Cristo alla Augusta Divinità.
Ecce Venio! E la promessa di soccorso, è l'espansione della misericordia; è la testimonianza del Divino Amore verso la povera umanità peccatrice.
Ecce Venio! E il grido incessante di Gesù verso le anime che ha redento e che tuttavia non si curano di Lui.
Ecce Venio! Vieni, dolcissimo Gesù, vieni! Noi T'invochiamo contemplando il Tabernacolo e la Croce, mentre dalla croce e dal Tabernacolo Tu inviti le nostre anime all'unione più intima con Te. Vieni con la tua grazia, con la tua misericordia, con la tua vita, col tuo Sangue.
Vieni a redimerci col tuo Sangue!
O Mistero adorabile! Tu mi esalti, Tu mi rapisci, mi rendi gioioso il patimento, sacra la umiliazione, desiderabile il sacrificio, preziosa la vita, agognata la morte.
Morire, non per godere, ma perché trionfi il Sangue di Gesù. q. 61 : 29 novembre
523 Il Sangue, visione estasiante della vita
Il Signore è vicino.
Oh! quanto è vicino a chi contempla i suoi Misteri, a chi lo riceve Sacramentato, a chi beve il suo Sangue Divino. Il suo Sangue! Lo sento in me più vitale degli elementi che costituiscono il mio organismo. Esso investe l'anima, diviene la sua forma, la sua vita più nobile, il suo movimento più rapido verso l'unione con Dio.
Ecce Venio! Il Mistero del Sangue di Cristo è la visione estasiante della vita spirituale, perché mentre attrae nelle altezze della vita divina, immerge l'anima nella feconda vita della Redenzione. q. 61 : 30 novembre
524 Il Mistero della Grazia
Il Mistero della grazia è la luce nella luce, la vita nella vita, l'amore nell'amore. La grazia è un cumulo di operazioni compiute nell'anima per la virtù del Sangue di Cristo.
è il Sangue di Cristo che inizia questi rapporti dell'anima con Dio, che prepara all'unione, che intensifica questa unione.
La grazia è la rivelazione dei doni celesti, la visione della vita trascendente e la conoscenza dell'amore sostanziale.
Il cammino della vita spirituale, l'altezza della vita soprannaturale, il valore della vita mistica è la grazia.
La grazia, che è donata e ridonata all'anima a traverso il Sacramento, a traverso le opere compiute con grande rettitudine e amore, a traverso il dolore e la sofferenza, ma specialmente per la S. Comunione. In essa le onde della grazia si riversano impetuose nell'anima, e se l'anima non vi oppone gli argini delle sue passioni e della sua volontà, tutto è allagato, fecondato.
La grazia è il dono di Cristo nella Incarnazione, nella Redenzione, nella Passione cruenta, nella Passione mistica, e tutto per i meriti del suo Sangue prezioso. q. 61 : 2 dicembre
525 Il Sangue è la mia porzione infinita
Giungono alla piccola anima gli splendori del Mistero. E l'anima si trova immersa nel Mistero della Provvidenza divina,
nel Mistero della Misericordia, nel Mistero della Giustizia, della Santità, della Grazia, nel Mistero della Redenzione, nel Mistero del Sangue di Cristo.
Il Mistero del Sangue di Cristo è quello che più intimamente e più intensamente avvolge l'anima, quello che la disseta, la nutre, la arricchisce, la prepara a conoscere le eterne verità, ad accogliere la vita divina, a vivere la vita eterna.
Il Sangue di Cristo è la mia porzione infinita. q. 61 : 6 dicembre 526 Il Sangue rinnova
La mia vita è come la terra che riceve il seme ed è lavorata da mani pietose che lo fanno fruttificare.
Scende dal Cielo in me il mistico seme delle verità eterne ed esso, fecondato dal Sangue di Cristo, si tramuta in fiori e frutti di virtù e di grazia. Queste meraviglie sono opera di Dio.
Il Sangue di Cristo rinnova in me la vita ad ogni istante con impulsi nuovi, atteggiamenti nuovi.
Si può dire che è una vera e propria ricreazione che riporta le facoltà dell'anima e le energie dello spirito all'ordine primitivo in cui Dio era l'unico pensiero dell'uomo e il cuore dell'uomo attingeva da Lui. Creatore e Padre, in ogni vitalità. Mi ha ineffabilmente impressionato l'ordine contemplato nell'anima di Maria Santissima. Quali armonie! L'ordine della sua mente, del suo cuore, del suo spirito; l'ordine nell'amore, nel dolore, nel lavoro, nel sacrificio, nella preghiera, nell'unione con Dio; l'ordine di tutta la vita orientata perfettamente a quella di Dio, immedesimata intensamente a quella di Dio, operante ineffabilmente con quella di Dio.
Il Sangue di Cristo può produrre in me questi beni sovrumani; può ordinare tutta la mia vita alla volontà, alle disposizioni, all'amore di Dio.
O Sangue di Gesù, aiutami, sostienimi, santificami! q. 61 : 7 dicembre
527 Tutto per il trionfo del tuo Sangue
Festa gaudiosa che annuncia i più grandi Misteri ed è come il preludio delle glorie della Redenzione: l'Immacolata!
Festa che riempie di ammirazione e di devozione lo spirito ed eleva nelle regioni purissime della Potenza divina.
Mentre lo spirito si unisce alla Chiesa nell'ossequio alla Vergine, per una disposizione certamente amorosa, la mia anima è ripiena di dolore, ma non è né fiaccata, né abbattuta, né triste. Che importano tutti i dolori della vita se in me circola il Sangue di Cristo? Il Sangue di Gesù scorre nelle mie vene: esso mi aiuti ad amare Gesù, a umiliarmi per Gesù, a soffrire per Gesù, a tacere per Gesù, a consumarmi per Gesù.
L'ho meritato questo dolore con la mia superbia, con la mia indegnità? Il Sangue di Gesù mi aiuterà a santificarlo, unendolo ai dolori della sua Passione incruenta.
Non l'ho meritato? E allora lo posso considerare come segno di predilezione di Gesù, lo posso offrire a Lui come pegno del mio amore, come omaggio al suo Sangue divino che voglio glorificare e far trionfare. Sì, voglio che trionfi anche a prezzo delle mie tribolazioni. O Signore, sì, voglio patire per te e restare incompresa: voglio soffrire per Te tutto quello che più costa alla mia sensibilità e seppellirmi sempre più nel Sangue Divino. Chi mi potrà sottrarre a quest'onda ristoratrice?
Tutto per amore al Sangue di Gesù! Tutto in unione al Sangue di Gesù! Tutto per il trionfo del Sangue di Gesù! Un giorno S. Angela da Foligno aveva detto al Signore: «Datemi un segno, o Signore, che siete voi, proprio voi».
«Tu saprai che io sono in te le aveva risposto il Signore se ogni parola, ogni azione offensiva, provocheranno in te non già solo pazienza, ma riconoscenza e desiderio. Ecco il segno della mia grazia».
O Signore, ho pregato e vivamente per chi, certo senza volerlo, mi ha ferito nel più profondo dell'anima. Ho pregato ringraziando la tua carità di avermi nutrito col pane della tribolazione e dissetato con la bevanda delle lagrime, e ho sentito dentro di me la profonda e intima convinzione che quando il dolore scava dei solchi nell'anima sono riempiti tosto dal tuo Sangue prezioso.
O Signore, si faccia un solco ampio e profondo e il cuore divenga il calice degno del tuo Sangue divino.
Sì, o Signore, tutti i nostri dolori, tutte le nostre dedizioni, tutte le nostre immolazioni per il trionfo del tuo Sangue adorabile. q. 61 : 8 dicembre
528 Il Signore è vicino
Il Signore è vicino. Si, è vicino anche quando le amarezze della vita tentano adombrare la sua presenza amorosa.
E allora il momento di vederlo, di sentirlo vicino. Allora la luce della sua dottrina e la fiamma del suo amore avvolgeranno l'anima desolata che ripeterà: Plura, Domine, plura!
Ancora patimenti, nuove umiliazioni, per il trionfo del tuo Sangue, o Gesù! q. 61 : 11 dicembre
529 Il Sangue è la forma dell'anima
Ho compreso che come l'anima è la forma del corpo, così il Sangue di Cristo è la forma dell'anima, e come l'anima dà vita alle pupille, alle labbra, ai sensi, al cuore, e tutto dirige ciò che è facoltà intellettuale e potenza volitiva, così il Sangue di Cristo partecipa alla vita soprannaturale, schiudendo all'anima le sovrumane bellezze della grazia, gli splendori del Mistero, le arcane vie della unione mistica, tutto il regno spirituale, divino di cui parlò Gesù Cristo e che è dentro di noi. Il regno di Gesù Cristo è dischiuso a noi, ampliato in noi dal Sangue di Gesù. Il regno di Dio è il regno nuovo conquistato da Cristo per la Redenzione. Il regno delle anime nostre, fecondato mirabilmente dal suo Sangue Divino. q. 61 : 14 dicembre
530 L'Incarnazione, Mistero di pace «Et Verbum caro factum est!»
L'Incarnazione è un Mistero di pace. Il Figlio di Dio è disceso sulla terra, ha assunto la natura umana, ribelle a Dio, guastata dalla colpa, per ristabilirla nella giustizia, per ridonarle la pace, e veramente egli è il Ministro di pace, il Principe della Pace, il Datore della Pace.
Egli ci ha riconciliati col Padre, ha riaffermata, rinsaldata, l'antica alleanza, messo in comunicazione Dio con l'uomo, l'uomo con Dio, stabilendo nel cuore umano l'ordine, disposizione essenziale per il godimento della pace.
Dalla pace dell'anima perdonata, ristabilita nell'ordine, scaturisce la fede altissima, la visione semplice e serena delle cose trascendenti, scaturisce ogni buona disposizione all'esercizio delle virtù cristiane, cammino segreto e rapido per l'unione con Dio.
La pace divina mantiene le facoltà dell'anima in un'amorosa soggezione alle operazioni dello Spirito Santo e la dispone alle grandi opere che solo spuntano e vigoreggiano nella Chiesa per virtù del Sangue di Cristo.
La pace divina mette l'anima nelle condizioni di poter afferrare le ispirazioni più tenui per tradurle in opere meravigliose. L'ispirazione è il fiore della Redenzione di Cristo, ma questo fiore sboccia per la rugiada del Sangue di Cristo e solo giunge a perfezione se è riscaldato dall'amore.
L'ispirazione è un grande dono: è l'inizio di molti doni ma non è compresa se l'anima non sa vivere nel silenzio, nell'ordine, nella pace.
La pace è l'ordine di tutte le virtù: è lo stato dell'anima in grazia.
O Signore, io comprendo che questa pace giunge in me per la tua Redenzione, ma non la ottengo che per il tuo Sangue divino: esso riordina, rigenera, stabilisce in me la vita morale, la vita spirituale.
La pace è il frutto saporoso dell'unione con Dio. O Vita adorabile del mio Dio, largitami da Cristo! q. 61 : 22 dicembre
531 Il Natale di Cristo
Tutto è Mistero intorno a me.
Il Mistero è il linguaggio di Dio. E questo Mistero mi attrae, mi abbaglia, mi sfugge; poi ritorna a dominare con luce più fulgida, con forza più penetrante e l'anima si abbandona a questo flusso e riflusso di amore sostenuta dal Sangue di Gesù. Betlemme è nella piccola anima con tutti i suoi fulgori divini.
L'Incarnazione del Verbo mi rivela la comunicazione vera e reale con Cristo.
Il suo Sangue divino mi dona e ridona Betlemme e il Calvario, l'immolazione divina in tutte le sue manifestazioni.
Il Sacrificio mi dona Cristo, il Sacramento mi unisce a Lui, mi inebria di Lui.
No, non invidio né i Pastori, né i Re Magi, non invidio quelli che hanno veduto Cristo: io lo vedo, lo sento, lo ascolto in me, vivo in Lui, vivo per Lui di una vita sovrumana, e questa vita mi è data dal Sangue prezioso, il dono magnifico della Redenzione. Gesù Bambino, nella culla di Betlemme, offertorio del gran Sacrificio.
Questo concetto non può essere concepito da mente umana. Lo ha concepito il Figlio di Dio! La culla di Betlemme è l'offertorio del sacrificio di Gesù; è l'inizio del suo cammino verso il Calvario, l'aurora della sua Passione, il preludio della sua immolazione.
La piccola anima è sprofondata negli abissi del Mistero, abissi che sono altezze ed estensioni inconcepibili. q. 61 : 25 dicembre
532 S. Giovanni imparò l'amore di Gesù
Il Santo dell'amore!
S. Giovanni imparò l'amore di Gesù: e l'amore lo rese degno di riposare sul petto del Maestro: lo rese degno di assistere alla sua Morte a' piè della Croce, lo rese degno di custodire la Madre.
Come Giovanni, siamo invitati anche noi a posare il nostro cuore sul Cuore di Gesù. La S. Comunione compie questo prodigio di amore. Gesù mi offre il suo Cuore adorabile non solo perché lo adori, ma perché lo baci e lo abbracci e gli conceda di palpitare insieme al mio. Più ancora: Egli mi dona se stesso nella S. Comunione, la quale diventa pegno di amore, sorgente di amore, fornace di amore, forza di amore, creazione di amore, consumazione di amore. S. Giovanni fu scelto fra tutti a contemplare la morte di Gesù, il Mistero della immolazione divina, il Mistero del Sangue. Privilegio altissimo.
L'Apostolo prediletto ha veduto lo strazio di Gesù sulla Croce: ha veduto il suo Sangue sgorgare a fiotti fino all'ultima goccia, quel Sangue adorabile di cui era simbolo, pegno e promessa il Calice dell'ultima cena.
Giovanni ha contemplato il Mistero del Sangue che è il Mistero dell'amore di Cristo giunto fino alla distruzione di sé per amore degli uomini: per questo gli scritti e gli insegnamenti dell'Apostolo furono pervasi dalla carità per le anime. Le anime! Sono il prezzo del Sangue di Cristo, il premio del Sangue di Cristo, l'eredità del Sangue di Cristo!
S. Giovanni, custode di Maria; o meglio, la Vergine, Madre del Sacerdote di Cristo!
Li unisce, li ispira, li attrae l'amore di Gesù. Maria SS. muore per la veemenza dell'amore. S. Giovanni chiude la lunga vita sacerdotale, immacolata e
santa, col canto dell'amore.
L'amore più santo e forte non trova la sua sorgente che nel Sangue di Gesù. q. 61 : 27 dicembre
533 Betlemme e il Calvario
Betlemme e il Calvario: la Croce e il Tabernacolo sono le sorgenti della vita nuova, i due fari che illuminano il mondo, le due vette a cui deve tendere l'anima per essere riportata alle altezze della vita redenta, alla conquista della vita beata.
Onde di luce, di Sangue e di fuoco giungono alla piccola anima: la luce che guida ogni passo, il Sangue che alimenta lo spirito, il fuoco che distrugge ogni scoria, mi giungono dal Mistero.
Il Mistero è la più grande realtà che esista. è la realtà adorabile da cui ha vita, movimento, ascensione, nobiltà, immortalità la mia anima.
è la realtà invisibile da cui hanno origine gli splendori della fede, a cui mirano i fremiti della speranza, in cui s'incentrano gli ardori della carità.
è la realtà immutabile da cui dipendono i gaudi ineffabili della nostra vita avvenire.
Il Mistero mi dona Cristo, mi dona a Cristo, e per Gesù e in Gesù mi comunica la vita divina, mi unisce al mio Dio.
q. 61 : 30 dicembre
534 Il centro della mia vita è il Tabernacolo
Sì, la mia vita è in Dio; il mio riposo è in Dio; la mia speranza è in Dio!
Il centro della mia vita è il Tabernacolo, l'elemento della mia vita è il Sangue di Cristo, l'atmosfera della mia vita è il Mistero. è vero che sono indegna di queste cose sublimi, ma ciò non mi sgomenta; la mia fiducia è ancora il Sangue di Cristo [...~.
Sì, Gesù ha promesso che il suo Sangue ci darà la vita eterna, e la vita eterna è l'amore infinito nella Santità di Dio.
q. 61 : 31 dicembre
1933
535 Riconoscere ciò che Egli ha fatto e sofferto
Umiliamoci nella polvere e, adorando il Figlio di Dio nelle umili apparenze del Bambino Gesù, pronunziando con fede e devozione questo Nome potente, pensiamo che la più bella lode è quella di riconoscere ciò che ha fatto e sofferto per noi il Figlio di Dio: riconoscere la sua Passione, la sua Morte, il suo Sangue, elementi della nostra rigenerazione, della nostra vita, della nostra santificazione. q. 62 : 2 gennaio
536 Il segreto per avanzare
Le onde misteriose del Sangue di Cristo producono effetti sorprendenti: esse atterrano la barriera delle membra, distruggono ogni ostacolo umano facendo gustare all'anima, piena e cosciente, la mistica unione con Cristo.
Il segreto per avanzare: sprofondarsi sempre più nel Sangue di Cristo.
Nel Sangue di Gesù è ogni vitalità spirituale, ogni atteggiamento soprannaturale.
Poteva il Signore amarci di più? q. 62: 3 gennaio 537 è il tuo Sangue che mi eleva così
Come il pensiero, la parola, le azioni, le espansioni dell'anima sono il risultato del suo lavoro a traverso i sensi, così le intuizioni, le elevazioni, gli atteggiamenti della vita soprannaturale fioriscono dal lavoro della grazia, operante nell'anima, imbevuta del Sangue di Cristo.
Non incenerirmi, o Signore, se mi avvicino ai tuoi splendori. è il tuo Sangue che mi eleva così, ed è ancora il tuo Sangue che mi fa discendere accanto alle anime, mi sprofonda nella mia e mi inabissa nel Mistero. q. 62: 4 gennaio
538 Tocca le anime nostre con le tue Piaghe
Manifestati, o Signore: tocca le anime nostre con le tue Piaghe, riempile col tuo Sangue. O Piaghe, o Sangue di Cristo! O Sangue adorabile, scelto dalla Divinità come strumento di riparazione, segno di Redenzione, vincolo d'amore, inonda la mia anima della tua vita, porta in me Cristo, la sua virtù, i suoi meriti, la sua vita divina e per Cristo io possa salire all'incontro e all'unione del Padre Celeste. q. 62: 10 gennaio
539 La S. Comunione è il canale della grazia
Non ditemi che la S. Comunione è un canale della grazia: è il canale unitissimo alla sorgente: è la sorgente stessa da cui traboccano le inesauribili onde del Sangue di Cristo.
Il Sangue di Cristo è la sorgente di manifestazioni intime, luminose, ineffabili, ma non sono accolte perché non sono comprese, non sono credute.
Questo è il dolore di Gesù. q. 62 : 11 gennaio
540 L'olocausto di Gesù è perenne
Quante volte abbiamo assistito alla S. Messa senza accorgerci di questa manifestazione adorabile, senza vedere con gli occhi della fede, senza voler vedere la via luminosa che si apriva sopra l'Altare additando il trono di Dio, a cui saliva l'olocausto offerto per noi!
L'olocausto si rinnova perennemente, si rinnova per noi, si rinnova per me, ma deve rinnovarsi con noi e in noi.
Questo è il desiderio di Gesù, lo scopo della sua immolazione. Gesù si offre per noi, lo sappiamo; bisogna penetrare ben più addentro.
Gesù vuol offrirsi con noi e in noi!
Tutto il Vangelo è pervaso di questo amore divino, che trasse Gesù sulla vetta del Calvario, sulla Croce e nella tomba. Occorre studiare questo amore, sacrificarsi per questo amore, celebrarlo, cantarlo, almeno consacrargli perpetuamente le facoltà più nobili dell'anima.
Gli olocausti di Gesù in noi! Misteri di grazia, misteri di misericordia.
L'olocausto di Gesù con noi! Mistero di bontà, di degnazione, di carità infinita.
L'olocausto di Gesù è perenne! q. 62: 12 gennaio
541 Leggo in quelle piaghe
Le manifestazioni del mio Signore.
Gli uomini manifestano il loro pensiero con lo scritto e con la parola.
Anche Gesù ha voluto scrivere il suo pensiero che è il pensiero di Dio. Egli ha scritto sul suo Corpo adorabile i Misteri della Redenzione divina.
Sì, le piaghe di Cristo sono segni luminosi che compendiano la dottrina celeste ed io vi leggo la Potenza di Dio, la Sapienza di Dio, l'Amore di Dio.
Vi leggo la Giustizia di Dio, la Misericordia di Dio, la Volontà di Dio!
La Volontà di Dio nella Morte di Gesù, Morte sostenuta per me!
Vi leggo ancora le umiliazioni dell'UomoDio, i patimenti dell'UomoDio, le immolazioni dell'UomoDio.
E leggo in quelle piaghe la salvezza degli uomini, il trionfo di Gesù, la gloria di Dio.
Vi leggo le rovine del peccato, le restaurazioni della grazia, i frutti della santità.
Vi leggo i decreti di Dio e l'obbedienza di Gesù; la storia delle nostre sventure e quella delle infinite misericordie.
Vi leggo i segreti della vita spirituale nella grazia, le ascese della vita soprannaturale nell'unione, della vita di santità nell'amore.
Ascolto la voce delle piaghe di Gesù.
Essa ha il senso di mille voci celesti, il senso delle più alte significazioni umane.
Il Sangue di Gesù mi parla di morte o di vita; la vita di Cristo offerta per trionfare sulla mia morte; la mia morte che si trasformerà, per Cristo, nella vita immortale. g. 62: 13 gennaio
542 Ti trasformerò
Mi getto a' piè della Croce nella comprensione del mio nulla. Sono polvere e cenere. Sono la terra crudele che ha preparato il Calvario.
Gesù incoraggia: Su questa terra arida verserò il mio Sangue ed esso la feconderà .
Mi accosto alla Croce come un cencio spregevole, come un vaso vuoto, vilissimo.
Ebbene dice Gesù lo riempirò del mio Sangue. Mi considero come un verme ripugnante.
Ti trasformerò dice Gesù in un essere molto più nobile di quello ideato dal poeta; starai accanto agli Angeli raccolti e silenziosi nella contemplazione della mia Passione, nell'accoglimento del Sangue. q. 62 : 14 gennaio
543 Ripiena di gaudio per l'Anno Giubilare
Sono ripiena di gaudio per la promulgazione della Bolla Pontificia con cui si annuncia l'Anno Giubilare, l'Anno eminentemente Santo perché riporterà tutti i popoli a' piè della Croce. Mi pare il preludio del trionfo del Sangue di Gesù.
Che farò? che dirò? come mi preparerò a questo anno di misericordie ineffabili?
Mi sprofonderò ancor più negli abissi del Mistero; soffrirò in silenzio, mi sacrificherò per Gesù, per la Redenzione, per il suo Sangue adorabile.
Il Crocifisso mi appare oggi nello spasimo della sua carne straziata e Gesù va ripetendomi:
Vedi, lo stesso strazio io patisco nel mondo, nella mia dottrina, nel mio Mistero, nel mio Sangue, nel mio Amore.
Adora e ripara. q. 62 : 16 gennaio
544 Il Regno Eucaristico si estende col Sangue
Il regno Eucaristico di Gesù è stabilito dal suo amore, impreziosito dalla sua Passione, assicurato dal suo Sangue. [...]. L'amore rifluisce dalla Passione e dal Sangue di Gesù, ed è una perpetua comunicazione di beni una ininterrotta operazione della grazia se l'anima intende, adora questi Misteri prestandovi un culto di fede e di devozione.
Ogni anima ha la sua attitudine nell'intendere le comunicazioni della grazia, nell'accogliere il Sangue di Gesù, nel corrispondervi.
L'importante non è di sapere in qual modo io aderisco alle misericordie di Dio, ma se vi aderisco con la rinunzia di me stessa e a base di patimenti.
Il patimento, sia sofferenza fisica, morale o spirituale, è come la strada del Calvario o i gradini dell'Altare: porta alla Croce e al Tabernacolo.
Il regno Eucaristico di Gesù si estende col suo Sangue, si conquista nel suo Sangue, si conosce e si apprezza seguendo lo Spirito del Signore.
O Signore, possiedimi! O Signore, sostienimi!
Questa vita che mi alita intorno, e più mi penetra fino a rendermi insensibile quella fisica, rimanga in me perennemente. O Signore, se la tua Redenzione fu compiuta per la mia vita, ecco la mia vita per la gloria della tua Redenzione. g. 62: 19gennaio
545 La santità è assicurata dal Sangue
La mia santità è assicurata dal Sangue di Gesù. La mia santità è assicurata nel Sangue di Gesù. La mia santità è assicurata col Sangue di Gesù.
Gesù ha compiuto la sua immolazione versando tutto il suo Sangue divino, ed esso è divenuto il sigillo del perdono, la promessa per la mia giustificazione, la sorgente della vita nuova che reca all'anima mia la stessa santità del Cristo.
I Santi Padri, i Dottori della Chiesa canteranno queste glorie con la loro dottrina e con la loro pietà, io le intuisco, le ammiro e le gusto con la mia fede.
Sì, il Padre mi ha perdonato le mie colpe per il Sangue di Gesù, mi comunica con quel Sangue la sua grazia, la sua stessa vita divina, la sua santità [...].
Ripeterò incessantemente, senza tema di stancare il mio Signore, certa, invece, di attivare i miei rapporti con Lui come il respiro riattiva la vita fisica, ripeterò incessantemente che il Sangue di Cristo è la nostra più grande ricchezza spirituale, il vincolo misterioso della nostra unione con Dio.
La mia santità è assicurata nel Sangue di Cristo.
Lo ricevo ogni giorno nella S. Comunione ed è come se acquistassi la caparra di un bene infinito. E come acquistando un tesoro terreno lo possiedo per tutta la vita, così ricevendo il tesoro divino del Sangue di Gesù io metto l'anima in possesso di un bene infinito che non mi verrà tolto mai più se non mi renderò indegna di possederlo.
Come mi farò santa nel Sangue di Gesù?
Mettendo la fede al suo servizio. La fede contemplerà, nel Sangue di Gesù, l'espansione della divina bontà, toglierà ogni ostacolo alle operazioni dello Spirito Santo, renderà l'anima umile, vigilante, pronta al passaggio dell'onda benefica e farà che la vita dell'anima sia vita per la grazia, vita nella grazia.
La santità è assicurata col Sangue di Gesù.
Devo vivere per il Sangue di Gesù, operare nelle anime, compiere con esse la missione assegnatami dalla Provvidenza.
La mia missione la compirò nel silenzio, con la fede, col sacrificio, con l'unione al Mistero. Al Signore non mancano né mezzi, né anime per glorificarsi come merita; gode però che le piccole anime gli vadano incontro.
Egli calcola sui piccoli, sugli umili.
L'esempio della Ven. Gerosa, esaltata oggi per i suoi miracoli, mi è sprone e scuola.
Sapessi imitarla nell'annientamento di me stessa! q.62: 22 gennaio 546 Il Sangue componga in me il mistico tabernacolo
La tua grazia, attinta dal tuo Sangue, ricevuta dal tuo Sangue, componga in me il mistico tabernacolo rifulgente della tua bellezza, o Signore, della tua potenza, della tua gloria e nel tabernacolo della mia vita rigenerata, della mia vita santificata per Te, si accolga umilmente, degnamente, largamente il tuo Sangue adorabile. q. 62 : 27 gennaio
547 L'orientazione della volontà è data dal Sangue
La volontà di Dio è la mia santificazione e per raggiungerla devo orientarmi in questa volontà. E l'orientazione è data dal Sangue di Cristo applicato all'anima mia per la bontà e la carità dello Spirito Santo.
La volontà, messa a servizio del Sangue di Gesù raggiunge rapidamente il suo fine: educata dal Sangue di Gesù, intuisce i gusti, i desideri, i patimenti di Gesù e come attraverso questa via dolorosa Egli ha compiuto la volontà del Padre, così l'anima, a traverso la via aspra e tenebrosa della vita, raggiunge la sua perfezione nel compimento dei divini voleri. q. 62: 29 gennaio
548 Desidero essere apostolo del tuo Sangue
Che il Sangue di Gesù venga accolto, adorato, gustato e compia la trasformazione di tutte le anime.
O Signore, desidero, sì, desidero anch'io, sebbene meschina e
peccatrice, di essere sacerdote, apostolo, missionario del tuo Sangue prezioso; desidero di più: di essere un angelo per volare dovunque, presso i più derelitti e i più incoscienti, presso i peccatori e gli infedeli recando le tue misericordie redentrici col Calice del tuo Sangue. q. 62: 31 gennaio
549 Posso portare il tuo Calice?
Vedo le anime che si recano all'Altare cariche di doni: fiori, frutti, messi, tesori; i tesori della dottrina, dell'apostolato, del sacrificio, della preghiera, della penitenza.
O Signore, che posso offrirTi?
lo vengo con il tuo Calice tra le mani, oh! quanto prezioso! ed esso reca il tuo Sangue.
lo lo posso portare? Sì, me l'hai consegnato Tu, o Signore. Esso contiene il Sangue che vado raccogliendo dalle tue piaghe adorabili.
Sempre così! lo non ho nulla! Offro Te stesso. Non posso far nulla! Mi unisco alla Croce!
Non produco nulla! Mi affido alla tua Passione. q. 62: 5 febbraio
550 Vedendo scomparire la colonna della mia casa
La morte mi è sembrata un rito solenne.
L'anima del mio Genitore vi si era preparata con una vita evangelica, semplice, retta, ordinata, profondamente esemplare, praticamente cristiana.
O Signore vedendo scomparire l'antica colonna della mia casa, ripeto: Fiat! ma non è più giusto dire grazie? Grazie per una morte così dolce, così serena, così soave, così luminosa?
O Gesù, è il tuo Sangue che l'ha disposta così; il tuo Sangue adorabile, sceso negli ultimi istanti a distruggere ogni reliquia di imperfezione, ad arricchire quell'anima, a renderla degna di Te! O Signore grazie di tanta predilezione!
Grazie della misericordia onde hai avvolto l'anima del mio Papà; grazie della luce, della forza, dello spirito di fede che hai dato alla famiglia, alla mia piccola anima. q. 62: 7 febbraio
551 Accanto alla salma del mio Genitore
O Signore, accanto alla salma del mio amatissimo Genitore, ho compreso la tua Giustizia, ma più la tua Misericordia; ho pensato a' tuoi giudizi, ma più alla tua Bontà, ho meditato la tua Santità, ma più ho confidato nella tua Carità.
O Signore, grazie!
Il Mistero del tuo Sangue mi ha dischiuso nuove sorgenti di amore.
Il tuo Sangue ha temperato le amarezze della morte, ha spuntato i suoi strali, ha dissipato la tenebra, ha riempito di luce il pensiero, di pace il cuore, di abbandono lo spirito.
O Signore, adoro i tuoi disegni eterni.
Il modo, il tempo, l'ora in cui hai chiamato a Te il servo buono e fedele, tutto fu stabilito da Te, con amore, per amore, nell'amore.
Grazie, mio Dio! Questa uniformità amorosa sia suffragio, invocazione, fedeltà, amore! q. 62 : 8 febbraio
552 Consacrata, venduta al Mistero del Sangue
Esaudisci, o Signore, la mia voce: è la voce della carità. Dilata le mie forze, dilata le energie, le cognizioni, i desideri, l'amore. Ma soprattutto, o Signore, esaudisci la mia voce in quanto è voce tua, infusa da Te, suggerita da Te, ripetutamente manifestata da Te.
Glorifica il Mistero del tuo Sangue; fa che il tuo Sangue sia conosciuto, invocato, adorato.
Sorgano anime Sacerdotali, inebriate delle divine meraviglie di questo Mistero.
Sorgano anime Sacerdotali, zelantissime di questo Mistero e lo predichino e infondano nelle piccole anime il senso, il gusto, la divina passione del Sangue adorabile.
O Signore, esaudisci la voce del Sangue che parla in me, per me e per tutti.
«Exaudi vocem meam!» Non voglio chiedere nulla per me. Consacrata, venduta al Mistero del tuo Sangue divino, non penso, o Signore, che agli interessi di questa divina misericordia e mi accosto alla Santa Comunione pensando che se la Maestà divina si avvicina ed entra nella creatura, se l'infinito entra in me, se il Dio immortale si unisce misticamente a me, se tra Dio e me si stabilisce una unione ineffabile, sorgente di vita soprannaturale, tutto questo è operato per virtù del Sangue di Cristo. Esaudisci, o Signore, la mia voce che è la voce del tuo Sangue,
la voce del Getsemani, la voce del Calvario, la voce del tabernacolo; voce di misericordia, voce di amore, voce di invito, voce di promessa, voce di grazia.
Una forza arcana mi pervade.
O è lo spirito buono, o è lo spirito cattivo.
Ma no, lo spirito cattivo non mi legherebbe così a' piè del Tabernacolo, nella contemplazione della carità di Cristo Crocifisso. q. 62 : 16 febbraio
553 Con quale veste verrò a Te?
O Signore, con quale veste verrò a Te?
La tua misericordia mi addita un rivestimento regale, il tuo Sangue Divino; esso costituisce un abbigliamento che si adatta alla mia piccolezza, un abbigliamento ampio, prezioso, perfetto che ricopre la mia miseria, che soccorre alla mia povertà; un abbigliamento inconsutile, che anzi, se sventuratamente io lo strappo o lo sciupo, ma me ne pento e deploro la manchevolezza, l'abbigliamento si ripara da sé, con altra grazia che viene dal Sangue.
Credo, mio Gesù, adoro questo dono divino, benedico la sua missione benefica, straordinariamente amorosa.
Non basta che io rivesta l'anima del Sangue di Gesù, bisogna che esso la pervada, la penetri, se voglio corrispondere agli scopi di questa divina misericordia.
O Signore, io intendo che, come l'anima informa il corpo, e ciò per la tua Potenza, per la tua Sapienza e per il tuo Amore, così per la virtù della tua Passione, per i meriti della tua Passione, il Sangue prezioso informi l'anima, se ne renda padrone, dominatore assoluto.
Se io vivrò nel Sangue di Cristo, col Sangue di Cristo si alimenterà in me la vita divina e ancor qui sulla terra si stabilirà in me il regno della divina volontà del Padre. q. 62: 19 febbraio
554 Il Mistero della Croce!
Chi lo comprende? Il Mistero della Croce! Chi lo comprende?
Chi potrà onorarlo, apprezzarlo degnamente?
Eppure è il Mistero della nostra salute, il cielo dell'anima, la sua luce, la sua forza, la sua ricchezza, la sua unica, vera e immutabile vita.
Il Mistero della Croce è tutta la vita di Gesù, del Figlio di Dio incarnato per noi, l'atmosfera di cui si è avvolto, il paludamento regale con cui si è presentato al mondo, la mistica dimora in cui è vissuto operando i suoi prodigi divini.
Il Mistero della Croce è la fulgida speranza della nostra povertà: è l'aurora della nostra redenzione, l'orizzonte sconfinato che ci attrae con le immutabili promesse di spirituali ed immortali conquiste.
Il Mistero della Croce è il mondo sconosciuto, ricco di infinite attrattive, invisibile ma comunicabile alle anime che, per comprenderlo, rinunziano a se stesse.
E cosa ineffabile e magnifica entrare nel Mistero della Croce, ma è difficile l'esprimerne il modo, precisare i passi di questo cammino oscuro. q. 62: 25 febbraio
555 Offro il tuo Sangue al Padre
O Signore Gesù, rendimi degna di questo Mistero.
Offro il tuo Sangue al Padre; ripari per noi, impetri, adori, compia tutte le giustificazioni; lo porto sui margini della vita, dove le anime passano travolte dalle passioni.
Il tuo Sangue le arresti sulla via del peccato.
O Signore contemplo, e non è una illusione, la tua candida Ostia rosseggiante di Sangue.
Tu vuoi che la contempli così.
Il Mistero è profondo, ed io mi seppellisco in esso e mi abbandono con tutte le forze della mia povera vita alla potenza del tuo Sangue Divino. q. 62: 28 febbraio
556 Vieni nel piccolo calice
O Signore, vieni nella povera anima mia, piccolo calice scelto da Te per effondervi il tuo Sangue prezioso.
No, non mi illudo pensando così: queste impressioni intraducibili mi giungono dal tuo volto, dal tuo Cuore, dal tuo Sangue adorabile.
Sì voglio essere il Calvario delle tue immolazioni, ma più il Calvario del tuo amore.
Sul Calvario noi contempliamo il dolore infinito, sì, il dolore vi è nella espressione suprema, ma lo supera l'amore. Soltanto l'Amore di Gesù poté scegliere, sopportare, consumare la Passione divina.
O Vittima Augusta, Ti adoro!
O vetta misteriosa del Calvario, tenebrosa e luminosa come il Sinai, accoglimi nella tua luce e nella tua tenebra perché viva e muoia accanto alla Croce di Gesù! q. 62 : 2 marzo
557 Quale utilità, se...
Non c'è mistero della vita di Gesù, della Passione di Gesù più profondo, più eloquente e più trascurato e dimenticato di quello del Calvario. Sì, il cammino percorso da Gesù su quel monte non è contemplato nella sua realtà, non è sentito nella sua grandezza e nella sua significazione.
Esso rappresenta il cammino che Gesù percorre lungo i secoli, in ogni anima, nella mia anima. Egli sale dalle profondità di questo mio povero essere con la Croce sulle spalle che strazia ancor più le ferite della flagellazione prodotte dai miei peccati.
Sale con l'agonia nel Cuore. «Quae utilitas in sanguine meo?»
Quale utilità se per forza il Cireneo si ferma ad aiutarlo; se una sola donna appare impavida ad asciugargli il Volto madido del sudore della morte, se la sua condanna muove a compassione soltanto un piccolo gruppo di donne?
O Gesù, la tua Passione è la nostra vita, eppure non la sappiamo comprendere, non vogliamo comprenderla.
Che posso fare, o Signore, per riparare tanta ingratitudine che sale al Padre Celeste con un nuovo peccato imperdonabile? Ti seguirò, o Gesù; bacerò le orme insanguinate da' tuoi santissimi piedi; mi avvicinerò alla tua Croce, tenterò di sollevarla dalle tue spalle adorabili, sfiorerò il tuo Volto Divino con i sensi più delicati; Ti amerò, mi pentirò delle mie colpe, piangerò per me e per il mondo, mi unirò alle falangi di Spiriti Angelici per ripetere adorando e confidando: «Ecce Deus meus! Venite, adoremus! Venite, adoremus!»
O salita del Calvario, salita della giustificazione e dell'amore! O Misteri di altissima carità!
Vi accolgo, mi inabisso nella vostra luce, mi abbandono alla vostra virtù.
Ma come posso abbracciare questa meraviglia di un ordine soprannaturale inafferrabile? Non lo so.
So che l'anima mia è diventata immensa come gli spazi, e in essa vive, opera, ama, parla il mio Gesù.
Mi ripete quello che ha detto tante volte, che i re della terra amano entrare qualche volta in tuguri, assidersi alla piccola mensa e mangiare il pane dei poveri.
Mi getto a' pié del mio Re Divino che vedo assiso a una mensa ineffabile mentre, nutrendosi de' miei peccati, mi dona in cibo le sue misericordie.
O Signore, il tuo Sangue!
E il prezzo della Redenzione, è il tesoro della Riparazione. Il Cuore di Gesù ama, offre, si offre, si immola per noi, ci rimette tutti i debiti presso il Padre e ancora ci dona la moneta aurea che forma il nostro patrimonio più prezioso: il suo Sangue divino.
O Signore, perdonami se rinchiudo in parole fredde e inconcludenti il fuoco del tuo amore.
Sì entra nella via del Calvario con debiti immensi; si esce con infinite ricchezze: con il dono munifico del Sangue di Gesù. q. 62 : 6 marzo
558 Gesù sul Calvario
Raccogliti, anima mia, a' piedi di Gesù, Sacerdote Eterno, giunto sulla sommità del Calvario per compiere il rito solenne del suo divino sacrificio.
Egli è il Sacerdote sommo che comprende in sé e avvalora tutti i sacrifici della antica legge e tutte le piccole oblazioni umane. è il Sacerdote Augusto che incentra in sé il culto, la riparazìone, l'adorazione da offrirsi a Dio.
Egli è il Sacerdote e la Vittima, l'Altare e il Sacrificio, il Calice su cui vengono deposti tutti i sacrifici, l'Ostia che irraggia i suoi splendori in Cielo, sulla terra, nelle anime.
Egli è il Sacerdote munifico che darà il suo Sangue per la Redenzione umana, che laverà nel Sangue ogni anima, che avvolgerà, riempirà de' suoi meriti ogni cuore amante, che ristabilirà l'eterna alleanza tra Dio e le piccole povere creature.
Gesù sul Calvario! Chi potrà contemplarlo nella austera maestà della sua Passione che lo avvolge come una tenebra misteriosa?
Gesù sul Calvario! è la scena più commovente, lo spettacolo più grandioso, il fatto più incomprensibile del mondo!
A' suoi piedi la marea delle passioni che rugge e minaccia; sul capo l'ira di Dio, nel cuore le agonie della morte, nello sguardo la vista delle iniquità umane. Eppure Egli è là forte e invitto, nel silenzio augusto del suo annientamento. La Passione lo inebria, non lo sazia. Non ha che la volontà di patire per ampliare l'amore, e la forza dell'amore che gli accresce la brama di patire.
Il Calvario si fa sempre più luminoso perché Gesù pare accogliere in sé tutta la tenebra.
La Passione Divina è un grande mistero.
Adoriamolo prostrati nella polvere del nostro nulla! q. 62: 8 marzo 559 Trionfa, o Sangue di Gesù!
Tutto è dono della Redenzione divina.
Il Sangue di Gesù è veramente la vita della nostra vita, l'essenza della nostra anima, la virtù operante nel nostro spirito. Trionfa, o Sangue di Gesù!
In me hai un essere meschino, una vita che volge al tramonto, una creatura inconcludente, irresoluta, timida, fiacca, incomprensiva.
O Signore, io voglio essere tua, consacrata alla tua Passione, immolata al tuo Sangue, consumata nell'amore, ma io sono un nulla.
Cércati anime degne per manifestare questi tesori della tua Passione, cerca dei Sacerdoti zelanti, o Signore, che glorifichino il tuo Sangue Divino; misericordia riservata a questi tempi di paganesimo, di prepotenza, di irrequietezza e di dissipazione.
A Te non mancano né mezzi, né anime, né prodigi, né volon
tà.
Rendici degni di questo Mistero!
Trattienimi con Te sul Calvario del tuo dolore e del tuo amore, accanto al Tabernacolo, alla tua Croce, nel tuo Sangue che mi inebria, mi sazia e mi raddoppia la sete della sua vita e della sua gloria. q. 62 : 13 marzo
560 L'affresco riproduce il pensiero dell'artista
Contemplando i Misteri della Passione l'anima partecipa ai dolori di Gesù, e partecipandovi apre vie spaziose e luminose, a traverso le quali giunge al suo spirito l'onda rigeneratrice, santificatrice.
Ricorre alla mente una immagine che mi scolpisce la carità del Signore. Devo essere nelle sue mani non come il pennello e lo scalpello nelle mani dell'artista, ma come l'intonaco fresco che attende di essere rivestito, imbevuto di tinte armoniose.
O Signore, desidero, sì desidero che la tua Passione si riproduca misticamente nella mia anima. L'affresco riproduce il pensiero dell'artista. La mia anima deve riprodurre la tua Passione, non semplicemente nelle membra del corpo, ma nelle profondità più sacre, sfuggendo ad ogni sguardo umano, sfuggendo persino alla mia comprensione, perché sia compresa, vissuta, applicata, perpetuata nella forma più alta e più santa. q. 63 . 1617 marzo
561 Il Sangue, tesoro incomparabile e sconosciuto «Ave, gratia plena! »
La pienezza della grazia è relativa. Nessuno ebbe, né avrà mai la pienezza dei doni di Maria.
Ma quante magnificenze spirituali anche nelle piccole anime amanti di Gesù!
E il Sangue Prezioso che costituisce l'anima nella grazia, e siccome il tesoro è incomparabile e nello stesso tempo sconosciuto dall'anima stessa, Gesù ha cura di difenderla da ogni attacco nemico.
L'anima è perciò come una cittadella fortificata: nessuno vi entra che non sia invitato o atteso, o introdotto: Gesù è geloso. q. 63 : 19 marzo
562 Questo Mistero mi abbaglia
La grazia per accogliere il Sangue di Gesù! Il Sangue di Gesù per accogliere la grazia!
Queste mirabili forme della manifestazione di Dio riguardo alla piccola anima costituiscono il fondamento, il principio, lo sviluppo, la perfezione della santità.
Il Sangue di Gesù comunicato all'anima per mezzo del Battesimo e della Cresima, ha preparato nell'anima stessa l'attitudine per la S. Comunione.
Nella S. Comunione l'effusione del Sangue divino è sovrabbondante, quasi sensibile, sempre ineffabile, operativa, efficace, illustrativa dei mezzi per l'ascesa alla santità.
O Signore, questo Mistero mi abbaglia: sorge tutti i giorni più
splendido, come il sole che pare accresca il suo fulgore nella estate sfolgorante.
Ogni giorno mi prostro dinanzi a questo Mistero con speme, per grazia e bontà di Dio; tutto ciò che contemplo, afferro, e apprezzo: la verità, il bene, la santità, la potenza, la sapienza, l'amore, tutto ciò che è riflesso in me dalla misericordia di Dio, tutto lo afferro come corteggio, come adesione, come glorificazione del Sangue Divino.
O Signore, perdona: sono ignorante, ma Ti amo; sono ignorante, ma Ti adoro, Ti ringrazio, Ti benedico!
Io non ho meriti per accogliere il tuo Sangue: il mio cuore è di fango, il mio spirito è tenebra, la mia mente è confusione, ma la volontà, suscitata dal raggio della tua misericordia, si volge a Te, si abbandona a Te, vuol comprendere, amare, seguire; vuol rispondere al tocco della tua grazia, alla fiamma della tua carità, alla luce della tua verità. Ma in qual modo Signore?
O Signore, quali meraviglie vai schiudendo all'anima mia! Ti adoro in me! Sì, in me è la SS. Trinità, e alla SS. Trinità posso offrire il Sangue Prezioso come elemento vitale della tua SS. Umanità, come elemento della tua Passione, come prezzo del mio riscatto, come pegno della mia salvezza, come mezzo di santificazione.
L'anima celebri questi prodigi di amore! q. 63: 20 marzo
563 La tua Passione è la mia Passione
Nella vita non vedo null'altro, non chiedo null'altro.
La Passione di Gesù è il Calice Divino posto nelle mie mani, perché io lo offra al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo, tenendolo alto nella mia anima, nel posto di onore, convergendo ogni espansione di vita.
Il Calice di Gesù contiene in sé i tesori della sua Passione divina, contiene il suo Sangue, la sua vita.
Quale vita! Chi mi sostiene, chi mi aiuta a comprendere questi misteri? Insensibile ad ogni cosa esterna, insensibile al peso delle membra come non fossero, sento una vita nuova che agisce in me, fervida luce che invade la mente, fiamma gagliarda che penetra nel cuore.
O Signore, avvolgi la tua meschina creatura, vivi in essa ripagandoti delle ingratitudini passate, delle infedeltà presenti. O Signore, prenditi da me tutti i sacrifici che vuoi, ma prima fa scaturire dal contatto col tuo Sangue l'amore che mi purifichi, la forza che mi sostenga, la grazia che mi renda degna di Te. Mi abbandono completamente alla virtù del tuo Sangue Prezioso, per ottenere la grazia di aderire perfettamente a Dio.
q. 63 : 22 marzo
564 Adorate, glorificate il Sangue di Cristo!
L'anima mia è ripiena di luce, non da me, sfolgorante di verità, non da me, anelante alla carità, non da me, ma per la virtù, per i meriti, per la potenza del Sangue di Cristo.
O Signore, che può fare l'anima? Che faccio? Che dico? Ma niente! Lancio il mio grido: adorate, riconoscete, invocate, glorificate il Sangue di Cristo!
Qualcuno lo accoglierà questo grido, e se nessuno lo accoglierà, tornerà al Signore come invocazione, come impetrazione, come espiazione. Il Signore lo esaudirà perché è Lui che lo ispira. q. 63 : 23 marzo
565 Il calice pare s'immedesimi col Sangue
O mio Signore, Tu ti compiaci di racchiudere le tue ricchezze in un forziere meschino, ma può esso rifiutarsi di accoglierle? Il tuo Sangue Prezioso si espande nella mia anima come in un calice gradito, e più si espande, più il calice accresce la sua capacità, si impreziosisce con il tesoro che accoglie, riceve vita, bellezza, fulgore.
E avviene che il Sangue assorbe la vitalità che trova nel mistico calice e il calice, a sua volta, pare aderisca, si immedesimi col Sangue Prezioso [... ].
Tu, o Signore, comprendi ciò che operi, ciò che si effettua in me, ciò che vuoi compiere. q. 63 : 23 marzo
566 Il Sangue, perla preziosa donataci dalla Trinità
Nel Sangue di Gesù è il regno nuovo, la creazione nuova, la vita nuova, i cieli nuovi, la gloria nuova, voluta, desiata, contemplata, raggiunta dal Padre per mezzo del Figlio suo Unigenito.
Nessuno può andare al Padre se non per Cristo; nessuno può glorificare il Padre se non in Cristo; nessuno può essere accetto al Padre se non per Cristo.
E chi beve il Sangue di Gesù è in Cristo, è con Lui, in Lui, e per Lui si avvicina al Padre e vive nel Padre e il Padre vive nella piccola creatura.
O Signore, io non so afferrare la luce del Mistero perché è luce e io sono tenebra; perché è fiamma, e io sono pietra fredda e dura; perché è spirito, e io sono materia.
Non importa. Se nella mia tenebra appare la tua luce, e la mia pietra si spezza sotto la sferza de' tuoi raggi, e la materia si disgrega e si tramuta in linfa sotto l'operazione della tua grazia, io potrò essere lo strumento delle tue misericordie, almeno l'oggetto delle tue operazioni, almeno l'elemento inconsapevole, ma docile, pronto, maneggevole delle tue disposizioni.
Io non capisco che una cosa, non ripeto che una invocazione, non vedo che uno splendore che tutti li incentra, li raccoglie e li proietta: il Sangue di Gesù.
Il Sangue di Gesù è la perla preziosa donataci dalla SS. Trini
tà.
La vita interiore, la inabitazione di Dio nell'anima, rivelano la potenza del Sangue di Gesù, strumento di misericordia della SS. Trinità.
Il Sangue di Gesù è il compendio della Redenzione. Eppure non è conosciuto, non è glorificato: è calpestato.
O Padre Santo, nel nome di Gesù, chiedo che il suo Sangue sia manifestato alle anime nella sua potenza, nella sua eccellenza, nella sua bellezza, nella sua grazia, nella sua virtù.
Suscita, o Signore, gli Apostoli del Sangue Divino. Prepara il tempo, gli uomini, le anime.
Ci vollero tanti secoli a rivelarci Gesù. è vero. Non tardare a rivelare i segreti, le meraviglie del tuo Sangue offerto, versato per noi.
O Signore, la mia anima non sa orientarsi che verso questo Mistero di infinito amore.
Possa consumarmi nel desiderio di glorificarlo, possa glorificarlo nell'annientamento di tutta me stessa. q. 63: 24 marzo
567 Ecco la serva del tuo Sangue «Ecce Ancilla Domini!»
Posso permettermi di ripetere le parole di Maria? Con quale sentimento di fede, di umiltà, di abbandono le pronunciò la Vergine!
La Redenzione iniziata nella grazia di Dio: «Ave, gratia plena», si compì con l'adesione di Maria: «Ecce Ancilla Domini!» Sempre così nelle vie di Dio. Ogni fatto soprannaturale, ogni espansione di Dio deve essere preparata dalla grazia, coadiuvata dalla grazia, sviluppata dalla grazia. La preparazione, l'ausilio, lo sviluppo della mia povera vita soprannaturale è nel Sangue di Gesù.
L'essenza de' miei Voti, l'ispirazione de' miei Voti, la corona de' miei Voti, il Sangue di Gesù.
O Signore, ecco la serva del tuo Sangue: lo voglio raccogliere devotamente; ecco la serva del tuo Sangue: lo voglio comunicare ininterrottamente, nella misura, con i mezzi, nel tempo stabiliti da Te; ecco la serva del tuo Sangue; lo voglio conservare gelosamente.
Allora coopererò alla tua Passione divina. q. 63 : 25 marzo
568 La vita non è, se non la viviamo nel Sangue
Quanti, nel mondo, comprendono il dono di Dio?
Il Tabernacolo è circondato di anime, ma non di amore, di quell'amore che intuisce le ingratitudini, le freddezze, gli egoismi, causa a Gesù di dolori indicibili. Chi saprà contemplare Gesù nella sua vita eucaristica? Le sue mani grondano Sangue, da' suoi piedi scorrono rivi di Sangue, il Costato è la sorgente preannunziata che dà le acque zampillanti alla vita eterna.
La vita non è se non la viviamo in Cristo, nella sua verità, nel suo amore, nel suo dolore, nel suo Sangue.
O mio Signore, la mia fede si estende nelle cose che Tu hai creato mirabilmente, in quelle che crei ad ogni istante, e più ancora nelle meraviglie che Tu potresti operare in noi e per noi, se fossimo docili all'invito, penetrati dal Mistero, guidati dalla grazia, pronti e fedeli alle operazioni dello Spirito Santo.
La vita non ha scopi, né meriti, né corona, né gloria, se non è irrorata, fecondata dal Sangue di Gesù.
O Signore, più attingo a questa sorgente, e più essa mi appare profonda, estesa, immensa, a volte non la vedo più, non la sento più: gli è che vi sono immersa e non vedo, non odo più nulla.
Mi resta però il desiderio cocente di immergere tutti in questo lavacro di rigenerazione: mi resta la brama insaziabile di comunicare a tutti i tesori di queste misericordie infinite, mi resta la
volontà precisa, indeclinabile, di immolarmi per la gloria di questo Mistero Divino.
Chi potrà dilatare sulla terra il Sangue di Gesù? Ecco, io penso che un uomo solo non fa nulla da sé.
I trionfi del progresso sono i frutti dei molteplici sacrifici, di tutto il lavoro intellettivo nel campo intellettuale.
Prima di scoprire i mondi lontani e prima di strappare alla terra i suoi segreti, e prima di misurare le energie dell'universo, quanto tempo e quante immolazioni!
Così nella dilatazione del regno di Dio.
Sì, sorgeranno i cultori, gli estimatori, gli amanti del Sangue Prezioso di Gesù, sorgeranno chiamati da Gesù, scelti da Lui, guidati da Lui, condotti da Lui al trionfo del suo Sangue.
O Signore, io intravedo questi splendori senza poter fare nulla. Ebbene, li voglio contemplare, li voglio fissare in me. q. 63: 26 marzo
569 Offro me stessa per glorificare la Passione
Mi prefiggo di meditare la Passione di Gesù.
L'argomento è forte, profondo, dà sprazzi di luce meravigliosa e fiamme possenti: dà elementi poderosi di riflessione e di amore. Eppure l'onda della grazia trascina l'anima per vie diverse, o meglio, una forza, una luce più sfolgorante l'attira verso altezze e profondità incomprensibili, verso il riflesso della luce di Dio.
I Misteri della vita di Dio! La generazione eterna del Figlio! La processione eterna dello Spirito Santo!
I Misteri di quei Misteri!
O piccola anima, creata ad immagine e somiglianza di Dio! Anche in te, per questa somiglianza e per questa immagine c'è una vita misteriosa, c'è una vita intima che nessuno conosce all'infuori di Dio; una vita che ha l'impronta della potenza, della sapienza, della bontà di Dio: una vita che accoglie i riflessi del Mistero, e in quei riflessi estende in certo senso, riproduce, glorifica la vita di Dio, quando però l'anima è unita a Cristo, alla virtù dei suoi meriti e del suo Sangue.
No, io non capisco nulla, ma credo, amo i Misteri di Dio e offro me stessa per glorificare la Passione di Gesù, centro di amore infinito, centro di misericordie infinite, centro dei Misteri della Redenzione, centro della vita soprannaturale, centro della mia vita intima che vi acquista la vera somiglianza, la vera immagine, la vera virtù di Dio.
O Signore, ma che cosa giovano queste intuizioni per la comprensione e l'esaltazione del tuo Sangue Divino?
L'anima che meglio riproduce l'immagine di Dio, più abbondantemente accoglie, più degnamente assimila, e più efficacemente trasmette il Sangue di Gesù. q. 63 : 27 marzo
570 Mi fu detto dal Ministro del Signore
Il Sangue di Gesù trasumanato in grazia, in merito, in elemento di vita spirituale, in fattore di vita soprannaturale! Quali meraviglie!
Il Sangue di Gesù è il fiume regale che ha le sue sorgenti al di sopra dei mondi creati: trae origine dal monte delle giustificazioni e scorre rinnovando la vita del mondo, le energie, i rapporti, le finalità della vita.
Io m'indugio a dire sempre le stesse cose.
Che importa? Il Signore saprà dare alla mia parola inesatta il valore che viene dalla sua misericordia, e se non troverà nulla di buono wc~1'āmore che nutro verso i suoi Misteri.
terno di grazia, di luce, di pace, di dedizioni ininterrotte, di abbandono al Sangue di Gesù.
Mi fu detto dal Ministro del Signore che il Sangue di Gesù è veramente la vita recondita della Chiesa, la vita della nostra vita, che non conosciamo, ma che realmente viviamo; che questo Mistero augusto non è ancora compreso nella sua grandezza ed efficacia, che il Signore rivelerà ai tempi che verranno questa misericordia infinita; che intanto occorrono sacrifici segreti per affrettare il compimento; che bisogna conservare nel profondo dell'anima, quasi in un calice prezioso, il dono divino, con diligenza, umiltà e amore; che infine, il miglior modo per onorare il Sangue Divino è abbandonarsi amorosamente alla volontà di Dio compiendola come manifestazione dei suoi disegni divini. q. 63 : 28 marzo
571 Il Sangue mi svela cose meravigliose
La Passione di Gesù è il mistico lembo di terra, quasi sperduto nel deserto del mondo, ma che dà vita, e vita sovrabbondante a tutto l'universo.
è l'oasi rigogliosa, alimentata da segrete correnti inesauribili che fecondano mirabilmente i semi più umili sepolti tra i solchi. La Passione di Gesù è l'universo dello spirito, in apparenza tenebroso, senza luce e senza stelle, ma quando l'anima ha il coraggio di penetrarvi, vede a poco a poco delinearsi la radiosa figura di Gesù, sfolgorante di bellezza, che viene incontro all'anima smarrita, offrendole, non la sua Croce di un giorno, straziante e sanguinante, ma i fiori e i frutti di essa nel sorriso della pace, nell'alimento della grazia, nella soavità dell'unione.
La Comunione della Passione!
La Passione di Gesù nella S. Comunione!
Che posso dire di questi grandi e reconditi Misteri?
Il Maestro avvince più col silenzio della sua Passione che con l'eloquenza della sua dottrina.
La dottrina è per le intelligenze che hanno bisogno di pascolo, la Passione attrae e conquide i cuori semplici, umili, docili, aperti alle delicate vibrazioni della grazia.
La Passione di Gesù offre delizie inenarrabili.
Si crede di dover patire molto seguendo Gesù nella sua via dolorosa. No, Gesù non lascia patire l'anima che lo cerca nel Getsemani, nel Pretorio, lungo il Calvario, sulla Croce. Egli la inebria col suo Sangue, e quando il Sangue di Gesù scorre nell'anima e l'anima lo avverte, lo lascia scorrere liberamente e agire; allora ne assimila misticamente la virtù trasformatrice, sente sviluppare in sé nobili entusiasmi, afferra intuizioni divine, acquista cognizioni stupende, assume atteggiamenti indicibili, raggiunge stati ineffabili.
Il Sangue di Gesù mi svela cose meravigliose.
Oh! avviene come al cieco: quando le sue pupille si aprono miracolosamente alla luce, il primo entusiasmo è per lo splendore che lo abbaglia. Ma poi che adatta la facoltà visiva all'elemento nuovo che lo investe e lo allieta, vivendo di luce, nella luce, s'arresta a contemplare le bellezze svariate che adornano l'universo, ammirando ad ogni istante nuove rivelazioni.
Il Sangue di Gesù è la luce sfolgorante che inebria l'anima, e quando l'anima si è adusata ai suoi bagliori, incomincia a intravedere le meraviglie del mondo spirituale, le meraviglie della grazia, le meraviglie della potenza e della gloria divina.
Che posso fare?
lo griderei a tutto il mondo l'invito di attingere alle fonti del Salvatore la vita nuova, conquistata dalla sua Redenzione. Ma la mia voce non risuona che nell'intimo dell'anima mia. Nemmeno può affiorare alle labbra. Come giungerà alle anime? Per la gloria del Sangue di Gesù vorrei trasformare la vita in voce di laude, di adorazione, di ringraziamento, di invocazione. Ripetessi all'infinito queste espressioni, non eguaglierei la forza e la soavità con cui mi vengono suggerite.
Una voce misteriosa mi detta insistentemente quanto scrivo: Le anime conosceranno il Padre se saranno nutrite del mio Sangue.
E sviluppata soltanto una parte del Mistero Eucaristico. Desidero che i Sacerdoti studino, espongano la dottrina del Mistero del mio Sangue.
Ha sorgenti recondite, applicazioni ineffabili, frutti di un'efficacia sorprendente.
Il mio Sangue è veramente la corona della Redenzione. Il mio Sangue è l'unica salvezza del mondo.
Il mio Sangue è l'unica ricchezza dei popoli. Il mio Sangue è l'unica ricchezza delle anime.
Il trionfo del mio Sangue, che avverrà col Sacrificio di vittime umane, segnerà lo stabilimento di Dio nel mondo. q. 63 : 29 marzo
572 Vivere nella Passione di Gesù
Vivere nella Passione di Gesù: ma in qual modo?
La Passione storica di Gesù non potrà essere ricostruita da nessuna mente, da nessuna intelligenza, da nessun pensiero umano.
Tutti gli elementi registrati dal Vangelo, raccolti dalla tradizione, intuìti dalla pietà, trasmessi dalla rivelazione, dalle interpretazioni dei Padri, dei Dottori, dalla comprensione dei Santi non ci possono dare una vera e reale Passione di Gesù, quale si svolse secondo i disegni e la volontà del Padre.
Essa, anzi, sfugge ad ogni concezione umana, e se non fosse per il lume della sapienza celeste, nessuno saprebbe penetrare in questo Mistero profondo che racchiude tutte le giustificazioni dell'annientamento di Cristo per la gloria del Padre.
La Passione storica di Gesù, raccolta e registrata dagli Angeli, ci sarà rivelata soltanto in Cielo.
Ma c'è la Passione morale di Gesù, la Passione spirituale, ancor più estesa di quella storica e ancor più difficile ad essere registrata e compresa.
La Passione intima di Gesù! è un mare senza fondo, un cielo senza luce: è il dolore nella sua più estesa, più cruda, più intensa, più incomprensibile realtà!
Nessuna parola umana vale a celebrarla: chi la potrà glorificare?
No, piccola anima, non puoi far nulla per confortare degnamente Gesù, però puoi compiacerlo lasciando che Egli operi in te, che almeno la sua Passione trovi in te dolce riposo, ammirazione, riconoscenza, amore; che in te si riversi l'onda del suo Sangue.
Raccogliere il suo Sangue, adorarlo, offrirlo al Padre, offrirlo a Gesù, tesoro della sua Passione, splendore della sua Passione, potenza della sua Passione, virtù redentrice.
Perdere la propria individualità per lasciare che operi solo il Sangue di Gesù!
Se l'uomo ha saputo ideare cose mirabili per abbellire il mondo, che cosa saprà fare il Sangue di Gesù per ornare l'anima? O Gesù, l'ornamento della mia anima deve essere il trionfo della tua Passione. g. 63 : 30 marzo
573 Ecco la nuova Passione di Gesù
La Passione, nuova, infinita di Gesù.
La Chiesa è il Corpo Mistico di Cristo: ogni anima concorre a formarlo, più o meno degnamente, a seconda della sua adesione alla vita soprannaturale, della sua corrispondenza alla grazia, della sua unione al Sangue di Gesù.
Ma quando l'anima, invece di lasciare rifluire in sé la vita di Cristo, vi si oppone, la paralizza e la rende forzatamente inoperosa e sterile, contribuisce, in certo senso, a rendere imperfetta la vita del Corpo Mistico, e tanto più imperfetta quanto più ostinata e tenace è la resistenza alle operazioni del Signore.
Ed ecco la nuova Passione di Gesù.
Ci arreca un'angoscia immensa contemplare le piaghe di Gesù Crocifisso; ci riesce quasi impossibile rimanere a lungo sotto la Croce, nella contemplazione di quegli strazi ineffabili; ci muove a sdegno l'empietà del popolo ebreo; eppure anche noi, specialmente noi, suo popolo scelto, popolo eletto, popolo di acquisizione, anche noi con le nostre imperfezioni, infliggiamo a Gesù una Passione nuova; anche noi siamo della spietata famiglia dei crocifssori.
Quante volte rendiamo impotente il gesto di Gesù!
Le sue mani non si stendono più a benedirci, i suoi piedi non si muovono più verso di noi, il suo labbro è chiuso da grumi di Sangue, che noi, proprio noi abbiamo provocato con le nostre ingratitudini.
La Passione immensa di Gesù!
Le anime nuotano nel mio Sangue e non s'avvedono. Le anime muoiono invocando la vita, e non sanno ritrovarla nel Sangue della Redenzione.
Le anime si perdono perché nessuno dice loro che il Sangue ha la potenza di salvarle.
Le anime corrono al piacere perché non comprendono il dovere; e il dovere supremo non è conosciuto perché non è compreso l'amore, non è conosciuta la Passione, non è invocato il Sangue Divino, prezzo della loro vita, pegno della loro salvezza.
Mi basterebbero dodici Sacerdoti Santi, compresi della missione del mio Sangue. Nuovi Apostoli, salverebbero il mondo, ridonandogli il fervore dei primi cristiani, dei martiri, dei santi. q. 63 : 31 marzo
574 O Passione, investimi!
O Passione di Cristo, investimi! O Sangue di Gesù, trionfa!
Se le piccole e oscure energie della natura diventano, in mano dello scienziato, potenza meravigliosa e forza sbalorditiva che riempie il mondo di stupore raccogliendo e trasmettendo a distanze immense i suoni e la luce, che può fare la scienza divina applicando all'anima il Sangue di Gesù?
Gesù, come dice S. Paolo, è entrato nel Santuario per mezzo del suo Sangue procurandoci una redenzione eterna. Seguiamolo il nostro Maestro, senza più curarci di noi stessi, della vita, delle cose che ci circondano.
Ci userà per le opere della sua Redenzione, infinitamente più
meravigliose di tutte le opere del genio umano. q. 63 : 2 aprile
575 Gesù non può costringere chi non vuole
La Passione di Gesù è per la impotenza di ricondurre al Padre tutta l'umanità.
Gesù è impotente!
Sì, Egli non può costringere l'uomo che non vuole ritornare a Dio, non può costringere nessuno.
Povero Gesù! Chi comprenderà questo martirio?
No, non lo comprendiamo perché non conosciamo i Misteri della misericordia divina e non li conosciamo perché non ci avviciniamo alla Passione di Gesù.
O Passione amara del mio Gesù, Tu appari al mio sguardo immensa come i cieli; anche i cieli sovrasti; tu sfuggi al mio pensiero.
Ebbene ti seguo col desiderio, ti adoro, ti benedico col cuore. lo vedo in te la porta che mi conduce a salvezza, la porta che mi apre il Cielo, che mi introduce nei segreti del tuo amore, che mi schiude le sorgenti della grazia.
O Passione di Gesù, annunciatami col suo Sangue Prezioso! O Sangue Divino, comunione delle sue misericordie!
O Gesù, cerco nella tua Passione la porzione delle mie responsabilità; voglio riparare, amare, adorare, glorificarti. Che varrà il mio nulla?
O Signore, rendilo degno della tua misericordia, del tuo Sangue Divino! q. 63: 3 aprile
576 Quale Passione va svolgendosi sulla terra!
Basta aprire gli occhi della fede per vedere che davvero attorno a Gesù si rinnovano tutte le scene di Gerusalemme: l'ingratitudine che lo dimentica, l'odio che lo calpesta, la superbia che lo abbatte, la crudeltà che lo tormenta, l'empietà che lo atterra, l'iniquità che lo crocifigge. Povero Gesù! Come posso soccorrerti, difenderti, aiutarti? Che avresti fatto nell'Orto e sulla via del Calvario?
O Signore, mi getto ai tuoi piedi, piccolo cireneo: voglio soffrire con Te e per Te, unendomi a portare la tua Croce sulla quale pesano pure i miei peccati; voglio gettarmi sul tuo passaggio col drappo pietoso della Veronica per asciugare il tuo Volto divino;
voglio distenderne un altro, purissimo e fragrante di amore, sulla tua adorabile persona, quando Ti spoglieranno indegnamente. q. 63: 4 aprile
577 La festa del dolore infinito
Perché non premettere una novena di preghiere speciali, ispirate al Mistero, anche alla celebrazione della morte di Gesù? è la festa …