Niente benedizioni di Pasqua, il prete resta fuori scuola. Dopo gli inchini all’Islam, a Chiusi la preside si arrende agli atei. Genitori in rivolta
Siamo nella Toscana profonda, dove le tradizioni secolari scandiscono da sempre la vita delle comunità, e il virus del laicismo intollerante segna un nuovo punto a suo favore. tutto accade a Chiusi, dove esplode la bufera nell’Istituto Comprensivo “Graziano da Chiusi” che ha deciso di ammainare la bandiera della propria identità: niente benedizione pasquale nelle classi. Una scelta che non nasce da una riflessione pedagogica, ma dal timore reverenziale verso una diffida dell’Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti).
Leggi anche
Tappeti rossi al Ramadan, stop verde alla Pasqua: Gualtieri blocca i fedeli e blinda la città nella domenica (ecologica) delle palme
Ramadan padrone, Quaresima umiliata: da Bologna a Firenze, la sinistra si genuflette all'Islam e svende tradizioni, città e residenti
La resa della scuola ai professionisti del “No”: stavolta ci si arrende agli atei
Bastano dunque poche righe di carta bollata rivendicate e siglate dai professionisti dell’ateismo di Stato per far saltare una consuetudine che andava avanti da oltre vent’anni. La dirigente scolastica ha parlato di una scelta assunta con “dispiacere” per preservare il “clima sereno”. Ma quale serenità può nascere dalla cancellazione dei simboli della nostra civiltà? Arrendersi al diktat di una minoranza agguerrita non è un atto di responsabilità. È una ritirata culturale che lascia sgomenti i genitori, e offende la sensibilità della maggioranza dei cittadini.
Niente benedizione per Pasqua, il prete resta fuori la porta
Così, mentre nelle nostre scuole si fa a gara per essere “inclusivi” verso ogni rito o usanza altrui – dal Ramadan ai menu etnici, dal no a crocifisso e presepi – la benedizione del parroco viene diffidata dall‘Uaar. È il solito schema: laicità per i cristiani. Accoglienza illimitata e omnicomprensiva per tutti gli altri. La rabbia dei genitori è immediata e sacrosanta. «Ci sono anche i cristiani che vanno a scuola, non è che sono tutti laici o arabi», ha tuonato un papà, riassumendo perfettamente il senso di estraniazione e ghettizzazione di chi si vede scippare i propri valori in casa propria.
Bufera a Chiusi, sulle radici e la Pasqua vince l’intolleranza
Cancellare la benedizione pasquale non significa rendere la scuola “neutra”, ma renderla arida, privandola di quel legame col territorio che la dirigente stessa ammette essere radicato da decenni. A Chiusi vince l’intolleranza ammantata di progresso: un brutto segnale per chi crede che la scuola debba formare cittadini consapevoli della propria storia, e non automi o monadi senza radici, pronti a piegare la testa di fronte al primo ricorso degli “oscurantisti del nulla”.
Niente benedizioni di Pasqua, il prete resta …
Lascia un commento
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *
Commento *
Nome *
Email *
Sito web
Salva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.
di Redazione - 27 Mar