NEOLINGUA DEI MODERNISTI



(seconda parte)

L'evoluzione del concetto di "Misericordia", rappresenta il perfetto esempio pratico, del "parallelo linguistico orwelliano" applicato alla Teologia.

Nel passaggio dalla Dottrina tradizionale a quella post-conciliare, la "parola Misericordia" non è stata eliminata, ma ha subìto una profonda "risignificazione semantica", che ne ha "ribaltato", di fatto, il significato e l'applicazione pratica.

Ecco il confronto analitico tra le due visioni :

## 1. LA MISERICORDIA NELLA DOTTRINA TRADIZIONALE (TRIDENTINA)

Nel Cattolicesimo pre-conciliare, quello fondato sulla vera Dottrina, la Divina Misericordia non è mai un concetto "astratto", o "separato" dalla Giustizia e, soprattutto, dalla Verità.

● Presupposto del Peccato - La Divina Misericordia esiste, perché esiste il Peccato Mortale, e il rischio reale della Dannazione eterna. È l'Atto con cui, Dio offre una "via di scampo" all'Anima, altrimenti "meritevole" d'Inferno eterno.

● Logica Condizionale - La Misericordia di Dio è infinita in sé, ma sempre "condizionata" nella sua "applicazione pratica" all'Essere Umano.

Ossia, per essere veramente efficace, la Divina Misericordia richiede "tassativamente":

1. Il Pentimento sincero (contrizione o attrizione)
2. Il Proposito "fermo" di non peccare più (emendamento)
3. La Confessione sacramentale "valida" e la successiva Assoluzione da parte del Sacerdote


Esempio Evangelico: L'episodio dell'Adultera (Giovanni 8,11) si chiude con la "formula":

"Neanch'Io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più !".

La Misericordia Divina cancella la Colpa "passata", ma esige un "cambiamento di vita" immediato (d'ora in poi, non peccare più ! ), ossia, se l’Adultera ha continuato a commetere l’Adulterio, si è dannata lo stesso, e quella Divina Misericordia, descritta nel Vangelo, per lei, non è stata sufficiente per salvarla.

## 2. LA MISERICORDIA NELLA "NEOLINGUA" POST-CONCILIARE

Nella prassi pastorale post-conciliare, culminata poi nel pontificato di Bergoglio (si pensi al motto Miserando atque eligendo e al Giubileo della Misericordia), proprio "il termine Misericordia" è diventato una "parola-chiave" assoluta, un vero e proprio "Mantra", ma una Parola chiave "svincolata" dai suoi "contrappesi" tradizionali.

Infatti, "Miserando atque eligendo" è proprio l'espressione latina scelta da Bergoglio come suo motto episcopale e pontificio. Significa letteralmente "guardandolo con misericordia (o compassione) e scegliendolo".

Vediamo ora quali "Eresie" produce questa “Misericordia” post-conciliare.

● Assolutezza Incondizionata - Essa viene presentata come un attributo puro e "unilaterale" di Dio, che "scavalca", di fatto, la Giustizia. Ossia, diventa un "diritto" dell'Essere Umano e un "dovere" automatico di Dio, indipendentemente dalle "disposizioni d'animo" e soprattutto dal "comportamento" del Peccatore (?!?).

● Sostituzione del Pentimento con l'Inclusione - Il "focus" si sposta, infatti, dal "convertire" il Peccatore, "all'accogliere" la Persona. Concetti come il "fermo proposito" di cambiare vita vengono considerati "rigidi", "indietristi" o "ideologici". La Divina Misericordia si trasformerebbe pertanto, ereticamente, in "accettazione" dello status quo.

● Esempio Pratico (Fiducia Supplicans) - La possibilità di benedire coppie in situazioni irregolari, o dello stesso sesso, viene giustificata come un atto di "misericordia pastorale". Nella visione della Vera Dottrina, questa è una palese "contraddizione": non si può "invocare" la Divina Misericordia (che serve a "far fuggire" le occasioni prossime di Peccato) per poi, al contrario, benedire una "condizione permanente" di Peccato oggettivo.

## IL MECCANISMO DEL "BIPENSIERO ORWELLIANO" APPLICATO ALLA MISERICORDIA

In pratica l’obiettivo della Misericordia nella Visione Tradizionale è quello di Salvare l'Anima dal Peccato e dall'Inferno, ma a patto che ci sia la Conversione radicale e la cessazione del Peccato da parte del Penitente, in un rapporto totale con la Verità, per cui non c'è vera Misericordia "senza dire" la Verità sul Peccato.

Invece nella Visione post-conciliare l’obiettivo della Misericordia è quello di far sentire la Persona accolta e amata dalla Comunità non per un sentimento di Conversione personale ma per un Semplice "desiderio" di accostarsi a Dio o alla Chiesa, per di più in un rapporto con la Verità che è opposto a quello della Visione Tradizionale adducendo il fatto che dire la Verità sul Peccato "può ferire" ed è quindi contrario alla Misericordia.

Un perfetto esempio di Bipensiero Orwelliano ce l’abbiamo a riguardo del Sacramento del Matrimonio.
Infatti la Chiesa post-conciliare continua formalmente, e ipocritamente, ad affermare che il Matrimonio è indissolubile, e che gli "atti contrari" sono Peccato Mortale (continuità dogmatica), ma, attraverso la prassi della "Divina Misericordia", permette, paradossalmente, l'accesso ai Sacramenti, o alle Benedizioni per chi "vive in quelle condizioni" (rottura pratica).
La parola "Misericordia" viene così usata per "neutralizzare" la Legge morale e la Vera Dottrina senza doverla "abrogare per iscritto".

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E voi lettori … nelle vostre Parrocchie … quando si parla di Misericordia … se ne parla in che termini? Secondo la Visione Tradizionale o secondo la Visione post-conciliare? Bella domanda !
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