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Florilegio – aforismi vari, una raccolta per resistere nella fede (seconda parte)

Cari fratelli e sorelle, questo frasario in sette parti (centinaia di aforismi, in costante ampliamento) è una raccolta di perle di sapienza e verità ricca soprattutto di aforismi tratti dagli insegnamenti immortali dei nostri grandi e amati Santi. Questa raccolta risponde allo scopo di offrire a me e a voi un "vademecum di vera razionalità e spiritualità", fatto di schegge di luce che toccano un po' tutti i temi più importanti. Meditarle e rimeditarle diventa come una profonda terapia spirituale, benefica per le nostre anime. Traiamone vantaggio e... condividete anche con altri

È possibile trovare il frasario completo a questo link:


Florilegio – aforismi vari, una raccolta per resistere nella fede

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Appendice (I): raccolta di aforismi ed insegnamenti di San Pio da Pietrelcina

“Segreti” meravigliosi: ASCOLTA Padre Pio!

Appendice (II): raccolta di insegnamenti spirituali del Servo di Dio don Dolindo Ruotolo

Parole SUBLIMI di don Don Dolindo Ruotolo (per la vita spirituale)

Appendice (III): raccolta di perle spirituali di Sant'Antonio di Padova

Grandi INSEGNAMENTI spirituali di Sant'Antonio di Padova

Appendice (IV): raccolta di episodi e sentenze di San Massimiliano Kolbe


San Massimiliano Kolbe, patrono del nostro tempo: un meraviglioso florilegio

Appendice (V): raccolta di ammaestramenti del Padre Stefano Manelli

Riflessioni piene di sapienza e di luce del Padre Manelli

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«Il male lavora in noi. L’amore sta diminuendo. E poi esitiamo a cambiare noi stessi (…). Possiamo odiare la Verità perché significa cambiamento. Per questo motivo, spesso rifiutiamo la verità che qualcuno dice su noi stessi. Restiamo lontani dal medico in modo che non trovi il cancro (…). Ci piace conoscere e sentir parlare di azioni sociali e problemi di natura morale e politica ma non vogliamo sentire la verità su noi stessi. La verità fa male. Abbiamo paura del bene perché ci piace mantenere i nostri comportamenti» (Ven. Fulton J. Sheen).

«Non seguire le passioni; poni un freno ai tuoi desideri» (Libro del Siracide 18, 30).

«Sei cose odia il Signore, anzi sette gli sono in abominio: occhi alteri, lingua bugiarda, mani che versano sangue innocente, cuore che trama iniqui progetti, piedi che corrono rapidi verso il male, falso testimone che diffonde menzogne e chi provoca litigi tra fratelli» (Libro dei Proverbi 6,16-19).

«Insegnare è facile come scagliare pietre dall’alto di un campanile. Mettere in pratica quello che si insegna invece è difficile come portare pietre in cima al campanile» (San Serafino di Sarov).

«Evita la pigrizia e le persone pigre; porta a compimento i tuoi doveri. In qualsiasi momento tu dovessi essere pigro, sei in serio pericolo di cadere in peccato perché la pigrizia insegna tutti i generi di vizi» (San Giovanni Bosco).

«Quanti padroni finiscono per avere coloro che non vogliono riconoscere Gesù Cristo come solo Padrone!» (Sant’Ambrogio).

«Gli Israeliti ottenevano la vittoria per mezzo dell’arca. Così Mosè vinceva i nemici (cf. Nm 10, 35), così fu vinta Gerico, così furono vinti i Filistei: Infatti davanti agli Israeliti c’era l’arca di Dio (1 Sam 14, 18). È noto che l’arca è figura di Maria. L’arca che custodisce la manna, cioè Cristo, è la beata Vergine (…) e per mezzo di essa si ottiene la vittoria contro i nemici della terra e dell’inferno» (Sant’Alfonso M. de’ Liguori, da libro le Glorie di Maria).

«L’eretico, l’apostata, non ispirano più ai cattolici di oggi lo stesso orrore di ieri. Non prendiamo più sul serio la verità. La severità verso gli erranti ci colpisce più che l’errore stesso» (Paul Claudel).

«Se la libertà cessa di essere collegata con la verità e comincia a renderla dipendente da sè, pone le premesse di conseguenze morali dannose, le cui dimensioni sono a volte incalcolabili» (Giovanni Paolo II, Memoria e identità)

«L’inizio della salvezza è la conoscenza del peccato» (Lucius Annaeus Seneca).

«L'uomo moderno è diventato passivo di fronte al male. Ha predicato così a lungo una dottrina di falsa tolleranza; ha creduto così a lungo che giusto e sbagliato fossero solo differenze di punti di vista che ora, quando il male si risolve nella pratica, è paralizzato a fare qualcosa contro di esso» (Ven. Fulton J. Sheen).

«Non siamo nati per la tranquillità ma per la battaglia: “I violenti conquistano il regno di Dio” (Mt 11,12), ha dichiarato Gesù Cristo, cioè la Santità e il Paradiso eterno. Chi pensa in maniera diversa non ha lo Spirito di Dio ma quello del mondo ed è cristiano solo in apparenza» (Admin).

«Qualche volta si dice: “Dio castiga coloro che ama”. Ma non è vero! Le prove, per quelli che Dio ama, non sono dei castighi, sono delle grazie. Non bisogna fermarsi a considerare la fatica, ma la ricompensa. Un negoziante non guarda alla pena che soffre nel commercio, ma al guadagno che ne ricava. Che cosa sono mai vent’anni, trent’anni, paragonati all’eternità?» (Dal Catechismo del Santo Curato d’Ars).

«Sono convinto che la battaglia spirituale di questi tempi sarà sempre più incentrata sul “coraggio della verità”, il vero principio, l'unico vero, il solo che può e deve guidare un vero discepolo di Cristo» (Admin, da Coraggio della verità o apostasia? A noi solo la scelta).

«Se Dio fosse buono e non fosse severo, tutti disprezzerebbero la sua bontà; se fosse soltanto severo senza essere buono, i nostri peccati ci condurrebbero alla rovina» (Origene).

«Prima di parlare pensa, prima di pensare ascolta, prima di ascoltare prega» (Adagio monastico).

«Ogni minuto della vita ha il suo particolare dovere, indipendentemente da quale forma questo assuma. Il momento presente è il momento della salvezza. Ogni volta che ci lamentiamo verso di esso è una sconfitta; ogni atto di rassegnazione, invece, è una vittoria» (Ven. Fulton J. Sheen).

«Non permettere mai che qualcosa ti riempia a tal punto di dolore da farti dimenticare la gioia di Cristo Risorto» (Santa Teresa di Calcutta).

«Ho chiesto a Dio: “Perché mi stai portando attraverso acque agitate?”. Egli mi ha risposto: “Perché i tuoi nemici non sanno nuotare”».

«Ricorda il passato con gratitudine, vivi il presente con entusiasmo, guarda al futuro con fiducia» (San Giovanni Paolo II).

«Dove Dio ti ha posto, quella è la tua vocazione. Non è questione di cosa facciamo ma di quanto amore mettiamo in ciò che facciamo» (Santa Teresa di Calcutta).

«A seconda di come va la famiglia, così va la nazione e così va il mondo intero nel quale viviamo»
(San Giovanni Paolo II, dall'omelia 30 novembre 1986).

«Non appoggiarti all'uomo: morirà. Non appoggiarti all'albero: seccherà. Non appoggiarti al muro: crollerà. Appoggiati a Dio, a Dio soltanto. Lui rimane sempre!».

«Non è l'odio che è sbagliato, è odiare la cosa sbagliata che è sbagliato. Non è la rabbia che è sbagliata, è arrabbiarsi con la cosa sbagliata che è sbagliato. Dimmi il tuo nemico e ti dirò chi sei. Dimmi il tuo odio e ti dirò il tuo carattere. Odi la religione? Quindi la tua coscienza ti disturba. Odi i ricchi? Allora sei avaro e vuoi essere ricco. Odi il peccato? Allora ami Dio. Odi il tuo odio, il tuo egoismo, il tuo temperamento impulsivo, la tua malvagità? Allora sei una buona anima» (Ven. Fulton J. Sheen, dal libro Il pianto del Cristo).

«O GESÙ, SALVA GLI ELETTI NELL’ORA DELLE TENEBRE» (San Pio da Pietrelcina).

«I cristiani, come tutti gli uomini di buona volontà sono chiamati, in virtù di un grave dovere di coscienza, a non dare la loro collaborazione formale alle pratiche che, benché ammesse dalla legislazione civile, si oppongono alla Legge di Dio (...). Per gli atti che ciascuno compie personalmente, esiste, infatti, una responsabilità morale cui nessuno si può mai sottrarre e su cui ciascuno sarà giudicato da Dio stesso» (San Giovanni Polo II, dall'Enciclica Veritatis Splendor).

«Non accontentatevi delle piccole cose. Dio le vuole grandi. Se sarete ciò che dovete essere metterete fuoco in tutta Italia!» (Santa Caterina da Siena).

«Non caricatevi di troppe divozioni; intraprendetene poche e perseverate in esse» (San Filippo Neri).

«Il figlio del Cuore Immacolato di Maria è una persona che arde di carità e, dovunque passa, brucia. Desidera effettivamente e si dà da fare con tutte le forze per infiammare gli uomini con il fuoco dell’amor divino. Non si lascia distogliere da nulla, gode delle privazioni, affronta le fatiche, abbraccia i travagli, si rallegra delle calunnie, è felice nei tormenti. A null’altro pensa se non come seguire Gesù Cristo e imitarlo nella preghiera, nella fatica, nella sopportazione e nel cercare sempre e solo la gloria di Dio e la salvezza delle anime» (Sant’Antonio M. Claret).

«MARIA SANTISSIMA BRAMA CONCEDERCI DELLE GRAZIE PIÙ DI QUANTO NOI DESIDERIAMO RICEVERLE» (Sant’Alfonso de Liguori, da libro Le glorie di Maria).

«Dove non c'è obbedienza non c'è virtù; dove non c'è virtù non c'è bene; dove non c'è bene non c'è amore; dove non c'è amore non c'è Dio; dove non c'è Dio non c'è Paradiso» (San Pio da Pietrelcina).

«È impossibile che si salvi chi non è devoto di Maria» (San Leonardo da Porto Maurizio).

«Il nostro buon Dio non è abbastanza amato da noi; manderebbe volentieri i Suoi eserciti per proteggerci, ma non lo amiamo abbastanza. Dobbiamo essere al di sopra dello status quo di questo cristianesimo moderno con il suo sciocco “Vangelo della prosperità”. Questo non è autentico (…). Ci sono molti lupi travestiti da pecore nel cristianesimo moderno: esso non dice la verità, è falso; e si è insediato perfino nella Chiesa» (Jim Caviezel, da un “talk” sul combattimento spirituale e sul Cristianesimo dei nostri giorni).

«La pace del Signore sia dove non è ospite Satana».

«La gioia non si trova negli oggetti che ci circondano, si trova nell'intimo dell'anima, si può possedere tanto in una prigione quanto in un palazzo»
(Santa Teresa di Lisieux, da Storia di un'anima).

«Oggi l'uomo dice che non desidera la guerra ma continua a desiderare le cose che poi causano la guerra. Allo stesso modo, molti desiderano essere felici ma rifiutano di fare ciò che darebbe loro la felicità. La vera ragione dell'infelicità terrena degli uomini è che essi non desiderano realmente la felicità (al di fuori del riconoscimento di Gesù Cristo come Dio e Signore e della sequela della legge morale in tutte le sue esigenze non vi è e non vi può essere felicità, ndr.)» (Ven. Fulton J. Sheen, dal libro La pace dell'anima).

«Spesso la via che conduce al compimento di un disegno di Dio, è una galleria oscura e fuligginosa; bisogna avere il coraggio di entrarvi, senza tema di scantonare, perché la divina volontà è come il binario che ci conduce fra le tenebre e ci fa giungere alla luce. Non si può presumere di ispezionare il cammino, di volerne vedere il tracciato, di misurarne l’estensione; bisogna chiudere gli occhi, farsi guidare da Dio, confidare contro ogni speranza» (Servo di Dio Don Dolindo Ruotolo, dal commento alla Genesi).

«Fate quello che potete: Dio farà quello che non possiamo far noi. Confidate ogni cosa in Gesù Sacramento e in Maria Ausiliatrice e vedrete che cosa sono i miracoli» (San Giovanni Bosco).

«Quando vai di male in peggio, il messaggero cattivo di solito ti propone piaceri apparenti facendoti immaginare piaceri e godimenti, perché tu persista e cresca nella tua schiavitù. Invece il messaggero buono adotta il metodo opposto: ti punge e rimorde la coscienza, per farti comprendere il tuo errore» (Sant'Ignazio di Loyola, regole del discernimento).

«Fate tutto senza mormorazioni e senza critiche, perché siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere, nella quale dovete splendere come astri nel mondo, tenendo alta la parola di vita» (San Paolo, lettera ai Filippesi 2, 14-16a).

«Chi prega poco, con poca fede commette sempre qualche peccato. È sempre in pericolo di dannarsi. Chi prega sempre non pecca mai e certamente si salva; è l’unica maniera per salvarsi e salvare gli altri» (Don Attilio Negrisolo, da una meditazione sul messaggio di Fatima).

«La gioia cristiana è un dono di Dio che scaturisce da una retta coscienza» (San Filippo Neri).

«Chi porterà il distintivo di servo di Maria sarà registrato nel libro della vita» (San Bonaventura)

«La Messa trae la sua realtà e la sua efficacia dal Calvario e non ha senso al di fuori di esso. Chi assiste alla Messa, solleva la croce dal suolo del Calvario per piantarla al centro del proprio cuore» (Ven. Fulton J. Sheen, dal libro I 7 Sacramenti).

«I mesi, gli anni che ci stanno davanti non faranno altro che radicalizzare il carattere antitetico di queste due vie e di queste due categorie di persone: coloro che sottomettono la propria anima all’arbitraria e assoluta volontà del potere da una parte; coloro che sottomettono la propria anima al potere della verità (cf 2 Tm 2,9) dall’altra. I primi saranno sempre più numerosi ma i secondi saranno sempre più soprannaturalmente potenti perché è potenza divina quella che li investe: “Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede”» (1 Gv 5,4) (Admin , da Coraggio della verità o apostasia? A noi solo la scelta).

«Solo io porto la responsabilità della mia anima» (San Tommaso Moro).

«Ogni volta che noi insegniamo ad un’anima a conoscere e amare Gesù, noi generiamo in lei Cristo» (San Beda).

«Cristo non è venuto per renderci brave persone ma per farci uomini nuovi» (Ven. Fulton j. Sheen).

«Il vero modo per progredire nelle sante virtù è quello di perseverare in una santa allegria» (San Filippo Neri).

«Il Cuore di Gesù è il nostro supremo Cuore amico (…). A noi Egli ha lasciato la sua promessa: “Sarò con voi fino alla fine dei secoli” (Mt 28, 20). Se vogliamo la pace e la serenità dell’animo, Gesù ci dice con parola consolante: "Vi lascio la pace, vi do la mia pace" (Gv 14 ,27). Se vogliamo il sostegno e la forza per tirare avanti in questo mondo perverso, Egli ci assicura: “Confidate, io ho vinto il mondo” (Gv 16, 33). Se vogliamo il conforto nei travagli e nei dolori, ricordiamo Gesù che ci ripete senza stancarsi: “Venite a Me, voi che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò” (Mt 11, 28)» (Padre Stefano M. Manelli, da una meditazione sul Sacro Cuore).

«Chi commette il peccato viene dal diavolo, perché il diavolo è peccatore fin dal principio. Ora il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo» (Prima lettera di San Giovanni 3, 8).

«La preghiera è la sorgente di tutti i beni e di tutta la felicità che noi possiamo sperare sulla terra. Se siamo così poveri, così spogli delle luci e dei beni della grazia, è perché non preghiamo o preghiamo male (…). I dispiaceri si sciolgono come neve al sole davanti ad una preghiera ben fatta» (Santo Curato d’Ars).

«Quando ti inginocchi davanti ad un altare fallo in modo tale che gli altri possano capire davanti a Chi ti stai inginocchiando» (San Massimiliano Kolbe).

«In nome di quella carità che ci lega vicendevolmente, aiutiamoci, perseverando (…) nei digiuni, nelle veglie, nella preghiera. Queste sono per noi quelle armi celesti che ci fanno stare saldi, forti e perseveranti. Queste sono le armi spirituali e i dardi divini che ci proteggono (…). Preghiamo sempre e in ogni luogo gli uni per gli altri e cerchiamo di alleviare le nostre sofferenze con mutua carità» (San Cipriano).

«La norma aurea della vita cristiana è la Confessione settimanale» (Padre Stefano Manelli, da una meditazione sulla Confessione).

«La mente empia disdegna perfino lo stesso intendere e, talvolta, chi è troppo perverso d'animo teme di capire per non essere costretto a mettere in pratica ciò che può aver capito» (Sant’Agostino, dal discorso 156).

«Dobbiamo fare ciò che fa il contadino quando il fiume travolge gli argini e invade i campi: bisogna salvare il seme. Quando il fiume sarà rientrato nel suo alveo, la terra riemergerà e il sole l’asciugherà. Se il contadino avrà salvato il seme, potrà gettarlo sulla terra resa ancor più fertile dal limo del fiume, e il seme fruttificherà, e le spighe turgide e dorate daranno agli uomini pane, vita e speranza. Bisogna salvare il seme: la fede. Bisogna aiutare chi possiede ancora la fede e mantenerla intatta. Il deserto spirituale si estende ogni giorno di più, ogni giorno nuove anime inaridiscono perché abbandonate dalla fede. Ogni giorno di più uomini di molte parole e nessuna fede distruggono il patrimonio spirituale e la fede degli altri» (Giovannino Guareschi, in Don Camilo e Peppone).

«Maria è l’arca che ci salva dal naufragio. Chi si rifugia eviterà il naufragio della perdizione eterna. Nell’arca di Noè al tempo del diluvio furono salvati anche gli animali; sotto il manto di Maria si salvano anche i peccatori (…) [che], quando ricorrono a Maria, non sono scacciati ma accolti e salvati dalla morte eterna. Entriamo dunque in quest’arca, andiamo a rifugiarci sotto il manto di Maria: certamente essa non ci caccerà via, ma ci salverà» (Sant’Alfonso de Liguori, da libro Le glorie di Maria).

«MIO DIO: PERDONA CIÒ CHE SONO STATA, CORREGGI CIÒ CHE SONO, DIRIGI CIÒ CHE SARÒ» (Santa Elisabetta Seton).

«Se sei sbattuto dalle onde della superbia, dell’ambizione, della calunnia, della gelosia, guarda la stella, invoca Maria. Se l’ira o l’avarizia, o le lusinghe della carne hanno scosso la navicella del tuo animo, guarda Maria. Se turbato dalla enormità dei peccati, se confuso per l’indegnità della coscienza, cominci ad essere inghiottito dal baratro della tristezza e dall’abisso della disperazione, pensa a Maria... Seguendo lei non puoi smarrirti, pregando lei non puoi disperare. Se lei ti sorregge non cadi, se lei ti protegge non cedi alla paura, se lei ti è propizia raggiungi la mèta» (San Bernardo, dalla II° omelia In laudibus Virginis Matris).

«Gesù ha detto: “Non sono venuto a portare la pace in questo mondo. Sono venuto come una spada che divide”. Che significato ha questo nel tuo cuore? Egli è il Messia. Ha sbagliato a dire queste parole? Oppure ti sta lanciando una sfida? Sì, ti sta lanciando una sfida» (Testimonianza di Jim Caviezel, attore e testimone della fede).

«Chi acconsente a soffrire per Dio mostra di essersi veramente donato a Dio e di amarlo» (San Giovanni della Croce).

«Il Rosario è il testamento di Maria, come l'Eucaristia è il testamento di Gesù» (Padre F. W. Faber).

«Chi ama i beni terreni non diventerà mai santo» (San Filippo Neri).

«Chi va dietro alle cose perdute si perde con esse» (Santa Teresa d’Avila).

«Non abbiate paura! Non abbiate paura di portare a questo mondo la Luce di Cristo. La vostra prima testimonianza dev’essere il vostro esempio: agite secondo la Verità! Nella vostra famiglia, la vostra professione, le vostre relazioni sociali, economiche, politiche, Cristo sia la vostra Luce! (…) Non nascondete la fonte della vostra speranza! Al contrario, proclamate! Testimoniate! Evangelizzate! (…) Con Cristo, liberate la libertà oggi incatenata da falsi diritti umani, tutti orientati verso l’autodistruzione dell’uomo» (Card. Robert Sarah, dall’omelia 21 maggio 2018 a Notre Dame de Chartres).

«Il Signore è il tuo custode, il Signore è come ombra che ti copre (…). Il Signore ti proteggerà da ogni male, egli proteggerà la tua vita» (Salmo 121, 5. 7).

«Ciò che possiamo fare è, in paragone a quanto ci viene dato, sempre poco. Ma quel poco dobbiamo farlo» (Santa Teresa Benedetta della Croce).

«Il grande segreto della prosperità della vita sta nella fedeltà a Dio e nella preghiera; vengono, sì, i momenti delle prove e quelli delle grandi tribolazioni ma il Signore manda l’angelo suo a chi lo invoca, chiude le bocche che si aprono contro di noi per divorarci e, quando sembra tutto perduto, improvvisamente ci libera» (Don Dolindo Ruotolo, dal commento al libro di Daniele).

«Rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi ma dà grazia agli umili. Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio perché vi esalti al tempo opportuno, gettando in lui ogni vostra preoccupazione perché egli ha cura di voi» (Prima lettera di San Pietro 5, 5-7).

«NON CI SAREBBERO PIÙ PAGANI SE CI COMPORTASSIMO DA VERI CRISTIANI» (San Giovanni Crisostomo).

«Chi conserva la castità è un angelo, chi la perde è un demonio» (Sant’Ambrogio).

«Il mondo occidentale è diventato laico – se non addirittura ateo – in un modo strano. Non c'è più passione, zelo, fuoco ma solo “larghezza di vedute” – che ora viene considerata la virtù suprema – mentre colui che non è più obbligato a decidere su nulla viene qualificato di “vedute larghe” e colui che ha scoperto alcuni principi di guida alla sua vita viene tacciato di “ristrettezza mentale”» (Ven. Fulton J. Sheen, dal libro Comunismo e Coscienza dell'Occidente).

«Che piacere quando saremo tutti in Paradiso! Siate solamente buoni e non temete! E che? Credete voi che il Signore abbia creato il Paradiso per lasciarlo vuoto? Ma ricordatevi che il Paradiso costa sacrifici! Ci salveremo mediante la grazia di Dio e il suo aiuto che non mancheranno mai e la nostra buona volontà» (San Giovanni Bosco).

«Oggi, come sempre, tanti, troppi, fanno “a gara” nell’emarginare la Madonna per ridare – come si dice – la centralità a Gesù Cristo. Il discorso è semplicemente pretestuoso perché il Figlio e la Madre non sono alternativi ma correlativi. È partendo da Gesù, infatti, che si scopre Maria. È partendo da Gesù che si avverte la presenza della Madre e la sua ineliminabile missione che non è quella di sostituirsi al Figlio bensì quella di portarci a Lui. Si smetta, una volta per tutte, di navigare in queste pessime acque» (Admin).

«Cosa te ne fai del conforto degli uomini? Vai ai piedi di Gesù Sacramentato e sfogati lì!» (San Pio da Pietrelcina).

«Comportati bene “adesso”, senza ricordarti di “ieri” che è già passato e senza preoccuparti di “domani” che non sai se per te arriverà» (San Josémaria Escrivà, da Cammino).

«DIO HA IL SUO GIORNO, IL MALE LA SUA ORA» (Ven. Fulton J. Sheen, da una meditazione sul diavolo).

«Chi si innalza spiritualmente, nella vita di grazia, innalza tutti: chi si abbassa, invece, peccando e abbruttendosi nei vizi e nei peccati, danneggia tutto il Corpo Mistico che è la Chiesa» (Admin).

«Quante cose fanno gli uomini per avere anche pochi giorni di vita! (…). Forse che si fa altrettanto per la vita eterna? (…). Per vivere poco tempo ci si priva di quello che serve per vivere (eternamente, cioè la fede vivificata dalle opere, ndr)» (Sant’Agostino, dal discorso 344).

«Oggi, più che mai, il mondo è alla rovescia. Siamo strumenti rotti, colpiti, stonati e deboli, dobbiamo riconoscerlo! (…). Però siamo nelle mani di Dio. Lui sa lavorare molto bene con l'argilla. Egli è l’Esperto degli esperti nel lavorare con l’argilla e l’argilla è fragile. Però le mani di Dio fanno opere meravigliose. In tutto ciò che facciamo è necessario abbandonarci nelle mani di Dio e Lui farà di ognuno di noi un’opera d’arte» (Eduardo Verastegui, attore e testimone della fede: da una testimonianza).

«Non illudetevi: né immorali né idolatri né adùlteri né effeminati né sodomiti né ladri né avari né ubriaconi né maldicenti né rapaci erediteranno il regno di Dio» (1Cor 6, 9-10).

«Se ti senti lontano da Dio, non è Dio che “si è mosso”... sei stato tu» (Mike Malagies).

«Se sarò tentato e tormentato da molte tribolazioni, non temerò finché sarà con me la tua grazia. Essa è la mia forza; essa mi dona consiglio e aiuto. È più forte di tutti i nemici» (Dal libro L'Imitazione di Cristo).

«Da quando gli uomini hanno smesso di pensare al cielo, hanno trasformato la terra in un inferno».

«Qual è la menzogna più diffusa e più pericolosa oggi? — La menzogna più diffusa e più pericolosa è questa: la menzogna che riguarda l'amore. Voi chiamate amore anche andare con una prostituta. Che inganno, che menzogna! L'amore è un'altra cosa. Avete ridotto l’amore a un gioco dei corpi, per questo non siete più felici» (Santa Teresa di Calcutta).

«Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se ne parli tra voi, come si addice a santi; lo stesso si dica per le volgarità, insulsaggini, trivialità: cose tutte indecenti (…). Perché, sappiatelo bene: nessun fornicatore o impuro o avaro (…) avrà parte al regno di Cristo» (Lettera di San Paolo agli Efesini 5, 3-5).

«Dobbiamo tornare alle armi della luce: preghiera, digiuno, verità, Rosario, Santa Eucaristia. Dobbiamo fortificare le nostre anime più delle nostre cantine. Dobbiamo rivestirci dell'armatura di Dio perché nessun bunker ti proteggerà se la tua anima è indifesa» (Mons. Joseph Strickland, dalla meditazione 15 luglio 2025).

«Facciamo tre cose e avremo la pace: abbiamo una pura intenzione di volere – in tutte le cose – l'onore di Dio e la sua gloria; facciamo il poco che possiamo a tal fine (…); e lasciamo a Dio la cura di tutto il resto. Chi ha Dio come oggetto delle sue intenzioni e fa quanto può, perché dovrebbe turbarsi? Cosa potrebbe temere?» (San Francesco di Sales).

«La fede nel nostro Signore è per noi sigillo e muro di difesa» (Sant’Antonio abate).

«Dopo la Santa Eucarestia, il Santo Rosario è l’arma più potente per combattere contro il demonio» (San Carlo Acutis).

«Gesù è lì, nell’Ostia. Come possiamo annoiarci? Come osiamo annoiarci? Quando adorate il Santissimo, venite per Lui. Venite solo per fare piacere a Lui. Venite per Lui e, allora, Lui farà tutto per voi» (Suor Emmanuel Maillard).

«Dio mi vede - ripetiamo spesso a noi stessi - e nell’atto che egli mi vede mi giudica pure. Facciamo sì che Egli non veda in noi se non sempre il solo bene» (San Pio da Pietrelcina).

«Coloro che indagano sulla religione ma non agiscono mai come dovrebbero in base alla conoscenza che ne ricevono (sono) simili agli annunziatori dei treni: costoro conoscono tutte le stazioni ma non viaggiano mai. Di nessun valore è il sapere ove non sia accompagnato dalla sottomissione e dalla volontà di operare rettamente» (Ven. Fulton John Sheen, dal libro Vita di Cristo).

«La misura del nostro amore di Dio è l'energia e la determinazione con cui resistiamo alle tentazioni. È un criterio infallibile. Non possiamo sbagliare. Non illudiamoci. Se non resistiamo, non amiamo Dio; se resistiamo poco o imperfettamente, amiamo poco e imperfettamente Dio; se resistiamo completamente e perfettamente allora amiamo davvero Dio» (Admin).

«Se Cristo ha dato la sua vita per noi, non ci deve essere pesante sostenere qualsiasi male per lui» (San Tommaso d'Aquino).

«Riformate voi stessi e avrete riformato Napoli, Roma e tutta l'Italia!» (San Filippo Neri).

«Gli occhi del Signore sui giusti, i suoi orecchi al loro grido di aiuto (…). Gridano e il Signore li ascolta, li salva da tutte le loro angosce» (Salmo 33, 16; 18).

«Siate certi che di tutti gli istanti della vostra vita, il tempo che passerete davanti al Divin Sacramento sarà quello che vi darà più forza durante la vita, più consolazione nell’ora della morte e durante l’eternità» (Sant’Alfonso de Liguori).

«NEGLI ULTIMI TEMPI VERRANNO MOMENTI DIFFICILI. Gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanitosi, orgogliosi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, senza religione, senza amore, sleali, maldicenti, intemperanti, intrattabili, nemici del bene, traditori, sfrontati, accecati dall'orgoglio, attaccati ai piaceri più che a Dio» (Seconda lettera di San Paolo a Timoteo 3, 1-4).

«Tu, Signore, vai incontro a quanti praticano la giustizia e si ricordano delle tue vie» (Libro del profeta Isaia 64, 4).

«È facile essere coerente per un giorno o per alcuni giorni. È difficile e importante essere coerente per tutta la vita. È facile essere coerente nell'ora dell'entusiasmo. È difficile esserlo nell'ora della tribolazione. Perciò può chiamarsi fedeltà solo una coerenza che dura per tutta la lunghezza della vita» (San Giovanni Paolo II, dall'omelia 26 gennaio 1979).

«Coltiva l’umiltà del cuore perché la preghiera dell’umile penetra le nubi e non si ferma finché non ha conseguito ciò che domanda» (Sant’Antonio di Padova).

«Ogniqualvolta e dovunque ti pare che sia in pericolo una giusta causa, se rendi testimonianza a suo favore, sei un martire. E poiché Cristo è giustizia e verità, dovunque la giustizia o la verità o la castità sono minacciate, se tu le difenderai con tutte le tue forze, riceverai la ricompensa dei martiri. E poiché martire significa “testimone”, chi avrà reso testimonianza alla verità, senza dubbio sarà un martire di Cristo, che è la verità» (San Cesario di Arles, dal discorso 225).

«Gesù mi smacchia con la varechina anche i puntini neri e la varechina brucia. Così, quando arriverò in Paradiso, sarò bianca come la neve» (Beata Chiara Luce Badano).

«I piaceri della triplice concupiscenza (soldi, sesso e successo) sono come i fuochi d'artificio che emozionano per un istante e finiscono subito in cenere e sporcizia» (Admin).

«Il Signore stesso cammina davanti a te. Egli sarà con te, non ti lascerà e non ti abbandonerà. Non temere e non ti perdere d'animo» (Libro del Deuteronomio 31, 8).

«Coloro che non ascoltano la Parola di Dio, sono come gli esseri senza ragione» (San Giacomo della Marca).

«Riconosci o cristiano la tua dignità e, diventato partecipe della divina natura, guardati dall’avvilire, con atti indegni, la tua grandezza» (San Leone Magno, dal discorso I per il Natale).

«La preghiera dovrebbe essere il mezzo con cui, in ogni momento, ricevo tutto ciò di cui ho bisogno e, per questo motivo, sia il mio rifugio quotidiano, la mia consolazione quotidiana, la mia gioia quotidiana» (San Giovanni Crisostomo).

«Il cielo è nell’esultanza, la terra nell’ammirazione ogni volta che io dico: AVE MARIA; ho in orrore il mondo, l’amore di Dio regna nel mio cuore quando io dico: AVE MARIA; i miei timori svaniscono, le mie passioni si spengono quando dico: AVE MARIA; cresco nella devozione, trovo la compunzione quando dico: AVE MARIA; si conferma la mia speranza, la mia consolazione aumenta quando dico: AVE MARIA; si allieta il mio spirito, scompare la mia tristezza quando dico: AVE MARIA» (Beato Alano de la Roche).

«Sovrabbondo di gioia in mezzo a tutte le mie tribolazioni» (Seconda lettera di San Paolo ai Corinzi 7, 4).

«Chiudiamo gli occhi, riposiamo in grembo a Dio, non ci preoccupiamo di quello che può succedere, non ci affanniamo per il futuro ma rimettiamo nelle sue mani ogni nostra angustia e lasciamo a Lui la soluzione di tutte le nostre difficoltà» (Servo di Dio don Dolindo Ruotolo, dal Commento al libro dei Numeri).

«Benedici il Signore, anima mia; non dimenticare tanti suoi benefici» (Salmo 102/103, 2).

«La Chiesa del nostro tempo è tentata di “danzare” per ottenere l'approvazione di re e principi, di barattare la verità con gli applausi, di inchinarsi davanti allo spirito del tempo. Ma il Battista ci insegna che la fedeltà è più grande della vita stessa e che il silenzio della codardia è più mortale della spada» (Mons. Joseph Strickland, riflessione 29 agosto 2025).

«Con il Rosario noi tutti possiamo cooperare alla missione salvifica universale della Madonna e, pensando alle folle di popoli da salvare, dovremmo ardere di zelo per la loro salvezza, ricordando San Massimiliano Maria Kolbe il quale ha scritto che “non abbiamo il diritto di riposare finché un’anima sola rimane sotto la schiavitù di satana”» (Padre Stefano Manelli).

«La pace non è l'assenza di rumore o conflitto. È la presenza di Dio sia nel rumore che nel silenzio, l'ancoraggio del cuore in Lui anche quando il mondo trema. La pace è la culla che impedisce all'anima di essere scossa. È la fiducia tranquilla e incrollabile che Dio è Dio, che Lui è qui e che nulla può strappare il cuore dalle Sue mani (...). La pace non sboccia quando la vita diventa facile. Sboccia quando l'anima si arrende. La pace nasce quando il cuore smette di lottare con Dio e comincia a riposare in Lui» (Vescovo Joseph Strickland, da una riflessione d’Avvento).

«Quando il motore dell’automobile si surriscalda, è bene lasciarlo raffreddare. Quando abbiamo camminato troppo, ci mettiamo comodi. Anche il nostro sistema nervoso chiede di tanto in tanto di essere liberato dalla tensione eccessiva e dai troppi pensieri. Eppure molti non sanno riposarsi veramente. Appena provano a mettersi tranquilli, invece di star meglio vengono aggrediti con più forza dalle preoccupazioni […]. I medici consigliano di sedersi sulla riva del mare e di cercare, almeno per mezz’ora, di non pensare ad altro che al mare. È un modo per purificare la mente. I cristiani che amano la solitudine, sanno riposarsi concentrandosi sul mare della misericordia [e della bellezza] divina» (Cardinal Tomáš Špidlík).

«NOSTRO SIGNORE SIA SERVITO PER PRIMO» (Santa Giovanna d’Arco).

«La sofferenza potrebbe sembrare qualcosa di inutile, un fallimento esistenziale, uno spreco delle potenzialità immesse da Dio nell'uomo, una menomazione, un’impossibilità di rendersi utile per la causa di Dio e invece… pensare questo è un grande errore che vizia radicalmente la vocazione e missione del cristiano: in verità, nella misura in cui più si è congiunti ed uniti a Cristo crocifisso, paziente, sofferente e offerente per la salvezza degli uomini tanto più qualsiasi cosa il cristiano possa fare – fosse anche un sospiro, un’Ave Maria, un sorriso, una parola, una comunissima attività – diventa feconda; è lì che estrinseca veramente il massimo delle sue potenzialità spirituali e può contribuire in modo sommo al rinnovamento del mondo» (Admin, da La terribile rivelazione di Padre Pio e le tre tappe di San Massimiliano Kolbe).

«I luminosi esempi di tanti soldati di Cristo (i santi, ndr.) varranno assai più a scuotere e a trascinare gli animi che non le parole e le ricercate disquisizioni» (San Pio X, dall’Enciclica E supremi apostolatus cathedra).

«Le ansie distruggono la vita spirituale. Una persona può andare anche a Messa tutte le domeniche ma non c'è più vita spirituale perché è succube di agitazioni terrificanti sulla propria esistenza» (Padre Serafino Tognetti).

«Non c’è nulla che il saggio debba schivare maggiormente del vivere secondo il giudizio altrui e dell’adeguarsi alle opinioni correnti della gente, anziché farsi guidare nella vita dalla retta ragione. Di conseguenza, anche se dovesse opporsi a tutti gli uomini, essere oggetto di disprezzo e affrontare pericoli per la causa dell’onestà, il saggio nulla vorrà alterare di quei princìpi ritenuti giusti» (San Basilio Magno).

«Dio non rifiuta mai la grazia (qualsiasi sia la necessità) a chi la chiede umilmente e fiduciosamente in preghiera. Non basta. La deve volere e dimostra di volerla veramente chi fa tutto quello che è giusto fare davanti a Dio, con tutte le sue forze e possibilità» (Admin).

«Le cose andranno bene se si prega; andranno male se non si prega. LA PREGHIERA È LA GRANDE ARBITRA DEI NOSTRI DESTINI. Se è assente essa, tutto va a rotoli» (Padre Stefano Manelli, da una meditazione sulla preghiera).

«Il Signore è vicino a quanti lo invocano, a quanti lo cercano con cuore sincero (...). Il Signore protegge quanti lo amano» (Salmo 144, 18-19b).

«Non uscire fuori, rientra in te stesso: nell'uomo interiore abita la verità. E se scoprirai mutevole la tua natura, trascendi anche te stesso. Tendi là dove si accende la stessa luce della ragione» (Sant’Agostino).

«L'ubbidienza alla legge di Dio è anche un atto di ossequio alla Regina del Cielo. Nessuno s'illuda! Non c'è devozione vera a Maria se l'anima offende gravemente Dio e non sa risolversi a lasciare il peccato, specialmente l'impurità, l'odio e l'ingiustizia» (Don Giuseppe Tomaselli, da una meditazione sul mese di maggio).

«Verrà un giorno in cui gli uomini saranno così stanchi degli uomini che basterà loro parlare di Dio per vederli piangere di emozione» (Santo Curato d'Ars).

«I santi sono gli autentici interpreti delle Scritture. Il significato di un’espressione si rende comprensibile in modo più chiaro proprio nelle persone che ne sono state completamente conquistate e l’hanno realizzata nella propria vita» (Papa Benedetto XVI).

«La rivelazione divina può essere persa non solo con l'assalto ma anche con la deriva. La luce si affievolisce quando viene trattata come provvisoria, modificabile o negoziabile (…). Dio non rivela Suo Figlio affinché ogni generazione possa ridefinirlo. Lo rivela affinché ogni generazione possa riceverlo intatto. La Chiesa non custodisce la luce congelandola nella paura né piegandola per sopravvivere. La custodisce amandola abbastanza da non modificarne la forma. La fedeltà non è stagnazione. È riverenza che rifiuta la sostituzione. Beati coloro che non adattano la luce all'epoca ma la custodiscono intatta con Maria finché non risplende in tutta la sua gloria».(Vescovo J. Strickland).

«La vera felicità non consiste nei piaceri del mondo e nelle cose terrene ma nella pace della coscienza, la quale si ha soltanto se siamo puri di cuore e di mente» (San Pier Giorgio Frassati).

«Non c’è virtù pratica che sia così necessaria nella vita cristiana come la pazienza» (Padre Stefano Manelli, da una meditazione sulla pazienza).

«Immagina di fare a meno di Maria, di questa stella del mare anzi di un oceano profondo e sconfinato, che cosa resta se non un muro di nebbia, l'ombra della morte e fittissime tenebre? Veneriamo dunque Maria dal più intimo di noi stessi e con tutta la nostra devozione: questo precisamente vuole colui che ha disposto che ogni grazia giunga a noi tramite Maria» (San Bernardo).

«Comportati con sapienza e prudenza, lungi dal seguire la massa grigia dei mediocri e dei rilassati. In ogni tua azione, piccola o impegnativa che essa sia, solleva l'occhio della tua mente al Signore, perché egli rettifichi le intenzioni del tuo agire» (Santa Camilla Battista da Varano).

«Le preghiere senza risposta non sono assenza di Dio. A volte sono il luogo in cui Egli sta compiendo la sua opera più profonda» (Ana Munley).

«Se continuiamo in questa direzione (come vanno le cose, ndr), finirà che la storia degli uomini coinciderà con quella dei porci» (André Frossard).

«IL SIGNORE È MIA LUCE E MIA SALVEZZA, DI CHI AVRÒ PAURA?» (Salmo 26, 1).

«Il declino dello spirito di mortificazione, disciplina e rinnegamento di sé è odio della Croce» (Ven. Fulton J. Sheen) e l'odio della Croce di Cristo è satanico. Chi invece ama lo spirito di mortificazione, disciplina e rinnegamento di sé ama la Croce di Cristo e sconfigge Satana (Admin).

«Vuoi giungere all’altezza di Dio? Abbassati prima all’umiltà di Dio (...). Guarda l’albero: prima va in basso, per innalzarsi poi in alto: getta profonde radici, per lanciare poi al cielo la sua cima» (Sant'Agostino).

«Signore, dacci la forza di accettare con serenità le cose che non possono cambiare, dacci il coraggio di cambiare le cose che debbono essere cambiate, dacci soprattutto la saggezza di discernere le une dalle altre» (Jean Leclercq).

«Ogni volta (durante i tanti momenti della storia in cui il cristianesimo sembrò destinato a scomparire, ndr) la fede e la Chiesa furono date per spacciate, ma furono i suoi persecutori a soccombere. Ogni volta c’è stata una rinascita totalmente inaspettata. Anche ora la Chiesa sembra volgere al termine ma le cose potrebbero cambiare. Naturalmente, ci sono sempre voci che chiedono di adattarsi ai tempi e la Chiesa deve avere attenzione per i tempi in cui opera, purché ciò non implichi un adattamento della fede. In ogni caso, la soluzione non è abbassare l’asticella. Per compiacere il mondo si finisce sempre con il far evaporare la fede. La Chiesa è sempre sopravvissuta là dove la sua identità è rimasta, attraverso la riforma, la purificazione e la rivitalizzazione» (Mons. Robert Mutsaerts).

«La misericordia è la perfezione della giustizia (…). Il divorzio della misericordia dalla giustizia è sentimentalismo, come il divorzio della giustizia dalla misericordia è severità» (Ven. Fulton J. Sheen, dal libro Il Sentiero della gioia).

«È vera fede quella che non tollera che le azioni siano in contrasto con ciò che si afferma a parole. Esaminando la nostra condotta personale, potremo misurare l'autenticità della nostra fede. Non siamo sinceramente credenti se non ci sforziamo di tradurre in realtà ciò che confessiamo con le labbra» (San Josemaría Escrivá, da Amici di Dio).

«Ciò che manda più gente all’inferno è la mancanza di fermo proponimento nelle confessioni» (San Giovanni Bosco).

«Viviamo in una generazione che preferisce profanare piuttosto che venerare. Deride la purezza e diffida dell'obbedienza. Abbatte le immagini materne dell'amore e lo chiama progresso. Ma Maria è ancora lì, silenziosa, radiosa, vittoriosa. Il suo calcagno schiaccerà il serpente: “Metterò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: essa ti schiaccerà il capo e tu le insidierai il calcagno” (Genesi 3, 15). Questa profezia non è mitologia: si sta realizzando. Ogni rosario, ogni confessione, ogni atto di purezza respinge il serpente. Il trionfo del suo Cuore non è lontano: sta già accendendo le anime consacrate a Lei!» (Vescovo Joseph Strickland, dalla meditazione 7 novembre 2025).

«La grazia di Dio non è il permesso di peccare, è il potere di essere liberi nel bene» (Ana Munley).

«Se vuoi comportarti da cristiano coerente (...) devi mettere una cura estrema nei particolari più minuti perché la santità che il Signore esige da te si ottiene compiendo con amore di Dio il lavoro, i doveri di ogni giorno che, quasi sempre, sono un tessuto di cose piccole» (San Josemaria Escrivà, da Amici di Dio).

«Considerate le generazioni passate e riflettete: CHI HA CONFIDATO NEL SIGNORE ED È RIMASTO DELUSO?» (Libro del Siracide 2, 10).

«La fiducia in Dio non è mai vana, anche quando gli avvenimenti della vita precipitano fino all’imminente catastrofe. Anzi è proprio allora che bisogna avere maggiore fiducia nel Signore e non stancarsi di pregare perché è proprio allora che Dio interviene anche con miracoli strepitosi. In certe angustie mortali che ci travolgono, il Signore vuol essere e mostrarsi unica nostra salvezza (…). Bisogna chiudere gli occhi e lasciare a Lui la cura di risolvere certe situazioni tragiche e chiuse. Egli non delude mai la nostra speranza (…). Dobbiamo rendergli, in questi oscuri momenti della vita, una grande testimonianza di amore e di fedeltà, credendo fermamente alla sua onnipotenza e alla sua bontà» (Servo di Dio don Dolindo Ruotolo, dal commento al libro di Daniele).

«Tre devozioni vi stiano a cuore al di sopra di tutte le altre se volete fare profitto spirituale: la devozione alla Passione di Gesù Cristo, la devozione al Santissimo Sacramento e quella a Maria Santissima (Sant’Alfonso de Liguori).

«Quando Dio ci pone fra le spine della vita, fra le molestie, fra le angustie, che cosa fa se non aprirci la via della santità? E perché ci fa vivere nel mondo fra tante occasioni di male, fra tante prove, fra tanti scandali, se non perché noi rimaniamo ritti (…) ed apriamo questo nostro cuore a Lui solo, nostra unica Vita?» (Servo di Dio don Dolino Ruotolo, dal commento al libro dei Giudici).

«Non si ottiene nessun guadagno ad entrare in contestazione con uomini perversi» (San Giovanni Crisostomo, dal commento alla I Lettera a Timoteo).

«Gesù non ha annunciato per la società futura il regno di una felicità ideale, da cui sarebbe bandita la sofferenza; ma, con le sue lezioni e i suoi esempi, ha tracciato il cammino della felicità possibile sulla terra e della felicità perfetta in Cielo: la via regale della Croce» (San Pio X, dalla Lettera apostolica Notre charge apostolique).

«Se al sacerdote manca la scienza di Cristo che si riassume nella santità della vita e nella illibatezza dei costumi, gli manca tutto. La stessa dottrina, la stessa destrezza di azione, sebbene possano recare vantaggio alla Chiesa o ad altri, non di rado sono al sacerdote di lacrimevole nocumento. Chi, invece, è ricco di santità, può - benché l'ultimo - operare cose meravigliose a salute del popolo di Dio (...). SOLAMENTE LA SANTITÀ RENDE IL SACERDOTE QUALE EGLI DEVE ESSERE secondo la sua vocazione divina: “Uomo crocifisso al mondo”, vivente nella novità di una vita protesa alle cose celesti per condurre alle medesime il popolo cristiano» (San Pio X).

«La luce ricevuta deve diventare luce obbedita (…). Il pericolo più grande non è che la luce venga rifiutata ma che venga lentamente messa da parte, ricordata con affetto ma senza che governi la vita» (Vescovo Joseph Strickland).

«La condotta perversa è in abominio al Signore; egli ama chi pratica la giustizia. Punizione severa per chi abbandona il retto sentiero, chi odia la correzione morirà» (Libro dei Proverbi 15, 9-10).

«Per le bestemmie vengono sulla terra le carestie, i terremoti, le pestilenze» (San Giovanni Crisostomo).

«Nel regno di Dio l'obbedienza è libertà. Pensa all'Esodo. Dio non diede a Israele i 10 Comandamenti per rovinare il loro divertimento. Diede loro i 10 Comandamenti per proteggerli, per tenerli in vita, per insegnare loro come vivere in relazione con Lui e tra di loro (…). È così anche nella vita di tutti i giorni. Pensa a un atleta. L'allenamento ha delle regole. Non puoi semplicemente mangiare quello che vuoi, saltare l'allenamento e poi aspettarti di vincere. Le restrizioni non sono punizioni. Sono la strada per la vittoria. Oppure pensa a una cintura di sicurezza. Una cintura di sicurezza sembra restrittiva. Sembra un limite ma, in realtà, è lì per salvarti la vita. Quindi, ecco perché dico che c'è libertà nell'obbedienza. Perché so che, anche quando è dura, anche quando non capisco, cammino nella protezione e nell'amore di mio Padre. Nell'obbedienza Dio non ci tarpa le ali ma ci impedisce di volare dritti in una tempesta che non possiamo vedere» (Ana Munley, dalla meditazione Il costo della scelta della propria fede).

«L'anima umile e mite già qui sulla terra respira il Paradiso e, del profumo del suo umile cuore, si delizia il Creatore stesso» (Santa Faustina Kowalska, dal Diario).

«Fin dal mattino si aprano le nostre labbra con la preghiera dell’Ave Maria. Al mattino, l’Ave Maria ci anima ad affrontare le fatiche della giornata sotto lo sguardo materno di Maria, ripetendo anche noi, con il San Luigi Orione, di fronte ad ogni difficoltà: “AVE MARIA E AVANTI!”» (Padre Stefano Manelli).

«Non bisogna illudersi con falsi miraggi della vita; non bisogna farsi trascinare da quelli che propagano dottrine false, in opposizione a quella di Gesù Cristo. Non bisogna vivere disordinatamente da spensierati ma bisogna preoccuparsi del conto che si deve dare a Dio nel giudizio, conducendo una vita santa e considerare ogni ora come l’ultima» (Servo di Dio Don Dolindo Ruotolo).

«Il valore dell’uomo sta nella conoscenza esatta della vera dottrina e nella rettitudine della vita» (San Giovanni Crisostomo).

«L’aquila non combatte il serpente a terra. Cambia il luogo della battaglia, lo solleva in cielo e poi libera il serpente nell’aria. Il serpente non ha potere o equilibrio nell’aria. È inutile e molto debole, a differenza della terra, dove è forte, astuto e mortale. Quindi, nella tua battaglia, sali al mondo spirituale, prega Dio e, quando sarai nel mondo spirituale, Dio combatterà per te!» (San Charbel).

«Chi cerca Dio trova sempre la gioia mentre chi cerca la gioia non sempre la trova» (Admin).

«Finché il cuore non viene umiliato non cessa di divagare. L’umiltà raccoglie il cuore e, appena l’uomo è umiliato, subito Dio lo avvolge e lo circonda di pietà» (Sant’Isacco di Ninive).

«Nessuna battaglia esterna si può condurre a buon fine senza l'impegno primario nel santificare noi stessi, le nostre famiglie e le piccole “cellule” sane a cui siamo chiamati a dar vita. Questa missione deve starci seriamente a cuore, mentre tutto all’esterno pare collassare: dobbiamo creare ambienti di alta moralità e spiritualità e preservarli in modo da conservarli tali perché, mai come oggi, la battaglia è spirituale ed eminentemente teologica: la battaglia – diciamo anche la guerra – tra luce e tenebre» (Admin, da La cosa più importante da fare ora. Per me, per te e per tutti).

«Il problema non è la Croce altrimenti Gesù non sarebbe stato inchiodato sulla Croce e la Madonna non sarebbe stata trapassata dalla spada ai piedi della Croce. Il problema è la disperazione che deriva dal non capire e, soprattutto, dal non accettare l'attuazione della Croce nella nostra vita» (Admin).

«Il primo compito del papà e della mamma è quello di essere segni di Dio (…). Pensate alla frivolezza con cui si vive oggi il ruolo della paternità e della maternità: avete subito la spiegazione di tanti sbandamenti dei figli e di tante infelicità familiari. Quante disavventure di giovani si sarebbero potute evitare se avessero avuto genitori secondo il disegno di Dio!» (Cardinal Angelo Comastri).

«Il Rosario è una vera catena d'amore, è un incontro d'amore, è una sosta d'amore in cui diciamo tante volte alla Madonna: “Ti amo, Ti amo, Ti amo”. Tenere la corona in mano è come tenere la mano della Madonna nella nostra mano, è come avere un fascio di rose da offrire una per una alla dolcissima Mamma e Regina» (Padre Stefano Manelli).

«Il lasciarsi andare ai piaceri della mensa risveglia in noi le male passioni, mentre uno stomaco moderato placa gli istinti ed aiuta l'anima a non contaminarsi» (Sant’Antonio abate, dai 170 testi della vita santa).

«Oggi circola l’idea che tutti andremo in paradiso, buoni e cattivi. Circola “un'aria protestante” dentro il Cattolicesimo. La riparazione, adesso, è messa da parte: “Gesù ha già fatto tutto!”. Questo non è Cattolicesimo (quindi non è verità, ndr). Gesù non ha fatto tutto. Gesù ha aperto la porta del Cielo, ci ha dato la luce attraverso il vero insegnamento, la grazia attraverso i Sacramenti per poter vincere il corpo ferito dal peccato che fa lotta contro lo spirito. Gesù ci ha dato questo potere spirituale ma tocca a noi fare tutto questo (cioè collaborare con la nostra salvezza, ndr) con una vita sotto i comandamenti di Dio, una vita di mortificazione, di riparazione, una vita sacramentale. Questo ci porta lassù» (Padre Emmanuel dal Libano).

«Gli ammonimenti del Signore suonano strani alle orecchie degli uomini moderni, convinti che la vita terrena sia la sola e certa e quindi valga la pena di godersela mangiando, bevendo, divertendosi, perché domani dovremo morire. Le parole di Cristo sono talvolta rifiutate scrollando le spalle, come se appartenessero ad un lontano passato, giudicate incompatibili con la vita moderna fatta di comfort e piacere» (Ven. Fulton J. Sheen, dal libro Il Regno di Dio è una sfida: una guida per il Cielo).

«Il povero in spirito trova la sua contentezza e la sua gioia nel mancare di tutto e colui il cui cuore non desidera nulla è sempre in libertà» (San Giovanni della Croce).

«La forma migliore di mortificazione è di accettare con tutto il cuore, nonostante le nostre ripugnanze, tutto quello che Dio manda o permette, il bene e il male, la gioia e il dolore» (Beato Columba Marmion).

«Nel bel mezzo di un forte periodo di tentazione, ricordiamo: il fuoco dell'amore con cui voglio conservarmi fedele a Gesù deve essere più forte del fuoco di questa tentazione; oppure: l'ardore della carità verso il mio Salvatore deve bruciare di più del fuoco della prova, delle ostilità e di qualsiasi dolore nel corpo o nello spirito che sto attraversando. Se così penseremo e così agiremo, sperimenteremo una forza sovrumana che, riempiendoci, ci renderà capaci di sopportare ogni cosa» (Admin).

«Quale gioia per un cristiano che ha la fede che, alzandosi dalla Santa Messa, se ne va con tutto il Cielo nel suo cuore!» (Santo Curato d'Ars).

«Chi è veramente in pace non sospetta di nessuno. Chi invece è malcontento e inquieto è agitato da molti sospetti: né lui è in pace né lascia in pace gli altri. Spesso dice quel che non dovrebbe e omette quel che gli converrebbe fare. Egli bada a quel che gli altri devono fare e trascura invece quel ch’è suo dovere. Sii dunque zelante prima con te stesso e così potrai essere zelante anche con il tuo prossimo. Tu sai bene scusare e colorire le tue azioni ma non vuoi accettare le scuse degli altri. Sarebbe più giusto che tu accusassi te stesso e scusassi il tuo fratello. Se vuoi essere sopportato, sopporta anche tu gli altri» (Dal libro L'Imitazione di Cristo).

«La preghiera è una forza multipla, ammirabile, che ha efficacia sullo spirito e sulla materia, sulle creature e sul medesimo Creatore. Vale più di tutti i mezzi, anche i più potenti, incatena le stesse leggi della natura, domina le forze più avverse ed è come l'onnipotenza partecipata a noi» (Servo di Dio don Dolindo Ruotolo).

«Bisognerebbe levare forte la voce, bisognerebbe difendere l’onore di Dio, bisognerebbe illuminare i poveri cristiani e intanto da ogni parte si tace; anzi, che dico: si tace? Si parla troppo malamente col cattivo esempio, con gli scandali e con un atteggiamento di viltà inaudita che ci fa tener mano ai nemici del Signore» (Servo d Dio don Dolindo Ruotolo, dalla lettera 14 ottobre 1917).

«Sul traguardo finale della nostra epoca c’è scritto: vittoria. Il Cuore Immacolato di Colei che “schiaccia la testa” al nemico trionferà. Sarà Lei l’artefice della vittoria, Lei che rinnoverà l’umanità e la Chiesa per un’era di pace sulla terra (…). Quante volte si è creduto di poter suonare l’ultima campana a morto per la Chiesa! E invece, la Chiesa, oppressa, si rialza più vigorosa, uccisa, risorge più viva che mai. E una legge fondamentale della vita della Chiesa la resurrezione, che si radica nel mistero della resurrezione di Cristo. La Chiesa ha questa garanzia divina che la rende impavida di fronte ad ogni oppressione e morte. Artefice della prossima resurrezione della Chiesa sarà l’immacolata con il Suo Cuore» (Padre Stefano Manelli, dalla meditazione Fatima nostra speranza).

«Molte sono le idee nella mente dell’uomo ma solo il disegno del Signore resta saldo» (Libro dei Proverbi 19, 21).

«Penso che la cosa più importante che Davide mi abbia insegnato sia audacia e coraggio perché, la cosa che Davide fa sempre, è che non scappa dalle sue paure. Ci va dritto contro. E penso che questa sia una lezione di cui abbiamo tutti bisogno: non scappare dalle nostre paure ma affrontarle. Opporsi al gigante (il nostro Golia, ndr) e dire: “Io sono qui!”. Anche se potremmo essere spaventati, terrorizzati, scegliamo comunque di opporci ai giganti» (Michael Iskander, attore de “La Casa di Davide”, da un’intervista).

«Non desiderate non essere ciò che siete ma desiderate essere molto bene ciò che siete» (San Francesco di Sales).

«Vi sarà un periodo di suprema indifferenza, di completa assenza di preghiera, di materialismo e di rilassamento tali, che il Cielo sembrerà completamente muto riguardo alla terra, e gli uomini saranno abbandonati a se stessi» (Servo di Dio Don Dolindo Ruotolo, dal commento all'Apocalisse).

«Quando ci comunichiamo, tutti noi riceviamo il medesimo Signore Gesù ma non tutti riceviamo le medesime grazie né produce in tutti gli stessi effetti. Ciò proviene dalla nostra maggiore o minore disposizione. Per spiegare questo fatto, mi servo di un paragone naturale: l’innesto. Quanto più le piante si rassomigliano, tanto meglio è per l’innesto. Così, quanta più somiglianza ci sarà tra chi si comunica e Gesù, tanto migliori saranno i frutti della Santa Comunione» (Sant’Antonio Maria Claret).

«Oggi molti vogliono una religione che assecondi il loro modo di vivere, invece di una fede che richieda qualcosa da loro. Il risultato è che, per rendere la religione più popolare, troppi profeti l’hanno annacquata, fino a che non si è più distinta in alcun modo da un sentimentalismo secolare» (Fulton J. Sheen, dal libro Il pianto del Cristo).

«Il problema della nostra santificazione è un problema personale e nessuno può sostituirci. Dio ci ha dato la libertà e perciò ognuno deve essere l'autore della propria santificazione. E ne sarà il responsabile. È una cosa molto personale e ognuno di noi sarà giudicato separatamente su tutta la propria vita. E come egli si sarà comportato, così sarà il suo premio o il suo castigo» (San Massimiliano Kolbe, dalle Conferenze ai frati).

«Il demonio ha paura della gente allegra» (San Giovanni Bosco).

«Per quattro venne la rovina del mondo: per l'uomo, per la donna, per l'albero e per il serpente e per quatto il mondo deve essere restaurato: per Gesù Cristo, per Maria, per la Croce e per il Giusto Giuseppe».

«Niente ti turbi. Tutto passa. Ciò che non è eterno e niente» (San Giovanni Bosco).

«La prima e più importante penitenza del cristiano è quella di compiere fedelmente e perfettamente i propri doveri quotidiani. Fare altre penitenze, omettendo questa, significa badare al secondario trascurando il principale. Il primo posto, ricordiamo bene, tocca sempre al compimento esatto dei propri doveri. Se c’è questo, la sostanza della nostra vita di penitenza è assicurata» (Padre Stefano Manelli, da una meditazione sulla penitenza).

«La vera essenza del cristiano è la fedeltà alla persona di Cristo, una fedeltà esente da dubbi e incertezze. I medici si rifiutano di curare pazienti che usano altre medicine insieme a quelle da loro prescritte (...). Purtroppo molti cristiani seguono una doppia prescrizione: un po’ accettano l’insegnamento di Cristo e un po’ simpatizzano con opinioni opposte» (Cardinal Tomáš Špidlík).

«Noi parliamo molto nelle opere di bene che facciamo (…). È più bello tacere; le opere silenziose sono più efficaci e più durature, perché l’umiltà le riveste come di uno strato impermeabile alle insidie di satana. Anche nella vita familiare e sociale è più bello tacere; si tutela maggiormente la pace parlando poco, poiché noi non sappiamo valutare che cosa può produrre negli altri una parola imprudente» (Don Dolindo Ruotolo, dal commento al primo libro di Samuele).

«Partecipare alla Messa è lo stesso che essere presenti sul Calvario. LO SVANTAGGIO DI NON AVER VISSUTO ALL’EPOCA DI CRISTO È AZZERATO DALLA MESSA. Sulla croce, Egli ha potenzialmente redento tutta l’umanità; nella Messa noi rendiamo attuale quella Redenzione» (Ven. Fulton J. Sheen, dal libro I 7 Sacramenti).

«Le paure del futuro mostrano imperfezione nelle tre virtù teologali. Dio può suscitare dovunque – e specie nei luoghi e negli esseri più impensati – ciò che necessita ad un suo figlio che si affida a Lui. Ciò che molte volte sembra l'aiuto migliore è, al contrario, un “deviatore” dalla strada di Dio ed Egli, allora, lo toglie provvedendo a dare l'elemento necessario in sua sostituzione» (Admin).

«Veramente puri di cuore sono coloro che disdegnano le cose terrene e cercano le cose celesti e non cessano mai di adorare e vedere il Signore Dio, vivo e vero, con cuore ed animo puro» (San Francesco di Assisi, dalle Ammonizioni).

«Quando Dio ti dice “no” ringrazialo, perché ti sta proteggendo e ha qualcosa di meglio per te».

«Convinciamoci che lavoreremo di più per il bene della Chiesa, per la salvezza delle anime, per la Gloria del Padre Celeste, cercando anzitutto di rimanere uniti a Dio con una vita tutta di Fede e Amore, di cui Lui solo sia l’oggetto, che non con un’attività divorante e febbrile che non ci lasciasse né tempo né luogo di ritrovar Dio nella solitudine, nel raccoglimento, nella preghiera e nel distacco da noi stessi» (Beato Columba Marmion).

«Soltanto quando si incontrano e si sposano amore e verità, giustizia e pace le cose possono funzionare, l'ordine di Dio si può stabilire negli individui e nelle collettività, nella Chiesa e nel mondo intero. Se invece divorziano l'amore dalla verità e la giustizia dalla pace, restano soltanto un falso amore e una falsa pace che sono la maschera di Satana e il carnevale del Male» (Admin).

«Pensiamo che tutto si paga e che dobbiamo tremare salutarmente per il rendiconto di ogni nostra azione perversa. Siamo tutti peccatori innanzi a Dio, umiliamoci profondamente (…) e, anziché scusarci nelle nostre passioni, diciamo al Signore: “Ho peccato”. Quando ci vediamo tribolati in conseguenza delle nostre colpe, anziché disperarci (…) facciamo penitenza perché (…) possiamo avere dopo il castigo la misericordia e la pace» (Servo di Dio don Dolindo Ruotolo, dal commento al secondo libro di Samuele).

«La nostra Immacolata Sempre Vergine Maria non gradisce per nulla gli ossequi di coloro che vogliono continuare a vivere nel peccato» (San Giovanni Bosco).

«Tanti si preoccupano così tanto del corpo da trascurare l’anima e, trascurando l’anima, perdono l’appetito per lo spirituale. Come è possibile, nell’ordine fisiologico, che un uomo perda ogni appetito per il cibo così è possibile, nell’ordine spirituale, che perda ogni desiderio per il soprannaturale. I GOLOSI DEL CORRUTTIBILE, DIVENTANO INDIFFERENTI ALL’ETERNO. Come le orecchie sorde sono morte alla realtà dell’armonia e gli occhi ciechi sono morti alla realtà della bellezza, così le anime deformate diventano morte alla realtà del Divino» (Ven. Fulton J. Sheen, dal libro Vittoria sul vizio).

«La giustizia senza forza è inerme, la forza senza giustizia è tirannia» (Blaise Pascal)

«Sarai buono solo se saprai vedere le cose buone e le virtù degli altri. Pertanto, se devi correggere, fallo con carità, nel momento opportuno, senza umiliare… e con la disposizione di imparare e di migliorare tu stesso in ciò che correggi» (San Josemaria Escrivà, da Forgia).

«La legge di Dio non può essere decisa dalla maggioranza» (Mons. Albino Luciani, Beato Giovanni Paolo I).

«La superbia, sola fra tutti i vizi, fa guerra a tutte le virtù e, come veleno universale, le corrompe tutte» (San Bernardo).

«Dio non permetterà che l’ingiustizia diventi eterna. Egli permette che accadano rivolte, disgregazione e caos per ricordarci che i nostri pensieri sono stati sbagliati e i nostri desideri sono stati empi. La verità morale è vendicata dalla rovina che consegue al suo ripudio. Il caos dei nostri tempi è l’argomento negativo più forte che potesse mai essere utilizzato dal cristianesimo. La catastrofe rivela che il male si sconfigge da solo e che non possiamo distogliere lo sguardo da Dio, come abbiamo fatto, senza fare del male a noi stessi» (Ven. Fulton J. Sheen, dal sermone Segni dei nostri tempi).

Il diavolo una volta disse al Curato d’Ars (riferendosi alle sue pratiche ascetiche): «Tu non mangi, neanche io; tu non dormi, neanch’io dormo. Ma c’è una cosa che tu puoi fare e io no: amare Dio».

«“Allora, perché Dio colpisce tutti i migliori, o con le malattie, o con i lutti, o con altri guai?”. Perché anche negli accampamenti le imprese pericolose sono ordinate ai più forti: il comandante manda truppe sceltissime a tendere al nemico gli agguati notturni, ad esplorare la strada, ad espugnare un fortino. Nessuno, di quelli che escono, dice: “Il generale mi ha fatto torto”, ma: “Ha stima di me”. Altrettanto deve dire chi si trova a sopportare ciò che fa piangere i timidi e gli ignavi: “Dio ci ha ritenuti degni di sperimentare su noi la capacità di sopportazione della natura umana”» (Lucius Annaeus Seneca).

«Colui che soffre con pazienza, soffre meno» (Santa Chiara d'Assisi).

«Chi ama la Madonna può essere così certo del Paradiso come se già vi si trovasse» (Sant’Alfonso de’ Liguori).

«Liberati dal peccato e fatti servi di Dio, voi raccogliete il frutto che vi porta alla santificazione e come destino avete la vita eterna. Perché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore» (Lettera di San Paolo ai Romani 6, 22-23).

«Il peccato non è naturale. Non fa parte della natura umana. Dio non ha voluto questo (…). Il peccato è entrato dopo nella natura umana, frutto della ribellione a Dio. È come un cancro che mangia la natura umana da dentro ma non farà mai parte della natura umana. Questa è una verità che bisogna ricordare insistentemente. È vero o no che pensiamo che il peccato fa parte della nostra natura e che il Signore deve comprenderci? che deve prenderci così? che, siccome è buono, dobbiamo restare come siamo? Questo è il cancro. Il peccato non è non è naturale. L'uomo è fatto per la grazia» (Don Alberto Secci).

«La coscienza, è come l'araldo di Dio e il messaggero, e ciò che dice non lo comanda da sé stessa, ma lo comanda come proveniente da Dio, alla maniera di un araldo quando proclama l'editto del re. E da ciò deriva il fatto che la coscienza ha la forza di obbligare» (San Bonaventura).

«Anche se scrivo con le mani incatenate, è meglio che avere la mia volontà incatenata. A volte, Dio si manifesta donando la sua forza a coloro che lo amano e che non pongono le cose terrene al di sopra delle realtà eterne. Né la prigione né le catene e nemmeno la morte possono separare qualcuno dall'amore di Dio, strappargli la sua fede e la sua libera volontà. La potenza di Dio è invincibile» (Beato Franz Jägerstätter).

«Non sgomentatevi per le tentazioni. È buon segno che il nemico combatta un’anima: questo vuol dire che non è sua» (San Francesco di Sales).

«Dio ha già fatto il passo per venirci incontro. Dio è dentro la nostra storia. Dio si è fatto uomo: è qui. Siamo noi che dobbiamo fare il passo verso di lui: siamo noi che dobbiamo aprirci, affinché la Luce entri e illumini la vita» (Cardinal Angelo Comastri).

«Bisogna dire rudemente e francamente male al male e biasimare le cose biasimevoli. Senza dubbio, biasimando bisogna cercare di risparmiare il più possibile le persone nelle quali l’errore vive. Eccetto però tutti i nemici dichiarati di Dio e della Chiesa: costoro bisogna smascherarli più che si può. È carità gridare al lupo quando entra tra il gregge» (Paul Claudel).

«Dio, essendo sommamente buono, non permetterebbe in alcun modo che nelle sue opere ci fosse il male se non fosse così potente e buono da trarre il bene anche dal male» (Sant’Agostino).

«È molto più facile convertire un peccatore incallito che far cambiare vita a un credente sbagliato» (San Bernardo di Chiaravalle).

«Tutte le buone opere messe insieme non equivalgono al Santo Sacrificio della Messa: esse, infatti sono opere degli uomini, mentre la Messa è opera di Dio» (Santo Curato d'Ars).

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Joshua.

«È molto più facile convertire un peccatore incallito che far cambiare vita a un credente sbagliato» (San Bernardo di Chiaravalle – 1090-1153)
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Per questo è molto difficile in questa epoca rendere testimonianza alla Verità, perché molti pastori hanno dato da mangiare al gregge erbe cattive, frutto di dottrine eretiche come fossero provenienti da Cristo, ma non lo sono e i cui pascoli sono proprietà del Vaticano.