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La nuova chiesa modernista è stanca dei vecchi simboli cristiani, come se questi fossero brand di aziende da riqualificare. E pensare che San Paolo si vanta solo della Croce di Gesù Cristo... e Gesù dice che chi si vergogna di Lui, Lui si vergognerà a Sua volta di chi si è vergognato della Sua Persona e della Sua opera.
Non è vero che l'arte non ha mai prodotto crocifissi con il Risorto, sia nella chiesa latina, ma anche nell'arte ortodossa il crocifisso è spesso rappresentato come Re vittorioso. Crocifisso e Risorto, basti pensare al Christus Triumphans.
Invece, il messaggio che manda questo sacerdote è proprio la stanchezza di questa chiesa di vedere la sofferenza, e in un mondo che fa di tutto per eliminare chi soffre (non la sofferenza), non è proprio il messaggio più adatto da dare a questa società neopagana. Il messaggio che manda è quello di una chiesa che finalmente si scrolla di dosso questo Cristo sofferente, questa celebrazione medievale della Croce (che ha dato frutti di carità inestimabili), e non posso fare a meno di pensare che la nuova chiesa si vergogna della Croce e in definitiva significa che rifiuta il messaggio evangelico di salvezza, si scandalizza per l'umiliazione e la sofferenza di Cristo, e non è più disposta ad applicare i principi cristiani nella propria vita quotidiana. Difatti chi lo dice più che si deve rinnegare se stessi per seguire Gesù? Chi lo dice più che si deve prendere la propria croce per seguire Gesù? Nessuno! Oggi si dice che il peccato non è peccato è si può fare ciò che si vuole, alla faccia dei comandamenti e dell'insegnamento evangelico.
La Chiesa di oggi quale Via segue? Quella di N. S. Gesù Cristo o quella del mondo?
La proposta di Don Zocca: «Stacchiamo Gesù dalla croce. Ecco la mia nuova idea per il crocifisso»
Chiara Tajoli
Il sacerdote: «Ho fatto realizzare una Croce unica al mondo in cui c’è meno dolore e supplizio e più vita e resurrezione»
Il sacerdote: «Ho fatto realizzare una Croce unica al mondo in cui c’è meno dolore e supplizio e più vita e resurrezione»
«Stacchiamo Gesù dalla croce». La proposta arriva da don Renzo Zocca, collaboratore della parrocchia di San Pietro Apostolo di Verona, ideatore della Fondazione L’Ancora Ets, autore di ben diciotto libri e ora deciso a proporre un nuovo simbolo per i cattolici.
Per anni don Renzo, durante le ore di preghiera sotto la Croce, si è chiesto se potesse esserci un simbolo diverso per esprimere la vittoria di Cristo sulla morte. «È vero che la Croce rappresenta insieme la passione, la morte e la Resurrezione di Gesù», dice, «ma perché non rappresentare meno sofferenza e morte e più vita e speranza, visto che il messaggio di Cristo è la Resurrezione?».
«Credo sia unico al mondo», sottolinea don Renzo. «Dietro il suo corpo la croce, appena accennata, è staccata. Gesù è sporto in avanti, è libero e ha le braccia alzate: sta volando verso il Cielo, verso il Padre», dice contento. «Bisogna vederlo per capire com’è. Neanche nelle più rosee aspettative pensavo si potesse realizzare un’opera simile». La croce realizzata da Demetz si trova nella cappella del Divino Concepito, nella Casa d’accoglienza «L’Oasi di Gina ed Enrico» a Settimo di Pescantina.
Chiunque può entrare a pregare ogni giorno e il giovedì anche di notte.
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La proposta di Don Zocca: «Stacchiamo Gesù dalla …

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C'è senza dubbio una diffusa ignoranza riguardo all'arte, e quindi moltiplicata per cento riguardo all'arte sacra: cioè che essa debba essere "bella" o "brutta", debba "rappresentare" o "essere astratta" ormai sinonimo di moderna.
L'arte se non è spirituale, metafisica, se non porta l'anima verso le alte vette del mistero e dell'inesprimibile, se non ci parla di Dio "che tutto move" non è nulla, è pura fantasia umana, materialista, vuota e senza senso.

Nessuna novità: Cristo senza croce è un tema molto amato da Massoni e modernisti… caro Don Zocca mettiti il cuore in pace, hai scoperto l’acqua calda