🇮🇹 Ammaestramenti dagli scritti di Maria Valtorta: “Oh! Mammina di Gesù, che posso fare per te?”
Scrive Maria Valtorta:
Ieri mattina ho avuto le carezze di Maria Ss. Proprio carezze, non modi di dire. Lavoravo e pensavo. Naturalmente al Cielo. Mi dicevo che verrà bene il giorno in cui sarò lassù non più orfana, sola e amata così più o meno bene come sono ora. Ho avuto sul capo, sulle gote, le carezze della Madonnina. Le lacrime, pensando a come sono ora senza parenti, mi cadevano sul lavoro e invocavo un conforto, e il conforto è venuto sotto forma di carezze. Non è la mano forte e grande di Gesù e il suo attirarmi da amico, per non dire da innamorato. È stata una carezza morbida, lieve, materna, di una mano piccolina e leggera. Sulla testa e sulle gote. Un tocco inconfondibile e il cui ricordo è la mia delizia.
Questa mattina poi, verso l’alba, mentre ero nel dormiveglia e pregavo - il rosario dicevo - ho detto: “Oh! Mammina di Gesù, che posso fare per te?”. E Lei mi ha detto: “Amami”. Basta. Non ha detto altro. Ma come lo ha detto! È la prima volta che odo la parola della Madonna santa. È tutt’oggi che penso a quell’“Amami”, detto così dolce come fosse di una mamma curva sul letto della figlia e che le sussurra fra i capelli, fra un bacio e l’altro, il suo più caro desiderio di madre.
C’è voluta la Madonna a farmi gustare questo che non ho mai avuto nella mia vita di figlia!... Quello che provo non è descrivibile altro che con una parola: “Estasi!”.
(Maria Valtorta, “I Quaderni del 1943”, 20 novembre)
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[“Virgen del Rosario” di Domingo Martínez da Wikimedia Commons]

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